Usurpazione e usucapione

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Re: Usurpazione e Usucapione

Messaggioda vdaurelio » lunedì 31 marzo 2008, 15:54

Credo sia opportuno chiarire che l'usucapione "ATTUALMENTE" è un diritto di prelazione sulla proprietà. Chiarisco, se io per vent'anni occupo una proprietà e nessuno reclama il cosiddetto Abusivismo, io posso tranquillamente richiedere che tale proprietà diventi mia. Per quanto riguarda l'usucapione in termini di acquisizione di titoli nobiliari sono certo che neé il Codice Napoleonico, nè La Costituzione del Regno delle due Sicilie prevedevano tale opportunità.
Saluti cari
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Re: Usurpazione e Usucapione

Messaggioda San Celestino » lunedì 31 marzo 2008, 16:31

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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda Guido5 » lunedì 31 marzo 2008, 17:06

Caro Vincenzo,
l'usucapione p essere anche un diritto di prelazione (che dà la precedenza a uno rispetto a un altro per l'acquisto) ma in modo specifico, per il codice civile (titolo VIII, capo II, sezione III), è un mezzo per acquistare proprietà e diritti reali di godimento su un determinato bene. I requisiti sono il possesso (servirsene "uti dominus", come padroni) e il tempo (che varia da tre a vent'anni). Non riesco però a figurarmi in che modo, per esempio nei primi quarant'anni dello scorso secolo, potesse essere possibile acquisire per usucapione un titolo nobiliare ... tranne un caso, forse: appropriarsi per vent'anni quello della famiglia della moglie, altrimenti destinato ad estinguersi.

Ciao a tutti!
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda San Celestino » lunedì 31 marzo 2008, 17:32

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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda vdaurelio » lunedì 31 marzo 2008, 17:47

Concordo in pieno.
Ipotizzo che la parola usucapione si sia "inflazionata" e quindi fu probabilmente utilizzata per giustificare in una qualche maniera un'appropriazione moralmente indebita, e non è arduo ammetterlo. Io credo che l'uomo che ricorra a ciò non ha la stima della propria storia e della propria famiglia anzi, cerca il consenso sociale ove potuto, attraverso lo sbandieramento di uno stemma che non gli appartiene e con il quale non condivide storicamente nulla con la famiglia blasonata stessa. E' una cosa vile a mio parere e degno della più dura censura. E' un attacco frontale per noi appassionati che cerchiamo in ogni luogo ed in ogni momento la verità storica dei fatti delle nostre famiglie e disprezzo fortemente chi per "furbizia" ed "ignoranza" si eleva a gerarchie sociali che non gli appartengono e che per mia natura non condivido.
Grazie per aver ospitato questo mio sfogo ma la verità deve essere sempre il principio e la fine di ogni cosa.
Con stima vi saluto tutti
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda San Celestino » lunedì 31 marzo 2008, 17:57

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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda MMT » lunedì 31 marzo 2008, 18:18

Non ricordo se l'ho già scritto ma repetita..
i titoli nobiliari erano (sono) diritti inalienabili. Mi spiego: io non posso vendere il titolo e posso alinarlo a certe condizioni. Perfino l'adozione tra maggiorenni non consanguinei, se priva di regio assenso, non costituiva nobiltà.

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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda San Celestino » lunedì 31 marzo 2008, 19:53

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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 1 aprile 2008, 9:24

Caro tilius, non mi sembra che si sia rimasti sulle stesse posizioni. Personalmente, per opera di questo topic, ho fatto un percorso! Ognuno degli intervenuti ha apportato qualcosa. Mi sembra anche che si sia arrivati a conclusioni condivise! Ciao, Fabrizio
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda nicolad72 » martedì 1 aprile 2008, 13:41

Mi permetto di non condividere... io intravedo sterili arroccamenti a difesa di inutili posizioni, visto il valore giuridico della nobiltà oggi in italia...

... facendo notare che l'argomento voleva avere un respiro un po' più ampio sia sotto il profilo geografico (Europa) sia sotto il profilo temporale...

Comunque va bene così... tanto è inutile discutere con chi non vuol confrontarsi!
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 1 aprile 2008, 14:05

Carissimo nicola72, dimmi cosa non condividi. Dopo vorrei tentare un elenco di conclusioni condividibili. Mi sembra che ti sia stata data ragione per le "usurpazioni e "usucapioni" successivamente sanate da chi ne ha il potere. Ciao, Fabrizio
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda vdaurelio » martedì 1 aprile 2008, 14:17

