Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

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Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 2 novembre 2008, 12:47

Nei miei studi sul Friuli medievale ho trovato questa affermazione :
Attorno al patriarca di Aquileia si forma una numerosa nobiltà detta "ministeriale" che presto si contrapporrà a quella "libera" o "imperiale", per lo più d'origine germanica .
Non ne avevo mai sentito parlare . Qualcuno può illuminarmi ? :idea:
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 4 novembre 2008, 10:48

Per quel che ne so, è la nobiltà di provenienza servile; da ministro = servo, schiavo. Ciao, Fabrizio
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda RFVS » martedì 4 novembre 2008, 11:29

:shock: :shock:

se non sbaglio credo in questo caso il termine "ministeriale" sia riferito a quelle famiglie (tutt'altro che servili :shock: ) feudatarie del Patriarca di Aquileia.

alcune famiglie a caso:

Savorgnano
Conti di Duino
Spilimbergo
Sbrojavacca
Partistagno (con le diramazioni Freschi di Cucagna; Valvasone e Zucco)
Conti di Porcia
Conti di Gorizia
Conti di Attimis (Attems)

...proprio famiglie servili non mi sembrano...
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda RFVS » martedì 4 novembre 2008, 11:37

ora che ci penso i ministeriale potrebbero anche esere quei piccoli feudatari che il Patriarcato di Aquileia e bbe nella Carniola o Carnia.
Era una classe a metà tra i feudatari maggiori ed i comuni proprietari.

non saprei di preciso perchè se ben ricordo proprio gli Spilimbergo figuravano come ministeriales e certo non erano piccoli feudatari, ma anzi tra i più importanti del Friuli.

Federico faresti al caso nostro!!!!!
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 4 novembre 2008, 18:48

Non è che abbiano a che fare con i funzionari dei signori feudali ?
Se è così , prima di diventare " piccola nobiltà " erano tutti non liberi o semi-liberi sia coloro che erano a servizio del Patriarca di Aquileia sia quelli a servizio dell'Imperatore ... :roll:
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda RFVS » martedì 4 novembre 2008, 20:50

lo escluderei abbastanza categoricamente, ma resto un ignorante in materia di nobiltà friulana.
se Federico ci venisse in aiuto sarebbe una gran cosa.
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 5 novembre 2008, 14:04

Il servizio - status di feudatario non comprometteva lo status di libero. Anzi! Ripeto, per quel poco che so con ministeriales si dovrebbero intendere funzionari di condizione servile. Dai quali discesa la nobiltà ministeriale. La mia fonte: il volume "I castelli del Trentino", edito negli anni '60 del secolo scorso. Speriamo in futuri interventi di più esperti in materia! Ciao, Fabrizio
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 5 novembre 2008, 14:31

Anche la nobiltà in Germania era suddivisa in liberi e ministeriali. Ciao di nuovo, Fabrizio
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 5 novembre 2008, 14:33

Temo tu abbia ragione , Fabrizio , ho trovato sul sito isruzioneonline questa frase :

"Vi erano poi i collaboratori dei nobili, detti ministeriali, i quali erano addetti ad incarichi di fiducia come la riscossione delle tasse, la redazione di documenti ecc. Essi ebbero numerose occasioni di ascesa sociale e non di rado ottennero come compenso benefici terrieri."
era, in origine , uno stato di "non libertà" in quanto dipenenza dal signore feudale che probabilmente divenne , con l'acquisizione di beni terrieri vera e propria nobiltà , di origine quindi diversa da quella di nomina imperiale , detta libera .
Non so se ho scritto qualcosa di sensato :roll:
Se è così dovrebbere essere molte le famiglie "storiche" che possano avere avuto questa origine medievale .
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda Federico B. G. » mercoledì 5 novembre 2008, 18:36

Eccomi...in ritardo :roll:

Già i gentili Fabrizio Giunzio e "Gens Valeria" han esposto bene il concetto di ministeriales e liberi...e tu caro Riccardo hai presentato un elenco corretto delle famiglie friulane...quindi..posso solo darvi delle conferme e spero maggiori notizie con questo mio intervento.

