Nobiltà di Toga

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » venerdì 11 aprile 2008, 19:30

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda MMT » venerdì 11 aprile 2008, 19:41

Sono molto contento che nicolad72 stia prendendo in esame altre fonti e che le stia confrontando criticamente. Attenzione a non fare confusione però: troppa carne al fuoco poi brucia!
Come dice Francesco va bene, ci poteva anche essere la condizione del tempo con effetto costituente ma il problema rimane come sempre che se mancava il regio assenso, l'iscrizione insomma l'atto costitutivo era del tutto inutile, tanto più che spesso capita di seguire degli alti e bassi temporali-finanziari-di condizione che avrebbero potuto far decadere la famiglia. Se questo avveniva, senza che vi fosse stato l'atto ufficiale con cui la famiglia era ascritta alla nobiltà, che succedeva? Che anche il popolo non la vedeva più come famiglia importante ma ormai di pari condizione. Per questo era anche necessario un atto formale.

Aspetto con interesse e curiosità i prossimi post di nicolad72.
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » martedì 15 aprile 2008, 21:37

Un bando del 14 ottobre 1620 proibisce di usare il titolo di Don in voce ed in iscritto e prevede una pena pecuniaria di onze 200 per chiunque abusasse di tale appellativo.
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » mercoledì 16 aprile 2008, 3:02

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda MMT » mercoledì 16 aprile 2008, 20:00

Lefebvriano ha scritto:Un bando del 14 ottobre 1620 proibisce di usare il titolo di Don in voce ed in iscritto e prevede una pena pecuniaria di onze 200 per chiunque abusasse di tale appellativo.


Molto interessante. In quale Stato accadeva!?

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » giovedì 17 aprile 2008, 3:43

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » giovedì 17 aprile 2008, 13:56

Atti 1620-21 ff.22-23 Archivio Storico di Castelvetrano
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda MMT » giovedì 17 aprile 2008, 14:48

Si tratta quindi di un bando comunale limitatto al territorio di Castelvetrano o qualcosa a livello di Regno applicato anche nel comune?

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » giovedì 17 aprile 2008, 15:10

"Comunale" mi pare un pò azzardato riferito ad uno "Stato" feudale dalla fortissima influenza ispanica. Credo che non sia un Regio Decreto, ma piuttosto una circolare per il Principato.
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » giovedì 17 aprile 2008, 15:21

La notizia l'ho espunta da un libro, il cui autore dice che è la "Regia Corte" a minacciare la penale, in nota scrive che la fonte da cui attinge la notizia sono gli Atti custoditi presso l'Archivio Storico.
Ora si tratta di un Bando valido per tutto il Regno e custodito tra gli atti oppure si tratta di un bando che ha valore solo per il Principato?
Se la "Circolare e bando" proviene da Madrid, perché non viene esplicitamente detto?
Per Regia Corte cosa si intende?
:?: :?: :?:
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda MMT » giovedì 24 aprile 2008, 1:37

Anche se il discorso sembra essersi raffreddato, mi sembra opportuno riportare parte di trattato molto interessante, per altro di recente pubblicazione e approfondita cognizione, "Le nobiltà europee" di J.P. Labatut ed. il Mulino, che ho trovato molto illuminante.
Al capitolo III si tratta della nobiltà di toga e ne riporto alcuni passi (tutto sarebbe eccessivo) davvero pertinenti alla discussione, che abbiamo prolungato per molto tempo. Spero troverete la lattura interessante quanto l'ho trovata io: mi saprete dire. Mi perdonerete (spero) la prolissità del messaggio, tenendo presente che si tratta di un sunto di una decina di pagine.