Caro amico,

io amo confrontarmi e sono qui per questo. Forse non avevo capito il senso del topic e come tale se l'argomentazione deve essere quella storico-geografica ti dico che non ho preparazione in merito. Quanto ad "arroccamenti" mi sembra più che ovvio il mio parere "di campagnolo illitterato" che non ha avuto e non ha assolutamente nessun titolo da vantare. Sono sempre stato convinto che la storia è un mezzo per comprendere la società e come tale difendo con tutto me stesso l'idea che debba essere veritiera. Il fatto dell'usucapione mi ha inalberato, questo è vero, perchè si tratta di quei soprusi inspiegabili che il legislatore continua a disciplinare con uno jus di diritto. La nobiltà oggi come sempre non è solo una questione patrimoniale, uno status sociale ma è anche (e ora più che mai) uno status morale e pertanto tutti nasciamo nobili e moltissimi rischiano di morire poverissimi. Appropriarsi di uno stemma altrui è come "rubare" perchè se noi concepiamo il senso dello stemma come un simbolo che accomuna sotto gli stessi emblemi un'intera collettività di persone che condividono oltre al cognome anche la storia di quel casato allora ci rendiamo conto che lo stemma è un qualcosa di personalissimo, un simbolo di affetto e fedeltà, qualcosa da difendere e custodire gelosamente. Lo stemma è una delle pochissime cose che i nostri antenati degli antenati ci hanno tralasciato a loro memoria affinchè di loro si ricordi e con lo stesso mezzo noi faremo ricordare alla nostra discendenza chi siamo e da dove veniamo. Foscolo diceva "Sol chi non lascia eredità d'affetti, poca gioia ha nell'urna" e a tal punto cos'è lo stemma? E' un'eredità d'affetti paterni, è il ricordo del nostro antenato, è la testimonianza della storia delle nostre famiglie attraverso i secoli.
Caro amico ti ringrazio per avermi ospitato in questo spazio e ti chiedo ancora una volta scusa se sono uscito dalle righe.
Vi saluto tutti con grande stima.
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 1 aprile 2008, 14:45

Un'altra cosa! Penso che il termine usucapione usato dai giuristi citati da nicola72 abbia creato confusione. Secondo me, erroneamente, con quella parola si voleva indicare la nobiltà naturale, sociale, altra da quella civile, giuridica; argomento già trattato in questo ed in altri topic. Preciso: è sempre indispensabile trovare i relativi provvedimenti per sapere di cosa(nobiltà - notabilato - borghesia) stiamo parlando. Caro Michele, buono il sunto politologico. Per Platone Il rischio citato per la democrazia è quello di decadere nella demagogia; mi sembra peggiore. Comunque io in quel punto non aspiravo a tanto: desideravo e desidero segnalare che in alcune realtà sociali si sta ricostituendo una minoranza storica denominata nobiltà e notabilato. Per quello che Michele chiama il problema italiano, caso per caso non mi sembra che sia possibile far confusione: ho da poco finito di leggere il "Blasonario Cremasco - nobili e notabili famiglie della città di Crema"(l'indice è in internet), posso adesso (grazie a tutti voi) senza alcuna difficoltà dirti quali famiglie sono nobili e quali notabili. Ciao, Fabrizio
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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda MMT » martedì 1 aprile 2008, 15:08

nicolad72 ha scritto:Mi permetto di non condividere... io intravedo sterili arroccamenti a difesa di inutili posizioni, visto il valore giuridico della nobiltà oggi in italia...

... facendo notare che l'argomento voleva avere un respiro un po' più ampio sia sotto il profilo geografico (Europa) sia sotto il profilo temporale...

Comunque va bene così... tanto è inutile discutere con chi non vuol confrontarsi!


Il discorso che stiamo facendo, non può che essere storico, considerato il fatto che la nobiltà non gode più di tutela giuridica e non è più riconosciuta. In secondo luogo faccio notare che la situazione italiana non può essere paragonata a quella europea: la Francia era un unico regno, in Spagna tutt'oggi i titoli sono astratti dalla nobiltà e può essere titolato anche un non nobile... insomma dobbiamo necessariamente fare un discorso geografico, anzi avolte anche micro-geografico per via degli Stati preunitari.
La conclusione, che può anche non essere condivisa, ma era così, è che la nobiltà, le famiglie importanti feudali e patrizie, erano sempre in qualche modo riconosciute tali. Il feudatario di X se non era riconosciuto tale da un'autorità non poteva esercitare i sui diritti feudali. Il patrizio se non era ascritto al seggio o al consiglio non poteva acdcedere al primo ceto e quindi governare. La distinta cittadinanza era invece altra cosa. Spesso veniva confusa con la nobiltà dal popolo che concepiva solo la ricchezza, anche se spesso si sapeva bene chi fosse il nobile e chi il parvenue.
Queste famiglie "nuove" potevano giungere alla nobiltà (venivano scritte nell'800 magari a qualche patriziato, dopo aver raggiunto un'ottima posizione sociale, o magari nobilitate dal Sovrano per altri motivi, e vi sono moltissimi casi) come apice del loro percorso familiare. Spesso lo erano di fatto, ma inequivocabilmente: non bastava certo qualche buon matrimonio sporadico o qualche jp. ereditato; sto parlando, invece, di prove inconfutabili come la ricezione negli ordini cavallereschi e simili. Anche perchè spesso capitava che solo un rametto fosse "buono" mentre il resto della famiglia non si fosse per nulla elevato (e vi sono esempi di famiglie con notai e avvocati e Don a bizzeffe da un lato e braccianti dall'altro).


La situazione italiana preunitaria, Signori miei, era questa. Non si può esser d'accordo o meno, a mio avviso, perchè è stato così storicamente.


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Re: Usurpazione e usucapione

Messaggioda San Celestino » martedì 1 aprile 2008, 17:23

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