Araldica e marmi

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 7 giugno 2008, 11:14

adj ha scritto:Arrivato felicemente a casa, torno a ir-rompere :)
Volevo ringraziare e scusarmi con don Antonio, di cui saccheggio la fatica nel produrre degli ammirevoli blasoni (guardandomi bene dal cimentarmi in prima persona), per cercare di indovinare le modifiche richieste dal perfezionismo del caro frate.

Sono io che ringrazio te per il tuo contributo. Il tuo "saccheggio" è in verità un arricchimento. In questo senso non hai certo di che scusarti. :wink:

Grazie alla vostra amabile competizione (direi che tale si possa ormai chiamare, vista l'eccellenza raggiunta dal discepolo) non si termina mai di imparare. :wink:

Se ben capisco il senso della tua simpatica espressione, "amabile competizione", credo essa equivalga a "fruttuosa collaborazione". Nella quale, come abbiam detto, anche tu hai qui avuto parte e che poi costituisce - per quanto ho potuto sperimentare - lo stile e lo spazio vitale di questo nostro forum. Tutti siam qui per metter in comune quel po' che sappiamo fare, che poi - proprio per questa condivisione - diventa molto, moltissimo!
Grazie infine per le tue parole piene di affettuosa stima. Queste, se non rischiano di scalfire l'umiltà di fra' Eusanio - che vanta anni lunghi (quasi come la sua barba :mrgreen:) di serio e fruttuoso studio dell'araldica, e tuttavia ama definirsi "il primo degli ignoranti" - rischiano di tentare non poco nella vanità me, :oops: che invece affronto più da vicino questo studio da neanche due anni, e che di una sola cosa sono certo: ho ancora tanto da imparare dagli insegnamenti del nostro frate in primo luogo, ma anche dalla collaborazione con tanti cari amici di questa nostra virtuale scuola.
Grazie di cuore, carissimo. E alla prossima occasione. :P
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » sabato 7 giugno 2008, 12:40

Cari tutti, e soprattutto cari frati, questa vostra blasonatura dello stemma Corsini, peraltro in una versione già fortemente anomala dal punto di vista araldico, mi lascia stupefatta: le "bande strigilate convesse in punta di rosso" rappresentano un vero attentato alla comunicazione e alla comprensione di questa disciplina: se ciascuno di noi, descrivendo uno stemma mal riprodotto, andasse a pescare nel suo bagaglio culturale i termini specialistici, nessuno, nemmeno gli araldisti, sarebbero in grado di comprenderci. Se e quando si decide di descrivere un tale stravagante oggetto, è prudente almeno utilizzare le note, mettendo in evidenza che tali termini non si trovano nel dizionario araldico, ma che sono frutto di un tentativo (che personalmente giudico abbastanza inutile) di descrizione di una forma unica e irripetibile, senza alcun significato araldico. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

Re: Araldica e marmi

Messaggioda adj » sabato 7 giugno 2008, 13:47

Sigillum1 ha scritto:... ma che sono frutto di un tentativo (che personalmente giudico abbastanza inutile) di descrizione di una forma unica e irripetibile, senza alcun significato araldico.


Gentile Silvia,
mi sono permesso di evidenziare parte della sua frase su riportata.
Se si tratta di una forma unica e irripetibile, in che modo si dovrebbe blasonare? (o non si dovrebbe blasonare affatto?)
Forse il ricorso all'aggettivo strigilato non è l'unica soluzione possibile, ma una descrizione più "discorsiva", o forse meglio dire più "descrittiva", che ricorra a termini e immagini maggiormente familiari (questo ho immaginato fosse il suo suggerimento), non rischia di generare, olre a minor uniformità, anche maggior confusione?
Certo il vocabolo usato non è ancora stato "canonizzato": compito degli studiosi può essere il confrontare soluzioni diverse, fino a che il prevalere di una modalità non la renda di fatto ufficiale. Credo sia quanto in fondo è successo nel corso dei secoli per tutto il vocabolario araldico.
Cordialmente,
Alberto
adj
 

Re: Araldica e marmi

Messaggioda adj » sabato 7 giugno 2008, 13:50

antonio p. v. g. ha scritto:Se ben capisco il senso della tua simpatica espressione, "amabile competizione", credo essa equivalga a "fruttuosa collaborazione".


