Cosa si deve blasonare?

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Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » lunedì 31 marzo 2008, 7:09

Buongiorno a tutti, e su tutti la Pace del Risorto.
Vorrei proporre un quesito che mi si è fatto presente a seguito di una considerazione del Reverendo Padre Eusanio, e che mette a prova il mio desiderio di imparare. Cosa si deve dire e cosa invece è lecito omettere nel descrivere uno stemma? Mi riferisco a taluni particolari che, era stato detto, sono soltanto complementi messi in opera dall’artista che esegue il disegno. La mia domanda è: “Se non conosco altri modelli di quello stemma, come posso io sapere se si ha a che fare con semplici scelte del disegnatore o se si tratta di aspetti obbligati dello stemma?”.
Mi sento perplesso in special modo se osservo uno stemma, come quello di un Comune, che ha per modello un bozzetto il quale, da quanto ho capito, o è quello approvato ufficialmente oppure è un’altra cosa. Come posso allora ridisegnarlo sulla base di una descrizione che potrebbe apparire insufficiente o non perfettamente coincidente col bozzetto stesso?
Benedicamus Domino.
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 31 marzo 2008, 13:06

Il tuo quesito è apparentemente "semplice" ma in realtà radicatissimo, perchè coinvolge in pieno il concetto di esperienza araldica: da intendersi, inoltre, su più piani.

Innanzitutto quella dell'araldista ideatore dell'arma.

Poi quella dell'artefice del manufatto.

Poi quella del blasonatore, che in sede ideativa di norma coincide con l'araldista: ma qui invece ci interessa, credo di capire dalle tue frasi, il parlare dei blasonatori ulteriori. :wink:

Sbaglio?

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » giovedì 10 aprile 2008, 6:38

Reverendo Padre Eusanio, mi è possibile solo questa mattina visionare la Sua risposta che è completa ma che mi lascia tutte le perplessità alle quali vorrei trovare soluzione.
Ogni tanto per esercitarmi provo a blasonare stemmi più o meno complessi ma spessissimo mi fermo davanti a forme troppo diverse in esempi diversi dello stesso stemma. Da qui nasce il problema più importante: qual’è il vero stemma? Faccio un esempio a caso che chissà quante volte Lei si è trovato di fronte: quante fasce sono quelle “giuste” se una volta ne vedo sei, una volta dieci, una volta otto, un’altra volta sette o cinque? Come posso allora dire che quello “è” lo stemma di una famiglia o di una città?
Da quello che ho visto, e da quello che capisco, può un artista disegnare quello che vuole e come vuole (tanto va bene in ogni caso) e chi lo vede si deve arrangiare? E chi legge uno stemma e non riporta ESATTAMENTE tutto ciò che vede disegnato, sbaglia oppure ha il diritto di leggere ciò ritiene opportuno, sopratutto quando sa già come stanno le cose?
Come Lei ha detto, la risposta sta nell’esperienza araldica dell’osservatore, ma quale esperienza si può fare se ci si trova continuamente in imbarazzo?
Attendo da Lei tutti gli insegnamenti dei quali la mia inesperienza e il mio desiderio di imparare ha bisogno. Io La ricorderò nelle mie povere preghiere.
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 10 aprile 2008, 12:42

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Reverendo Padre Eusanio, mi è possibile solo questa mattina visionare la Sua risposta che è completa ma che mi lascia tutte le perplessità alle quali vorrei trovare soluzione. Ogni tanto per esercitarmi provo a blasonare stemmi più o meno complessi ma spessissimo mi fermo davanti a forme troppo diverse in esempi diversi dello stesso stemma.

Questo dipende dai blasonatori di cui si legge, caso per caso, la prosa.
I quali, se tecnicamente e araldicamente abili, a parità di stemma dovrebbero redigere blasoni difformi soltanto a fronte di esemplari materialmente difformi fra loro.


Da qui nasce il problema più importante: qual’è il vero stemma? Faccio un esempio a caso che chissà quante volte Lei si è trovato di fronte: quante fasce sono quelle “giuste” se una volta ne vedo sei, una volta dieci, una volta otto, un’altra volta sette o cinque? Come posso allora dire che quello “è” lo stemma di una famiglia o di una città?

