Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72


nicolad72 ha scritto:Aggiungo un altro post.
Io limiterei l'indossabilità delle onorificenze straniere o non nazionali al solo caso in cui si debba in qualche modo onorare l'autorità straniera o l'organizzazione internazionale che ha istituito quel segno. Per essere più franchi e diretti, autorizzerei all'uso ordinario e quotidiano solo le decorazioni nazionali.
Anche per quanto riguarda gli ordini cavallereschi darei un bel colpo di cesoia ponendo un limite massimo alle insegne indossabili (ad ex uno o al massimo due ordini non nazionali)... così facendo, oltre a conferire maggiore sobrietà esteriore alle uniformi, si limiterebbe, quanto meno in ambito militare, la spasmodica caccia alla latta...
spinnaker ha scritto:Mi permetto una personalissima riflessione:
"Ma quel'è il problema, non vedo niente di male nell'avere un petto adornato da molti nastrini...... se a qualcuno non piace può non metterli, questa potrebbe essere la riforma da adottare, lasciare al singolo la volontà o meno di fregiarsene"

spinnaker ha scritto:nicolad72 ha scritto:Aggiungo un altro post.
Io limiterei l'indossabilità delle onorificenze straniere o non nazionali al solo caso in cui si debba in qualche modo onorare l'autorità straniera o l'organizzazione internazionale che ha istituito quel segno. Per essere più franchi e diretti, autorizzerei all'uso ordinario e quotidiano solo le decorazioni nazionali.
Anche per quanto riguarda gli ordini cavallereschi darei un bel colpo di cesoia ponendo un limite massimo alle insegne indossabili (ad ex uno o al massimo due ordini non nazionali)... così facendo, oltre a conferire maggiore sobrietà esteriore alle uniformi, si limiterebbe, quanto meno in ambito militare, la spasmodica caccia alla latta...
Mi permetto una personalissima riflessione:
"Ma quel'è il problema, non vedo niente di male nell'avere un petto adornato da molti nastrini...... se a qualcuno non piace può non metterli, questa potrebbe essere la riforma da adottare, lasciare al singolo la volontà o meno di fregiarsene"

adj ha scritto:spinnaker ha scritto:Mi permetto una personalissima riflessione:
"Ma quel'è il problema, non vedo niente di male nell'avere un petto adornato da molti nastrini...... se a qualcuno non piace può non metterli, questa potrebbe essere la riforma da adottare, lasciare al singolo la volontà o meno di fregiarsene"
Secondo me così non si risolve il problema albero di Natale e si aggiunge il problema anarchia.
Ho l'impressione che molti dei militari che scrivono su questo forum pensino che gli sfoltitori siano o persone invidiose di non poter sfoggiare nastrini, medaglie et similia, o antimilitaristi tout court, o entrambe le cose insieme.
Per quello che mi riguarda (e credo che sia lo stesso per molti altri, anche a giudicare da tradizioni e storia di famiglia) la preoccupazione è quella del decoro delle nostre forze armate.
Se gli americani sono bravi soldati (cosa di cui nutro tutto sommato qualche piccolo dubbio, almeno a parità di armamenti con altri eserciti), copiamoli in quello, non in certe altre manifestazioni quanto meno discutibili (e non mi riferisco necessariamnete solo ai petti multicolori).
Mi ricordo che già da ragazzino ridevo dei generaloni russi carichi di patacche da non riuscire quasi a muoversi (e questo sentimento di ilarità prevaleva su ogni considerazione sul loro eventuale effettivo valore di soldati).
Ora che vedo scene analoghe su petti italiani, non rido ma mi rattristo.
Non ignorate le opinioni di chi è "fuori dal giro", perché uno sguardo dall'esterno è sovente molto più obiettivo.
T.G.Cravarezza ha scritto:Decorazioni commemorative. Suddividerei tali decorazioni in tre grandi tipologie: operazioni di mantenimento della pace; operazioni di ordine pubblico; operazioni di soccorso per calamità naturali. Nel formato nastrini si utilizza una placca numerica per indicare a quante missioni si ha partecipato e nel formato "grande decorazione" delle semplici liste con il nome della missione/luogo (esempio: "Iraq", "Kosovo", "Vespri Siciliani", "Domino", "Irpinia", "Friuli"...).
Riguardo le decorazioni conferite da enti sovranazionali quali ONU, NATO e CRI, sono dell'idea che siano da considerarsi alla pari delle decorazioni di stati sovrani e quindi accettabili.