Certamente, caro Antonio, espressione da me usata per lasciar spazio anche a un piccolo sorriso. :wink:
adj
 

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » sabato 7 giugno 2008, 14:47

Caro Alberto e cari tutti, la frase che ha giustamente evidenziato è inseparabile dalla successiva, quelle forme non hanno alcun significato araldico, rappresentano soltanto il risultato tecnico di una scarsa conoscenza dello stemma che si stava rappresentando (peraltro noto anche ai non araldisti, per la rilevanza storica della famiglia), e della disciplina tutta. Credo perciò che andranno eventualmente canonizzati, se si ritiene che possano avere in futuro una tradizione, nuovi oggetti o nuove forme, ma non certo gli "errori degli imbianchini"(perchè a questi si attribuisce, in quella descrizione, un nome...), coi quali combatto ogni giorno (nel corso di una concreta attività, sulla quale tuttavia, una volta, lei ha ritenuto di ironizzare....). A suo tempo,un frate, durante una temporanea apparizione in questo forum, annunciò che avrebbe potuto blasonare i cartelli stradali...gli risposi che ne aveva facoltà, ma che tutto ciò non poteva avere alcuna ricaduta sul linguaggio araldico. Allo stesso modo credo che si possa liberamente decidere di descrivere gli errori degli imbianchini, anche utilizzando lessici specialistici,ma che lo si possa fare soltanto all'interno di un apparato di note, dove i lettori, araldisti o no, possano facilmente distinguere il linguaggio blasonico da altri linguaggi, e le pezze araldiche, dalle libere interpretazioni che di esse, nel corso dei secoli, ci hanno fornito gli imbianchini. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 7 giugno 2008, 15:41

adj ha scritto:
Sigillum1 ha scritto:... ma che sono frutto di un tentativo (che personalmente giudico abbastanza inutile) di descrizione di una forma unica e irripetibile, senza alcun significato araldico.


Gentile Silvia,
mi sono permesso di evidenziare parte della sua frase su riportata.
Se si tratta di una forma unica e irripetibile, in che modo si dovrebbe blasonare? (o non si dovrebbe blasonare affatto?)

Caro Alberto non posso che trovarmi ancora una volta d'accordo con te, pur nel rispetto dell'inserimento di questa frase nel contesto di tutto quanto detto da Sigillum. Più volte in questo forum si è parlato (opportunamente e non opportunamente) della vitalità del linguaggio araldico. Certo esistono termini blasonici fortemente consolidati dall'uso di secoli, ma le innumerevoli forme e composizioni di cui l'arte araldica è capace aprono all'uso di una certa fantasia nella creazione di nuove locuzioni e accostamenti di concetti. Sempre nel rispetto di quanto è già comunemente in uso nell'arte del blasone, e alla luce della sovrana "regola" della chiarezza semplice e immediata.

Perdonami cara Silvia ma non sono d'accordo soprattutto con questa tua affermazione:

...se ciascuno di noi, descrivendo uno stemma mal riprodotto, andasse a pescare nel suo bagaglio culturale i termini specialistici, nessuno, nemmeno gli araldisti, sarebbero in grado di comprenderci...


