Di cosa potrebbe trattarsi?

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Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda Luca » martedì 26 agosto 2008, 22:03

Qualcuno ha idea di che cosa sia il seguente materiale rivenuto in un inventario del 1749?
"... sette libre d’accia grossa, tre libre d’accia sottile, due libre d’jngari, due gumere da coltro usate con un coltellaccio, due gumere d’aratro... "

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Grazie
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda inquisitor86 » martedì 26 agosto 2008, 22:13

L'accia è canapa filata:
"ACCIA dal latino Ac-ia che ha lo stesso tema di ago e propriamente vale gugliata, filo e per estensione lino, stoppa, canapa filata" (dal Dizionario Etimologico)

"COLTRO dial. lomb. coltra; coutra; fr. coutre; dal latino CULTER che sembra tutt'uno con culter (coltello) ma che invece il Georges vuole detto per Coliter da coliter (coltivare); Lama che serve di rostro all'aratro per aprire il suolo." (da op.cit.)
Ultima modifica di inquisitor86 il martedì 26 agosto 2008, 22:23, modificato 1 volta in totale.
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda Luca » martedì 26 agosto 2008, 22:20

E per l'accia siamo a posto. Grazie.
Gumere e Jngari ti dicono niente?

Ciao
Luca
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda inquisitor86 » martedì 26 agosto 2008, 22:26

Per quanto riguarda quel gumere non trovo nulla, ma penso si riferisca al vomero...altrimenti non saprei proprio.

http://it.wikipedia.org/wiki/Aratro

Se mi dicessi la zona dalla quale proviene questo scritto forsei potrei esserti maggiormente utile.
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda L.de Bellis » martedì 26 agosto 2008, 22:32

Luca ha scritto:E per l'accia siamo a posto. Grazie.
Gumere e Jngari ti dicono niente?

Ciao
Luca


Preg.mo Luca

Il Gumere è il vomere dell'aratro detto anche (u gommere), ovvero quella parte dell'aratro che taglia la terra ed apre il solco, essa è posta al termine del versoio, detta anche l'orecchia o orecchione (u recchione) che serve a voltare la terra tagliata dal vomere.( voltarecchie).
Il coltro è il coltello dell'aratro serve per tagliare la terra prima del vomere.
L'accia è l'ascia la leggera detta anche accetta e la pesante, ci sono vari tipi a seconda del peso come la zappa.

Lorenzo Longo de Bellis
Ultima modifica di L.de Bellis il martedì 26 agosto 2008, 22:51, modificato 3 volte in totale.
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda inquisitor86 » martedì 26 agosto 2008, 22:39

Per quanto riguarda jngari, penserei alla lana d'angora (forse una stortura dialettale?), anche perchè prima si parla di canapa e quindi si rimarrebbe in tema.
Saluti
Andrea G.
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda Luca » mercoledì 27 agosto 2008, 0:10

Effettivamente è altamente probabile (ma direi certo) che gomere altro non sia che una forma dialettale di vomere, ovvietà che però non mi era "saltata" in mente e ringrazio il Sig. de Bellis per avermi dato una risposta rapida ed esaustiva.
Suggestiva anche l'ipotesi della lana d'angora che, se non sbaglio, si ricava dal pelo del coniglio e quindi sicuramente presente in quel contesto rurale al quale l'inventario si riferisce.
Grazie ancora.

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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 27 agosto 2008, 7:42

[quote="Luca"]Qualcuno ha idea di che cosa sia il seguente materiale rivenuto in un inventario del 1749?
"... sette libre d’accia grossa, tre libre d’accia sottile, due libre d’jngari, due gumere da coltro usate con un coltellaccio, due gumere d’aratro... "

Preg.mo Luca,

spero che per aratro ed accette ci siamo, ora si ,ti do un ipotesi, nel mio territorio esisteva una volta u ciucc ' da jgnr ovvero il somaro o il mulo del congegno ovvero della noria.Non so per quale motivo d'jngaririchiama il congegno, forse dell'aratro?

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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda eugubino » mercoledì 27 agosto 2008, 8:30

sette libbre [d'accetta] grossa; tre libbre [d'accetta] sottile

non mi convince del tutto

tra l'altro il termine "Accetta" è ben specificato in fondo alla parte del documento fotografato

che senso avrebbe usare due termini per indicare la stessa cosa?
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 27 agosto 2008, 8:48

eugubino ha scritto:sette libbre [d'accetta] grossa; tre libbre [d'accetta] sottile

non mi convince del tutto

tra l'altro il termine "Accetta" è ben specificato in fondo alla parte del documento fotografato

che senso avrebbe usare due termini per indicare la stessa cosa?



Allora precisiamo meglio,l'ascia è una cosa, l'accetta propriamente è un altra.

le asce di due pesi diversi, vanno bene alla bisogna seconda del lavoro grosso boschivo da fare, l'accetta se nominata giustamente a parte è una terza cosa, è una piccola ascia leggera ad una mano anticamente utilizzata dagli agricoltori per la puta di alberi e vigne.
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda Luca » mercoledì 27 agosto 2008, 9:25

L.de Bellis ha scritto:...Non so per quale motivo d'jngari richiama il congegno, forse dell'aratro?
Lorenzo Longo de Bellis

Il "congegno" dell'aratro non ce lo vedo benissimo nel contesto, soprattutto perché parla di due libbre d'jngari ed è difficile che un attrezzo possa essere quantificato a peso.
Mi sembra più plausibile l'ipotesi di Andrea riguardo alla lana d'angora... però se qualcuno ha altre idee sono ben accette (da non confondere con asce o acce :) )

