nicolad72 ha scritto:Mi permetto di non condividere... io intravedo sterili arroccamenti a difesa di inutili posizioni, visto il valore giuridico della nobiltà oggi in italia...
... facendo notare che l'argomento voleva avere un respiro un po' più ampio sia sotto il profilo geografico (Europa) sia sotto il profilo temporale...
Comunque va bene così... tanto è inutile discutere con chi non vuol confrontarsi!
Il discorso che stiamo facendo, non può che essere storico, considerato il fatto che la nobiltà non gode più di tutela giuridica e non è più riconosciuta. In secondo luogo faccio notare che la situazione italiana non può essere paragonata a quella europea: la Francia era un unico regno, in Spagna tutt'oggi i titoli sono astratti dalla nobiltà e può essere titolato anche un non nobile... insomma dobbiamo necessariamente fare un discorso geografico, anzi avolte anche micro-geografico per via degli Stati preunitari.
La conclusione, che può anche non essere condivisa, ma era così, è che la nobiltà, le famiglie importanti feudali e patrizie, erano sempre in qualche modo riconosciute tali. Il feudatario di X se non era riconosciuto tale da un'autorità non poteva esercitare i sui diritti feudali. Il patrizio se non era ascritto al seggio o al consiglio non poteva acdcedere al primo ceto e quindi governare. La distinta cittadinanza era invece altra cosa. Spesso veniva confusa con la nobiltà dal popolo che concepiva solo la ricchezza, anche se spesso si sapeva bene chi fosse il nobile e chi il
parvenue.
Queste famiglie "nuove" potevano giungere alla nobiltà (venivano scritte nell'800 magari a qualche patriziato, dopo aver raggiunto un'ottima posizione sociale, o magari nobilitate dal Sovrano per altri motivi, e vi sono moltissimi casi) come apice del loro percorso familiare. Spesso lo erano di fatto, ma inequivocabilmente: non bastava certo qualche buon matrimonio sporadico o qualche jp. ereditato; sto parlando, invece, di prove inconfutabili come la ricezione negli ordini cavallereschi e simili. Anche perchè spesso capitava che solo un rametto fosse "buono" mentre il resto della famiglia non si fosse per nulla elevato (e vi sono esempi di famiglie con notai e avvocati e Don a bizzeffe da un lato e braccianti dall'altro).
La situazione italiana preunitaria, Signori miei, era questa. Non si può esser d'accordo o meno, a mio avviso, perchè è stato così storicamente.
MMT