Zaccheo ha scritto:E' veramente un peccato che dello stemma episcopale dell'agostiniano Adeodato Summantico non si riescano a rintracciare manufatti araldici di migliore fattura,
Caro Ferrante, tralascerei il discorso specifico su questo stemma, perchè - e scusa se batto su questo punto, ma la cosa mi sembra di notevole interesse dal punto di vista di quella che possiamo chiamare "filosofia dell'araldica" - sei proprio sicuro che ci debbano proprio essere manufatti araldici di "fattura migliore"?
Ora poniamo l'ipotesi che vengano fuori due documenti, ognuno con due versioni a loro volta mediocri ma diverse: compreso il primo "brutto", quale dei tre stemmi dovremmo considerare il "migliore"?
Esiste davvero lo stemma migliore, quello giusto? Esiste davvero un noumeno raggiungibile solo con confronti, ricerche, scremature ed esclusioni?
Io credo che uno stemma, qualunque stemma, debba esser letto e studiato in ogni suo dettaglio a partire dalla formulazione di un buon blasone. Ma se il blasone che noi oggi diamo deve rispecchiare fedelmente ciò che duecento, o trecento o più anni fa fu rappresentato in uno scudo araldico, non è detto che lo scudo araldico che abbiamo di fronte debba esser ricondotto necessariamente a un blasone "buono, migliore, originario, primitivo, o come lo vuoi definire" piuttosto che a un altro. Una simile operazione risulterebbe tanto più complessa e fuorviante tanto più antica fosse la rappresetazione araldica in studio.
Del resto, quanti stemmi oggi possiamo vedere accompagnati da una corretta descrizione blasonica che garantisca che così, esattamente così, in tutti i suoi precisi particolari, quello stemma debba esser sempre fedelmente riprodotto? Purtroppo casi del genere sono rari. E se ciò è raro oggi, non credo che fosse più facilmente riscontrabile oltre duecentocinquant'anni fa...




si arriva in cielo