Tu sai, io sono di estrazione un biblista. Per cui certo nel mio bagaglio culturale porto termini specialistici che non uso comunemente con i miei interlocutori - qualunque sia la mole del loro bagaglio culturale - perchè so che con tutta probabilità non sarei capito (eccezion fatta per chi avesse compiuto un iter accademico simile al mio). Se parlassi a qualcuno di testo masoretico, o di peshittà, o di haggadà, o di "questione giovannea", o "teologia della giustificazione"... so che metterei in gioco termini e concetti che, non essendo comunemente oggetto di attenzione e di discussione, richiederebbero da parte mia varie e necessarie introduzioni e spiegazioni. Ma se parliamo di "strigile" e "strigilato" stiamo utilizzando termini abbastanza accessibili a tutti, non fosse altro per il fatto che sono termini appartenenti al patrimonio culturale comune: quello della lingua italiana, ancor prima che quello della storia dell'arte e della storia antica in generale. Se ho approfondito qualche aspetto di archeologia e arte cristiana antica è stato ormai qualche anno fa grazie a qualche corso specialistico all'Università Gregoriana. In quella sede ricordo che visionai (attarverso diapositive) diversi esempi di sarcofagi romani e paleocristiani ornati con scanalature a mo' di strigile. Tuttavia, ricordo che già quando frequentavo le scuole medie, in occasione di una visita scolastica per Roma, io e i miei compagni ci imbattemmo in un sarcofago strigilato. La professoressa di educazione artistica ci disse - lo ricordo come fosse ieri - che la decorazione di quel sarcofago riprendeva nelle sue scanalature il movimento dello strigile, "attrezzo usato dagli atleti romani ecc."...
Certo, non si usa quotidianamente la parola "stigile" come si può usare il termine "fascia", o "banda", o "quarto", o "sostegno", e questo perchè non più di uso quotidiano è l'oggetto in questione. Tanto è vero che il vecchio buon frate di Ocre mi ha invitato a parlare un po' di questo antico strumento. Ma è pur vero che i termini che ho citato or ora, indicano in araldica tutt'altro rispetto all'uso del linguaggio comune. Non per questo se in uno stemma incontrerò un "pellicano con la sua pietà" lo dovrò blasonare "pellicano con i suoi piccoli che si nutrono del sangue che scaturisce dal suo petto squarciato", per paura di dar l'idea di un pellicano che con la sua pietà (= devozione) tiene una corona di rosario con la zampa! E parlerò di "pellicano con la sua pietà" senza ritenere necessario di porre in un "apparato di note" - come quello di cui parli nel tuo ultimo messaggio - la spiegazione di che cosa "pietà" qui significhi. Ora. Se andassi a cercar sul vocabolario dell lingua italiana il significato del termine "pietà" probabilmente non troverei il significato araldico del termine. Ma su ogni vocabolario potrei al limite trovare il termine "strigile". Ancora una volta non ritengo dunque necessario l'uso di apparato di note di cui parli.
Infine quando tu parli della necessità di
distinguere il linguaggio blasonico da altri linguaggi,


mi sembra che non tenga conto del fatto che parlando di bande "a mo' di strigile" (o strigilate) stiamo comunque introducendo un paragone che mostra da sè il prestito da un ambito (quello storico-artistico) che non è propriamente quello del linguaggio blasonico. Ma, a parte questo, il linguaggio blasonico forse non si ispira a quanto esiste comunemente nella vita degli uomini e negli spazi artistici e culturali in cui essi vivono e si muovono?
Tu in alternativa come blasoneresti le bande di quello stemma di papa Corsini? "bande di movimento sinuoso, ricurve nella parte superiore e centrate nella parte inferiore"? O, più facilmente, rinunceresti a dare una descrizione "esatta" dello stemma che si trova nel pavimento dell'atrio della facciata di San Giovanni in Laterano, (solo) perchè altrove le bande sono lineari? Poco importa a chi sia dovuto quello stemma, se a un grande maestro marmorario o a un "imbianchino" (come tu dici). Quelle bande sono così. Io ho descritto ciò che ho visto, e che rende, comunque, quello stemma - in quanto unico - un'opera d'arte!
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Araldica e marmi

