Stemma prelatizio

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini

Stemma prelatizio

Messaggioda San Marco » sabato 31 maggio 2008, 13:39

Ho scattato questa foto ad Udine. Chi mi aiuta ad " interpretarla "?


Immagine
Avatar utente
San Marco
 
Messaggi: 1832
Iscritto il: venerdì 10 novembre 2006, 19:40

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 31 maggio 2008, 15:25

Caro San Marco,
la difficoltà per la corretta "interpretazione" di questo stemma è soprattutto a livello dell'identificazione della relativa dignità prelatizia.
Come sai bene il cappello verde è tipico dei vescovi, in tutte le loro dignità (vescovi, arcivescovi, primati, ecc.), o di prelati nullius ai vescovi equiparati. Qui c'è anche una croce dietro lo scudo (segno che sicuramente parliamo di un vescovo e non di altro prelato), decussata con una spada temporale, simbolo del potere di comminare la pena capitale concesso nei secoli passati dai sovrani ad alcuni prelati nei loro territori.
Ora, un cappello verde è sempre e solo accompagnato da fiocchi dello stesso colore per tutte le dignità episcopali. E' così da sempre (almeno da quando i vescovi hanno cominciato ad usar un cappello prelatizio in luogo della mitra ad imitazione di quanto facevano da prima cardinali e poi prelati della curia romana). Quei fiocchi rossi non possono dunque spiegarsi come una particolare dignità concessa dalla Santa Sede. A meno che per la chiesa di Udine non stiamo parlando di un uso esclusivo, simile a quello concesso all'Arcivescovo di Salisburgo (Primate dei Germani e "Legato Permanente") e ai vescovi suoi ausiliari, che per singolare privilegio possono timbrare i loro stemmi con cappelli rossi ornati di fiocchi dello stesso colore (perchè di fatto, di rosso, si vestivano in passato), come quelli dei cardinali, tuttavia non con i 15 fiocchi per lato, bensì con il numero di fiocchi tipico della loro dignità. Ma un uso paragonabile a questo per il vescovo di Udine non mi risulta.
E' vero anche che Udine è sede metropolitana. E qui siamo probabilmente davanti allo stemma di un vescovo diocesano, dunque un metropolita, del passato (anche se per dire questo con certezza, molto utile sarebbe conoscere l'esatta ubicazione dello stemma: se esso è posto ad esempio su un portale dell'episcopio, più probabilmente sarà di un vescovo diocesano). Ma non credo che in passato nessuno abbia mai rappresentato in questo modo la dignità di un metropolita (che sappiamo esser stata fin da tempi piuttosto antichi, rappresentata dal pallio).
La cosa per me più probabile è che si tratti di uno stemma piuttosto antico (la spada temporale, da tempo abolita, ne è la riprova) ricolorato in tempi più recenti (i toni delle tinte sembrano piuttosto freschi, anzi lo stemma appare visibilmente proveniente da altro contesto e applicato sull'attuale parete) con imperizia da parte dell'artista.
Quanto alle figure dello stemma l'interpretazione è certo più facile. Nel capo la scena dell'Annunzio dell'Angelo alla Vergine Santissima, in punta le figure dei due patroni della diocesi. Uno è il Vescovo Ermagora, vissuto intorno alla metà del III secolo e primo nel catalogo dei vescovi di Aquileia. Secondo una leggenda diffusa nell'VIII secolo, egli, consacrato vescovo della città dall'evangelista San Marco inviato in missione da San Pietro, concluse la sua missione col martirio, sotto la persecuzione di Nerone. Compagno di martirio sarebbe stato il diacono Fortunato. E' l'altra figura, sotto il secondo arco.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda San Marco » sabato 31 maggio 2008, 17:05

Gentile antonio grazie per il puntuale e preciso intervento che in verità attendevo da parte tua.
Posso solo aggiungere che lo stemma è inserito, come da foto, nel portale della cattedrale, dedicata a S. Maria Annunziata ( ecco il tuo giusto richiamo < Nel capo la scena dell'Annunzio dell'Angelo alla Vergine Santissima > e che tale edificio all'inizio, fatto costruito a partire dal 1236 dal patriarca Bertoldo di Andechs, era più piccolo ed era dedicato a S.Odorico.
Che siano questi i due ecclesiastici rappresentati? E se fosse solamente un insieme di richiami? Ma! Sono anche molto perplesso per l'abbinamento dello smalto verde del galero con quello rosso-porpora dei dodici fiocchi rosso a cui momentaneamento, appunto, non so dare una logica spiegazione.
Avatar utente
San Marco
 
