Abbadessa

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Abbadessa

Messaggioda nicolad72 » sabato 20 settembre 2008, 12:34

Sinceramente vi confesso che è la prima volta che mi capita di vedere, pur sapendo di tale facoltà, una abbadessa con tanto di insenge (croce e pastorale)... visto che cercavo un'immagine come questa da tempo, mi permetto di condividerla con voi...
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Si tratta della R.ma Madre Laetitia Fech, O. Circ., Abbadessa di Waldsassen

di cu vi posto anche le insegne araldiche.

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Re: Abbadessa

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 20 settembre 2008, 12:50

Due immagini suggestive ed interessantissime, caro amico.

La serenità :P cistercense trapela da entrambe, ad onta del drago che s'affaccia dallo stemma :? ammonendoci sulla continua lotta da sostenersi quotidianamente con l'altra faccia del mondo.

Grazie della condivisione di esse.

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Re: Abbadessa

Messaggioda nicolad72 » sabato 20 settembre 2008, 13:09

Oltre al pastorale (ad indicare la carica abbaziale), tra le altre cose senza sudario (vi è una ragione?)... se quell'insenga fosse stata timbrata anche da un rosario (indice della professione religiosa) avrebbe avuto maggior fascino (oltre che completezza)...
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Re: Abbadessa

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 settembre 2008, 17:39

nicolad72 ha scritto:Oltre al pastorale (ad indicare la carica abbaziale), tra le altre cose senza sudario (vi è una ragione?)... se quell'insenga fosse stata timbrata anche da un rosario (indice della professione religiosa) avrebbe avuto maggior fascino (oltre che completezza)...

Senza dubbio il rosario o corona è l'emblema proprio di quei religiosi che non hanno diritto ad altri ornamenti (in quanto non insigniti di dignità sacerdotale).
E certamente un'abadessa potrebbe ornare il suo stemma innanzitutto con il rosario, e unire questo al pastorale.
Tuttavia lo stemma già così rappresentato non dà spazio a dubbi. Lo scudo non è timbrato da un cappello, e quindi è da escludere che si tratti dello stemma di un abate. Inoltre (anche se questo è molto meno determinante) lo scudo ha forma ovale, che, con la forma losanga, si è imposta come la forma tipica per uno stemma femminile.
Quindi, a mio avviso, uno scudo accollato ad un pastorale può ritenersi già realizzato nella sua "completezza" come arma di un'abadessa.
Ma sono pienamente d'accordo circa il maggior fascino che avrebbe avuto l'insieme.
Quanto a una eventuale ragione per la mancanza del sudario (o velo) sarei portato a pensare che non ce ne possa essere alcuna di particolare significato. Come è noto, in passato il velo era diventato segno distintivo del pastorale degli abati (e delle abadesse), soprattuto in araldica, per una chiara differenziazione dagli stemmi epsicopali. E Roma per lungo tempo ha insistito sull'uso del velo. Ma la regola veniva spesso disattesa, soprattutto in Francia e Inghilterra. In particolare le abadesse inglesi usavano il pastorale senza velo e una corona al di sopra del loro scudo. Oggi possiamo tuttavia considerare la regola del velo superata, anche per via del famoso decreto promulgato da Paolo VI nel 1969 che di fatto ha segnato la fine della presenza del pastorale negli stemmi dei vescovi (anche se, soprattutto in America Latina non mancano eccezioni al riguardo). Resta però il fatto che, soprattutto in uno stemma di abadessa privo del rosario, il velo sarebbe molto conveniente dal punto di vista artistico, perchè riempirebbe con efficace eleganza lo spazio vuoto tra il riccio del pastorale e lo scudo.
Possiamo però notare che nello stemma della nostra abadessa viene mantenuta una consuetudine che fu talora osservata: il pastorale rivolto verso sinistra (al contrario dell'uso vescovile, verso destra), come espressione araldica di una certa convinzione per cui, nella realtà, abati e abadesse avrebbero dovuto portare il pastorale con il riccio rivolto all'interno, a motivo della limitatezza della loro giurisdizione nell'ambito del loro monastero. Quest'uso era osservato soprattutto in Francia. Ma, a parte l'infondatezza della necessità di un uso del riccio rivolto verso l'interno da parte di abati (e abadesse), di fatto Roma non ha mai posto nessuna regolamentazione a riguardo. Si tratta di una sottigliezza (analoga alle forme e alle posizioni assunte dall'elmo nell'araldica secolare...). Di fatto stemmi di vescovi e abati, antichi e moderni, presentano il pastorale nell'una o nell'altra posizione. E resta il fatto della scarsissima presenza del pastorale negli stemmi vescovili di recente creazione a partire dal decreto di Papa Montini. Ma non escluderei che chi ha realizzato questo stemma abbia voluto sostituire il velo e il significato ad esso legato, proprio con il mantenimento di questa particolarità.
Concludo con il ringraziare anch'io per la condivisione di queste belle e rare immagini! :)
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Re: Abbadessa

Messaggioda adj » lunedì 29 settembre 2008, 10:28

Non so a Voi, ma a me l'immagine della badessa suona stonata, come dire, un po' "New Age".
adj
 

Re: Abbadessa

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 29 settembre 2008, 13:20

Certamente si tratta di un'immagine diversa da quella di una abbadessa del XVIII secolo...
Ma più che stonata direi che è un'immagine "moderna", giustamente al passo con i tempi.
Anche il pastorale, un semplice bastone di legno appena ricurvo alla sommità, è in piena armonia con l'abito, sobrio ed elegante al tempo stesso.
E sobrio ed elegante definirei anche lo stemma.
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Re: Abbadessa

Messaggioda Lallo » lunedì 29 settembre 2008, 19:58

adj ha scritto:Non so a Voi, ma a me l'immagine della badessa suona stonata, come dire, un po' "New Age".


