Come sa, la foggia dell'attuale OMRI ricorda (nelle intenzioni -deve- ricordare, visto che è stato reso evidente), quella dell'Ordine della Corona d'Italia, ovviamente tolti gli elementi della corona e con i colori della Repubblica. Se vogliamo dunque basarci sull'analogia, credo proprio che sia più l'Ordine della Corona d'Italia il corrispettivo evidente anche perché ciò è stato reso chiaramente visibile nella decorazione. Basta rifarsi comunque all'intervento di Lord Acton per quanto riguarda i conferimenti ai ranghi inferiori del suddetto Ordine per farsi un'idea.
L'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro era un Ordine dinastico ed insieme all'Ordine dell'Annunziata era inevitabile che entrasse a far parte del sistema premiale del Regno d'Italia con il casato regnante, ma ciò avvenne anche con l'Ordine Costantiniano di San Giorgio nel Regno delle Due Sicilie che pur tuttavia sempre restò ordine dinastico e non costituì, (proprio come l'OSSML) l'equivalente di un OMRI. E' evidente che in una monarchia, quegli ordini che legano particolarmente al Casato Regnante, entrino a far parte del rispettivo sistema premiale del paese. Talvolta proprio perché conferiti per meriti nei confronti del casato regnante, vengono anche considerati e confusi con ordini di merito.
Tuttavia le accenno perché non credo sia sufficiente considerare l'associazione Gran Croce -> Collare, all'Ordine dell'Annunziata <-> conferimento automatico della Gran Croce OSSML.
Il motivo è semplice.
Il fatto che vi sia una categoria speciale di Cavalieri di Gran Croce decorati di ulteriore distinzione decorativa non è infatti una novità ed è ripreso da antiche tradizioni equestri. Le faccio l'esempio dell'ordine Costantiniano di San Giorgio con: i Balì Cavalieri di Gran Croce di Giustizia -decorati di Collare-. Come sa anche nell'Ordine di Malta vi sono distinzioni ulteriori che si evidenziano nell'aggiunta di elementi decorativi ("la fascia", per fare un esempio).
Per citare Ordini in cui l'ulteriore distinzione pur non essendo considerata alla stregua di un Ordine di Collana, è concessa con grande parsimonia come segno d'onore ulteriore. Ora, nell'Ordine di Malta per sua natura è evidente che la massima distinzione è prevedibilmente nell'appartenenza all'Ordine stesso. l'Ordine si riserva tuttavia di conferire il massimo rango dell'Ordine al Merito Melitense per le finalità equiparabili a quelle prese in esame in questa discussione; talvolta è stata conferita l'appartenenza all'Ordine in ranghi di particolare prestigio per finalità equiparabili.
Per il casato dei Borbone Due Sicilie è invece l'Ordine di San Gennaro che meglio rappresenta l'equivalente di un Ordine della Santissima Annunziata.
Dunque a mio avviso, L'OMRI come nuovo ordine della repubblica, andò inevitabilmente a coprire lo spettro dei decorabili degli antichi ordini dell'annunziata, OSSML e Corona d'Italia ma con ciò non mi pare possa essere ritenuto propriamente una continuazione. Ha ripreso semplicemente i titoli, le classi, i ranghi della tradizione equestre. Certo idealmente può costituire un erede degli stessi ma io lo concepirei semplicemente come una necessità, di uno stato europeo, di possedere un Ordine al Merito che come tale, possiede vari ranghi e distinzioni, dal Cavalierato alla massima distinzione del Gran Cordone.
La risposta di Lord Acton in merito agli USA, conseguentemente sottolinea come il Gran Cordone sia un'esigenza del sistema premiale italiano, per corrispondere ai massimi ranghi degli ordini conferiti da altri Capi di Stato. La Gran Croce non potrebbe essere sufficiente, in quanto, come noto, anch'essa non viene conferita con i medesimi criteri (anche in questo rango rispecchierebbe maggiormente un Ordine della Corona d'Italia).
Pragmaticamente poi, è evidente che il Gran Cordone andrà a decorare persone che con la monarchia, sarebbero state decorate dell'Ordine della Santissima Annunziata. Perché quello era il massimo che la Casa Reale d'Italia potesse prevedere. Tuttavia, con questi conferimenti si condivide sempre la problematica dei criteri morali e non solo, che ... ahimé, non sono predominanti.
Andrea