Messaggi: 1832
Iscritto il: venerdì 10 novembre 2006, 19:40

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda FML » sabato 31 maggio 2008, 18:12

Caro San Marco,
alle condivisibili osservazioni proposte da don Antonio aggiungo solo che lo stemma mostrato nell'immagine, proprio in virtù della tipologia di immagini in esso esplicitamente raffigurate, potrebbe appartenere al Capitolo dei canonici della cattedrale.
Ho avuto modo di rilevare stemmi similari presi in adozione da diversi Capitoli di varie realtà diocesane italiane.
In alternativa, tuttavia, non resterei stupìto se l'arma in questione fosse quella di un vescovo vissuto tra il XIX ed il XX secolo.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda Giorgio Aldrighetti » sabato 31 maggio 2008, 18:36

La sede, comunque, è arcivescovile e quindi il cappello andava timbrato con 10 nappe per parte.
Potrebbe, invero, essere lo stemma della diocesi o del capitolo cattedrale, per qualche antica concessione, mancando, oltretutto, la mitria e il pastorale in decusse o, perchè no, frutto anche di qualche errore del dipintore che materialmente lo ha smaltato....
Giorgio
Avatar utente
Giorgio Aldrighetti
 
Messaggi: 582
Iscritto il: domenica 2 aprile 2006, 14:04
Località: Chioggia

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda FML » sabato 31 maggio 2008, 23:55

Per quanto concerne il galero solitamente in uso da parte dei membri di un Capitolo di canonici, quasi sempre Prelati d'onore di Sua Santità o Protonotari apostolici, rammento che esso è composto da cappello, cordoni e nappe di paonazzo. I fiocchi in numero di dodici sono disposti sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3.

Se, dunque, lo stemma proposto da San Marco corrispondesse a quello del Capitolo dei canonici della Cattedrale di Udine, visto e considerando l'anomalo colore del galero in questione, non resterebbe che ipotizzare una particolare concessione di quest'ultimo elemento (come ben anticipato dall'illustre Giorgio Aldrighetti) o, più banalmente, un errore di realizzazione grafica.

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda MMT » domenica 1 giugno 2008, 11:52

Concordo con la tesi dello stemma di un canonico, magari decano, o probabilmente del vicario generale della Curia(vista l'unica presenza di uno stemma sul portale), che magari per distinguersi dagli altri, o per concessione o per autoattribuzione, usava tali colori.
Il fatto che vi sia la croce non credo sia esclusivo richiamo alla dignità episcopale, altrimenti l'avrebbe posizionata in maniera centrale e sicuramente il cappello sarebbe stato tutto verde, così in effetti sembra più quello di un prelato con speciale concessione. Non dimentichiamo che spesso i capitoli arbitrariamente (anche se nn doveva accadare) si autoattribuivano particolari segni di distinzione, che poi vennero o meno riconosciuti in tempi successivi.


Michele
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 1 giugno 2008, 13:48

Le figure raffigurate in basso dovrebbero essere quelle di Ermagora e Fortunato , Santi e martiri.
una leggenda riportata dal sito : santiebeati.it , narra che l'evangelista san Marco, inviato da san Pietro a evangelizzare l'Italia superiore, giunto ad Aquileia, vi incontrò un cittadino di nome Ermagora e, convertitolo al Cristianesimo, lo consacrò vescovo della città, avviando così l'evangelizzazione di tutta l'area mitteleuropea. Egli vi avrebbe conclusa la sua missione con il martirio durante la persecuzione suscitata da Nerone e compagno gli sarebbe stato il suo diacono Fortunato. I due santi sono patroni dell'arcidiocesi di Gorizia, dell'arcidiocesi e della città di Udine nonché, da pochi anni, di tutta la Regione Friuli Venezia Giulia.

Dallo stesso sito :

Immagine
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda FML » domenica 1 giugno 2008, 16:59

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Concordo con la tesi dello stemma di un canonico, magari decano, o probabilmente del vicario generale della Curia (vista l'unica presenza di uno stemma sul portale), che magari per distinguersi dagli altri, o per concessione o per autoattribuzione, usava tali colori.


