FF ha scritto:Inoltre Le ricordo che nel 1504 pochè famiglie alzavano stemmi ed erano comunque quasi tutte nobili. E' un epoca decisamente remota e difficilmente un borghese soleva utilizzare stemma, che sia stato coronato o meno. I notabili cominciano a venir fuori per lo più nel settecento e hanno fatto uso di stemma direi anche nel tardo settecento. A parte qualche rara eccezione che magari arrivava al seicento per il 1504 credo non ci fossero dubbi.
FF
Attenzione, è un tema in cui occorre molta prudenza, la conoscenza delle singole realtà locali e sapere fin dall'inizio, che regole fisse, in realtà, non esistono.
Pastoureau nel suo "Traité" ci ricorda che «conosciamo per l’Europa occidentale circa un milione di stemmi medioevali; ora su questo milione, i tre quarti li conosciamo tramite sigilli e più della metà sono stemmi di NON NOBILI»; se questo avveniva in Francia, patria del feudalesimo, nell'Italia dei regimi comunali, con le città dominate dai ceti popolari ed antimagnatizi la situazione era ancor più differente; Montaigne infatti nei suoi "Essais" si stupisce che in Italia «tutti quanti possiedono uno stemma siano mercanti o altro». Lo stemma anche in epoca tardo medioevale non è affatto patrimonio esclusivo della nobiltà; al contrario è invece ampiamente attestato anche tra le famiglie di borghesi, mercanti ed artigiani non necessariamente distinte da uno staus o concessione nobiliare, che partecipavano alle magistrature cittadine.
Bartolo da Sassoferrato del resto nel suo "Tractatus de insignis et armis" del 1354 e pubblicato nel 1358 riconosceva giuridicamente il valore degli stemmi assunti "propria auctoritate", assunzione araldica possibile ad ogni persona che fosse nobile o meno.
Saluti cordiali
FJVT



si arriva in cielo