Il casato di Dante

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Il casato di Dante

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 5 maggio 2008, 10:01

Ricapitolando. Caro Davide pensavo di parlare non di Roma antica ma medioevale; per quel che ricordo gli Anici sono una famiglia dell'Alto Medioevo, non di Roma classica(san Benedetto, papa Gregorio I etc.). Cari toscani "preoccupati", le origini romane sono rivendicate dallo stesso Dante, verseggiando sulla fondazione "del nido di malizia tanta"; ma, tranquilli, occorre aggiungere che gli Etruschi erano una componente del popolo romano. Tre tribù: Ramni(latini), Tiziensi(sabini, umbro-sabelli), Lùceri(etruschi o tusci e latini albani, ivi inclusi i tuscolani), divise in una trentina di tribù minori. Per i da Lisca(e Alighieri) ed i del Bello penso che la questione vada approfondita. Ciao, Fabrizio
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Re: Il casato di Dante

Messaggioda Lasa pur dir » lunedì 5 maggio 2008, 13:16

l'ultimo discendente maschio fu Francesco, Canonico della Cattedrale di Verona, latinista e studioso di antiquarie (+ Verona 1558).


eheheh che non ci crederete mai ma ebbe tre figlie, una si chiamava Ortensia, le altre due sinceremente non ricordo...

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Re: Il casato di Dante

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 6 maggio 2008, 15:21

Caro Lasa pur dir, non solo ci credo ma non mi stupisco. A Crema ho trovato rami di nobili famiglie proseguiti da figli(maschi, però) di sacerdoti. Ammessi al Consiglio nobile della città ed eroici Cavalieri di Malta. Ciao, Fabrizio
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Re: Il casato di Dante

Messaggioda Lasa pur dir » mercoledì 7 maggio 2008, 0:19

Peccato non si conoscano i discendenti di queste tre ragazze e nemmeno dei cinque discendenti maschi del ramo del Bello: Francesco, che visse a Bologna, e i suoi quattro cugini Pepo, Guglielmo, Bindo e Manno, soldati di ventura stando alle fonti,... sempre che ne abbiano avuta.

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Re: Il casato di Dante

Messaggioda dpascale » mercoledì 7 maggio 2008, 10:49

Qualcuno di voi potrebbe illuminarmi circa l'ascendenza dantesca dei da Lisca?

Grazie :)


Daniele
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Re: Il casato di Dante

Messaggioda Romegas » martedì 25 dicembre 2012, 12:05

Ho trovato su http://www.books.google.com il seguente saggio scaricabile in pdf: Carlo Padiglione, L'arme di Dante Alighieri, Napoli 1865.
http://books.google.it/books?id=mJQHAAA ... edir_esc=y
Sub hoc signo militamus
Sol per difesa io pungo
(Contrada Sovrana dell'Istrice)
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(Sal. 111,10)
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Re: Il casato di Dante

Messaggioda pierluigic » sabato 29 dicembre 2012, 23:15

.


Alcune considerazioni di aggiornamento , che non portano a nessuna conclusione ma aggiungono elementi a un topic abbastanza datato


Merita di esser letto il Cacciaguida sulla Enciclopedia dantesca Treccani , ottimo articolo di Fiorenzo Forti (on line )

La storia di Firenze comincia dopo rispetto a quella di Lucca e di Pisa ( Firenze intorno al 1050 ha pochissimi abitanti secondo alcuni ricercatori meno di 10.000 )

Occorre considerare che i Fiorentini all'inizio del 1300 conoscevano la storia della citta' con molti errori ( vedi Villani che data la costruzione delle mura del 1173 cento anni indietro rispetto al reale . Cosi e' anche per le divisioni tra Guelfi e Ghibellini che oggi la storiografia moderna non data piu' alla morte del Buondelmonti ma venti anni piu' tardi )
I Fiorentini conoscevano invece molto meglio la loro propria storia familiare per via di quella abitudine a lasciar carte di ricordi. Quindi puo' essere che Dante conoscesse dei fatti antichi della sua famiglia qualcosa che noi non sappiamo

Villani e Malespini citano intorno al 1050 molte famiglie cognominate , ma questo leggendo gli atti notarili non puo' essere vero perche' i cognomi delle stirpi che parteciperanno alle lotte guelfe e ghibelline si fissano per lo piu' tra il 1150 e il 1200 Anche il cognome Alighieri e' probabile si fissi quindi intorno a queste date e Dante prenda il cognome dall'Alighiero vissuto intorno a quegli anni

L'atto del 1189 e' tra le carte del monastero di S Maria in Firenze ( Badia )
(Enciclopedia Dantesca (1970) ) : L'esistenza storica di un Cacciaguida padre di Alighiero è accertata da due documenti conservati nell'Archivio di Stato di Firenze: il primo, del 9 dicembre 1189, in cui i fratelli Preitenitto e Alaghieri, " filii olim Cacciaguidae ", promettono a Tolomeo, prete della chiesa di S. Martino, di tagliare un fico presso il muro di proprietà della chiesa stessa; il secondo, del 14 agosto 1201, in cui Alighiero di Cacciaguida e un suo figliolo son testimoni a una quietanza rilasciata da Iacopo di Rosa, protomaestro di Venezia, per tutto ciò che egli poteva richiedere al podestà di Firenze.

Gli Alighieri sembrano non lasciare comunque nessuna traccia importante prima di Dante

Dante e' Priore dopo gli ordinamenti di giustizia quindi la sua famiglia non e' colpita dagli ordinamenti : il che vuol dire che non e' considerata famiglia magnatizia o comunque se magnatizia e' considerata non piu' pericolosa e quindi fatta di popolo ( il professor Villari osserva che alcune famiglie possenti un tempo gia' subito dopo gli ordinamenti furono fatte di popolo )


Non ci sono documenti che asseriscano che la famiglia abbia partecipato alle cariche consolari

Sicuramente la famiglia ha i suoi antenati a Firenze gia' dal secolo XI (chiaramente non cognominati )

Il disprezzo di Dante per la gente nuova non e' significativo nel contesto in cui scrive

( la Firenze d'inizio trecento e' brulicante di uomini ( oltre centomila ) e di fermenti sociali , l'incremento demografico e' stato tumultuoso nel corso del duecento , si cercano nuovi equilibri politici nel governo del Comune , le vecchie famiglie vengono travolte da nuove famiglie che vengono via via emergendo ….)

Per quanto riguarda la partecipazione di Cacciaguida alla Crociata . Puo' essere che Dante racconti una leggenda familiare che lui crede vera , puo essere che Dante inventi una leggenda familiare , puo' essere che Dante racconti la verita' . Non ci sono elementi a sostegno ma nemmeno niente che dimostri il contrario . Io sarei propenso che si debba dar credito a Dante magari andrei piu' cauto sull'investitura di Cacciaguida a cavaliere ( che pare un bel fiocco al racconto )

Da ultimo

I Fiorentini consideravano l'antichita' della famiglia ( intesa come aver partecipato alle guerre del Comune , alla presenza nel governo ,alla creazione della grandezza dello Stato ....) come elemento di nobilta' . La nobilta' era intesa da molti e mi pare anche da Dante in questo senso patriziale cioe' come l'aver dato molto alla Patria .( quella Patria che lo aveva scacciato e che Dante malediceva ma che amava con inesauribile struggimento )




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