Qui la questione si fa del tutto differente.
Se uno stemma è un tre fasce, e noi lo vediamo fasciato, i casi son due: o l'artefice del manufatto è stato impreciso (e su questa frase potremo spendere fiumi di parole), o non si tratta del medesimo stemma.


Da quello che ho visto, e da quello che capisco, può un artista disegnare quello che vuole e come vuole (tanto va bene in ogni caso)

Ci mancherebbe altro!
La liceità dell'artista è sacrosanta, ma la fedeltà nel riprodurre uno stemma dato dovrebbe esserlo ancora di più!


e chi lo vede si deve arrangiare? E chi legge uno stemma e non riporta ESATTAMENTE tutto ciò che vede disegnato, sbaglia oppure ha il diritto di leggere ciò ritiene opportuno, sopratutto quando sa già come stanno le cose?

Concorderai con me, spero, nel ritenere che sbaglia.

Come Lei ha detto, la risposta sta nell’esperienza araldica dell’osservatore, ma quale esperienza si può fare se ci si trova continuamente in imbarazzo? Attendo da Lei tutti gli insegnamenti dei quali la mia inesperienza e il mio desiderio di imparare ha bisogno. Io La ricorderò nelle mie povere preghiere.
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L'imbarazzo permane anche ad esperienza acquisita, anzi...

...parafrasando un celebre detto, si può affermare che più si sa, più ci si accorge di meno sapere, anche se l'esperienza spesso aiuta a trarre d'impaccio...

...e l'esperienza si fa...

...non si insegna: e correggimi se sbaglio.

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Fra' Cesare da Serravalle » sabato 12 aprile 2008, 6:47

Le Sue risposte, Reverendo Padre, sono come sempre puntuali ma forse io non ho saputo dare il senso preciso del problema sollevato.
Faccio un esempio concreto. Il signor Pinco ha uno stemma con un certo numero di bande merlate: una volta le trovo in numero pari di colori alternati e dirò che è un bandato; un’altra volta sono dispari con il campo di un colore e le bande di un altro; un’altra volta i colori del campo e delle bande sono invertiti; un’altra volta i merli sono addosso ai bordi e non so se deve essere conteggiata come banda lo spazio del campo che si vede fra un merlo e l’altro. Non parliamo poi del numero delle bande. Se vedo tanta varietà di forme, cosa devo blasonare, e qual’è il VERO STEMMA del signor Pinco?
La stessa cosa vale per figure di stemmi che appartengono ad una stessa persona o uno stesso Comune, supponiamo un castello. In un esempio ha due torri, in un altro tre (che credo sia il numero regolare), una volta ha la porta aperta e un’altra chiusa, una volta ha due finestre e un’altra tre ecc.. Cosa devo blasonare, e qual’è il VERO STEMMA posseduto?
Credo che nonostante il mio impegno e la Sua benevolenza non imparerò mai l’araldica. In ogni modo grazie.
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Messanensis » sabato 12 aprile 2008, 7:41

Mi permetto d'intervenire, nonostante anch'io debba ancora imparare molto in questa materia.
Secondo me si dovrebbe cercare di analizzare le rappresentazioni più antiche. Penso che più antico è uno stemma più dovrebbe essere privo di errori di copiatura o di blasonatura (l'errore può nascere quando un artista nel copiare lo stemma sbaglia nel disegnarlo omettendo o modificandone un particolare per sua imperizia; oppure se qualche araldista in un proprio libro blasona lo stemma in maniera non esatta e l'artista per riprodurre lo stemma si affida a quella blasonatura imprecisa).
Sempre che non si tratti di modifiche volontarie apportate allo stemma in un certo momento (solitamente l'aggiunta di qualche figura).
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 12 aprile 2008, 9:57

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Le Sue risposte, Reverendo Padre, sono come sempre puntuali ma forse io non ho saputo dare il senso preciso del problema sollevato.

Invece hai trasmesso benissimo il senso delle tue problematiche.
Il problema è che si tratta di questioni vastissime, per di più se connesse alla generica ed atemporale casistica da te indicata.