nicolad72 ha scritto:T.G.Cravarezza ha scritto:Decorazioni commemorative. Suddividerei tali decorazioni in tre grandi tipologie: operazioni di mantenimento della pace; operazioni di ordine pubblico; operazioni di soccorso per calamità naturali. Nel formato nastrini si utilizza una placca numerica per indicare a quante missioni si ha partecipato e nel formato "grande decorazione" delle semplici liste con il nome della missione/luogo (esempio: "Iraq", "Kosovo", "Vespri Siciliani", "Domino", "Irpinia", "Friuli"...).
Riguardo le decorazioni conferite da enti sovranazionali quali ONU, NATO e CRI, sono dell'idea che siano da considerarsi alla pari delle decorazioni di stati sovrani e quindi accettabili.
Così però è forte il rischio che per un unico evento, ad esempio una operazione di mantenimento della pace - come ho fatto notare in precedenza - si aggiungano due decorazioni (se si aggiunge l'immancabile bottoncino italiano diventerebbero tre segni sull'uniforme) a scapito della sobrietà dell'uniforme e conseguentemente del buon gusto... in questi casi il legislatore deve optare o la decorazione dell'ente sovranazionale o la decorazione italiana per l'operazione di mantenimento della pace.
T.G.Cravarezza ha scritto:Come specificato precedentemente, il distintivo metallico per le operazioni io lo escluderei, quindi, nel caso, i segni sarebbero due: medaglia per operazione di mantenimento della pace (come scritto, una unica con fascette) ed eventuale medaglia Nato/ONU (non è sicuro che vengano assegnate per ogni singolo evento e per ogni singolo partecipante).


Claudio Cruciani ha scritto:Signori,
Ho riletto, a più riprese, i vari post di questa discussione, ed ogni volta, inerosabilmente, giungo alla seguente riflessione:
rispetto con tutta sincerità l'opinione legittima di chi, sicuramente con spirito sano, ha avuto la forza di trattare l'argomento, manifestando il proprio dissenso sulla normativa attualmente in uso nelle FF.AA.; rispetto altrettanto il parere di coloro che sposano la sua idea e lo sostengono con vigore nel portare avanti la sua causa. Di seguito la domanda: ma può il pensiero comune di una, dieci, cento persone essere sufficiente a spingere, come ho letto in più post, i vertici dello SMD (o delle varie Armi) a riflettere sulla validità delle soluzioni adottate, addirittura sino a valutare l'ipotesi di rivisitarle? Non pensate sia importante prendere in considerazione una rappresentanza più ampia di opinionisti? Spero vivamente che questo forum ne abbia realmente la forza.
Personalmente porto la mia esperienza, che risponde ad uno spaccato di quotidianità sicuramente non condizionante: non mi è mai capitato di leggere, nello sguardo di coloro che giornalmente incontro e che noto osservare le mie decorazioni sull'uniforme, manifestazioni di sdegno o disapprovazione; al contrario mi è capitato di ricevere complimenti per le onorificenze appuntate, delle quali, spesso, mi vengono chieste indicazioni. Quando ne parlo, amo soffermarmi a raccontare le esperienze di vita maturate nei teatri operativi all'estero, che chi non ha visitato non può immaginare, ed il discorso, serenamente, cade sulla sostanza, e non sulla forma.
Riflessione bizzarra (licenziatemela, vi prego):forse se, per più missioni, fossi stato decorato con meno distinzioni, sicuramente non avrei potuto raccogliere l'opportunità di conoscere tante persone e trasmettere loro l'amore per la mia professione che ogni giorno mi accompagna, con o senza nastrini al petto, da vent'anni, e che spero non mi abbandoni mai.
Claudio Cruciani Arcieri

Claudio Cruciani ha scritto: Signori,
Ho riletto, a più riprese, i vari post di questa discussione, ed ogni volta, inerosabilmente, giungo alla seguente riflessione:
rispetto con tutta sincerità l'opinione legittima di chi, sicuramente con spirito sano, ha avuto la forza di trattare l'argomento, manifestando il proprio dissenso sulla normativa attualmente in uso nelle FF.AA.; rispetto altrettanto il parere di coloro che sposano la sua idea e lo sostengono con vigore nel portare avanti la sua causa. Di seguito la domanda: ma può il pensiero comune di una, dieci, cento persone essere sufficiente a spingere, come ho letto in più post, i vertici dello SMD (o delle varie Armi) a riflettere sulla validità delle soluzioni adottate, addirittura sino a valutare l'ipotesi di rivisitarle? Non pensate sia importante prendere in considerazione una rappresentanza più ampia di opinionisti? Spero vivamente che questo forum ne abbia realmente la forza.
Claudio Cruciani ha scritto:Personalmente porto la mia esperienza, che risponde ad uno spaccato di quotidianità sicuramente non condizionante: non mi è mai capitato di leggere, nello sguardo di coloro che giornalmente incontro e che noto osservare le mie decorazioni sull'uniforme, manifestazioni di sdegno o disapprovazione; al contrario mi è capitato di ricevere complimenti per le onorificenze appuntate, delle quali, spesso, mi vengono chieste indicazioni. Quando ne parlo, amo soffermarmi a raccontare le esperienze di vita maturate nei teatri operativi all'estero, che chi non ha visitato non può immaginare, ed il discorso, serenamente, cade sulla sostanza, e non sulla forma.
Riflessione bizzarra (licenziatemela, vi prego):forse se, per più missioni, fossi stato decorato con meno distinzioni, sicuramente non avrei potuto raccogliere l'opportunità di conoscere tante persone e trasmettere loro l'amore per la mia professione che ogni giorno mi accompagna, con o senza nastrini al petto, da vent'anni, e che spero non mi abbandoni mai.
Claudio Cruciani Arcieri
Torna a Ordini Cavallereschi, Onorificenze e Sistemi premiali/ Orders of Chivalry & Honours
Visitano il forum: Nessuno e 3 ospiti