Stirpe Mangraviti

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Stirpe Mangraviti

Messaggioda lotito » domenica 13 aprile 2008, 11:42

Buongiorno a tutti,
sto cercando informazioni sulla genealogia dei vari rami della famiglia MANGRAVITI di Messina.Le uniche notizie che attualmente possiedo relative all'origine dello stemma Mangraviti, si trovano nella pagina 72 del libro "Un Paese Distrutto", scritto nel 1932 dallo Monsignore Francesco Alizio .
"L’imperatore Carlo V nel 1856, ammirando il valore dei fratelli Mangraviti, li nominò Nobili Pari di Spagna, accordando loro un blasone con una Croce in centro, a destra una palma, a sinistra una spada. Questo stemma compendia il narrato fatto. La Croce, la potenza di Maria madre del Crocifisso Gesù; la palma, segno di fortezza e di vitoria; la spada, simbolo di valore dei Mangraviti". Lo stemma dei fratelli Mangraviti viene custodito nella parrochia, che è l'attuale “Chiesa dell'Assunta”, che si trova a Faro Superiore e fu fondata nel 1600, e che è la chiesa più nuova di quello luogo.Ringrazio tutti per l'aiuto.
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Re: Stirpe Mangraviti

Messaggioda Hugo Bindes » mercoledì 28 maggio 2008, 14:23

Cari Amici, Saluti!

Ho trovato nella Home Page http://www.lanternino.org/storia.html , appartenenti all'Associazione Socio-Culturale-Ricreativa "Il Lanternino" di Faro Superiore, Messina, alcune informazioni che completano le note della pagina 72 del libro "Un Paese Distrutto".

Su tale sito è detto che, invece di Carlo V nominare i fratelli Mangraviti con il titolo "Pari Nobili di Spagna", questi fratelli Mangraviti furono "insigniti da Don Ferrante Gonzaga, vice Re di Spagna, del titolo di Pari"...

E anche se si dispone di altre informazioni importanti, che si riferiscono alla storia di Faro Superiore (chiamata "Casale del Faro" nel passato) ed alla storia dei Mangraviti, come si può leggere nel testo di questo sito:

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"Casali di lu Faru: mito, tradizione e cultura"

"Il "Casale del Faro" ha origini greche; greci provenienti dalla città di Pharis, vicino al monte Taigeto.

"I Pharii, spostandosi da Messina cercando migliore qualità di vita, si insediarono sulle colline peloritane che chiamarono monti Pharii e dove costruirono il villaggio "Casale del Faro", ubicato in contrada Casalotto o Piano Palmara, dedicandosi alla coltivazione dei campi ed alla coltura del baco da seta.

"Durante l'anno 1530 il Casale, immerso nel sonno, fu assalito dai Corsari che saccheggiarono e depredarono delle loro ricchezze, la seta in particolare, gli abitanti. Dopo tale esperienza, nel Casale si costruirono due torri di avvistamento, una a Fiumara Guardia, l'altra alle foci del torrente Papardo e si organizzò una milizia popolare con a capo i fratelli Candeloro e Filippo Mangraviti, per potersi difendere.

"Sulle due torri ogni notte montavano di guardia otto uomini più un capo manipolo; la notte del 2 Febbraio 1536 venti Galee cariche di Corsari si apprestavano a sbarcare dove oggi è Fiumara Guardia; sembra che per intervento Divino un contadino, un certo Sieri, riuscì ad avvisare, affinché desse l'allarme al Casale, il manipolo che in quella notte di freddo, complici il calore del fuoco ed il vino, era in uno stato di sonno.

"Pare comunque che la Campana della Chiesa della Candelora, posta all'interno del fortilizio, dove oggi si trova il campetto, si mise a suonare da sola anticipando l'allarme. Immediatamente si organizzarono le difese, distribuendo gli uomini sul forte e nella campagna circostante cosicché, quando i Corsari arrivarono al Casale, disponendosi ad assediarlo, ad un suono convenuto, due rintocchi di campana, divampò la battaglia.

"I Corsari, presi in mezzo, ebbero la peggio; dandosi alla fuga, inseguiti dai Faroti fino a Guardia, si imbarcarono sulle loro Galee per rifugiarsi nelle grotte che sorgevano intorno ad Acqualadroni, dette oggi proprio dei Corsari.

"Nella milizia Farota si ebbero 8 morti e 42 feriti, mentre i Corsari ebbero 25 morti. Gli otto Faroti furono sepolti sotto l'altare maggiore della Chiesa della Candelora e presumibilmente si trovano ancora là; i pirati furono inumati lungo il torrente, proprio poco sopra dove oggi si trova il ponte.

"I Barbareschi ritornarono nel 1550 e nel 1564, ma furono sempre sonoramente battuti. Un ruolo importante ebbero le ragazze che combatterono accanto ai loro uomini.

"I fratelli Mangraviti furono insigniti da Don Ferrante Gonzaga, vice Re di Spagna, del titolo di Pari, al contempo fu assegnato loro un blasone nel quale si trova al centro una Croce, a destra una Palma, a sinistra una Spada, e lo si può ancora ammirare nella prima colonna entrando a sinistra nella Chiesa Maria SS. Assunta.

"Dal 2 Febbraio del 1536 al 1875 nel Casale del Faro c'è sempre stata festa: una commemorazione durata 339 anni."


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Ho cercato di scoprire dove l'amministratore del sito "Il Lanternino" ha trovato tali informazioni, ma finora non ho ricevuto alcuna risposta.

Continueremo a ricercare...