Faccio un esempio concreto. Il signor Pinco ha uno stemma con un certo numero di bande merlate: una volta le trovo in numero pari di colori alternati e dirò che è un bandato; un’altra volta sono dispari con il campo di un colore e le bande di un altro; un’altra volta i colori del campo e delle bande sono invertiti; un’altra volta i merli sono addosso ai bordi e non so se deve essere conteggiata come banda lo spazio del campo che si vede fra un merlo e l’altro. Non parliamo poi del numero delle bande. Se vedo tanta varietà di forme, cosa devo blasonare, e qual’è il VERO STEMMA del signor Pinco?

Perdona la domanda, ma per aumentare concretezza al quesito dovremmo collocarlo nel tempo e nello spazio.
Un conto è applicarlo (esempio) all'Europa centrale del XIII secolo.
Un altro è applicarlo (esempio) all'area asiatica del XX.


La stessa cosa vale per figure di stemmi che appartengono ad una stessa persona o uno stesso Comune, supponiamo un castello. In un esempio ha due torri, in un altro tre (che credo sia il numero regolare), una volta ha la porta aperta e un’altra chiusa, una volta ha due finestre e un’altra tre ecc.. Cosa devo blasonare, e qual’è il VERO STEMMA posseduto?
Credo che nonostante il mio impegno e la Sua benevolenza non imparerò mai l’araldica.

Permetti al vecchio frate di dubitarne fortemente.
Molto fortemente.


In ogni modo grazie.
Benedicamus Domino.
Fra’ Cesare

Grazie a te.

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 12 aprile 2008, 9:59

Messanensis ha scritto:(l'errore può nascere quando un artista nel copiare lo stemma sbaglia nel disegnarlo omettendo o modificandone un particolare per sua imperizia; oppure se qualche araldista in un proprio libro blasona lo stemma in maniera non esatta e l'artista per riprodurre lo stemma si affida a quella blasonatura imprecisa).
Sempre che non si tratti di modifiche volontarie apportate allo stemma in un certo momento (solitamente l'aggiunta di qualche figura).

Verissimo, caro amico.

Con la differenza che, nel secondo caso, di solito rimane traccia documentale dei motivi della variazione.

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Sigillum1 » sabato 12 aprile 2008, 11:44

Cari tutti, difficile fornire una risposta esaustiva per un tema quanto mai lato. la cui casistica è praticamente infinita, ma ritengo che la descrizione araldica debba essere guidata dalle stesse regole che la comunità scientifica ha definito per l'edizione delle fonti, tenendo conto, naturalmente, delle peculiarità della disciplina che, sin dalle sue origini, è caratterizzata da un linguaggio per quanto possibile sintetico (ciò che il nostro frate ci ricorda sempre...). Ricordo che alle sue origini l'arma araldica fu definita anche con il termine "cunuissance", ad indicare la sua primaria funzione di riconoscimento del cavaliere in armatura... E dunque in sintesi, proporrei due essenziali casi:
1. La storia dell'arma in oggetto è nota e abbiamo a disposizione esemplari attendibili e consolidati: lo stemma viene descritto nella forma presente e corretto in parentesi quadra, nella forma di una nota filologica dell'editore: azzurro, tre bande d'oro [ma bandato, azzurro e d'oro]
2. La storia dell'arma in oggetto non è consolidata: la descrizione non può essere che fisica: in presenza di esemplari diversi, possiamo al massimo proporre una versione ipotetica (ma sempre in parentesi o in nota) basata su dati statistici o sulla presunta maggiore attendibilità di una delle fonti disponibili.Chi è esperto della disciplina può a volte basarsi su una gerarchia delle fonti che non è certo, spesso, un dato acquisito, ma che, in molti casi, rappresenta una buona guida.
Altre variazioni, quali brisure, partizioni, figure, come osserva in nostro frate, debbono essere oggetto di specifica ricerca per individuarne le motivazioni, storiche, genealogiche e quant'altro...
Di nessun significato sono invece, a mio avviso, tutti quei dettagli che rendono apparentemente diversi oggetto identici: gli esempi potrebbero essere infiniti...le punte delle stelle, le porte aperte e chiuse (quando la porta non sia l'emblema essenziale della famiglia), i petali dei fiori, le misure delle pezze, quando non esattamente rispondenti ai canoni (l'editore, vale a dire il blasonatore, può semplicemente far notare l'imprecisione in una nota). Questo mi pare di poter osservare in prima battuta....Un cordiale saluto a tutti. Silvia
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 12 aprile 2008, 12:03