Messaggioda da Fiore » sabato 7 giugno 2008, 19:45

Io non ho conoscenze araldiche così approfondite per poter dire se la figura di cui si discute sia usuale o no in uno stemma, però vi posso dire che in archeologia il termine strigilato è ampiamente usato per la classe di produzione dei sarcofagi, diffusissimi, sia in età imperiale piena, sia nella tarda antichità per i sarcofagi cristiani.
Ed è un termine notissimo e compreso da tutti, tanto che viene anche usato nelle pubblicazioni divulgative e a scopo didattico. Una qualsiasi guida di un museo che debba indicare un esemplare di questa classe di produzione, riporta correttamente l'indicazione "sarcofago strigilato".
Per quanto si tratti di linguaggio specialistico, penso che non si possa indicare altrimenti un pezzo che scientificamente è classificato con questo nome. E' come dire "ceramica sigillata": cosa sia probabilmente lo sanno bene gli archeologi, ma anche in una pubblicazione divulgativa va indicata così, altrimenti non è più la stessa cosa!

Io credo che se in Araldica non esiste un termine per queste bande curvilinee, il termine strigilato preso in prestito dall'archeologia sia molto pregnante ed efficace.

Saluti
M.M.
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)
da Fiore
 
Messaggi: 609
Iscritto il: martedì 16 maggio 2006, 1:38
Località: Gioiosa Jonica (RC)

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Guido5 » sabato 7 giugno 2008, 20:27

Cari amici,
strigilato è un termine che si trova sui dizionari per indicare qualcosa decorato con strigilature. "Il dizionario della lingua italiana" di Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli ha questa definizione:
strigilatura s.f. Decorazione a scanalature ondulate, comune in urne e sarcofagi dell'età classica e, durante il Rinascimento, nel fregio corinzio. [Der. di strìgile].

Ciao a tutti!
Guido5
GUIDO BULDRINI - Fides Salvum Fecit
Guido5
Amministratore
 
Messaggi: 5418
Iscritto il: mercoledì 4 maggio 2005, 16:16
Località: Roma

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » sabato 7 giugno 2008, 22:32

Cari tutti, e caro Antonio, una premessa nel merito...non ricordavo affatto il significato del termine che hai utilizzato; ti leggo da molto tempo e le tue competenze in alcuni settori che definirei "di nicchia", sono evidenti...ho appreso tanto da te, ma senza partecipare alle relative discussioni per assoluta incompetenza. Nel caso specifico, tuttavia, mi permetto di obbiettare anche nel merito, trovo il termine piuttosto inadeguato: la curvatura mi sembra scarsamente rilevata e singola.
Ma ritorno sul mio terreno. Il termine stigile è altrettanto specialistico del termine banda, che hanno entrambi un preciso significato all'interno del proprio sistema e, concordo, possono ovviamente essere esportati dai propri sistemi per descrivere qualcosa di altrimenti indescrivibile.
Ma il sistema araldico è codificato e l'artista ha semplicemente commesso un errore, perchè non è che "altrove le bande sono lineari", le bande in araldica sono lineari e nello stemma Corsini vi sono bande, da sempre, è imbianchini o artisti non avevano e non hanno il diritto di cambiare lo stemma di una famiglia e men che meno quello di implementare i dizionari araldici: inserendo una simile variante nella blasonatura di uno stemma, nella sostanza, tu consenti loro di farlo.
Cara da Fiore, non vi è dubbio che non esista una simile figura araldica, e il termine, che per la verità, in questo caso, non mi pare neppure "pregnante" (ma questo è metodologicamente irrilevante), non deve, a mio avviso essere utilizzato all'interno di una blasonatura; l'editore di uno stemma può perfettamente inserire una nota, comunicando al lettore che le bande dei Corsini sono qui erroneamente realizzate in forma di stigilature. La blasonature, leggo, proprio in questo topic, e da fonte autorevole, deve consentire al lettore di disegnare lo stemma descritto: consentiamo al lettore di conoscere lo stemma corretto, e con la nota, anche quello sbagliato, se è interessato ai prodotti degli imbianchini o degli artisti. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 7 giugno 2008, 23:18

