Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Egregi Signori,
approfitto della solennità di Ognissanti per chiedervi nuovamente se tra i partecipanti al forum c’è qualcuno a cui interessi la questione da me sollevata! Si tratta pur sempre di uno dei santi più famosi del nostro tempo! Aggiungo a quanto scritto in precedenza che Mons.Escrivà ed i suoi collaboratori, per giustificare le polemiche sollevate dal gesto di richiedere la riconferma di un titolo nobiliare a S.E. Franco, affermavano che in base alla legge nobiliare dell’epoca (siamo alla fine degli anni ’60) solo egli, come capofamiglia, poteva inoltrare tale richiesta alle autorità spagnole altrimenti il diritto al titolo si sarebbe estinto con la morte del pretendente (?), con grave danno per la sua famiglia che tanto si era prodigata, anche dal punto di vista economico, per la nascita e lo sviluppo dell’Opus Dei. Ottenuto nel 1968 il decreto di concessione e pagati i relativi oneri fiscali, che non gravarono sull’Opera, ma furono sostenuti da un estraneo all’Istituto che gentilmente se ne fece carico, il fondatore trasferì, con atto notarile del 1972, il titolo nobiliare di marchese di Peralta al fratello minore Santiago che venne regolarmente iscritto nei registri nobiliari spagnoli. Alla famiglia Escrivà, originaria francese, se non erro, spettava anche il titolo di barone di Sanfilippo; per caso, qualcuno sa se e quando fu richiesta la riconferma?
San Josemaria fu sempre attento alle questioni genealogiche; infatti sapeva di discendere da San Giuseppe Calasanzio, fondatore degli Scolopi e dall’eretico Michele Servito, bruciato sul rogo da Calvino; inoltre negli anni ’40 aveva fatto correggere il suo atto di battesimo, in cui il cognome di famiglia era stato erroneamente trascritto dal parroco, nella forma Escriba di farisaica memoria; successivamente, aveva ottenuto dal Ministero della Giustizia la concessione ad aggiungere al proprio cognome il toponimico de Balaguer, per distinguere la propria famiglia dalle altre omonime. Spero che abbiate gradito queste ulteriori informazioni tratte, come le precedenti dalla monumentale biografia in tre volumi, di Andrés Vázquez de Prada, Il fondatore dell’Opus Dei (Milano1999-2004).
Attendo con ansia i vostri commenti.
Pasquale Mauro Maria Onorati
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Egregio dr. degli Uberti,
innanzitutto, La ringrazio per la risposta ricca di informazioni utili; mi permetta però di esporLe alcuni dubbi:
1) Il titolo nobiliare originario era di marchese sul cognome Peralta, ma lo stato spagnolo decretò la rinnovazione del titolo di marchese con il predicato di Peralta; come si spiega questa difformità ?
Si il titolo originario era marchese (sul cognome alla famiglia) Peralta.
In Spagna quando si estingue una famiglia con il titolo sul cognome, il titolo passa all'erede che usa il titolo con il cognome dell'antico possessore. Non si può considerare un predicato ma un cognome (esempio italiano: se il marchese Rossi si estingue, l'erede assume il titolo in Spagna di marchese Rossi ovvero: Giovanni Verdi, marchese Rossi).
2) Se non erro, in diritto nobiliare, la rinnovazione di un titolo estinto per mancanza di chiamati alla successione, il riconoscimento in sanatoria, l’autorizzazione all’uso di titoli stranieri da parte di un cittadino, l’assenso e la concessione di un nuovo titolo sono tutti provvedimenti di grazia, cioè atti di clemenza di esclusiva prerogativa del capo dello stato che, quindi, può concederli o meno; perciò, dal punto di vista giuridico, nessuno può affermare di avere un diritto soggettivo ad ottenere tali provvedimenti. Diverso è il caso degli atti governativi di giustizia, come il riconoscimento dell’esistenza in una famiglia di un titolo nobiliare e del suo trasferimento agli aventi diritto secondo la legge; a mio avviso, infatti, solo in un caso simile sussiste un vero è proprio diritto soggettivo ad ottenere il provvedimento richiesto.
Lei sta ragionando con il diritto nobiliare italiano, in Spagna non è così. La riabilitazione (non la rinnovazione italiana) è un atto con il quale il Sovrano (allora Capo dello Stato) fa rivivere un titolo che non è usato da un certo periodo di tempo. Ma la persona che lo riabilità ha il pieno diritto senza sanatoria.