Rimanendo nel campo delle ipotesi, carissimo Michele, sarei molto cauto nel parlare dello stemma di un singolo canonico o di quello del vicario generale della diocesi.
Come accennato, infatti, stando soprattutto alle figure sacre raffigurate nello scudo, rappresentanti l'Annunciazione (a cui è dedicata la Cattedrale di Udine) ed i Santi Patroni della Chiesa udinese, nonchè alla significativa presenza della croce episcopale astile e della spada (entrambi antichi simboli del potere spirituale e temporale, peculiari del solo vescovo), sembrerebbe più opportuno attribuire l'arma in questione al Capitolo dei Canonici (inteso come ente di più persone chiamate ad affiancare il vescovo nell'animazione la vita liturgica di una cattedrale), così come tradizionalmente in uso in moltissime altre realtà diocesane.
Come potrebbe, infatti, un singolo canonico o un vicario generale utilizzare i simboli della croce astile e della spada?
Rimangono delle perplessità sui colori del galero....ma si è già fatto cenno ad eventuali speciali concessioni o ad errori di realizzazione.

Buona Domenica!

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda giuseppe.q » lunedì 2 giugno 2008, 21:35

Quei fiocchi rossi non possono dunque spiegarsi come una particolare dignità concessa dalla Santa Sede. A meno che per la chiesa di Udine non stiamo parlando di un uso esclusivo, simile a quello concesso all'Arcivescovo di Salisburgo (Primate dei Germani e "Legato Permanente") e ai vescovi suoi ausiliari, che per singolare privilegio possono timbrare i loro stemmi con cappelli rossi ornati di fiocchi dello stesso colore (perchè di fatto, di rosso, si vestivano in passato), come quelli dei cardinali, tuttavia non con i 15 fiocchi per lato, bensì con il numero di fiocchi tipico della loro dignità. Ma un uso paragonabile a questo per il vescovo di Udine non mi risulta.


Buona sera a tutti.
Anticamete l'Arcidiocesi di Udine era un "Patriarcato".
Ancora oggi l'Arcivescovo di Udine puo indossare le vesti rosse (zucchetto e fascia compresa) anche se non è Cardinale.
Evidentemente questo "privilegio" (vedasi anche gli Arcivescovi di Salisburgo) fa si che il prelato possa timbrare il suo scudo di rosso anzichè di verde come ha ricordato il caro Antonio.
Quindi, a mio dire trattasi di uno stemma episcopale... anche se come viene affermato in un post precedente Udine è sede Arcivescovile.
La mia ovviamente è solo una ipotesi... :oops: :D

Buona serata a tutti.

Giuseppe
DATUM IN NOSTRO PALATIO VICTORITI
Avatar utente
giuseppe.q
 
Messaggi: 328
Iscritto il: lunedì 14 agosto 2006, 16:22
Località: Sardegna - Abruzzo

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 3 giugno 2008, 11:40

Zaccheo ha scritto:
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Concordo con la tesi dello stemma di un canonico, magari decano, o probabilmente del vicario generale della Curia (vista l'unica presenza di uno stemma sul portale), che magari per distinguersi dagli altri, o per concessione o per autoattribuzione, usava tali colori.


Rimanendo nel campo delle ipotesi, carissimo Michele, sarei molto cauto nel parlare dello stemma di un singolo canonico o di quello del vicario generale della diocesi.
Come accennato, infatti, stando soprattutto alle figure sacre raffigurate nello scudo, rappresentanti l'Annunciazione (a cui è dedicata la Cattedrale di Udine) ed i Santi Patroni della Chiesa udinese, nonchè alla significativa presenza della croce episcopale astile e della spada (entrambi antichi simboli del potere spirituale e temporale, peculiari del solo vescovo), sembrerebbe più opportuno attribuire l'arma in questione al Capitolo dei Canonici (inteso come ente di più persone chiamate ad affiancare il vescovo nell'animazione la vita liturgica di una cattedrale), così come tradizionalmente in uso in moltissime altre realtà diocesane.
Come potrebbe, infatti, un singolo canonico o un vicario generale utilizzare i simboli della croce astile e della spada?
Rimangono delle perplessità sui colori del galero....ma si è già fatto cenno ad eventuali speciali concessioni o ad errori di realizzazione.