Sigillum1 ha scritto:ritengo che la descrizione araldica debba essere guidata dalle stesse regole che la comunità scientifica ha definito per l'edizione delle fonti, tenendo conto, naturalmente, delle peculiarità della disciplina

Occorre dire che il linguaggio blasonico gode di una tradizione consolidata, che deriva da secoli di pratica.

Al contrario delle regole suddette, vigenti (correggetemi se sbaglio) da qualche decennio, e oltretutto nate per esigenze più limitate e ben specifiche.

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Sigillum1 » sabato 12 aprile 2008, 16:03

Caro Moderatore, le "suddette regole" non hanno nulla a che fare con il linguaggio araldico ma hanno bensì a che fare con l'edizione critica, o quanto meno metodologicamente corretta, di una qualsiasi fonte: e non mi pare discutibile che uno stemma debba essere compreso fra le fonti; quanto alla nascita di queste regole, ci ho pensato a lungo e ne intravvedo i primi semi nell'opera di Lorenzo Valla dedicata alla "donazione di Costantino".
Quando descrivi una fonte, insomma, sia essa un diploma medievale o uno stemma seicentesco, lo fai all'nterno di un sistema metodologico comune da cui deriva l'obbligo di istituire un confronto con le eventuali altre fonti disponibili (ad esempio la forma di uno stemma consolidato da una tradizione sicura); allo stesso modo, quando editi un manoscritto e ti accorgi che l'autore ha commesso un errore ne dai la forma corretta in nota.
Ciò può essere fatto in forme diverse e dunque possiamo concordare altre modalità di confronto, ma l'Araldica, come ogni altra disciplina, deve adeguarsi ad esprimersi in forme metodologicamente corrette e confrontabili con quelle che la comunità scientifica si è data.
Sono interessata a conoscere le tue, come altre ipotesi al riguardo. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 12 aprile 2008, 16:11

Sigillum1 ha scritto:Caro Moderatore, le "suddette regole" non hanno nulla a che fare con il linguaggio araldico

Cara Sigillum1...
...e allora perchè adeguare questo a quelle? :shock: ...


ma hanno bensì a che fare con l'edizione critica, o quanto meno metodologicamente corretta, di una qualsiasi fonte:

L'arte del blasone è la forma più calzante, e quindi filologicamente e metodologicamente adeguata, per descrivere uno stemma.
Fare uno studio critico su uno stemma è operazione ulteriore rispetto al descriverlo.
Ne convieni?


e non mi pare discutibile che uno stemma debba essere compreso fra le fonti;

Certamente sì, deve esserlo.

quanto alla nascita di queste regole, ci ho pensato a lungo e ne intravvedo i primi semi nell'opera di Lorenzo Valla dedicata alla "donazione di Costantino".

Siamo ugualmente a molti decenni di ritardo rispetto ai primi blasoni.

Quando descrivi una fonte, insomma, sia essa un diploma medievale o uno stemma seicentesco, lo fai all'nterno di un sistema metodologico comune da cui deriva l'obbligo di istituire un confronto con le eventuali altre fonti disponibili (ad esempio la forma di uno stemma consolidato da una tradizione sicura); allo stesso modo, quando editi un manoscritto e ti accorgi che l'autore ha commesso un errore ne dai la forma corretta in nota. Ciò può essere fatto in forme diverse e dunque possiamo concordare altre modalità di confronto, ma l'Araldica, come ogni altra disciplina, deve adeguarsi ad esprimersi in forme metodologicamente corrette e confrontabili con quelle che la comunità scientifica si è data.

Il blasone è il modo tecnico di descrivere uno stemma...

Sono interessata a conoscere le tue, come altre ipotesi al riguardo. Un cordiale saluto. Silvia

...con cosa sostituirlo, secondo te?