Forse per i capelli ma l'importante è la fede.
viva V.E.R.D.I.
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Re: Abbadessa

Messaggioda adj » lunedì 29 settembre 2008, 21:10

Lallo ha scritto:
adj ha scritto:Non so a Voi, ma a me l'immagine della badessa suona stonata, come dire, un po' "New Age".


Forse per i capelli ma l'importante è la fede.


Della fede altrui è quantomeno arduo, se non impossibile giudicare.
Dell'aspetto invece si può.
Sarà perché sono un cattolico diciamo estremamente legato alla Tradizione e alle tradizioni, ma l'immagine che la badessa offre di sé, e quindi della spiritualità dell'intera abbazia non mi garba punto.
Ben venga il sobrio pastorale in semplice legno (ma ancora più sobrio era non usarlo affatto), ma meglio sarebbe stato un pastorale più sontuoso e una capigliatura più umile.
adj
 

Re: Abbadessa

Messaggioda adj » lunedì 29 settembre 2008, 21:17

antonio p. v. g. ha scritto:Certamente si tratta di un'immagine diversa da quella di una abbadessa del XVIII secolo...
Ma più che stonata direi che è un'immagine "moderna", giustamente al passo con i tempi.
Anche il pastorale, un semplice bastone di legno appena ricurvo alla sommità, è in piena armonia con l'abito, sobrio ed elegante al tempo stesso.
E sobrio ed elegante definirei anche lo stemma.


Gentile don Antonio,
lungi da me voler entrare in polemica (e tanto meno con una persona così competente e cortese), ma l'abito di un monaco (e oserei dire ancor più di una monaca) deve forse seguire criteri di eleganza?
Quell'abito ha qualcosa in più di quanto suggerisce la semplicità e l'umiltà (ricordiamoci che i cistercensi sorsero per riportare alla primitiva severità la regola di san Benedetto, che molto insiste sull'umiltà): direi che sfiora la civetteria e, unito a chioma e postura generale, forse non si limita a sfiorarla.
adj
 

Re: Abbadessa

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 29 settembre 2008, 21:57

Certamente, caro amico, mi riferivo a un'eleganza diversa da quella "mondana". Trovo - ma la mia è una opinione del tutto personale - che negli abiti monastici, come (ancor di più) nei paramenti utilizzati per la liturgia, siano d'obbligo un decoro e una nobiltà, che senza diventar improprio sfarzo, siano espressione di una bellezza interiore (se non totalmente raggiunta, continuamente perseguita), che è continua tensione verso la santità. La consacrazione religiosa è del resto una via privilegiata per un autentico cammino di santificazione (che comunque, come ricorda il Concilio Vaticano II, è meta di ogni battezzato). Intendevo "elegante" in questo senso, riferendo (credo opportunamente) all'abito della abbadessa, contemporaneamente a quella di eleganza, la categoria di sobrietà. In fin dei conti si tratta di una veste semplice, la cocolla monastica, dotata di ampie maniche, e di un taglio con poche pieghe. Ho presenti abiti di abati e abbadesse molto più plissettati... Sì, il velo non è molto coprente... e io pure preferisco veli che facciano meglio il loro "lavoro", ben chiusi con tanto di sorgolo (probabilmente abbiamo lo stesso attaccamento a certe tradizioni). Ma bisogna ammettere che gli abiti conoscono (e hanno conosciuto) delle evoluzioni, anche in ambito ecclesiastico... come tutto ciò che è a contatto con l'uomo e fa parte della sua vita quotidiana. Come evoluzioni - per rimanere in tema - le ha conosciute l'araldica, anche l'araldica ecclesiastica. Notavo ad esempio, in un mio precedente intervento, che, di fatto, la presenza del sudarium su un pastorale abbaziale oggi può considerarsi superata.
Tutto qui. Altre osservazioni sullo "stile" generale al di là dell'abito, preferirei non farle, anche per non andar troppo fuori i temi propri di questo forum.
Ti ringrazio comunque di cuore per questo piacevole e corretto scambio di opinioni.
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Re: Abbadessa

Messaggioda adj » martedì 30 settembre 2008, 1:03

Grazie a te, caro don Antonio, per il garbo della risposta.
A me rimane la perplessità (forse dovuta all'andare col pensiero a altri e peggiori "aggiornamenti") sul fatto che certe evoluzioni siano un sintomo che la chiesa contemporanea (o un suo ampio settore) rischia di essere modificata dal mondo, anziché modificarlo.
Sullo specifico degli abiti monastici preferirei non solo l'aderenza alla tradizione, ma anche (o quantomeno) continuità e uniformità. Il rischio dell'abito "fai da te", avanguardia della spiritualità e della stessa religione "fai da te", è sempre dietro l'angolo ed è sconveniente quanto lo sarebbe la divisa "personalizzata" di un militare.
adj
 


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