Ho fatto questa premessa per cercare di inquadrare meglio la questione dalla quale siamo partiti; la madre di San Josemaria, una Albas, era imparentata più o meno alla lontana con l’ultimo discendente dei marchesi Peralta; mons.Escrivà presentò domanda per ottenere la rinnovazione
riabilitazione
di tale titolo estinto e S.E. Francisco Franco gli concesse la grazia (poteva anche non farlo);
il re può anche rifiutare un titolo al figlio di un titolato... e questo accadeva anche in Italia
ora sarebbe interessante sapere quanto influì sulla decisione del Caudillo il fatto che il richiedente fosse niente poco di meno che il fondatore dell’Opus Dei.
irrilevante. In Spagna il titolo senza grandezza è importante ma non è gran cosa. L'alta nobiltà è la grandezza di Spagna e questo fa cambiare la valutazione.
3) Se mons.Escrivà non avesse richiesto la rinnovazione del titolo, dopo la sua morte tale facoltà non sarebbe automaticamente passata al fratello Santiago?
tutti coloro che avevano diritto potevano chiedere la riabilitazione, e il primo che si faceva avanti lo avrebbe ottenuto, certo colui che aveva il maggior diritto avrebbe potuto impugnare la riabilitazione con sentenza del tribunale... ma non è successo.
Anche il fratello stesso avrebbe potuto richiedere il titolo per sè, ma essendo la famiglia conosciuta sarebbe stato necessario la rinuncia di mons. Escrivà.
Pier Felice degli Uberti
Pasquale Mauro Maria Onorati
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Egregio dr. degli Uberti,
grazie per la risposta e mi perdoni per la confusione fatta, ma ingenuamente pensavo che il diritto nobiliare italiano e quello spagnolo fossero tra loro molto simili, visto che gran parte dell’Italia è stata sotto la dominazione spagnola per oltre due secoli.
Ho ancora alcune domande da porLe:
1) In Spagna esiste la distinzione tra provvedimenti di grazia e provvedimenti di giustizia?
In Spagna è solo il re che concede le riabilitazioni, crea titoli nobiliari, quindi sono tutti provvedimenti di grazia anche basati sulla giustizia.
La riabilitazione di un titolo estinto e la concessione di un nuovo titolo a quale tipo di provvedimenti appartengono?
Alla grazia sulla giustizia, il re può anche rifiutare una riabilitazione e una successione (esiste anche la successione)
2) Quindi San Josemaria Escrivà de Balaguer fu nominato marchese Peralta e non marchese di Peralta . Giusto?
Ebbe la riabilitazione del titolo di marchese Peralta (traducendo lo spagnolo in italiano)
3) Per caso, sa in che rapporto di parentela era mons.Escrivà con l’ultimo marchese Peralta?
Non lo conosco, però poteva anche essere un collaterale.
4) Ella ritiene irrilevante il fatto che il richiedente fosse niente poco di meno che il fondatore dell’Opus Dei, poichè “in Spagna il titolo senza grandezza è importante ma non è gran cosa. L'alta nobiltà è la grandezza di Spagna e questo fa cambiare la valutazione”. Potrebbe essere più chiaro su questo punto? Mi permetto di farLe notare che all’epoca dei fatti l’Opus Dei annoverava tra i suoi membri alcuni ministri nel governo del Generalissimo Franco.
Francamente non riesco a capire cosa possa avere influito l'essere il fondatore dell'Opus Dei per la riabilitazione del titolo. Ci sono state riabilitazioni concesse a persone molto meno influenti e anche molto meno documentate (su questo punto non desidero rispondere nel forum)
5) Ella afferma che Santiago Escrivà de Balaguer poteva richiedere direttamente la riabilitazione a suo favore con la rinuncia del fratello.
Si
Andrés Vázquez de Prada ne Il fondatore dell’Opus Dei, sostiene invece che, in base alla legge nobiliare dell’epoca, solo mons.Escrivà, come capofamiglia, poteva inoltrare la richiesta di riabilitazione alle autorità spagnole altrimenti il diritto al titolo si sarebbe estinto con la sua morte. Chi ha ragione, Lei o Vàzquez ?
La legge spagnola che è chiara in merito, tutte le persone che avevano diritto potevano ottenere la riabilitazione, se mons Escrivà faceva rinuncia logicamente il fratello aveva pieno diritto a chiedere (ed ottenere) la riabilitazione del titolo.
In attesa di leggerLa a riguardo, La saluto cordialmente.
Ricambio i cordiali saluti
Pier Felice degli Uberti
Pasquale Mauro Maria Onorati

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