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, e caro Antonio, una premessa nel merito...non ricordavo affatto il significato del termine che hai utilizzato; ti leggo da molto tempo e le tue competenze in alcuni settori che definirei "di nicchia", sono evidenti...ho appreso tanto da te, ma senza partecipare alle relative discussioni per assoluta incompetenza. Nel caso specifico, tuttavia, mi permetto di obbiettare anche nel merito, trovo il termine piuttosto inadeguato: la curvatura mi sembra scarsamente rilevata e singola.
Ma ritorno sul mio terreno. Il termine stigile è altrettanto specialistico del termine banda, che hanno entrambi un preciso significato all'interno del proprio sistema e, concordo, possono ovviamente essere esportati dai propri sistemi per descrivere qualcosa di altrimenti indescrivibile.
Ma il sistema araldico è codificato e l'artista ha semplicemente commesso un errore, perchè non è che "altrove le bande sono lineari", le bande in araldica sono lineari e nello stemma Corsini vi sono bande, da sempre, è imbianchini o artisti non avevano e non hanno il diritto di cambiare lo stemma di una famiglia e men che meno quello di implementare i dizionari araldici: inserendo una simile variante nella blasonatura di uno stemma, nella sostanza, tu consenti loro di farlo.
Cara da Fiore, non vi è dubbio che non esista una simile figura araldica, e il termine, che per la verità, in questo caso, non mi pare neppure "pregnante" (ma questo è metodologicamente irrilevante), non deve, a mio avviso essere utilizzato all'interno di una blasonatura; l'editore di uno stemma può perfettamente inserire una nota, comunicando al lettore che le bande dei Corsini sono qui erroneamente realizzate in forma di stigilature. La blasonature, leggo, proprio in questo topic, e da fonte autorevole, deve consentire al lettore di disegnare lo stemma descritto: consentiamo al lettore di conoscere lo stemma corretto, e con la nota, anche quello sbagliato, se è interessato ai prodotti degli imbianchini o degli artisti. Un cordiale saluto. Silvia

Cara Silvia, ti ringrazio per le parole di stima che dimostri nei miei confronti e che è ben ricambiata.
Ma qui - competenze di ciascuno a parte - dobbiamo riflettere su ciò che si vuol fare formulando un blasone.
Se lo stemma che ho davanti ha le bande ondulate nel modo che abbiam visto, dovrò necessariamente blasonarlo così. Non potrò dire: siccome lo stemma non corrisponde "esattamente" a quello dei Corsini in cui le bande sono dritte come tutte le bande che si rispettino, allora io blasono lo stemma che ho davanti come se fosse nel modo in cui io so dovrebbe essere...
Io blasono ciò che vedo. Non credo che il mio blasone possa risuonare per qualcuno come autorizzazione a cambiare uno stemma di famiglia. O almeno... non credo di aver una simile autorità! (tanto meno su artisti morti qualche secolo prima della mia nascita...)
Poi, sono d'accordo con te circa il fatto che in un articolo o un trattato in cui dovesse comparire l'immagine discussa con relativo blasone potrà esser opportuna la nota a precisare che lo stemma dei Corsini è d'argento a tre bande di rosso attraversate... Ma solo se io parlerò di tre bande strigilate , o comunque descritte precisamente come sono in quello stemma marmoreo che si trova nell'atrio dell'Arcibasilica Lateranense, potrò consentire al lettore di disegnare lo stemma descritto. Se poi al lettore dovrò parlare dello stemma "corretto" questo sarà un altro scopo e richiederà altri punti di partenza.
Un cordiale saluto a te.
D.A.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Lucio81 » domenica 8 giugno 2008, 19:43

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:E non solo a Roma.

