Araldica e marmi

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Re: Araldica e marmi

Messaggioda da Fiore » domenica 15 giugno 2008, 10:44

Il dipinto della Natività o il documento antico, a cui facevo riferimento, sono oggetti che ancora di più degli stemmi sicuramente non "abbisognano di analisi per essere riconosciuti" ; non sono certo "oggetti residuali"!
Se ho fatto l'esempio dello scarto di fornace ho voluto proprio dire che non c'è differenza nell'ambito scientifico: l'approccio deve essere il medesimo.

Perfettamente d'accordo che ognuno deve occuparsi di quanto di sua pertinenza, secondo la propria specializzazione, lo capisco bene, visto che quando studio un edificio o un manufatto che contenga stemmi, mi rivolgo allo specialista per studiarlo... :wink:

Tuttavia credo che il Metodo sia universale per tutte le discipline che si vogliono dire scientifiche.

Altrimenti mi viene da concludere che l'Araldica non è tale.

Saluti e buona domenica

Marilisa Morrone
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » domenica 15 giugno 2008, 12:17

Cara Da Fiore, certo che è necessario condividere il metodo, ed è proprio il metodo che mi obbliga o a descrivere una banda con il suo nome, ed è sempre il metodo che mi suggerisce di descrivere un asino senza orecchie (che è quel che anche gli araldisti fanno di regola), e ciò non influirà sul linguaggio della disciplina, a meno che io non frughi nel mio e nell’altrui bagaglio culturale, alla ricerca, in un qualche serbatoio figurativo di una qualche civiltà remota, un nuovo nome per quell’asino senza orecchie, o un nuovo appellativo per quel san Giuseppe senza braccio. Sono ben conscia del rischio che ciascuno di noi corre quando tende a ”normalizzare” le blasonature, quello di cancellare ogni traccia delle eventuali diversità che possono contribuire ad una miglior conoscenza della disciplina, ma credo fermamente che un esperto abbia l’obbligo di evitare la coniazione di nuovi termini e dunque la sostituzione di quelli condivisi, sulla base di fumose supposizioni (e che quelle bande somiglino o siano strigilature è davvero una improbabile e fantasiosa supposizione…).
Forse l’Araldica non ha ancora assunto le caratteristiche proprie di una disciplina scientifica, ma è sulla base dell’esperienza, e di una qualche conoscenza della sua storia, che mi sento di affermare con assoluta certezza, che il suo linguaggio e le sue forme, scarsamente conosciute ai più, sono state rappresentate sempre con scarsa attenzione e grande approssimazione: non sarà certo blasonando le sterminate (glielo assicuro…) forme prodotte dall’ignoranza, dall’imperizia e dalla fantasia altrui (in genere ben riconoscibili da chi l’abbia studiata), che l’Araldica acquisirà un proprio linguaggio, condizione necessaria, anche se non sufficiente, per divenirlo. Un cordiale saluto a tutti. Silvia
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » domenica 15 giugno 2008, 19:15

Gentile Marilisa, mi perdoni il maschile...il femminile dell'ultimo messaggio è opera di uno dei nostri moderatori, Guido...Abbiamo altre volte chiacchierato e leggo spesso i suoi messaggi, la conosco insomma, ma in questi giorni sono particolarmente " in corsa" e poi ormai l'età...Un cordiale saluto. Silvia
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 giugno 2008, 14:20

Sigillum1 ha scritto:Gentile Marilisa, mi perdoni il maschile...il femminile dell'ultimo messaggio è opera di uno dei nostri moderatori, Guido...

Che significa questo?

Abbiamo altre volte chiacchierato e leggo spesso i suoi messaggi, la conosco insomma, ma in questi giorni sono particolarmente " in corsa" e poi ormai l'età...Un cordiale saluto. Silvia

...eh, l'età ne combina tanti, di brutti scherzi...

Bene :wink: vale
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda Guido5 » lunedì 16 giugno 2008, 15:28

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Che significa questo?
Caro fra Eusanio,
semplicemente che Guido ha creduto di fare una cortesia a due amiche - che conosce e che sa che si conoscono - cambiando un "caro" in "cara". Se è andato oltre il lecito ... beh, l'età ne combina tanti, di brutti scherzi...

