La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

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La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 28 marzo 2008, 13:32

Cari amici, premesso che non ho alcuna esperienza relativa a studi ed enti assimilabili che si occupano professionalmente di ricerca genealogica e araldica e che perciò non sono in grado di esprimere a priori alcun giudizio sul loro lavoro, a seguito dei recenti interventi, ora non più fisicamente presenti nel forum, ma, relativi ad un tema che, credo, ci interessa, mi permetto di suggerire a tutti e a coloro che ci hanno chiesto consiglio, un controllo accurato della documentazione, araldica e non, fornita, e "lautamente pagata": su quella credo sia possibile una valutazione che potrà guidare il successivo, eventuale, ricorso alla loro collaborazione.
I risultati di una ricerca storica, e quindi anche di una ricerca araldica e/o genealogica, possono agevolmente essere valutati sulla base di regole condivise da ogni comunità scientifica e che rappresentano la base di ogni insegnamento metodologico: ciascun documento fornito, compreso lo stemma, debbono essere corredati delle referenze bibliografiche e/o documentarie necessarie ad un controllo da parte dei lettori e ancor di più dei committenti.
Quel che ciascun esperto/docente comunica in primo luogo ai propri discenti/studenti è che una ricerca attendibile deve poter essere ripercorsa passo per passo dal lettore /committente, che dovrà essere messo in grado di controllare le fonti utilizzate e di valutarne singolarmente il contenuto, la provenienza e la eventuale interpretazione.
Ciò consentirà a ciascuno di valutare anche il rapporto qualità/prezzo del lavoro eseguito (l'uso di fonti a stampa, ad esempio richiede tempi e professionalità limitatissimi, rispetto al ricorso a fonti manoscritte ed inedite...); una eventuale valutazione del “costo per secolo”, è da considerarsi del tutto incomprensibile, se non risibile, per un modello di ricerca che dipende da una grande varietà di fattori, a partire dalla tipologia delle fonti utilizzate, dalla quantità e dalla qualità dei documenti consultati (la trascrizione e la interpretazione della documentazione antica richiedono tempi del tutto diversi a seconda delle epoche e dei soggetti produttori), e potrei continuare a lungo…Un cordiale saluto. Silvia
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 28 marzo 2008, 13:56

Carissima Silvia, il discorso come lo hai impostato tu va benissimo! Per come era impostato prima, mi si sono rizzati i capelli in testa! Sono assolutamente convinto che tutti i nostri cari forumisti gradiscano la conservazione della impostazione scientifica del nostro foro! Credo che qualsiasi argomento relativo alla materia possa essere affrontato, ma con le dovute forme. Ciao e grazie a tutti voi per come curate l'andamento del forum INA! Fabrizio
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 28 marzo 2008, 15:40

Cari tutti e caro Fabrizio, l'intervento che vi ho proposto non sarebbe evidentemente stato possibile se il forum non agisse stabilmente in un quadro di rigorosa correttezza metodologica, per la quale anch'io ringrazio lo staff; ma vorrei sottolineare che esso esprimeva anche l'esigenza di rendere concreto questo quadro agli occhi di chi può non possedere gli strumenti necessari a condividerlo.
Credo insomma che sia necessario che chi si rivolge a noi per un parere, ottenga qualcosa di più concreto della semplice enunciazione di principi, che sia opportuno spiegargli che non vi è nel nostro Paese alcun ente o autorità che possa garantire a qualcuno il possesso di uno stemma, se non fornendo le relative prove storico-giuridiche e che per assumerne uno (che non sia uno qualsiasi), è necessario sapere
1. da dove provenga
2. quale sia il suo collegamento con la famiglia in oggetto, attraverso una ricerca genealogica
Comprendo in qualche modo la tua reazione, caro Fabrizio, ma insieme sento il dovere di coinvolgere e supportare, piuttosto che di zittire...Un cordiale saluto. Silvia
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda pierfe » venerdì 28 marzo 2008, 17:50