Saluti! :)
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Hugo Bindes
 
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Re: STIRPE MANGRAVITI

Messaggioda San Marco » venerdì 6 giugno 2008, 20:18

Da internet:
http://manglaviti.altervista.org/index.html
<L’etimologia del cognome Manglaviti risale al sec. XI e trae origine dal termine Manglabites, titolo di Ufficiale bizantino riferito alla guardia scelta dell’Imperatore. Notizie del nobile rango si trovano riferite ad Harald, figlio del re dei “Varanghi” secondo in autorità rispetto al fratello Olaf, che non potendo vantare alcun diritto di successione al trono scandinavo, con una compagnia di cinquecento cavalieri, offri’ i propri servigi militari all’Imperatore Michele il “Paphlagone”. Al seguito di un esercito guidato dallo stratega Giorgio Maniàkes, Harald combatte’ valorosamente a Rametta e a Troina nel corso della campagna di Sicilia (1038 – 1041). In segno di riconoscenza l’Imperatore gli conferì il titolo di “Manglabites”, di cui rimangono ancora oggi tracce nei toponimi della Sicilia orientale (Monti Nebrodi: Pizzo Mangalaviti, Bosco e Case di Mangalaviti; cfr. G. Verga, “Mastro don Gesualdo”- cartografia IGM). L’ islandese “Laxdaela Saga” riporta che il titolo fu conferito, per i servigi resi a Bisanzio (1030-1040), all’eroe Bolli Bollanson che lo incise sull’elsa della spada. L’importanza del

titolo e’ testimoniata da un antico sigillo medievale che lo attribuisce a S. Andrea della Chiesa Ortodossa, unitamente a quello di Spatharokandidatos, il testo dell’iscrizione recita: “Sant’Andrea: il Signore aiuti Andrea Spatharokandidatos e Manglabites”. Dal “Nobiliario Siciliano - 1915 di Antonio Mango di Casalgerardo: Mangraviti nobile famiglia di Messina, nella mastra nobile del Mollica, lista I, anno 1587, e’ notato un messer Giovanni; Un Nicolo’ il 3 novembre 1494 ottenne conferma e nuova investitura del feudo Vanella; un Francesco fu senatore in Palermo negli anni 1526-27, 1550-51; Dal Dizionario dei Cognomi in Calabria di Gerarhard Rohlfs, Ed. Longo, Ravenna 1979 : Manglaviti si ritrova a Reggio Calabria città e nella provincia: Bruzzano, San Luca e in quel di S. Lorenzo; Mangalaviti a Calanna (RC) e nel siciliano; Mangraviti in Cosenza e Reggio Calabria, nel napoletano e siciliano; Manglavitis nella Grecia moderna. Nel Syllabus graecarum, raccolta di antiche pergamene del membranarum, un diploma riferito a Isca del 1141 cita tale Nikolas Manglabitis. Tale Anca, Baron de Mangalaviti e’ riportato in “Quaterly Journal of the Geological Society of London – vol. XVI – 1860” autore di un saggio su “Notice of the Discovery of Two Bone-Caves in the Northern Sicily”.
Lo stemma del leone rampante contro un tralcio di vite, fu rinvenuto dal Dott. Silvio Manglaviti presso l’abitazione del nonno Domenico, classe 1889, in Reggio Calabria.>

Ma!!!!!


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Re: Stirpe Mangraviti

Messaggioda Elassar » sabato 7 giugno 2008, 8:51

Mango:
Mangraviti: Nobile famiglia di Messina. Nella mastra nobile del Mollica, lista I, anno 1587, è notato un messer Giovanni.

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Re: Stirpe Mangraviti

Messaggioda San Marco » sabato 7 giugno 2008, 11:53

Desideravo precisare che nel mio precedente intervento quel Ma!!!!! da me posizionato prima della rappresentazione dello stemma era riferito come segno di perplessità appunto per quest' ultimo che nella " composizione " non mi convince. Naturalmente è solo una mia personale " sensazione ".
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Re: Stirpe Mangraviti

Messaggioda Fabio Picolli » martedì 10 giugno 2008, 8:17

Caro San Marco,
non convincendo neanche me ho cercato un pò nel sito da te postato, beh lì ci sono le chiare parole del sig. Silvio Manglaviti in cui egli stesso dice di aver creato tale stemma, spiegandone i vari significati che ha voluto racchiudere nella propria arma personale!

Fabio
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Re: Stirpe Mangraviti

Messaggioda San Marco » martedì 10 giugno 2008, 15:24

Gentile fabio giustasmente lei fa notare quanto riportato nel sito, ma a mio avviso più che uno stemma sembra una specie di " carta geografica ".
Si pensi ad un qualsiasi personaggio storico se avesse voluto inserire ogni " passaggio " di quanto fatto da lui o dai suoi antenati.
Esempio: Napoleone. Mettiamo anche le piramidi? o.....
E' solamente una mia personale, ripeto, sensazione. Ritengo che uno stemma più ha, meno ha.
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Re: Stirpe Mangraviti

Messaggioda Fabio Picolli » martedì 10 giugno 2008, 23:38

Mi dia del tu caro San Marco! :D

Prescindendo dal fatto che ognuno può farsi lo stemma che vuole, sono daccordissimo con lei!
leggendo le sue parole ho provato ad immaginare un'improbabile stemma di Napoleone seguendo i passi della sua vita...sarebbe un miscuglio indistinguibile di colori e forme!una specie "stemma astratto"!
ogni cosa può essere inserita in uno stemma, ma credo che tutto debba essere fatto mantenendo un certo equilibrio tra colori, forme e figure, così da renderlo immediato, riconoscibile, semplice, e, perchè no, bello da vedere!
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