Ciao a tutti!
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 giugno 2008, 15:36

Adesso ho capito.
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 16 giugno 2008, 15:44

Sigillum1 ha scritto:Cara Da Fiore, certo che è necessario condividere il metodo, ed è proprio il metodo che mi obbliga o a descrivere una banda con il suo nome, ed è sempre il metodo che mi suggerisce di descrivere un asino senza orecchie (che è quel che anche gli araldisti fanno di regola), e ciò non influirà sul linguaggio della disciplina, a meno che io non frughi nel mio e nell’altrui bagaglio culturale, alla ricerca, in un qualche serbatoio figurativo di una qualche civiltà remota, un nuovo nome per quell’asino senza orecchie, o un nuovo appellativo per quel san Giuseppe senza braccio.

Se le figure in questione fossero riferite a tali prototipi remoti, blasonarle col loro "nome" non sarebbe affatto sfoggio di tuttologia.
Ma precisione.
Vogliamo dire che il blasonatore deve viceversa essere un impreciso?


Sono ben conscia del rischio che ciascuno di noi corre quando tende a ”normalizzare” le blasonature, quello di cancellare ogni traccia delle eventuali diversità che possono contribuire ad una miglior conoscenza della disciplina,

Il punto è un altro.
Blasonare uno stemma in altro modo da quel che è, significa negarne l'esistenza.
Significa renderlo irriproducibile da chi ne leggesse solo il blasone.


ma credo fermamente che un esperto abbia l’obbligo di evitare la coniazione di nuovi termini

Tempo fa vi furono vibrate polemiche contro l'uso di termini "classici" (es. lampassato).
Ora si vibra contro i neologismi blasonici.
Che sono invece benedetti, quando risolvono problemi di descrizione di particolare rilievo.
La coperta non è mai lunga abbastanza.


e dunque la sostituzione di quelli condivisi, sulla base di fumose supposizioni (e che quelle bande somiglino o siano strigilature è davvero una improbabile e fantasiosa supposizione…).

Dimostra che uno strigile non aveva la forma di quelle bande, e concorderò.

Forse l’Araldica non ha ancora assunto le caratteristiche proprie di una disciplina scientifica, ma è sulla base dell’esperienza, e di una qualche conoscenza della sua storia, che mi sento di affermare con assoluta certezza, che il suo linguaggio e le sue forme, scarsamente conosciute ai più, sono state rappresentate sempre con scarsa attenzione e grande approssimazione: non sarà certo blasonando le sterminate (glielo assicuro…) forme prodotte dall’ignoranza, dall’imperizia e dalla fantasia altrui (in genere ben riconoscibili da chi l’abbia studiata),

Un conto è la fantasia dell'artista, legata sovente al suo periodo storico.
Un altro conto sono i restauri fatti in maniera "perfettibile".
Due cose differenti e con grande evidenza per chiunque, non solo per l'araldista.


che l’Araldica acquisirà un proprio linguaggio, condizione necessaria, anche se non sufficiente, per divenirlo. Un cordiale saluto a tutti. Silvia

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Re: Araldica e marmi

Messaggioda da Fiore » lunedì 16 giugno 2008, 21:36

Per Silvia e il maschile usato nei miei confronti: non c'è alcun problema :P , non mi scompongo più di tanto...ci sono quasi abituata... :lol: :lol: Da piccola venivo sempre presa per maschio, per via della mia monelleria e dei capelli cortissimi: evidentemente qualcosa di quelle caratteristiche dev'essere rimasta... :wink:

Per tornare al tema iniziale del nostro topic, che è quello dell'uso dei marmi in Araldica, vi propongo uno stemma che utilizza ambedue le tecniche marmorarie nello stesso stemma.
Si tratta di un esemplare situato su un pilastro della millenaria Cattedrale di Bova (la diocesi grecanica oggi accorpata a Reggio Calabria,), appartenuto al vescovo Domenico Marzano.
Il timbro e l'incorniciatura dello stemma sono in marmo a bassorilievo, l'interno dello scudo è reso con i marmi mischi per rendere meglio i colori.