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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda inquisitor86 » mercoledì 27 agosto 2008, 10:37

Per quanto riguarda l'accia, credo che non si riferisca all'ascia o all'accetta, ma proprio all'accia (canapa), che può infatti essere grossa o sottile a seconda della filatura.
Per quanto riguarda la lana d'angora, anche se la mia interpretazione è alquanto azzardata, presumo si tratti di stoffa (o lana) dato che l'unità di misura è sempre la libbra.
Saluti
Andrea
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda L.de Bellis » mercoledì 27 agosto 2008, 11:15

Luca ha scritto:
L.de Bellis ha scritto:...Non so per quale motivo d'jngari richiama il congegno, forse dell'aratro?
Lorenzo Longo de Bellis

Il "congegno" dell'aratro non ce lo vedo benissimo nel contesto,

il congegno.. in effetti riferito all'aratro, anchio trovo difficoltà, ma ritengo senza timore che si tratti di attrezzi agricoli e non di lana..d'angora.
.... soprattutto perché parla di due libbre d'jngari ed è difficile che un attrezzo possa essere quantificato a peso.
...invece molti attrezzi agricoli si chiamavano e si distinguevano in base al peso.
Resta ben inteso che è una mia interpetrazione.

Mi sembra più plausibile l'ipotesi di Andrea riguardo alla lana d'angora... però se qualcuno ha altre idee sono ben accette (da non confondere con asce o acce :) )

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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda corbus » mercoledì 27 agosto 2008, 11:30

Ciao Luca,

io ho visto una cosa simile in un inventario dove si elencavano gli oggetti contenuti in un magazzino di proprietà del comune.
Sembra anche a me un elenco di attrezzi agricoli.
Bisogna vedere nelle righe superiori cosa elenca.
A che fondo archivistico appartiene? è un atto notarile?
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Re: Di cosa potrebbe trattarsi?

Messaggioda Luca » mercoledì 27 agosto 2008, 12:12

E' un notarile; questo è l'elenco completo:

Lenzuola grosse usate num(er)o otto, lenzuola fine n(umer)o tre, salviette grosse n(umer)o dieci, un tornaletto di tela bianca, dieci braccia di tela bianca in pezza da undici, sei braccia di tela grossa parim(en)ti in pezza, sciugatori da testa n(umer)o dieci usati, quattro camiscie da huomo, cinque camiscie da donna di Vincenza sud(dett)a rel(itta) del d(ett)o q(uonda)m Antonio, due para di calzette da huomo, cioè un paro di bombace e l’altro d’accia bianca, quattro sacchi da grano usati, cinque vesti di d(ett)a Vincenza, cioè due di mezzalana, una di saia [tessuto a trama diagonale n.d.a] scarlattata, et altra di mezzalanetta, due busti della med(esima) Vincenza, due cuperte, cioè una di lana, e l’altra di capicciola con francie attorno, un altra cop(er)ta di mezzalana rossa, due anelli d’oro con pietre diverse, un vezzo di granati con bottoni d’oro, un lenzuolo stampato, una cup(er)ta di bambacina fatta a opera, che d(ett)a Vincenza disse stare impegnata nel Monte di Terni p(er) S(cudi) 1,25, una cassa d’albuccio [legno di pioppo bianco n.d.a.] usata, tre mattore di stecche usate, una tavola da mangiare di noce con suo cassettino, due pagliacci usati con banchi e tavole, un caldaro di rame di tenuta due brocche inc(irc)a, due padelle cioè una di ferro, e l’altra di rame, dieci braccia di mezzalana tinta color caffé sette libre d’accia grossa, tre libre d’accia sottile, due libre d’jngari, due gumere da coltro usate con un coltellaccio, due gumere d’aratro, un’accetta da una mano et un accettone, un roncone, una spada colla padrona usate, et uno stocco usato, un paro di stivali di vacchetta, due pistole con suoi fondi da soldato, uno schioppo senza fucile, sei punte d’acciaio da scarpellino con suo mazzolo di ferro da battere d(ett)e punte, una squadra di ferro, uno spiedo et una paletta di ferro da fuoco.
Tre para di bigonzi usati, un lenzuolo stampato ad uso di cup(ert)ta, un funicchio usato da portare le macine, due brocchi da oglio vuoti, una quarta di canapaccio, tre mezze di fave incirca con un sacco, mezza quarta di ceci, uno scorzo di fascioli, mezzo scorso di panico, sei decine di canepa, un sacco di biada, un sacco di mora, tre scorzi di grano, un sacco di conciatura, due zeppe di ferro piccole mezze rotte, et una punta d’acciaro, tre botti cerchiate di legno assai usate di tenuta cioè una cinque some quasi piena, altra cinque barili vuota, et altra simile molto usata, un paro di barili usati, una cavalla bianca vecchia con polledra di quest’anno da stimarsi, tre bovi, due pagliari di fieno fatto nelli beni del V(enerabile) Mon(aste)ro di S. Agnese valutato d’accordo scudi quattro, un pagliaro di paglia valutato parim(en)te d’accordo scudi tre m(one)ta, un porco e mezzo, un imbasto usato, et una sella usata, due picchioni usati, due vanghe, una zappa larga, un rastello di ferro, due arne d’api, due rote da carro vecchie, un pagliaccio con due lenzuola grosse con cinque tavole, un telaro da tessere con suoi finimenti, una botticella cerchiata di legno di cinque barili piena di vino.

A proposito, qualcuno sa anche cosa sia la capicciola?

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