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FF ha scritto:Sono sconcertato. Ripeterò per l'ennesima volta sempre la stessa cosa: Quanto Lei dice è corretto! il meccanismo è come per l'usu capione! è giusto non sta sbagliando! il "meccanismo assomiglia all'usucapione! ma non si può parlare di usu capione!! perchè si ostina a ritirare in ballo questo termine! sul codice civile non è previsto! non è mai stato previsto! può darsi che qualche storico questo meccanismo l'abbia chiamato così! MA è SBAGLIATO! ha sbagliato lui! non è che ogni libro o trattato è legge e oro colato! ne hanno scritte di stupidagini nella storia! e questa non è una stupidagine è più che altro un errore tecnico. Il meccanismo ricorda l'usucapione di un bene immobile! ma è assolutamente fuori luogo chiamarlo così in questo caso perchè non è PREVISTO DALLA LEGGE! non so come farle capire che è uno sbaglio! un termine scorretto in questo caso! che poi ci stia bene nel contesto è un altro discorso ma è legalmente sbagliato.
Cordialità
FF

Il problema risiede nel fatto che il Cicillo Cacace di turno svegliatosi una mattina, e fatti gli opportuni conteggi, scriva al sovrano una letterina in cui gli racconta la storia della famiglia, allegando le prove della notabiltià e gli dica: "penso di aver conseguito il diritto di diventar nobile, mi riconosci come tale?".
FF ha scritto:Questo personaggio che Lei cita ha evidentemente sbagliatoha toppato clamorosamente ed è una cosa abbastanza evidente. Non dico che non conoscesse la materia e che il Digesto Italiano sia una massa di frottole, dico che in questo campo ha toppato. Ha utilizzato un termine scorretto non previsto da alcun codice civile nel campo nobiliare. Tant'è che è l'unico a parlarne fino ad ora. Nessuno mai nè dei suoi colleghi ne dei suoi pari ha parlato di usurpazione e usucapione di Nobiltà consentiti, al massimo specificano che non erano consentiti e non solo! puniti a norma di legge.
Cordialità
FF

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Il problema risiede nel fatto che il Cicillo Cacace di turno svegliatosi una mattina, e fatti gli opportuni conteggi, scriva al sovrano una letterina in cui gli racconta la storia della famiglia, allegando le prove della notabiltià e gli dica: "penso di aver conseguito il diritto di diventar nobile, mi riconosci come tale?".
E il Sovrano di solito rispondeva con una sonora "prrr"!
Scherzi a parte: all'Archivio della ex Consulta Araldica, ho visto dei provvedimenti che richiedevano il riconoscimento del titolo di nobile a una persona che aveva vissuto more nobilium e che magari aveva aggiunto un secondo cognome al proprio. Le pratiche di solito si fermavano all'atto iniziale del richiedente e non venivano nemmeno portate avanti al secondo passo. E siamo in pieno Regno d'Italia...
MMT

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