Bene :D vale


Magari..Malta?! :wink: :D
"È senza fede chi dice addio quando la strada si oscura" J.R.R.Tolkien
Lucio81
 
Messaggi: 381
Iscritto il: lunedì 12 febbraio 2007, 22:33
Località: Bergamo

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » domenica 8 giugno 2008, 23:49

Cari tutti e caro Antonio, vi è, a mio avviso, una notevole differenza fra il descrivere e il blasonare: chiunque può descrivere, e può scegliere il suo linguaggio; un esperto blasona, utilizzando il dizionario araldico, dove le forme e le figure sono codificate, in un sistema condiviso dalla comunità scientifica, al quale l’esperto deve riferirsi.
Stiamo faticosamente costruendo un lessico araldico europeo, attraverso il quale sarà presto possibile la comunicazione e la condivisione delle blasonature degli stemmi fra i diversi paesi: se gli araldisti descrivessero gli apparati araldici antichi, invece di blasonarli, e quindi se essi non riconducessero le forme reperite a quelle condivise (perché questo è il compito del professionista), quante nuove bande, prodotte dalle “licenze artistiche”, dalla ignoranza degli imbianchini o dalla noncuranza dei visitatori, dovremmo inserirvi ogni giorno?
Di quale “vitalità dell’Araldica” stiamo parlando? Implementiamo il nostro lessico specialistico di una forma che i Corsini non hanno mai innalzato, che nessuna famiglia ha mai portato, di cui non c’è traccia nella letteratura e nella documentazione, solo perché piaceva tanto al marmorario?
Chi lo desideri e ne sia capace, può produrre uno specialistico contributo sui prodotti araldici dello sconosciuto (?) marmorario, documentandone la predilezione per gli strigili, e gli araldisti lo consulteranno e lo citeranno con piacere. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

Re: Araldica e marmi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 14 giugno 2008, 10:48

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti e caro Antonio, vi è, a mio avviso, una notevole differenza fra il descrivere e il blasonare:

No, carissima Silvia, scusa ma non esiste alcuna differenza fra le due cose.
Blasonare significa descrivere uno stemma.


chiunque può descrivere, e può scegliere il suo linguaggio; un esperto blasona, utilizzando il dizionario araldico, dove le forme e le figure sono codificate, in un sistema condiviso dalla comunità scientifica, al quale l’esperto deve riferirsi. Stiamo faticosamente costruendo un lessico araldico europeo, attraverso il quale sarà presto possibile la comunicazione e la condivisione delle blasonature degli stemmi fra i diversi paesi:

Chi?
Come?
Dove?
Se si tratta di un progetto scientifico in corso di realizzazione, e teso alla creazione di un dizionario blasonico europeo, diccene per favore qualcosa di più.


se gli araldisti descrivessero gli apparati araldici antichi, invece di blasonarli, e quindi se essi non riconducessero le forme reperite a quelle condivise (perché questo è il compito del professionista), quante nuove bande, prodotte dalle “licenze artistiche”, dalla ignoranza degli imbianchini o dalla noncuranza dei visitatori, dovremmo inserirvi ogni giorno?

Il blasonatore accorto separa la descrizione blasonica dal commento araldico.
E la prima non può nè deve essere incoerente con ciò che si vede.


Di quale “vitalità dell’Araldica” stiamo parlando? Implementiamo il nostro lessico specialistico di una forma che i Corsini non hanno mai innalzato, che nessuna famiglia ha mai portato, di cui non c’è traccia nella letteratura e nella documentazione, solo perché piaceva tanto al marmorario?

Evitiamo viceversa di blasonare scientificamente e a regola d'arte un manufatto?