Caro Ferrante, io escluderei totalmente la possibilità di trovarci davanti uno stemma capitolare. Non solo al singolo canonico o vicario generale, ma anche al Capitolo dei Canonici non sarebbe possibile usare timbri propri del vescovo: croce e, in questo caso anche la spada. E il colore del cappello (verde) ancora una volta dice appartenenza all'ordine episcopale, senza dubbio.
Forse - scusami se mi permetto - non è scientificamente molto corretto cercare di individuare la dignità ecclesiastica legata ad uno stemma a partire dalle figure che campeggiano sullo scudo. Certo, qui ci sono i patroni della diocesi, ma non sono pochi i casi di stemmi di vescovi che usano figure o simboli dei santi patroni delle loro sedi. Né trovo improbabile che un singolo vescovo voglia esprimere araldicamente il legame con la "sua" cattedrale (magari da lui costruita o restaurata?) attraverso un chiaro richiamo iconografico (in questo caso l'Annunciazione) al Titolare della stessa.
Il problema principale resta quello di quei fiocchi rossi, ma mi sembra che la pista indicata dal caro Giuseppe sia quella giusta! Grazie, caro Giuseppe! E complimenti!
Come supponevo dall'inizio o siamo davanti a un errore (cromatico) di realizzazione, o siamo davanti alla rappresentazione araldica di un privilegio particolare, legato al colore (rosso) dell'abito del titolare. E mi sembra che l'informazione data da Giuseppe ci orienti decisamente verso questa seconda ipotesi. Ma quasi sicuramente (e forse il "quasi" si può togliere) siamo davanti lo stemma di un vescovo (o arcivescovo che sia). Se proprio vogliamo pensare allo stemma di un ente invece che ad uno stemma personale, si potrebbe pensare allo stemma della sede diocesana, come ipotizzava il Dott. Aldrighetti. Allora certo sarebbe ragionevole la presenza dei contrassegni (cappello verde, croce, spada) propri del vescovo (o arcivescovo). E comunque in Italia gli stemmi di sedi diocesane sono molto rari (al contrario di quanto accade ad esempio in America, come sappiamo).
Quanto al numero dei fiocchi non lo vedrei come vincolante per parlare o meno di uno stemma arcivescovile. E' col padre Menestrier (quindi abbastanza "recentemente") che sono stati attribuiti a tutti gli arcivescovi i segni di dignità che sono in uso comune anche oggi: cappello verde con dieci fiocchi per lato e croce patriarcale. Se il nostro stemma fosse, come è ragionevole pensare, uno stemma piuttosto antico, magari del XVI secolo (magari ricolorato in tempi recenti, come lascerebbe intendere la vivezza dei colori), la mancanza dell'ultima fila di fiocchi oggi prevista per un arcivescovo potrebbe non esser significativa. Simile discorso si potrebbe chiaramente fare nel caso - più difficile ma pure possibile - in cui in un antico impianto di ornamentazioni fosse stato (in modo assolutamente inopportuno) rappresentato lo stemma di un arcivescovo a noi più vicino nel tempo.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 3 giugno 2008, 13:02

antonio p. v. g. ha scritto:Forse - scusami se mi permetto - non è scientificamente molto corretto cercare di individuare la dignità ecclesiastica legata ad uno stemma a partire dalle figure che campeggiano sullo scudo.

Esatto.

Certo, qui ci sono i patroni della diocesi, ma non sono pochi i casi di stemmi di vescovi che usano figure o simboli dei santi patroni delle loro sedi. Né trovo improbabile che un singolo vescovo voglia esprimere araldicamente il legame con la "sua" cattedrale (magari da lui costruita o restaurata?) attraverso un chiaro richiamo iconografico (in questo caso l'Annunciazione) al Titolare della stessa.

O a qualcosa allusivo alla Sua iconografia sacra.

Il problema principale resta quello di quei fiocchi rossi, ma mi sembra che la pista indicata dal caro Giuseppe sia quella giusta! Grazie, caro Giuseppe! E complimenti!

Sì, veramente bravo.

Bene :D vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
Detestabile è la falsa umiltà
Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
Avatar utente
fra' Eusanio da Ocre
 
Messaggi: 12913
Iscritto il: mercoledì 7 maggio 2003, 21:14

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda FML » giovedì 5 giugno 2008, 23:16

Gentili colleghi,
la discussione relativa all'immagine araldica proposta in questo topic dal caro San Marco poneva un oggettivo dubbio sul galero prelatizio visibile, determinato da una non convenzionale possibilità di decodificazione dello stesso (forma e colori anomali).
Il mio tentativo di attribuzione dell'arma rappresentata, partendo dalle figure dello scudo e non, come scientificamente più corretto, dagli ornamenti esteriori ed esso, nasce proprio da questo dato.
L'informazione segnalata da Giuseppe Quattrociocchi sul singolare privilegio concesso al vescovo pro tempore della Chiesa udinese di poter indossare vesti rosse (tra cui fascia e zucchetto), ha fornito un contributo importante, ma non esaustivo, alla chiarificazione di questo dubbio: si è finalmente compresa l'anomala natura del galero che, tuttavia, per numero di nappe non corrisponde a quello di arcivescovo (Udine è da sempre sede arcivescovile). Da escludersi, quindi, che si tratti dello stemma di un presule udinese (errori a parte).
In considerazione di quanto detto, l'ipotesi avanzata, circa l'assegnazione dell'arma al Capitolo dei Canonici della cattedrale di Udine, nasce dalle esplicite raffigurazioni sacre raffigurate (tra i pochi elementi rimasti!): i due Santi patroni della diocesi, Ermagora e Fortunato, e l'Annunciazione a cui è intitolata la Cattedrale. Quest'ultima figura, in particolare, ha costituito un forte elemento di influenza in tutto il ragionamento (pur sempre ipotetico).
Dai presupposti elencati, molto probabilmente, scaturiscono le congetture, concordanti con quella da me proposta, degli amici Giorgio Aldrighetti e Michele Tuccimei.

Lo stemma proposto dal carissimo San Marco è proprio quello del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Udine che, al solo scopo simbolico, viene (arbitrariamente) raffigurato timbrato da un galero (oltre che accompagnato da croce astile e spada episcopali) non pertinente alla dignità di canonico, ma a qualla "speciale" corrispondente al privilegio episcopale menzionato, derivante dalla discendenza spirituale dei presuli udinesi dai patriarchi di Aquileia.

Questa conferma giunge dalla Curia della città di Udine (nelle persone del pro-Cancelliere e dell'Archivista diocesano), appositamente consultata. Appena possibile, a scanso di equivoci, si mostreranno dei documenti a tal proposito.

Cordialmente,
Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 6 giugno 2008, 0:46

Zaccheo ha scritto:Lo stemma proposto dal carissimo San Marco è proprio quello del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Udine che, al solo scopo simbolico, viene (arbitrariamente) raffigurato timbrato da un galero (oltre che accompagnato da croce astile e spada episcopali) non pertinente alla dignità di canonico, ma a qualla "speciale" corrispondente al privilegio episcopale menzionato, derivante dalla discendenza spirituale dei presuli udinesi dai patriarchi di Aquileia.
Questa conferma giunge dalla Curia della città di Udine (nelle persone del pro-Cancelliere e dell'Archivista diocesano), appositamente consultata. Appena possibile, a scanso di equivoci, si mostreranno dei documenti a tal proposito.

Più che di "discendenza spirituale" parlerei di una derivazione storico-giuridica, caro Ferrante. Nel 1751 il Patriarcato di Aquileia fu diviso dal Papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini) nelle sedi arcivescovili di Gorizia e Udine. Quest'ultima è - cosa piuttosto rara - sede metropolitana senza suffraganee.
Quanto allo "scopo simbolico" di cui ci informi circa la raffigurazione di questo stemma direi che è più unico che raro. Di fatto guardando alle ornamentazioni non si può che pensare a un vescovo o sede diocesana. E se nel corso dei secoli la Santa Sede ha concesso speciali privilegi a dei capitoli, questi erano solitamente corrispondenti a quelli dei protonotari apostolici soprannumerari e dei protonotari apostolici ad instar, o a quelli di prelati domestici e camerieri segreti. Anche i singoli canonici di quei capitoli privilegiati avevavo il diritto di adornare il loro scudo con il cappello corrispondente a queste dignità.
Ma il fatto che un capitolo usi insegne vescovili si potrebbe definire quasi come anomalo. C'era il caso di canonici che avevavo il privilegio di portare la mitra (bianca). E in questo caso, solo per ulteriore privilegio concesso espressamente da Roma, essi potevano anche timbrarne gli stemmi di famiglia. Probabilmente - ma personalmente non conosco nessun caso del genere - anche qualche capitolo avrà fatto uso di mitra. Ma la croce è sempre stata emblema proprio dell'ordine episcopale. E lo stesso si dica del cappello verde, anche se nel nostro caso ornato in modo singolare di fiocchi rossi.
Lo stemma è almeno apparentemente di un vescovo (o arcivescovo). Su questo non ci sono dubbi.
A questa tua formulazione in proposito:
L'informazione segnalata da Giuseppe Quattrociocchi sul singolare privilegio concesso al vescovo pro tempore della Chiesa udinese di poter indossare vesti rosse (tra cui fascia e zucchetto), ha fornito un contributo importante, ma non esaustivo, alla chiarificazione di questo dubbio: si è finalmente compresa l'anomala natura del galero che, tuttavia, per numero di nappe non corrisponde a quello di arcivescovo (Udine è da sempre sede arcivescovile). Da escludersi, quindi, che si tratti dello stemma di un presule udinese (errori a parte).

caro Ferrante, permettimi di rispondere rimandando a quanto poco sopra ho detto circa il periodo della definizione dello stemma arcivescovile con l'ultima fila di fiocchi.

Aspettiamo dunque volentieri di vedere i documenti che ci spieghino anche il perchè di un simile apparentemente arbitrario uso da parte del capitolo di Udine.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
Avatar utente
Antonio Pompili
Amministratore
 
Messaggi: 3758
Iscritto il: mercoledì 21 marzo 2007, 17:23
Località: Roma

Re: Stemma prelatizio

Messaggioda FML » venerdì 6 giugno 2008, 1:05

antonio p. v. g. ha scritto:
Zaccheo ha scritto:Lo stemma proposto dal carissimo San Marco è proprio quello del Capitolo dei Canonici della Cattedrale di Udine che, al solo scopo simbolico, viene raffigurato timbrato da un galero (oltre che accompagnato da croce astile e spada episcopali) non pertinente alla dignità di canonico, ma a qualla "speciale" corrispondente al privilegio episcopale menzionato, derivante dalla discendenza spirituale dei presuli udinesi dai patriarchi di Aquileia.
Questa conferma giunge dalla Curia della città di Udine (nelle persone del pro-Cancelliere e dell'Archivista diocesano), appositamente consultata. Appena possibile, a scanso di equivoci, si mostreranno dei documenti a tal proposito.

Più che di "discendenza spirituale" parlerei di una derivazione storico-giuridica, caro Ferrante. Nel 1751 il Patriarcato di Aquileia fu diviso dal Papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini) nelle sedi arcivescovili di Gorizia e Udine. Quest'ultima è - cosa piuttosto rara - sede metropolitana senza suffraganee.
Quanto allo "scopo simbolico" della raffigurazione di questo stemma direi che è più unico che raro. Di fatto guardando alle ornamentazioni non si può che pensare a un vescovo o sede diocesana. E se nel corso dei secoli la Santa Sede ha concesso speciali privilegi a dei capitoli, questi erano solitamente corrispondenti a quelli dei protonotari apostolici soprannumerari e dei protonotari apostolici ad instar, o a quelli di prelati domestici e camerieri segreti. I singoli canonici di quei capitoli privilegiati avevavo il diritto di adornare il loro scudo con il cappello corrispondente a queste dignità.
Ma il fatto che un capitolo usi insegne vescovili si potrebbe definire quasi come anomalo. C'era il caso di canonici che avevavo il privilegio di portare la mitra (bianca). E in questo caso, solo per ulteriore privilegio concesso espressamente da Roma, essi potevano anche timbrarne gli stemmi di famiglia. Probabilmente - ma personalmente non conosco nessun caso del genere - anche qualche capitolo avrà fatto uso di mitra. Ma la croce è sempre stata emblema proprio dell'ordine episcopale. E lo stesso si dica del cappello verde, anche se nel nostro caso ornato in modo singolare di fiocchi rossi.
Aspettiamo dunque i documenti soprattutto per sapere come mai insegne vescovili sono passate ad ornare lo stemma capitolare.

A detta del pro-Cancelliere di Udine, i motivi per i quali lo stemma Capitolare in questione è timbrato (in modo del tutto anomalo rispetto alle consuetudini liturgiche ed araldiche) dal particolare galero episcopale raffigurato nell'immagine (unitamente alla croce astile ed alla spada), consiste nello scopo di voler rammentare le particolari concessioni di cui si è fatto cenno. Come a voler rappresentare, cioè, l'unione ecclesiale tra il Capitolo dei Canonici di Udine ed il Vescovo.
Personalmente, caro don Antonio, ritengo l'arma di cui parliamo una realizzazione arbitraria che, in ogni modo, è rappresentativa del Capitolo metropolitano e non di altri.
Appena in possesso dei documenti promessi (e di altre notizie), proverò a farne cenno.

Ferrante
"Gli Israeliti si accamperanno ciascuno vicino alla sua insegna con i simboli dei casati paterni" (Numeri 2,2)
Avatar utente
FML
 
Messaggi: 2253
Iscritto il: domenica 7 agosto 2005, 22:51
Località: Roma

Prossimo

Torna a Araldica / Heraldry



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 11 ospiti