Sigillum1 ha scritto:Cari amici, premesso che non ho alcuna esperienza relativa a studi ed enti assimilabili che si occupano professionalmente di ricerca genealogica e araldica e che perciò non sono in grado di esprimere a priori alcun giudizio sul loro lavoro, a seguito dei recenti interventi, ora non più fisicamente presenti nel forum, ma, relativi ad un tema che, credo, ci interessa, mi permetto di suggerire a tutti e a coloro che ci hanno chiesto consiglio, un controllo accurato della documentazione, araldica e non, fornita, e "lautamente pagata": su quella credo sia possibile una valutazione che potrà guidare il successivo, eventuale, ricorso alla loro collaborazione.
I risultati di una ricerca storica, e quindi anche di una ricerca araldica e/o genealogica, possono agevolmente essere valutati sulla base di regole condivise da ogni comunità scientifica e che rappresentano la base di ogni insegnamento metodologico: ciascun documento fornito, compreso lo stemma, debbono essere corredati delle referenze bibliografiche e/o documentarie necessarie ad un controllo da parte dei lettori e ancor di più dei committenti.
Quel che ciascun esperto/docente comunica in primo luogo ai propri discenti/studenti è che una ricerca attendibile deve poter essere ripercorsa passo per passo dal lettore /committente, che dovrà essere messo in grado di controllare le fonti utilizzate e di valutarne singolarmente il contenuto, la provenienza e la eventuale interpretazione.
Ciò consentirà a ciascuno di valutare anche il rapporto qualità/prezzo del lavoro eseguito (l'uso di fonti a stampa, ad esempio richiede tempi e professionalità limitatissimi, rispetto al ricorso a fonti manoscritte ed inedite...); una eventuale valutazione del “costo per secolo”, è da considerarsi del tutto incomprensibile, se non risibile, per un modello di ricerca che dipende da una grande varietà di fattori, a partire dalla tipologia delle fonti utilizzate, dalla quantità e dalla qualità dei documenti consultati (la trascrizione e la interpretazione della documentazione antica richiedono tempi del tutto diversi a seconda delle epoche e dei soggetti produttori), e potrei continuare a lungo…Un cordiale saluto. Silvia