Chi lo desideri e ne sia capace, può produrre uno specialistico contributo sui prodotti araldici dello sconosciuto (?) marmorario, documentandone la predilezione per gli strigili, e gli araldisti lo consulteranno e lo citeranno con piacere. Un cordiale saluto. Silvia

Non esistono figli e figliastri, in araldica.

Non ci si può rifiutare di blasonare uno stemma solo perchè "insolito".

Anche se fosse l'unico al mondo a riportare le figure che riporta.

Il parere del blasonatore è un conto, le sue capacità tecniche un altro, e queste ultime devono prescindere dal primo se egli vuole rendere veramente un servizio alla scienza araldica.

Bene :D valete
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Re: Araldica e marmi

Messaggioda da Fiore » sabato 14 giugno 2008, 19:15

Leggendo questa discussione mi vengono da fare alcune considerazioni di carattere generale:

l'Araldica sarà pure una disciplina particolare, ma, francamente, non la vedo tanto distante dalle altre discipline figurative e iconografiche, perciò non può seguire regole tutte sue ignorando quale siano i “fondamentali” della ricerca scientifica.

E' un discorso metodologico generale: qualsiasi manufatto, quando si scheda, cioè quando se ne forniscono i dettagli descrittivi e tecnici, deve essere descritto così com'è, anche se è anomalo, malfatto, stupidamente realizzato, capovolto, etc. etc.
Dopo, e solo dopo, subentra la parte critica in cui si cerca di spiegare perché e per come l'artista o artigiano che dir si voglia, lo ha realizzato in modo errato; così come il paleografo trascrive esattamente cosa è scritto nel documento antico, anche se ci sono termini non corretti, e dopo propone la sua lettura e/o le integrazioni.

Il metodo scientifico, in tutte le sue applicazioni, si fonda sull'oggettività, non può avere come oggetto ciò che dovrebbe essere, ma ciò che è.

Faccio un esempio: se in un dipinto della Natività, l'asinello è dipinto senza le orecchie, o a S. Giuseppe manca un braccio, anche se io so che l'asinello ha le orecchie e S. Giuseppe ha due braccia, io li devo descrivere così!!
Me lo impongono le regole vigenti nell’edizione di opere d’Arte, ormai codificate dal Ministero e in uso in tutto il mondo scientifico!
E’ invalsa questa pratica perché chi analizza un’opera non può sapere quanto questo "errore" sia dettato dall'imperizia, o quanto possa avere, anche se sembra assurdo, un qualche significato intenzionale. Intanto l’analizzo com’è, poi cercherò di spiegare il significato dell’”errore”.

Uno scarto di fornace, in cui io riconosco una qualsiasi forma ceramica, poniamo una kylix, devo descriverlo sgorbio e deformato così com'è, non posso dire che è una kylix, anche se l’ho capito; poi, successivamente, in fase critica, aggiungo la nota che è uno scarto di kylix, perché lo evinco da questo o quel dettaglio.

Pertanto, se uno stemma Corsini viene realizzato con le strigilature anziché con le bande, io non posso dire che quelle strigilature sono bande sol perché so che lo stemma dei Corsini è così!
Se lo faccio, non adotto più un criterio oggettivo, ma procedo per supposizione.
Devo, invece, descrivere ciò che effettivamente è presente nello stemma, mi piaccia o no: non è una questione di scelte, è corretto uso della metodologia.
Nella parte critica della scheda spiegherò, poi, che lo stemma vero dei Corsini ha le bande, che il marmorario in questione le ha sostituite e cerco di capire perché lo ha fatto.
Poi è ovvio che se voglio scrivere un saggio generale sullo stemma Corsini, questo stemma mal realizzato lo cito come pura curiosità, e discetto quanto voglio su quello vero.

Ripeto, il mio non è un discorso nella fattispecie. Qui non si tratta di blasone, linguaggio tecnico o altre cose del genere: è una questione di metodo scientifico oggettivo, applicabile a qualsiasi ambito di ricerca, araldico o non araldico.