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Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 16 giugno 2008, 22:41

Cari tutti, ringrazio Marilisa per la sua comprensione, Guido che, come al solito, mi viene in soccorso…e il dott. Bedini che mi ha cortesemente e prontamente avvertita della mia imperdonabile scortesia, che era tuttavia, ve lo assicuro, semplicemente una svista.
Al nostro frate e a voi tutti:
1. Non mi pare che stiamo parlando di scudi restaurati, ma proprio di licenze artistiche..
2. Se può essere utile, posso produrre una galleria di scudi mal realizzati e mai restaurati
3. Dalla semplice osservazione dell’esempio di strigilatura che Antonio ci ha fornito, si deduce con chiarezza che quella banda non lo è, si tratta di una vaghissima somiglianza che non giustifica in alcun modo l’uso del termine all’interno di una blasonatura, e non consentirebbe neppure, perciò, una fedele riproduzione della forma rappresentata nello scudo. Ribadisco che, a mio avviso, la si dovrebbe inserire in nota anche se fosse identica.
4. Confermo, sono del tutto contraria ai “neologismi blasonici”, salve rarissime eccezioni.
5. Sono appassionata sostenitrice del lessico araldico classico: se per classico si intende il linguaggio araldico italiano (a tal punto che, come vedete, non amo i neologismi), e il termine lampassato è, a mio avviso, un esempio piuttosto ridicolo di subalternità culturale, oltre che un tentativo, a lungo riuscito, di impedire a chiunque di comprendere il linguaggio araldico, che non è così, né italiano né francese…e tutto questo per evitare l’uso dei termini linguato e lingua, ahime, alla portata di tutti….Un cordiale saluto. Silvia
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 17 giugno 2008, 9:36

da Fiore ha scritto:Per tornare al tema iniziale del nostro topic,

Sì, un tema che ci può tenere occupati a lungo.

che è quello dell'uso dei marmi in Araldica, vi propongo uno stemma che utilizza ambedue le tecniche marmorarie nello stesso stemma. Si tratta di un esemplare situato su un pilastro della millenaria Cattedrale di Bova (la diocesi grecanica oggi accorpata a Reggio Calabria,), appartenuto al vescovo Domenico Marzano.
Il timbro e l'incorniciatura dello stemma sono in marmo a bassorilievo, l'interno dello scudo è reso con i marmi mischi per rendere meglio i colori.

Una bellissima esemplificazione di quest'usanza artistica, i cui effetti araldici sono normalmente gradevolissimi come nel caso proposto.

E lo stemma Marzano si segnala inoltre per una curiosa assonanza formale...

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Re: Araldica e marmi

Messaggioda da Fiore » martedì 17 giugno 2008, 14:28

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Una bellissima esemplificazione di quest'usanza artistica, i cui effetti araldici sono normalmente gradevolissimi come nel caso proposto.

E lo stemma Marzano si segnala inoltre per una curiosa assonanza formale...

Bene :D vale



Forse quello con lo stemma della Regione Calabria, a sua volta mutuato da quello delle antiche "due Calabrie", Citra e Ultra.
Lo stemma della Provincia di Cosenza adotta quello della Calabria Citra, alla quale in pratica il territorio provinciale si sovrappone, ma gli smalti sono diversi.
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 17 giugno 2008, 15:31

Esatto!

In ambo i casi, abbiamo di fronte la bella e semplice croce potenziata già nota su 8) ben altri stemmi, e che sarebbe interessante appurare come e perchè sia andata a finire anche nell'arma Marzano...

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Re: Araldica e marmi

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 17 giugno 2008, 17:09

Visto che - come giustamente sottolieni, caro Frate - il tema potrebbe occuparci a lungo, propongo un altro stemma trovato nel mio modesto archivio, in continuità con quello a doppia tecnica (bassorilievo + marmi mischi), proposto dalla cara Marilisa.
SI tratta dello stemma di Luigi Greppi, nella cappella di Santa Lucia, in Sant Eustachio a Roma.

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Trovo bellissimo lo stemma, meravigliosa l'esecuzione.
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Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 17 giugno 2008, 17:13

...e significativo il partito...

...che nel 2° cosa contiene, a tuo 8) parere?

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Re: Araldica e marmi

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 17 giugno 2008, 17:18

Si direbbe un levriero rampante. 8)
Cosa intendi sottolineare? :wink:
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