Mi è piaciuto moltissimo il suo intervento che condivido in pieno.
Fortunatamente in Italia dall'inizio degli anni '90 e con 20 anni di ritardo rispetto a Francia e Gran Bretagna l'utenza che richiedeva una ricerca genealogica ha cambiato obiettivi, si è passati dalla richiesta di una genealogia "nobiliare" ad una genealogia familiare (quando ho iniziato ad occuparmi di queste materie, ho conosciuto professionisti del settore che cercavano in tutti i modi di dimostrare la nobiltà prima che una vera genealogia), ricordo a chi legge che dietro di noi lasciamo così tanti documenti che non è credibile una falsificazione genealogica (non basta alterare gli atti di stato civile o quelli eccleasistici - come facevano i "professionisti" di allora, perchè ci sono tanti altri documenti...).
Oggi gli interessati chiedono quasi sempre la vera genealogia, mostrandosi poco interessati ad un passato inventato.
Purtroppo fra i professionisti del settore manca l'esigenza di frequentare una Scuola che insegni veramente una metodologia (nel mondo ci sono 4 scuole che hanno contatti fra di loro), solo 2 università invece effettuano corsi ma con obiettivi diversi (in Spagna sono ancora nobiliaristi, in USA sono solo per la genealogia popolare, senza dare altre nozioni se non quelle utili a leggere gli atti di stato civile ed ecclesiastici).
In Italia abbiamo la nostra Scuola che è pragmaticamente catalogabile fra le scuole professionali, anche se il suo programma di studio è stato testato perchè sia a livello universitario e che svoge anche semplici corsi gratuiti aperti a tutti (quest'anno oltre a quello italiano proprio a Bologna abbiamo realizzato quello di San Marino che sarà dal 14 al 18 aprile e che ha un programma specificatamente da me studiato per la Repubblica di San Marino).
Fra qualche anno avremo dei validi professionisti usciti dalla nostra Scuola che permette per gli italiani l'ottenimento dei 2 master universitari della UNED (rispettivamente di 25 e 50 crediti) se hanno svolto bene il nostro programma di studio.
Ora parliamo di prezzi, concordo in pieno con la prof.ssa Neri perchè non si può quantificare così alla cieca una cifra senza sapere la difficoltà che richiede la ricerca, ma io ritengo che una buona ricerca genealogica deve essere ben pagata, e considero il genealogista-araldista alla stregua di un avvocato (quindi con tariffe simili a quelle praticate da un legale).
Oltre ad una formazione umanistica predominante, a causa del mio lavoro ho dovuto anche ampliare i miei orizzonti legati allo studio del commercio e dell'economia e mi permetto di fare alcune considerazioni ricordando che un lavoro viene pagato sempre in base ai vari fattori che ne determinano il prezzo; e nel caso di una ricerca genealogica il prezzo è ovviamente caro perchè viene fatta una sola volta nella vita, e serve anche per decine di persone, appartiene al genere del futile (perchè da noi non si è ancora capito che può anche salvare la vita... mi riferisco all'utilità della genetica) e può implicare degli imprevisti e difficoltà di realizzazione se non si trovano immediatamente i documenti.
Quindi Euro 1000,00 a secolo (saltando il secolo XX) possono essere giustificati se contemporaneamente vengono forniti i documenti in fotocopia, e certamente sono solo limitati agli atti di stato civile, ma anche ad una rosa di atti provenienti dall'Archivio di Stato, dall'Archivio Parrocchiale e Diocesano, dal fondo storico del Comune, e della biblioteca attraverso una ricerca nei fondi storici locali, ma voglio anche aggiungere per il secolo XX e XIX anche un saggio sulle salme contenute nel cimitero.
La ricerca genealogica, ancora oggi. è considerata solo un elenco di documenti civili o religiosi riferiti alla nascita, al matrimonio e alla morte, ma questo aspetto è poca cosa rispetto a quello che ci si deve aspettare da una ricerca genealogica ben fatta e qui dico: atti provenienti dall'Archivio di Stato, come fogli matricolari, atti di compravendita, contratti di vario genere, capitoli matrimoniali e testamenti.
Poi al cliente si deve anche far comprendere lo spazio geografico e sociale dove viveva l'antenato, a quali guerre ed eventi aveva partecipato, al vino che beveva, al cibo che mangiava, e così via, senza dimenticare di leggergli le antiche foto di famiglia e anche la posta... perchè si scoprono tanti misteri.
Noi abbiamo fondato l'Istituto Italiano per la Storia di Famiglia che è, per usare una terminologia genealogica, un "ramo" dell'IAGI sotto la presidenza del Prof. Carlo Tibaldeschi, che ha proprio come fine fra gli altri il controllo della bontà documentale riferita alle ricerche genelogiche a pagamento.
L'attività di genealogista può essere anche molto redditizia, personalmente non l'ho mai svolta a fini commerciali ma solo di studio, ed ho voluto che nel nostro statuto IAGI, i soci ordinari (ovvero gli studiosi) non potessero esercitare questa attività a fini commerciali, proprio per rimanere sopra le parti anche in questo settore.
Ma ora il mio consiglio è quello di fare da soli la propria ricerca genealogica, perchè è una esperienza meravigliosa paragonabile alla conoscenza di un "nuovo" zio o alla venuta di un "nuovo" fratello in famiglia (la genealogia allargata considera anche quelli che non lo sono, ma fanno parte del nuovo gruppo familiare nato dall'unione di altre 2 unioni naufragate :D :D :D ).
Non dimenticherò mai il mio viaggio di nozze, dove con mia moglie siamo andati proprio ad approfondire la conoscenza dei suoi antenati...
Pier Felice degli Uberti