Principio dal quale partiamo è che in Friuli c'erano i feudatari "ministeriali" e quelli "liberi".
Posso ora citare il preziosissimo Co. Enrico del Torso che in merito ai feudatari liberi ( in questo caso i "di Prata", da cui prese vita la famiglia dei "di Porcia e Brugnera) ci dice:

" L'attributo di liberi era dovuto a quei nobili che erano stati immessi nel beneficio anteriormente al potere temporale dei patriarchi nella marca friulana (1077). Perciò se essi politicamente dovevano ubbidire al patriarca, non erano tenuti invece al servizio per il beneficio stesso, ossia al ministero. In tale doppia qualità di comites et liberi i Prata poterono esercitare le funzioni comitali ("cum mero et mixto imperio, cum gladii potestate, cum omnimoda jurisdictione") anche senza l'intervento del governo patriarcale.

Ministeriali e liberi, quindi; i primi infeudati dal patriarca ed i secondi investiti direttamente dall'imperatore. E' accaduto che i liberi, per vendite o acquisti, per matrimoni o concessioni di nuove immunità (nuovi feudi) passassero o mantenessero contemporaneamente i due "stati" di ministeriales e liberi. Solamente i signori di Prata, Porcia e Brugnera manterranno nel tempo la qualifica di "liberi".

Ai ministeriali il patriarca affida incarichi di governo o incombenze di corte (feudi di ministero maggiore: siniscalco, maresciallo, camerario, canipario... e feudi di ministero minore - notiamo che anche all'interno dei "ministeriales" vi è un ulteriore suddivisione, diciamo gerarchica)
Per esempio alla famiglia dei "d'Arcano" (tutt'oggi fiorente) appartenne da sempre l'incombenza di essere "marescalchi e vexilliferi" alla corte patriarcale, compito che ad anni alterni si spartivano con il ramo dei d'Arcano-Moruzzo (altro ramo derivato dalla stessa famiglia).
In cambio dei servigi alla corte patriarchina, i d'Arcano avevano l'infeudazione, appunto, del feudo di Rive d'Arcano con il castello.
Per esempio i d'Arcano avevano il privilegio, assieme agli altri ministeriali quali i Cucagna (con le diramazioni citate da Riccardo), Spilimbergo e di Prampero di immettere il patriarca eletto nel possesso materiale della sede aquileiese, accompagnandolo al "trono".

Piccole osservazioni a margine:
I conti di Gorizia, erano abbastanza particolari da questo punto di vista, se da un lato avevano avuto l'investitura dall'imperatore, dall'altro dovevano sottostare al governo patriarcale, ma specialmente nell'ultimo periodo (prima della loro estinzione) causarono non pochi "problemi" al patriarca... con la loro volontà di indipendenza.

Riccardo, mi permetto di citarti:

"ora che ci penso i ministeriale potrebbero anche esere quei piccoli feudatari che il Patriarcato di Aquileia ebbe nella Carniola o Carnia. Era una classe a metà tra i feudatari maggiori ed i comuni proprietari."

Fra i ministeriali c'erano di sicuro anche famiglie che non furono mai "grandi feudatari" come i Cjconi-Beltrame di San Daniele i quali al momento del riconoscimento della loro nobiltà da parte della Serenissima, la ottennero grazie al fatto che il patriarca, in tempi "remoti" aveva concesso loro due o tre campi in feudo e quindi potevano essere considerati "ministeriales"...
Comunque i ministeriales erano e si trovavano su tutto il territorio patriarcale, non solo in Carniola o Carnia (due territori ben distinti dell'allora patriarcato -ed anche oggi-, essendo la Carniola la parte di terrirotio che si trova nel nord della Slovenia ed in parte del sud della Carinzia e la Carnia, invece, il territorio montano del Friuli...principalmente quello che si trova nella provincia di Udine (Tolmezzo-Sauris-Forni di sotto..et cetera)).

