AndreaSperelli ha scritto:Questa "eriditarietà" del nome era forse dovuta ad un fidecommesso ? questa ultima tipologia di "testamento" è stata abolita durante il regno napoleonico, sapete se è poi stata ripristinata ?
In realtà, caro Andrea, non fu del tutto "abolita" e, peraltro, limitatamente al diritto di famiglia, gli effetti materiali del Code Napoléon furono piuttosto brevi (anche se avrebbero ripreso vigore, com'è noto, nel 1865), per scardinare adeguatamente le consuetudini d'ancien régime , tant'è vero che, anche in molti atti successori (notarili), ricorrono spesso lasciti contrastanti con le disposizioni delle nuove leggi civili. Se pensi al Regno di Napoli e Sicilia, dove il Code fu promulgato soltanto il 22 ottobre 1808, con entrata in vigore dal I gennaio 1809, per essere abrogato il 13 giugno 1815, ti renderai facilmente conto della brevità del lasso e sulla connessa difficoltà di penetrazione delle sue norme. Ma anche dove ci fu una maggiore aderenza alla disciplina napoleonica furono previste eccezioni. In tal senso, penso alla costituzione ligure, in cui vengono aboliti i fedecommessi (art. 258), ma quei che li possedono presentamente continuano a goderli come beni liberi, e comunque facevano eccezione gli attuali possessori, i di cui successori immediati al fedecommesso sono ammogliati o vedovi con prole. A questi successori si trasmettono i fedecommessi de quali essi godono come di beni liberi...Di questo diritto goderanno pure, non in capi, ma in stirpe i figli immediati dei fratelli premorti degli immediati successori (riportata in P. Ungari, Storia del diritto di famiglia in Italia, 1796-1975, nuova ed., Il Mulino, Bologna 2002, pp. 96-98). Anche il Regno di Sardegna prevedeva maggioraschi, primogeniture e fedecommessi istituiti con editto 14 ottobre 1837 e a norma dell'art. 879 del codice Albertino.
Cordialmente,
Lorenzo
