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pierfe ha scritto:fabrizio guinzio ha scritto:Carissimi, una segnalazione: a cura del Sovrano Militare Ordine di Malta(rango di Stato) è stato publicato un Elenco Storico della Nobiltà Italiana; nel pieghevole allegato al volume dell'editore presso il quale l'ho acquistato è scritto che le famiglie nobili italiane(con relativo stemma a colori) ivi riportate sono oltre 4000. Nell'opera scientifica del Crollalanza sono segnalate 20000 famiglie nobili e notabili italiane, ma oltre alle allora fiorenti(fine 1800) sono ivi comprese anche quelle ritenute estinte. Molte famiglie nobili italiane si stanno facendo tutt'oggi cognomizzare il predicato dalle autorità della nostra Repubblica italiana, ai sensi della vigente Costituzione repubbicana. Penso che un censimento delle famiglie nobili(se si prerisce:storicamente nobili) italiane debba tener conto di tutto questo e, di conseguenza, aggiornarsi. Ciao, Fabrizio
Penso che lei non ha compreso bene cosa ho scritto e le informazioni che sta dando causano incomprensione per i non esperti.
Ripeto le uniche famiglie CERTIFICATE nobili sono SOLO quelle iscritte nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana (oggi Archivio Centrale dello Stato - fondo Consulta Araldica).
La pregevole pubblicazione Elenco Storico della Nobiltà Italiana indica anche le famiglie comprese negli elenchi (che dopo 3 anni se non provvedevano ad ottenere il Decreto Ministeriale di riconoscimento venivano cancellate... e fra queste famiglie ci sono molte famose).
Le famiglie che si aggiungono un cognome che può sembrare un predicato sono molte di più di quelle che in accordo alla Costituzione ne hanno diritto.
Le edizioni pubblicate dal di Crollalanza (fuori dalla sua rivista) non hanno criteri scientifici moderni.
Ritengo che bisogna sempre usare un postulato per censire le famiglie nobili... e se si censiscono le famiglie nobili del Regno d'Italia vale solo il criterio che ho enunciato.
Le consiglio un corso di diritto nobiliare, oggi fortunatamente c'è la possibilità di studiare queste materie a livello accademico abbandonando quel dilettantismo che ha contrassegnato troppo sino ai nostri giorni la preparazione di chi si è dedicato ad esse.
Pier Felice degli Uberti

M.Brivio ha scritto:Getile Sig. D'Amico,
le pongo un'altra domanda: che bisogno c'è, oggi, di farsi riconoscere "nobile" dal momento che, con l'avvento della Repubblica, non esiste più la classe nobiliare?
Cordiali saluti


San Marco ha scritto:Il gentile Giovanni scrive: <Era per chiedere se si potesse ottenere un riconoscimento della propria (ora non più valida) nobiltà.>.
Riconoscimento in Italia da chi? Quello giuridico dallo stato repubblicano o " morale " da qualche volonterosa associazione privata ( magari senza fine di lucro) ? Ma!!!
Senza entrare in merito sul valente libro delle Nobiltà Italiana o altri similari, dove sono tutti quelli già iscritti nel " Libro Aureo " dei Titolati della Serenissima dopo l'accorpamento all' Italia?

Giovanni L. M. d'Amico ha scritto:San Marco ha scritto:Il gentile Giovanni scrive: <Era per chiedere se si potesse ottenere un riconoscimento della propria (ora non più valida) nobiltà.>.
Riconoscimento in Italia da chi? Quello giuridico dallo stato repubblicano o " morale " da qualche volonterosa associazione privata ( magari senza fine di lucro) ? Ma!!!
Senza entrare in merito sul valente libro delle Nobiltà Italiana o altri similari, dove sono tutti quelli già iscritti nel " Libro Aureo " dei Titolati della Serenissima dopo l'accorpamento all' Italia?
Come ha detto GENS VALERIA il riconoscimento, se vi sono i requisiti, lo emetterebbe il Corpo della Nobiltà Italiana. Io mi ero solo informato al riguardo...
Alessio Bruno Bedini ha scritto:
[...]
Oggi in Italia non è corretto parlare di "persone nobili" poichè le rammento che la Repubblica italiana non riconosce i titoli nobiliari e la disposizione transitoria e finale n. XIV della Costituzione così dispone: "I titoli nobiliari non sono riconosciuti. I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome."
[...]


Lasa pur dir ha scritto:Cari amici,
forse sarebbe più interesante, o forse perlomeno divertente, il quesito:
se da domani la nobiltà fosse riconosciuta e regolata quanti cittadini italiani potrebbero, e quanti vorrebbero, farne parte?
Salutandovi come sempre cordialmente torno alle mie sudate carte.
Domenico Maria d. B.
Sigillum1 ha scritto:Ritenete che ciò non abbia a che fare, come è sempre stato, con la nobiltà?
Davide Shamà ha scritto:Sigillum1 ha scritto:Ritenete che ciò non abbia a che fare, come è sempre stato, con la nobiltà?
penso, per quanto posso sapere dai miei contatti con colleghi genealogisti viventi all'estero, che l'interesse per la nobiltà sia del tutto secondario. In questo, forse, avremmo qualcosa da imparare dei nostri amici europei e americani.
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