PS la ricerca araldica ha aspetti diversi da quelli genealogici e si deve basare su altre metologie che pressuppongono già una conoscenza della genealogia della famiglia che si va a ricercare.
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 28 marzo 2008, 18:42

Cari tutti e caro Presidente, mi auguro che i colleghi che ci richiedevano consigli abbiano ora letto questo intervento, confrontino la documentazione ottenuta "a caro prezzo" con il modello ora esemplificato e ne traggano la valutazione di cui vi parlavo.
Caro Presidente, dipende dall'avvocato..., e dalla famiglia in oggetto, ...ma se il prodotto deve anche essere capace di "far comprendere lo spazio geografico e sociale dove viveva l'antenato, a quali guerre ed eventi aveva partecipato, al vino che beveva, al cibo che mangiava, e così via, senza dimenticare di leggergli le antiche foto di famiglia e anche la posta... perchè si scoprono tanti misteri", temo che la ricerca genealogica sia alla portata di un numero limitato di persone, che dovranno, come lei suggerisce, farsela da sole, magari con una qualche guida, che, mi pare, può essere disponibile anche su questo forum.
Suggerisco perciò che non ci stanchiamo di comunicare tutto questo, anche ai più sprovveduti, se non altro per evitare che ci presentino fra qualche tempo e con orgoglio prodotti di discutibile e anche di pessima qualità. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda vdaurelio » sabato 29 marzo 2008, 12:04

Egregi Presidente e Silvia,
ho letto con piacere questa sezione del forum e mi compiaccio di essere ospite in questa meravigliosa comunità in cui è di regola incentrare ogni argomento su presupposti storici dimostrabili. Concordo pienamente con Sigillum, ogni elemento di ogni genealogia o storia familiare deve essere riscontrabile e documentabile su fonti storiche certe. Chi commissiona una ricerca genealogica non deve soltanto richiedere un "sunto generale" nel quale ogni falso ricercatore può inserire ciò che vuole ma deve obbligatoriamente richiedere copia o trascrizione (con i dovuti riferimenti agli Archivi consultati e collocazione del documento) degli atti consultati. Ciò però da la certezza che questi dati esistono e sono quelli ma non possono dare certezza che siano completamente veri (lo Stato Civile nel 1800 ad esempio con molta facilità travisava cognomi e nomi) e pertanto buona regola sarebbe ricercare per lo stesso individuo altri atti paralleli o meglio per ogni signolo individuo sarebbe bene avere non solo la registrazione del Registro dei Battezzati della Parrocchia ma, se esite, anche copia dell'Atto di Nascita dello Stato Civile del Comune.
Quanto allo stemma o all'arma di famiglia ... qui taccio perchè di invenzioni ne ho viste tante e per ultima ieri in una pizzeria in prov. di Lecce a proposito del cognome "Angelini" ascesi secondo il fantagenealogista al titolo di Marchese e con uno stemma del tutto improbabile. Aggiungo a ciò fonti inesistenti e lo stesso titolare che si vantava di avere "una famiglia nobile". ... Credetemi la pizza mi è andata di traverso e gli ho detto, "ma sei io le dico che tu sei un [parolaccia] mi credi?" - "No!"- "Ed allora perchè credi ad un Pinco Pallino che ti dice su due piedi su un pezzo di falsa-pergamena di essere marchese?". ... non mi ha fatto lo sconto :D :D :D
Saluti cari
Vincenzo DAurelio
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 30 marzo 2008, 0:06