Saluti
M:
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)
da Fiore
 
Messaggi: 609
Iscritto il: martedì 16 maggio 2006, 1:38
Località: Gioiosa Jonica (RC)

Re: Araldica e marmi

Messaggioda Sigillum1 » domenica 15 giugno 2008, 0:10

Cari tutti e soprattutto cari frati, l’Araldica si presta magnificamente ad un uso decorativo e la stessa decorazione parietale dell’Archiginnasio ne rappresenta un esempio molto calzante: ciò non significa naturalmente che dobbiamo affidare l’Araldica agli storici dell’Arte, i quali potrebbero perfettamente “descriverne” le pareti, usando magari anche i termini che avete proposto, ma non sarebbero in grado di “blasonarli”, così come io non sono in grado di descrivere gli apparati decorativi in cui gli stemmi sono inseriti, e lascio questo compito agli specialisti, onde evitare che più o meno vaghe somiglianze con oggetti araldici, mi suggeriscano l’improprio uso di termini del tutto estranei ai lessici peculiari delle discipline storico artistiche.
Lo stemma deve, a mio avviso essere “blasonato”, se chi se ne occupa è un esperto e non semplicemente un tuttologo, come contenente tre bande: una nota specificherà che: le bande, tradizionali emblemi della famiglia Corsini, sono qui realizzata in forma non canonica, e potrebbero essere descritte come “strigilate” (nello specifico non trovo il termine pertinente con la figura e dunque non lo userei, neppure nella nota, e devo dire che la gran parte di queste anomalie, per la mia esperienza, non può essere neppure descritta, perché non ha alcuna fisionomia scientificamente classificabile, come del resto questa).
Blasonare scientificamente significa ricondurre le forme araldiche reperite ovunque, entro e fuori dagli scudi, alla terminologia della disciplina, rilevandone contestualmente, ma in nota, le eventuali anomalie “del tutto estranee al sistema”, come in questo caso; quel che l’araldista deve rilevare all’interno della blasonatura, sono le anomalie interne al sistema stesso: ad esempio, uno stemma Corsini con sbarre: trattandosi di emblemi araldici, le sbarre dovrebbero essere blasonate ed indicizzate, e la nota servirebbe a comunicare che lo stemma Corsini contiene di consueto bande (ciò potrà indirizzare chi sia interessato al tema, ad approfondire l’eventuale significato di questa “anomalia araldica”).
L’Araldica è semplicemente, e da non molto, una disciplina autonoma e come ogni disciplina ha un linguaggio proprio e quello che stiamo esaminando, cara Da Fiore, non è un oggetto residuale che abbisogna di analisi per essere riconosciuto come documento araldico, ma di uno stemma in senso proprio, e non lo stiamo descrivendo ma blasonando, e quelle, agli occhi di uno specialista, sono indiscutibilmente bande, lo sarebbero anche se non si trattasse di uno stemma Corsini ma di un’arma anonima, e non si tratta di una supposizione (gli stessi frati così le hanno descritte…) ma della fondata opinione di ogni specialista che si trovasse a schedarle; la loro anomalia è determinata soltanto da una qualche curvatura, chiaramente riconoscibile come estranea al sistema, è solo una licenza artistica; e, se decidessimo di “blasonarla”, invece di “descriverla in una nota”, ciascuno di noi potrebbe farlo a suo modo, generando un nuovo lessico, che produrrebbe solo confusione, senza apportare alcun contributo alla disciplina, ma solo un numero imprecisato di volumi del nostro dizionario, dedicati al tema della descrizione delle bande prodotte dagli artisti e dagli imbianchini…non è questo il compito dell’araldista, cari frati, unicuique suum…Un cordiale saluto a tutti. Silvia
Silvia
Sigillum1
 
Messaggi: 688
Iscritto il: lunedì 14 maggio 2007, 18:34
Località: Bologna

PrecedenteProssimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti