San Josemaria Escrivà

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San Josemaria Escrivà

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 17 ottobre 2004, 20:59

Gentili membri del Forum,
qualcuno conosce la genealogia e lo stemma di S.Josemaria Escrivà de Balaguer che in vita (nel 1968) ottenne la riconferma del titolo nobiliare di marchese di Peralta per sè ed i suoi eredi?
Vi ringrazio anticipatamente.

Pasquale M. M. Onorati
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Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 1 novembre 2004, 16:12

Egregi Signori,
approfitto della solennità di Ognissanti per chiedervi nuovamente se tra i partecipanti al forum c’è qualcuno che abbia notizie sulla questione da me posta! Aggiungo a quanto scritto in precedenza che Mons.Escrivà ed i suoi collaboratori, affermavano che in base alla legge nobiliare dell’epoca (siamo alla fine degli anni ’60) solo egli, come capofamiglia, poteva inoltrare tale richiesta alle autorità spagnole altrimenti il diritto al titolo si sarebbe estinto con la morte del pretendente, con grave danno per la sua famiglia che tanto si era prodigata, anche dal punto di vista economico, per la nascita e lo sviluppo dell’Opus Dei. Ottenuto nel 1968 il decreto di concessione e pagati i relativi oneri fiscali, che non gravarono sull’Opera, ma furono sostenuti da un estraneo all’Istituto che gentilmente se ne fece carico, il fondatore trasferì, con atto notarile del 1972, il titolo nobiliare di marchese di Peralta al fratello minore Santiago che venne regolarmente iscritto nei registri nobiliari spagnoli. Alla famiglia Escrivà, originaria francese, se non erro, spettava anche il titolo di barone di Sanfilippo; per caso, qualcuno sa se e quando fu richiesta la riconferma?
San Josemaria fu sempre attento alle questioni genealogiche; infatti sapeva di discendere da San Giuseppe Calasanzio, fondatore degli Scolopi e dall’eretico Michele Serveto, bruciato sul rogo da Calvino; inoltre negli anni ’40 aveva fatto correggere il suo atto di battesimo, in cui il cognome di famiglia era stato erroneamente trascritto dal parroco, nella forma Escriba di farisaica memoria; successivamente, aveva ottenuto dal Ministero della Giustizia la concessione ad aggiungere al proprio cognome il toponimico de Balaguer, per distinguere la propria famiglia dalle altre omonime. Spero che abbiate gradito queste ulteriori informazioni tratte, come le precedenti dalla monumentale biografia in tre volumi, di Andrés Vázquez de Prada, Il fondatore dell’Opus Dei (Milano1999-2004).
Attendo con ansia i vostri commenti.

Pasquale Mauro Maria Onorati
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Messaggioda pierfe » martedì 9 novembre 2004, 3:28

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Egregi Signori,
approfitto della solennità di Ognissanti per chiedervi nuovamente se tra i partecipanti al forum c’è qualcuno a cui interessi la questione da me sollevata! Si tratta pur sempre di uno dei santi più famosi del nostro tempo! Aggiungo a quanto scritto in precedenza che Mons.Escrivà ed i suoi collaboratori, per giustificare le polemiche sollevate dal gesto di richiedere la riconferma di un titolo nobiliare a S.E. Franco, affermavano che in base alla legge nobiliare dell’epoca (siamo alla fine degli anni ’60) solo egli, come capofamiglia, poteva inoltrare tale richiesta alle autorità spagnole altrimenti il diritto al titolo si sarebbe estinto con la morte del pretendente (?), con grave danno per la sua famiglia che tanto si era prodigata, anche dal punto di vista economico, per la nascita e lo sviluppo dell’Opus Dei. Ottenuto nel 1968 il decreto di concessione e pagati i relativi oneri fiscali, che non gravarono sull’Opera, ma furono sostenuti da un estraneo all’Istituto che gentilmente se ne fece carico, il fondatore trasferì, con atto notarile del 1972, il titolo nobiliare di marchese di Peralta al fratello minore Santiago che venne regolarmente iscritto nei registri nobiliari spagnoli. Alla famiglia Escrivà, originaria francese, se non erro, spettava anche il titolo di barone di Sanfilippo; per caso, qualcuno sa se e quando fu richiesta la riconferma?
San Josemaria fu sempre attento alle questioni genealogiche; infatti sapeva di discendere da San Giuseppe Calasanzio, fondatore degli Scolopi e dall’eretico Michele Servito, bruciato sul rogo da Calvino; inoltre negli anni ’40 aveva fatto correggere il suo atto di battesimo, in cui il cognome di famiglia era stato erroneamente trascritto dal parroco, nella forma Escriba di farisaica memoria; successivamente, aveva ottenuto dal Ministero della Giustizia la concessione ad aggiungere al proprio cognome il toponimico de Balaguer, per distinguere la propria famiglia dalle altre omonime. Spero che abbiate gradito queste ulteriori informazioni tratte, come le precedenti dalla monumentale biografia in tre volumi, di Andrés Vázquez de Prada, Il fondatore dell’Opus Dei (Milano1999-2004).
Attendo con ansia i vostri commenti.

Pasquale Mauro Maria Onorati


Il titolo di Marqués de Peralta che fu concesso da Vienna il 12 febbraio 1718 a Tomás de Peralta, segretario di Stato, Guerra e Giustizia del Regno di Napoli da parte dell'Arciduca Carlos d'Austria.
Venne reabilitato a favore di Don José Maria Escrivá de Balaguer y Albás con decreto del 24 luglio 1968 (pubblicato sul bollettino ufficiale dello Stato il 3 agosto).
Tengo a precisare che non si tratta di un decreto di concessione ma una riabilitazione, ovvero il far rivivere un titolo già esistente in una famiglia attraverso un decreto (in quel tempo del Capo dello Stato).
Il titolo come si vede fu concesso sul cognome nel 1718 alla famiglia Peralta alla quale discendeva per via femminile attraverso la madre (ALBAS).
Il costo di una riabilitazione non era elevato ad esempio nel 1980 con la riforma della legge era di sole pesetas 120.000 (molto meno nel 1968).
Il Santo fece atto notarile di rinuncia a favore del fratello Santiago che è l'attuale titolare e che chiese pagandone la tassa al Capo dello Stato la successione.
Infatti per la legge spagnola il primogenito maschio della famiglia aveva diritto a chiedere una riabilitazione e poi ottenuta poteva trasferirla a chi dopo di lui aveva il maggior valore.
La famiglia non possiede altri titoli nobiliari riconosciuti dal Regno di Spagna.
Fu l'unico sacerdote al mondo a richiedere l'uso di un titolo nobiliare, inoltre durante la sua vita gli vennero concesse numerose gran croci di ordini spagnoli (San Raimundo de Peñafort, Alfonso X el Sabio, Isabel la Católica, Carlos III, Beneficencia).
Lo stemma del titolo di Marchese di Peralta è il seguente: d'argento alla banda di rosso caricata da tre stelle d'oro e accompagnate in alto da un'aquila dello stesso e inbasso da un'ala nera".
Credo che amasse molto la storia della sua famiglia e quindi non vedo nulla di male se chiese ed ottenne il titolo nobiliare di cui aveva diritto (ci sono del resto Re e Regine santi).
Ci sono 19 titolo nobiliari spagnoli in capo alla famiglia Escrivá di vari rami.
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Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » venerdì 12 novembre 2004, 0:59

Egregio dr. degli Uberti,
innanzitutto, La ringrazio per la risposta ricca di informazioni utili; mi permetta però di esporLe alcuni dubbi:

1) Il titolo nobiliare originario era di marchese sul cognome Peralta, ma lo stato spagnolo decretò la rinnovazione del titolo di marchese con il predicato di Peralta; come si spiega questa difformità ?
2) Se non erro, in diritto nobiliare, la rinnovazione di un titolo estinto per mancanza di chiamati alla successione, il riconoscimento in sanatoria, l’autorizzazione all’uso di titoli stranieri da parte di un cittadino, l’assenso e la concessione di un nuovo titolo sono tutti provvedimenti di grazia, cioè atti di clemenza di esclusiva prerogativa del capo dello stato che, quindi, può concederli o meno; perciò, dal punto di vista giuridico, nessuno può affermare di avere un diritto soggettivo ad ottenere tali provvedimenti. Diverso è il caso degli atti governativi di giustizia, come il riconoscimento dell’esistenza in una famiglia di un titolo nobiliare e del suo trasferimento agli aventi diritto secondo la legge; a mio avviso, infatti, solo in un caso simile sussiste un vero è proprio diritto soggettivo ad ottenere il provvedimento richiesto. Ho fatto questa premessa per cercare di inquadrare meglio la questione dalla quale siamo partiti; la madre di San Josemaria, una Albas, era imparentata più o meno alla lontana con l’ultimo discendente dei marchesi Peralta; mons.Escrivà presentò domanda per ottenere la rinnovazione di tale titolo estinto e S.E. Francisco Franco gli concesse la grazia (poteva anche non farlo).
3) Se mons.Escrivà non avesse richiesto la rinnovazione del titolo, dopo la sua morte tale facoltà non sarebbe automaticamente passata al fratello Santiago?

Pasquale Mauro Maria Onorati
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Messaggioda pierfe » venerdì 12 novembre 2004, 2:02

Caro Amico, leggo quanto scrive ma lei sta analizzando l'argomento pensando con i criteri del diritto nobiliare italiano che è diverso da quello spagnolo.
Sotto trova le mie precisazioni:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Egregio dr. degli Uberti,
innanzitutto, La ringrazio per la risposta ricca di informazioni utili; mi permetta però di esporLe alcuni dubbi:

1) Il titolo nobiliare originario era di marchese sul cognome Peralta, ma lo stato spagnolo decretò la rinnovazione del titolo di marchese con il predicato di Peralta; come si spiega questa difformità ?

Si il titolo originario era marchese (sul cognome alla famiglia) Peralta.
In Spagna quando si estingue una famiglia con il titolo sul cognome, il titolo passa all'erede che usa il titolo con il cognome dell'antico possessore. Non si può considerare un predicato ma un cognome (esempio italiano: se il marchese Rossi si estingue, l'erede assume il titolo in Spagna di marchese Rossi ovvero: Giovanni Verdi, marchese Rossi).


2) Se non erro, in diritto nobiliare, la rinnovazione di un titolo estinto per mancanza di chiamati alla successione, il riconoscimento in sanatoria, l’autorizzazione all’uso di titoli stranieri da parte di un cittadino, l’assenso e la concessione di un nuovo titolo sono tutti provvedimenti di grazia, cioè atti di clemenza di esclusiva prerogativa del capo dello stato che, quindi, può concederli o meno; perciò, dal punto di vista giuridico, nessuno può affermare di avere un diritto soggettivo ad ottenere tali provvedimenti. Diverso è il caso degli atti governativi di giustizia, come il riconoscimento dell’esistenza in una famiglia di un titolo nobiliare e del suo trasferimento agli aventi diritto secondo la legge; a mio avviso, infatti, solo in un caso simile sussiste un vero è proprio diritto soggettivo ad ottenere il provvedimento richiesto.

Lei sta ragionando con il diritto nobiliare italiano, in Spagna non è così. La riabilitazione (non la rinnovazione italiana) è un atto con il quale il Sovrano (allora Capo dello Stato) fa rivivere un titolo che non è usato da un certo periodo di tempo. Ma la persona che lo riabilità ha il pieno diritto senza sanatoria.

Ho fatto questa premessa per cercare di inquadrare meglio la questione dalla quale siamo partiti; la madre di San Josemaria, una Albas, era imparentata più o meno alla lontana con l’ultimo discendente dei marchesi Peralta; mons.Escrivà presentò domanda per ottenere la rinnovazione

riabilitazione

di tale titolo estinto e S.E. Francisco Franco gli concesse la grazia (poteva anche non farlo);

il re può anche rifiutare un titolo al figlio di un titolato... e questo accadeva anche in Italia

ora sarebbe interessante sapere quanto influì sulla decisione del Caudillo il fatto che il richiedente fosse niente poco di meno che il fondatore dell’Opus Dei.

irrilevante. In Spagna il titolo senza grandezza è importante ma non è gran cosa. L'alta nobiltà è la grandezza di Spagna e questo fa cambiare la valutazione.

3) Se mons.Escrivà non avesse richiesto la rinnovazione del titolo, dopo la sua morte tale facoltà non sarebbe automaticamente passata al fratello Santiago?

tutti coloro che avevano diritto potevano chiedere la riabilitazione, e il primo che si faceva avanti lo avrebbe ottenuto, certo colui che aveva il maggior diritto avrebbe potuto impugnare la riabilitazione con sentenza del tribunale... ma non è successo.
Anche il fratello stesso avrebbe potuto richiedere il titolo per sè, ma essendo la famiglia conosciuta sarebbe stato necessario la rinuncia di mons. Escrivà.
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Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 16 novembre 2004, 0:04

Egregio dr. degli Uberti,
grazie per la risposta e mi perdoni per la confusione fatta, ma ingenuamente pensavo che il diritto nobiliare italiano e quello spagnolo fossero tra loro molto simili, visto che gran parte dell’Italia è stata sotto la dominazione spagnola per oltre due secoli.
Ho ancora alcune domande da porLe:

1) In Spagna esiste la distinzione tra provvedimenti di grazia e provvedimenti di giustizia? La riabilitazione di un titolo estinto e la concessione di un nuovo titolo a quale tipo di provvedimenti appartengono?
2) Quindi San Josemaria Escrivà de Balaguer fu nominato marchese Peralta e non marchese di Peralta . Giusto?
3) Per caso, sa in che rapporto di parentela era mons.Escrivà con l’ultimo marchese Peralta?
4) Ella afferma che Santiago Escrivà de Balaguer poteva richiedere direttamente la riabilitazione a suo favore con la rinuncia del fratello. Andrés Vázquez de Prada ne Il fondatore dell’Opus Dei, sostiene invece che, in base alla legge nobiliare dell’epoca, solo mons.Escrivà, come capofamiglia, poteva inoltrare la richiesta di riabilitazione alle autorità spagnole altrimenti il diritto al titolo si sarebbe estinto con la sua morte. Chi ha ragione, Lei o Vàzquez ?
In attesa di leggerLa a riguardo, La saluto cordialmente.

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Messaggioda pierfe » martedì 16 novembre 2004, 0:39

Ecco le mie risposte:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Egregio dr. degli Uberti,
grazie per la risposta e mi perdoni per la confusione fatta, ma ingenuamente pensavo che il diritto nobiliare italiano e quello spagnolo fossero tra loro molto simili, visto che gran parte dell’Italia è stata sotto la dominazione spagnola per oltre due secoli.
Ho ancora alcune domande da porLe:

1) In Spagna esiste la distinzione tra provvedimenti di grazia e provvedimenti di giustizia?

In Spagna è solo il re che concede le riabilitazioni, crea titoli nobiliari, quindi sono tutti provvedimenti di grazia anche basati sulla giustizia.

La riabilitazione di un titolo estinto e la concessione di un nuovo titolo a quale tipo di provvedimenti appartengono?

Alla grazia sulla giustizia, il re può anche rifiutare una riabilitazione e una successione (esiste anche la successione)

2) Quindi San Josemaria Escrivà de Balaguer fu nominato marchese Peralta e non marchese di Peralta . Giusto?

Ebbe la riabilitazione del titolo di marchese Peralta (traducendo lo spagnolo in italiano)

3) Per caso, sa in che rapporto di parentela era mons.Escrivà con l’ultimo marchese Peralta?

Non lo conosco, però poteva anche essere un collaterale.

4) Ella ritiene irrilevante il fatto che il richiedente fosse niente poco di meno che il fondatore dell’Opus Dei, poichè “in Spagna il titolo senza grandezza è importante ma non è gran cosa. L'alta nobiltà è la grandezza di Spagna e questo fa cambiare la valutazione”. Potrebbe essere più chiaro su questo punto? Mi permetto di farLe notare che all’epoca dei fatti l’Opus Dei annoverava tra i suoi membri alcuni ministri nel governo del Generalissimo Franco.

Francamente non riesco a capire cosa possa avere influito l'essere il fondatore dell'Opus Dei per la riabilitazione del titolo. Ci sono state riabilitazioni concesse a persone molto meno influenti e anche molto meno documentate (su questo punto non desidero rispondere nel forum)

5) Ella afferma che Santiago Escrivà de Balaguer poteva richiedere direttamente la riabilitazione a suo favore con la rinuncia del fratello.

Si

Andrés Vázquez de Prada ne Il fondatore dell’Opus Dei, sostiene invece che, in base alla legge nobiliare dell’epoca, solo mons.Escrivà, come capofamiglia, poteva inoltrare la richiesta di riabilitazione alle autorità spagnole altrimenti il diritto al titolo si sarebbe estinto con la sua morte. Chi ha ragione, Lei o Vàzquez ?

La legge spagnola che è chiara in merito, tutte le persone che avevano diritto potevano ottenere la riabilitazione, se mons Escrivà faceva rinuncia logicamente il fratello aveva pieno diritto a chiedere (ed ottenere) la riabilitazione del titolo.

In attesa di leggerLa a riguardo, La saluto cordialmente.

Ricambio i cordiali saluti
Pier Felice degli Uberti

Pasquale Mauro Maria Onorati
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Re: San Josemaria Escrivà

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 2 maggio 2010, 2:00

Gentile Pasquale M.M. Onorati,
la famiglia di san Josemaria ESCRIVA' de BALAGUER http://es.wikipedia.org/wiki/Josemar%C3 ... e_Balaguer era originaria di Narbonne (Francia meridionale), città dalla quale alcuni loro esponenti aiutarono il Re Giacomo I d'Aragona nella conquista di Valencia, assestandosi poi definitivamente a Patraix (Valencia).

Arma : Scaccato di sei d'oro e di rosso.
Immagine

http://www.armoria.info/libro_de_armoria/ESCRIV%C1.html
http://blogdeheraldica.blogspot.com/200 ... chive.html
http://es.wikipedia.org/wiki/Marquesado_de_Peralta
http://www.blasoneshispanos.com/Genealo ... iarosP.htm
http://www.geneall.net/H/per_page.php?id=532287

Cordiali saluti
Antonio De Battisti
 
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