Caro Vdauerelio, gli potevi semplicemente far notare una postilla sulla carta:"potrebbe non esserci relazione parentale". In altro topic(lam/passiamo oltre, mi pare) ho riferito che ho fatto risaltare tale scritta con un evidenziatore su similare documento di un mio amico, aggiungendo in quel post quello che mi sembra il lato positivo di tale attività "fieristica". Pensa che, anni fa, la parola araldica era presente in un dizionario dedicato alle parole difficili. Tu sei l'esempio di quello che può fare un autoricercatore; a proposito, ti anticipo qui i miei complimenti. Ma aggiungo che, secondo me, oltre all'attività di "istituto di studii" quella di "studio di ricerca professionistica su commissione - agenzia pratiche" è indispensabile in materia. Altrimenti la stragrande maggioranza delle persone interessate, sia di famiglia nobile che borghese, sarebbe tagliata fuori .Pierfe ci ha fatto presente quanto è(ahimè,ahinoi dovrebbe essere!) impegnativa tale attività professionistica(la ha equiparata a quella di uno studio legale). Ma purtroppo in ogni ambito professionale - commerciale c'è veramente di tutto, il peggio ed il meglio, ed il settore in esame non fa eccezione! Ciao, Fabrizio
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda malgoth » domenica 30 marzo 2008, 3:22

Cari amici,
permettetimi un modesto contributo, frutto della mia esperienza.
Per effetture una seria e "scientificamente dimostrabile" ricerca storico-genealogico-familiare, a mio parere, occorre una cultura generale con conoscenze che spaziano dal metodo scientifico alla lingua latina, fino a giungere alla paleografia.
Questo per dire che un autodidatta può riuscire "da solo" con fortuna, perseveranza, tempo e pazienza a ricondurre un filo cronologico "in ascendenza" fino a qualche anno dopo il Concilio di Trento (Atti di battesimo e di matrimonio).

Per fare ciò basterebbe, onestamente, una discreta conoscenza del latino...ma per andare ancora più indietro nel tempo...bisogna anche avere conoscenze di paleografia (che un autodidatta difficilmente può avere), di storia generale del periodo studiato ma anche locale (dei luoghi interessati).

Infine, se ci si dovesse confrontare con fonti inedite è necessaria la capacità, innanzitutto, di dirimere se ci si trovi di fronte a un'originale o, ad esempio, a un falso coevo....

A mio parere, pertanto, fino a un ben preciso periodo storico "si può fare da soli" ma per andare oltre è necessaria, quanto meno, la collaborazione e/o supervisione di cattedratici (medievisti, paleografi, storici) che hanno dedicato e dedicano la loro intera vita a questi studi...

E talvolta trovano difficoltà loro..... :D

Il rischio è l'essere approssimativi, il che non mi sembra molto scientifico :wink:

Ciao,

Cris
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Sigillum1 » domenica 30 marzo 2008, 18:43

Cari tutti e caro Cris, il cui intervento prende a tratti i toni di una sofferta ma anche orgogliosa autobiografia; certo già il XVI secolo, con le sue "orrende"scritture rappresenta un bel problema per i genealogisti, tanto da far apparire agevole il Medioevo; ma, intanto, si può supporre che non per tutte le famiglie sia possibile risalire al pretridentino e in ogni caso l'esperienza acquisita durante una ricerca di età moderna, costituisce un percorso formativo che ci aiuta ad affrontare i successivi problemi e anche a trovare un qualche supporto specialistico, se necessario.
Concordo, gli istituti di ricerca araldico genalogica sono certamente utili, e sarebbero necessari, purchè non si limitino ad attribuirci uno stemma qualunque, cosa che ciascuno di noi potrebbe fare in propio e a costo zero, magari evitando quelli più noti... Ciao. Silvia
Silvia
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Guido5 » domenica 30 marzo 2008, 20:27

