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Antonio Conti ha scritto:Buongiorno a tutti,
chi di noi non si è imbattuto nelle pluricitate prese di posizione della Chiesa cattolica a proposito degli Ordini riconosciuti?
Se non erro quelle prese di posizione, pubblicate anche sull'Osservarore Romano, erano giustamente volte a screditare (nel senso di togliere credito), organizzazioni para-cavalleresche che spesso possono trarre in inganno ignari cittadini un po' sprovveduti.
Eppure capita di vedere pubblicate sul web immagini di cerimonie di Ordini non rientranti tra quelli (unici) riconosciuti dalla Chiesa, alle quali partecipano con funzioni attive sacerdoti e prelati di S.R.C.
Perché?
Recentemente si sono richiamati i sacerdoti alla necessità di essere "autorizzati" dai superiori per le loro apparizioni in televisione, nulla di tal genere è stato fatto per le cerimonie di Ordini che la Chiesa non riconosce?
PS
La mia domanda deve essere intesa come tale, non come un giudizio.


assoro ha scritto:Caro Signor Tomaso,
ha ragione.........ma si è mai posto la domanda perchè molti alti prelati
(monsignori,vescovi,cardinali) partecipano a queste manifestazioni.......?
io si e mi son dato delle risposte.......
grazie
assoro
antonio_conti ha scritto:Dopo avere inserito questo topic ebbi modo di vedere (accedendovi dal sito Iagi) un comunicato della Segreteria di Stato del Vaticano (http://www.icocregister.org/ss27apr2004it.htm), un documento chiaro, forse non sufficiente.
Cordiali saluti
Antonio Conti
T.G.Cravarezza ha scritto:Caro Pierfelice,
il documento è chiarissimo, ci mancherebbe. Io però mi permetto di proporre alla Santa Sede una maggiore valutazione degli Ordini cavallereschi che nella storia sono stati approvati e sono tuttora floridi, con bolle pontifice (Santi Maurizio e Lazzaro, Costantiniano et cetera). Insomma, la Chiesa dovrebbe effettuare una sorta di "certificazione", mi si perdoni il termine, ed approvare o meno quegli storici ordini approvati a loro tempo e che tuttora sono sotto il Gran Magistero di una determinata dinastia. Lasciare volutamente questi equivoci, consigliare ai diplomatici di accettare solo ordini nazionali o riconosciuti dalla Santa Sede e poi allo stesso tempo accordare un cardinale al ramo napoletano del costantiniano (che dalla lettera sembrerebbe "non approvato"), penso sia solo dannoso. Ripeto, secondo me sarebbe sufficiente un controllo da parte della Santa Sede a quegli ordini approvati da bolla pontificia se effettivamente, ancora oggi, seguono negli statuti e nelle investiture, quei valori e ideali morali e sociali che portarono all'approvazione a loro tempo con bolla pontificia. Una volta controllati tali ordini e "certificati", si potrebbero inserire in una specie di elenco di ordini riconosciuti dalla Santa Sede. Questo servirebbe, in primis, a stringere maggiormente l'unione tra gli storici ordini cavallereschi e la Santa Sede e allo stesso tempo a controllarli nel mantenimento dei valori della cristianità ed in secundis a fugare ogni tipo di dubbio sugli ordini veri e quelli fasulli.
Cordialmente
Ardashir ha scritto:Concordo con l'opinione del signor Cravarezza: purtroppo il documento presentato dal Signor Degli Uberti non risolve ma, in un certo qual modo, elude alcuni nodi spinosi che da tempo tribolano la vita del cavalierato cristiano, come la famosissima scissione dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio, di cui fattualmente entrambi i rami sono riconosciuti ed appoggiati da Cardinali della Santa Chiesa Cattolica, situazione questa che, finchè non si giungerà ad un auspicabile chiarificazione del problema, non finirà di ingenerare polemiche e scarsa chiarezza (anche se, forse, la stessa pubblicazione di un testo come quello di Alfonso Maria Dettina del 2003 può essere un segnale positivo).
pierfe ha scritto:Mi spiace ma non sono d'accordo con quanto scrive.
Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio non è riconosciuto dalla Santa Sede come Ordine cavalleresco dal 1924, quando sospese (allora provvisoriamente) il cardinale patrono.
Purtroppo ci sono cardinali di Santa Romana Chiesa che appoggiano anche sedicenti Ordini cavallereschi.
La Santa Sede è chiaro riconosce come Ordini cavallereschi solo il SMOM e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e lo dice dal 1935.
Pier Felice degli Uberti
Ardashir ha scritto:pierfe ha scritto:Mi spiace ma non sono d'accordo con quanto scrive.
Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio non è riconosciuto dalla Santa Sede come Ordine cavalleresco dal 1924, quando sospese (allora provvisoriamente) il cardinale patrono.
Purtroppo ci sono cardinali di Santa Romana Chiesa che appoggiano anche sedicenti Ordini cavallereschi.
La Santa Sede è chiaro riconosce come Ordini cavallereschi solo il SMOM e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e lo dice dal 1935.
Pier Felice degli Uberti
Gentilissimo Signor Degli Uberti,
sul fatto che la Chiesa Cattolica riconosca unicamente i due ordini summenzionati come ordini cavallereschi siamo, credo, perfettamente d'accordo.
E' vero però che occorre esaminare non solo la teoria ma anche la prassi, e la prassi segnala come lampante dato di fatto che, a prescindere dal pronunciamento del 1935, Cardinali e numerosi Vescovi e presbiteri hanno continuato ad aver parte attiva in quegli ordini dinastico\premiali (il Costantiniano di Napoli e di Parma, quello dei Santi Maurizio e Lazzaro e svariati altri) che, pur non essendo riconosciuti come "ordini cavallereschi" dalla Santa Sede, avevano avuto, nella storia, indubbi riconoscimenti pontifici a causa della loro matrice religiosa.
Ancora, non sono mancati, l'abbiamo già detto in diversi, membri anche eminenti della gerarchia ecclesiastica che hanno avuto a che fare in vari modi con ordini cavallereschi fittizi e dalle dubbie radici storiche.
A questo punto la questione è la seguente: o la Santa Sede promuove regolamentazioni più strette per quei sacerdoti che desiderino accostarsi o far parte di codesti ordini (sul modello della proposta del signor Cravarezza, che mi sembrava conformarsi alla prassi burocratica di base diocesana della Chiesa) o ci si rassegna ad avere un nucleo di pochi a conoscenza della normativa della Santa Sede mentre la maggior parte degli ecclesiastici e dei laici continuano a ritenere gli ordini cavallereschi cattolici poco meno di un centinaio (infatti sfido chiunque a trovare preparato un "normale" presbitero sulla distinzione fra ordini cavallereschi approvati dalla Santa Sede, dinastico premiali o associazioni laiche di stampo cavalleresco).
Cordiali saluti
Antonio Conti ha scritto:A proposito, sono molto interessato ad avere una definizione di “associazioni laiche di stampo cavalleresco”.
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