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Sigillum1 » sabato 12 aprile 2008, 19:54

Caro Moderatore, ti sarei grata se volessi rileggere con attenzione quel che ho scritto, temo che, e non per la prima volta, non ci siamo capiti...Non ho proposto alcuna sostituzione del linguaggio araldico, me ne guardo bene, sono da sempre amante della conservazione di ogni linguaggio specialistico...
Nella edizione critica di una carta del XII secolo, e senza alterarla in nessun modo, l'editore scioglie le abbreviazioni meno comuni in parentesi quadrata; la mia proposta e di inserire nel testo o in una nota la eventuali e naturalmente con certezza documentate, correzioni di errore palese, vale a dire: se lo stemma che descrivo è rosso, caricato da tre gigli d'oro e io so con certezza che il campo è azzurro, la mia blasonatura risulterà: rosso [ma azzurro], tre gigli di Francia d'oro: darò poi conto del contenuto della parentesi in nota bibliografica o documentaria (e il tutto può anche comparire soltanto in una nota)...mi spieghi in qual modo sto alterando il linguaggio araldico?
Stiamo parlando delle metodologie che regolano il trattamento e l'edizione delle fonti, che nulla ha a che fare con la storia delle singole discipline...Un cordiale saluto a tutti. Silvia
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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 14 aprile 2008, 13:06

Sigillum1 ha scritto:Caro Moderatore, ti sarei grata se volessi rileggere con attenzione quel che ho scritto, temo che, e non per la prima volta, non ci siamo capiti...

Carissima Sigillum1, siamo qui apposta per capirci e comprenderci a vicenda, pur nelle difficoltà che talora il vecchio frate può incontrare, e delle quali si scusa con te e con tutti.

Non ho proposto alcuna sostituzione del linguaggio araldico, me ne guardo bene, sono da sempre amante della conservazione di ogni linguaggio specialistico... Nella edizione critica di una carta del XII secolo, e senza alterarla in nessun modo, l'editore scioglie le abbreviazioni meno comuni in parentesi quadrata; la mia proposta e di inserire nel testo o in una nota la eventuali e naturalmente con certezza documentate, correzioni di errore palese, vale a dire: se lo stemma che descrivo è rosso, caricato da tre gigli d'oro e io so con certezza che il campo è azzurro, la mia blasonatura risulterà: rosso [ma azzurro], tre gigli di Francia d'oro: darò poi conto del contenuto della parentesi in nota bibliografica o documentaria (e il tutto può anche comparire soltanto in una nota)...mi spieghi in qual modo sto alterando il linguaggio araldico?
Stiamo parlando delle metodologie che regolano il trattamento e l'edizione delle fonti, che nulla ha a che fare con la storia delle singole discipline...Un cordiale saluto a tutti. Silvia

Quel che dici, infatti, è prassi comune per l'araldista avveduto.

Che da sempre si attiene alla doverosa differenziazione fra blasone vero e proprio (cioè la descrizione attenta e completa) dello stemma che si vede, e la sua valutazione critica (da apporre a latere rispetto alla descrizione stessa).

Siccome questa è la prassi (separare la descrizione dal commento) cui da sempre cerchiamo di attenerci, la ritenevamo corretta :oops: quanto basta per non doverla rendere bisognosa di puntualizzazioni o di revisioni et similia...

...così come il buon giornalista tiene separata la notizia dal commento, insomma...

...fatto salvo, è ovvio, che fondate obiezioni scientifiche spingessero il vecchio frate a rivedere tale prassi.

Sono certo che, ora, ci siamo chiariti.

Grazie della tua paziente comprensione.

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Re: Cosa si deve blasonare?

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 14 aprile 2008, 14:42

Cari tutti, e intanto al nostro frate...Il linguaggio, e particolarmente la scrittura, non è sempre, come può sembrare, un buono strumento di comunicazione, ma con la reciproca attenzione si giunge infine, sempre, a dialogare.
Atutti poi, e naturalmente in primo luogo al nostro Moderatore, proporrei il seguente quesito: meglio presentare una descrizione integrata, che, mi pare, fornisce più rapidamente le informazioni necessarie, ma spezza ovviamente l'intero, o una descrizione fisica accompagnata da note? Un cordiale saluto e a presto. Silvia
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