Cari amici,
ai problemi giustamente sollevati da Cris ne aggiungo uno: quello delle lingue estere. La mia nonna materna, come molti sanno, era polacca per 7/8 a causa di una bisnonna di Tinos. E il polacco è una lingua fra le più complicate che ci siano, tant’è che i polacchi imparano con grande facilità le altre lingue... Per Tinos pochi problemi: all’epoca gli atti parrocchiali delle isole dell’Egeo erano redatti in italiano. Per quella Polonia che andava dal Mar Baltico al Mar Nero ho avuto invece molti aiuti: tre "liste di genealogia" e soprattutto i molti religiosi polacchi che vivono a Roma.
Non voglio tuttavia scoraggiare nessuno. Quella di Cris è una famiglia che ha avuto una parte di rilievo nella storia del Granducato di Toscana e anche in quella di Francia; per le famiglie "normali" - mi sembra che sia anche il parere di Silvia - al massimo si può avere che fare con un paio di atti notarili per i quali, di solito, può bastare la consulenza dell'assistente della sala di studio dell'Archivio di Stato...
Questa è la mia esperienza personale in materia. Per le grafie (merito del DNA del nonno farmacista?) non ho ancora avuto problemi insormontabili. Se invece mi serve l’aiuto di un esperto non ho grosse difficoltà a trovare l’amico dell'amico. Per il resto preferisco fare da solo...

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Luca » domenica 30 marzo 2008, 23:42

Provo a dare il mio contributo.
Io devo ringraziare di cuore un istituto di "ricerche araldiche" di Udine a cui anni fa commissionai la ricerca delle origini del mio cognome. Potrei anche fare il nome di questi stimati professionisti, ma so che sono persone sensibili e amanti della privacy per cui sorvolo. Dopo lunghi mesi di intense ricerche mi consegnarono un [non mi viene il termine: sorvolo] che ancora conservo perché, quando vedo che intorno a me le cose vanno male, ne leggo qualche riga e mi riconcilio con il mondo esterno. Però li ringrazio veramente. Se non mi avessero consegnato un simile escremento, ma avessero svolto una piccolissima ricerca genealogica (per confondere le acque) condita di amene storie verosimili e magari con l'aggiunta (sporadica) di qualche episodio che poteva gonfiare di orgoglio la mia ascendenza patrilineare io ci avrei creduto e non avrei mai scoperto l'amore per la genealogia. :2:
Ho l'impressione che nessun serio professionista possa svolgere una ricerca con la stessa accuratezza e profondità con la quale può procedere una persona interessata direttamente (senza contare il piacere che si può provare!).
Non possiedo un titolo di studio minimamente compatibile con la genealogia ed è vero che all'inizio ho sprecato una quantità industriale di tempo per la totale impreparazione con la quale ho affrontato il mio "viaggio". Ma è altrettanto vero che, oggi, non mi spaventa nessun documento di quelli che posso incontrare sul mio percorso (forse perché, come detto da qualcuno, limitati dalla "normalità" della mia famiglia); se si procede per gradi in questa esplorazione del tempo si ha la possibilità di adattarsi e comprendere e poi, come dice Guido5, chi non ha un amico (o un amico dell'amico) che può aiutarlo? Senza contare l'aiuto che si può trovare in forum come questo (e non è il solo, anche se a questo livello si contano sulle dita di una mano parzialmente amputata :D ).
In conclusione: se siete di quelli che praticano sport seduti davanti alla televisione, allora prendete il telefono e fatevi fare un preventivo di massima sul costo della ricerca che volete fare; se anche soltanto fate le scale a piedi un giorno si e uno no, allora siete pronti per iniziare in proprio la vostra ricerca genealogica (le lunghe distanze arriveranno con l'avanzare degli allenamenti!)
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda ATTILIO » lunedì 31 marzo 2008, 17:25

Cari amici, sono approdato da poco al vostro forum in modo attivo ( fino a qualche giorno fa ero un semplice lettore) . Mi complimento davvero per lo spessore e la serieta' dimostrata nei vari interventi. Sicuramente nelle prossime settimane faro' domanda di ammisione allo IAGI . Buona serata!
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 31 marzo 2008, 20:46

Sull'importanza delle fonti:

P. Delogu, Introduzione alla storia medievale, Il Mulino, Bologna, 1994, p.107: "La storia si fa con le fonti. Questo assioma fondamentale vuol dire che il passato può essere conosciuto e ricostruito soltanto attraverso le testimonianze di esso che sono pervenute fino a noi."