"[...] Tuttavia la nobiltà francese non aveva soltanto un ruolo militare, perché di fatto offriva al sovrano due diversi grandi tipi di servizio: quello della spada e quello della toga. Orbene, il potere che hanno gli uomini di toga parrebbe una caratteristica affatto francese, e corrisponde ad un sistema che regola l’ingresso nell’ordine nobiliare –un sistema progressivo ed efficace- assai diverso dalla semplice nobilitazione quale era praticata nei più diversi paesi d’Europa. […]
Il sistema francese delle nobilitazioni si presenta caratteristico per la varietà delle sue forme e per le occasioni di promozione sociale che offriva a diversi esponenti della èlite dei non nobili. Diciamo subito che era per più aspetti è un sistema con notevole apertura, ma questo non toglie che si fondi su una norma rigorosa: l’ingresso nel secondo ordine o «stato» deve sempre essere conforme alle leggi o alla volontà dello Stato. infatti ciò che la monarchia esige è che sia accettata una nobiltà ottenuta in base ai servizi di governo resi al paese, mentre non si vuole affatto che prenda piede una nobiltà che segua la via dell’integrazione autonoma, ossia che si formi poco a poco con un ritmo proprio di ascesa sociale. La legislazione dell’Antico Regime intese opporsi strenuamente all’usurpazione della condizione nobiliare da parte di famiglie che avevano preso l’abitudine «a viver nobilmente» e che avrebbero voluto avvantaggiarsi della longanimità tollerante del potere. Lo Stato aveva allora tutto l’interesse a stroncare un simile modo di procedere e, d’altronde, la nobiltà autentica, sollecita nel preservare la propria caratteristica, non poteva che appoggiare una tale politica. Ecco allora che a questo fine furono adottate misure specifiche e così vediamo l’ordinanza di Amboise vietare nel 1555 ai non nobili l’usurpazione della condizione nobiliare sotto pena di mille livres di ammenda. E la Cour des Aides, dietro istanza delle parrocchie o di singole persone, pretese dai supposti nobili la prova della loro nobiltà, mentre il re nel suo Consiglio decideva di compiere inchieste sulla nobiltà. […] Dopo l’ordinanza di Blois nel 1579, non fu più ammessa la nobilitazione che avesse per base l’attestazione che la famiglia da nobilitare possedeva ormai da tre generazioni una terra nobile. […]
Era poi possibile entrare nell’ordine nobiliare occupando cariche municipali. In verità questo tipo di nobiltà ebbe in Francia un’importanza molto relativa soprattutto se confrontiamo la situazione francese con quella delle nobiltà cittadine della Germania, della Svizzera e dell’Italia. La nobiltà di cloche (campana) –così detta dalla campana della torre municipale che serviva a convocare gli échevins (gli scabini ossia i membri del Consiglio)- ebbe una fortuna mediocre. Sedici città privilegiate godettero in certi momenti di un potere nobilitante di cui fruivano i loro consiglieri e, nonostante i provvedimenti selettivi adottati agli inizi del governo personale di Luigi XIV, Parigi, Lione e Tolosa riuscirono a conservare il privilegio acquisito.[…]
L’ambiente di toga, a dire il vero, è del tutto diverso da quelli finora indicati [fa riferimento a quella feudale e civica ndr]. Qui la nobilitazione era un affare che richiedeva più tempo ma la sua persistenza nel tempo era un fatto stupefacente. Praticando la libera dimissione dalle cariche si formarono delle vere e proprie dinastie di magistrati, come fu il caso dei Lamoignon, dei Lefèvre d’Ormesson, dei Molé e di tanti altri; e proprio la trasmissione ereditaria della carica poteva mettere un freno al rinnovamento di questa élite di toga. È un fatto che la nobilitazione conseguente a cariche nell’amministrazione della giustizia o nella gestione delle finanze ci mostra in che modo lo Stato considerava i rapporti tra la funzione pubblica e il secondo ordine. Il rapporto tra l’una e l’altro è un fatto nuovo, proprio dell’età moderna, almeno per quanto riguarda le definizioni che regolano il processo di nobilitazione. Infatti da molto tempo era convenuto che una funzione nobile conferisse a colui che la ricopriva un carattere nobile. […]
Ma questo modo di nobilitazione era meno agevole di quanto si sia talvolta pensato".

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » giovedì 24 aprile 2008, 8:44

Interessante! :D
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » giovedì 24 aprile 2008, 10:14

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » giovedì 24 aprile 2008, 14:32

FF ha scritto:Ennesima dimostrazione pratica di ciò che fermamente penso. Neppure la legislazione Francese prevedeva l'usurpazione e l'usu capione di titoli nobiliari. Ora piano piano gireremo per bene intorno all'ombelico! e vedremo un pò se c'è qualche sparuto principato, ducato, regione o nazione che prevedeva l'usurpazione di titoli nobiliari. Intanto Italia: assolutamente no, Francia: assolutamente no. Andiamo avanti e vediamo cosa ne verrà fuori.
Cordialità

FF

:wink:
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » lunedì 28 aprile 2008, 10:53

15 Ottobre 1620 il Viceré Conte di Castro così dispone: " Che nessuna persona di qualsivoglia stato, grado, conditione e sesso ardisca di qua innanzi mettersi né in voce, né in iscritto, Titolo di Don, non avendolo esso, o suoi antecessori per privilegio, e non tenendo per altre ragioni legitimamente, sotto pena d'onze duecento"
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