Altri "aneddoti" o vicende di famiglie non citate potrebbero essere portati ad esempio per spiegare le differenze fra ministeriales e liberi...ma vi è una letteratura quasi infinita.
Spero comunque di aver aggiunto qualcosa di interessante alla vostra discussione. :wink:

Spero di non essere stato troppo pesante..e contorto nelle spiegazioni..
:roll:

Un caro saluto e.... per qualsiasi notizia dal Friuli, sempre a vostra disposizione.

Saluti!

P.S.: grazie Ric di avermi chiamato in causa :mrgreen:
“Perseverantia ad metam”
Federico B. G.
 
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 5 novembre 2008, 19:08

Sei stato chiarissimo , ce ne fossero esperti pensanti e "pesanti" come te !!!
Grazie
:D Sergio
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Re: Nobiltà Ministeriale , in che cosa consisteva ?

Messaggioda vezzano » venerdì 7 novembre 2008, 16:07

Desidero aggiungere alcune osservazioni a quanto così esaurientemente esposto da Federico.
Pier Silverio Leicht tratta abbastanza approfonditamente l'argomento. Dai suoi studi apprendiamo che il secondo membro del Parlamento friulano, dopo il Clero e prima dei Comuni, era rappresentato appunto dalle famiglie castellane, in capo alle quali, almeno nei primi tempi stava il conte di Gorizia, advocatus della Chiesa, la cui presenza nel Parlamento diventerà eccezionale già nel XIV secolo, grazie a una maggiore indipendenza conquistata dal patriarca nei confronti del proprio avvocato.
A parte il ruolo e la posizione defilata del conte di Gorizia, i rappresentanti dei Castellani nell’assemblea parlamentare friulana costituivano un unicum, ma presentavano al loro interno alcune differenze che rispecchiavano solo la gerarchia feudale, senza che ciò comportasse una maggiore o minore autorità parlamentare. Infatti gli appartenenti ai vari schieramenti interni non costituirono mai societates con caratteri corporativi, ma rappresentarono sempre nel loro insieme la feudalità patriarcale e castellana dello Stato: dal XIII al XV secolo, nella rappresentaza castellana del parlamento figuravano “vassalli liberi” o “franchi”, “ministeriali” e “abitatori”.
Ai “liberi” appartenevano pochi casati: di Prata, di Porcia, di Polcenigo, di Castello, di Villalta, di Strassoldo, di Caporiacco, Castellerio. In questa schiera, alla quale appartenevano quei feudatari che erano stati investiti anteriormente alla nascita dello stato patriarcale (1077), in origine figuravano anche altre famiglie, come i Sonumbergo, i Savorgnano e i Fontanabona, che poi passeranno tra i ministeriali o gli abitatori. Va detto che anche solo acquistando beni dei ministeriali, i castellani “liberi” perdevano il loro status originario e che a seguito di un matrimonio con una ministeriale, i figli di un libero passavano alla schiera dei ministeriali. Questa regola fece sì che all’interno di un medesimo casato venissero a trovarsi rami collocati in schieramenti diversi.
Ai “ministeriali” apparteneva una più cospicua rappresentanza di feudatari: costoro, sollevatisi tra XII e XIII secolo da uno status di maggiore sudditanza a una migliore condizione, vennero a costituire il nerbo della classe feudale, arrivando a influire sensibilmente anche nell’elezione dello stesso patriarca. Tra i ministeriali, alcune famiglie godettero di particolari cariche, quali quella di “magister coquinae” (di Prampero), di “vexilliferus” (di Tricano), il “pincernato” (di Spilimbergo), la “cameraria” (di Cucagna).
Infine gli “abitatori”, che molto spesso vennero confusi con i ministeriali. Questi castellani potevano essere di origine libera o servile, ma avevano comunque il compito di difendere il borgo fortificato entro le cui mura avevano la loro abitazione.
:D
Francesco Boni de Nobili

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