M. Bloch, Apologia della storia o Mestiere di storico, Torino, Einaudi, 1998, p.44: "Come prima caratteristica, la conoscenza di tutti i fatti umani nel passato, della maggior parte di essi nel presente, ha quella di essere […] una conoscenza per tracce. […] Che cosa intendiamo, in effetti, con documenti, se non una "traccia", quanto a dire il segno percepibile ai sensi che ha lasciato un fenomeno in se’ stesso impossibile a cogliersi?"

Se non sono citate le fonti una qualsiasi ricerca non vale nulla :wink:

Per quanto riguarda l'aspetto pratico della ricerca, a mio avviso, non è quantificabile in un prezzo, poiché dipende dalla difficoltà della ricerca.

Ci sono famiglie di cui si riesce a risalire la linea fino al Quattrocento in un pomeriggio e altre che in molti anni non si riesce ad andare oltre l'Ottocento. :roll:

Se dovessi dunque pagare qualcuno per effettuare una ricerca mi accorderei sul tempo effettivamente impiegato e sui documenti reperiti invece che "a secolo".. :wink:
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 31 marzo 2008, 21:34

Cari tutti, e particolarmente caro Luca, che ci ha indicato l'unica vera funzione di certi prodotti della ricerca araldico genealogica (dei quali, per merito di questo forum, ho per la prima volta potuto valutare un esemplare, di cui nulla dirò per ragioni di regolamento), ci fanno venir voglia di farne davvero una...
Non conoscendo se non i listini temporaneamente comparsi in un topic, non so se valga la pena e se non converrebbe frequentare a costo zero un forum come questo e devolvere l'importo in beneficenza...
La ricerca è sempre interessante ed appassionante e un ricercatore professionista ha, a mio avviso, qualche vantaggio rispetto a chi lavora per sè e per la propria famiglia, e non solo un'attrezzatura storico-metodologica più sofisticata, che ciascuno di noi può apprendere anche in corso d'opera, ma anche, generalmente, una mente più aperta e priva di obbiettivi precostituiti, di pregiudizi, di riserve....ho detto generalmente...
Quando una ricerca genealogica riguarda una famiglia interessante e di lunga durata, l'ideale sarebbe, a mio giudizio, che professionisti e "coinvolti" lavorassero in tandem. Un cordiale saluto. Silvia
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Re: La ricerca araldico genealogica e la sua valutazione

Messaggioda malgoth » lunedì 31 marzo 2008, 22:06

Sigillum1 ha scritto:Quando una ricerca genealogica riguarda una famiglia interessante e di lunga durata, l'ideale sarebbe, a mio giudizio, che professionisti e "coinvolti" lavorassero in tandem.


Cara Silvia concordo pienamente :wink:

Nella considerazione, come mi è stato insegnato da una nota, apprezzata e simpatica ricecatrice, che le Fonti Letterarie (da utilizzare comunque e sempre solo quelle che riportano precisi riferimenti cronologici e/o archivistici) anche se "antiche" vanno sempre verificate e supportate dalle Fonti primarie (rintracciabili in Archivi pubblici o private).

Solo in quei rari casi, perlopiù molto antichi, in cui le fonti primarie siano andate "storicamente" perdute (incendi, guerre, ecc.) e si è potuta dimostrare la scientificità di tutte le altre informazioni riportate, può essere ritenuta quella specifica fonte letteraria come fonte "primaria" (secondaria affidabile).....

E' importante che i professionisti e gli appassionati lavorino insieme anche per poter favorire, magari progressivamente, la "consapevolezza accademica di una tale scienza.
Non voglio parlare di un vero e proprio Corso di Laurea ma almeno di un ben preciso indirizzo, ad esempio del Corso di Laurea in Lettere....

Credo che finchè questo vuoto non venga istituzionalmente colmato ci possa sempre essere qualcuno che ne possa approfittare commercialmente....

Cordialità,

Cris
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