Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72
nicolad72 ha scritto:Con il mio tono polemico volevo solo suscitare un po' di seria discussione... noto di aver centrato l'obiettivo...
sulla storia del "Giusto" ho chiesto consiglio ad un mio amico biblista... non fidandomi molto di wikipedia, e mi ha confermato ciò che poi ho scritto...
ritengo che nella semantica (poi si dovrebbe vedere il termine che usa il vangelo, ed in che lingua è stato scritto) quando si riferisce a S. Giuseppe come uomo giusto, non abbia la stessa valenza di Giusto...
... il problema è che abbiamo a che fare con delle traduzioni...
L'antico testamento utilizza il titolo di Giusto per indicare i non ebrei che hanno rispetto per Dio...
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Posso aggiungere che il concetto di "giusto" nel mondo ebraico è diverso da quello cristiano ed è codificato nel Libro del Talmud, che un mio amico di religione mosaica mi definì tempo addietro la "critica" alla Bibbia. Io conosco la definizione di "giusto" ma per timore di sbagliare posso indicare un volume dove l'argomento è trattato proprio a proposito dell'istituzione del Tribunale dei Giusti di tutte le Nazioni: PINCHAS E. LAPIDE, Roma e gli Ebrei, Milano, 1967. Suggerisco di leggere la parte relativa a papa Pio XII.
Conosco l'argomento perché nel lontano ottobre 1993 mi sono laureato trattando i rapporti diplomatici tra la Santa Sede e i paesi Balcanici durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre negli anni successivi ho dato alle stampe alcuni saggi sull'azione diplomatica della Santa Sede durante la guerra, apparsi su riviste specializzate, tra cui anche Nuova Storia Contemporanea.
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