Il palazzo di Gravina

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Il palazzo di Gravina

Messaggioda Guido10 » martedì 4 marzo 2008, 12:31

Cari amici,

c’è nessuno che abbia notizie circa il palazzo in oggetto, teatro dei noti tristissimi avvenimenti di cronaca?

L’edificio è stato definito in molti modi differenti: palazzo dalle cento stanze, ex-convento o anche ex-masseria. Di certo si tratta di un’antica costruzione caratterizzata da almeno due piani sopraelevati e dalla notevole altezza complessiva, circa venti metri fuori terra (quindi come un odierno palazzo di 6 piani) oltre a due livelli sotterranei.

Una simile costruzione non era certo molto frequente, nei secoli scorsi, fuori dalle grandi città e mi chiedo come se ne sia potuta perdere la memoria del nome e perfino della funzione.

Spero che qualche utente della zona possa fornire maggiori ragguagli.

Un saluto

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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda zagor » sabato 8 marzo 2008, 15:29

Salve,
sono della zona.il palazzo ha 5 livelli tra piani sottoterra e sopraelevati.è disabitato da decenni quindi se ne è persa memoria del suo uso originario.anche qui non si sa molto.tra le voci c'è chi dice che appartenesse a una famiglia nobile.attualmente da quanto ho sentito i proprietari sono diverse persone che avevano intenzione di ristrutturarlo (ovviamente prima che si fosse saputo ciò che è successo).
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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda emax » lunedì 10 marzo 2008, 22:32

da http://www.corriere.it

FANTASMI - Si raccontano molte storie sulla casa delle cento stanze, un tempo residenza della famiglia Pellicciari, conti e baroni, gente che per Gravina ha sempre voluto dire aristocrazia terriera. È dai Pellicciari che la Edilarco ha comprato la casa (solo uno dei tre palazzi degli eredi), leggende incluse. Come quelle che la vuole infestata dai fantasmi, l’altra che dice che nelle sue viscere sono nascosti tesori o l'altra ancora che i vecchi del paese raccontano con qualche dubbio: lì dentro forse ha vissuto per un po’, nei primi anni del Novecento, anche la nonna di Filippo Pappalardi... I ragazzini di Gravina ne sono sempre stati affascinati. Adesso è un «buco nero che mangia i bambini», come l’ha chiamata domenica mattina una bimba arrivata a portare un orsetto e dei fiori a Ciccio e Tore.

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03 marzo 2008
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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda FP » mercoledì 12 marzo 2008, 16:15

Davvero triste e difficile la vicenda. Il territorio italiano è pieno di questi complessi abbandonati; forse le amministrazioni farebbero bene a pensare di più alla sicurezza delle persone e pensare soprattutto ai più piccoli, che sono notoriamente affascinati da posti del genere.
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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda Guido10 » mercoledì 12 marzo 2008, 17:24

E' davvero triste e sintomatico del degrado esistente che un edificio, un tempo lustro del paese, teatro di fasti e onori, oggi sia divenuto un cupo antro abbandonato ed un mortale pericolo.

Altrettanto dicasi dei suoi proprietari di un tempo - di certo all'epoca ricchi e potenti - e di cui oggi è andato quasi del tutto dimenticato anche il nome. :(

Sic transit gloria mundi.
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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda AVIS-106 » giovedì 13 marzo 2008, 23:52

Guido10 ha scritto:E' davvero triste e sintomatico del degrado esistente che un edificio, un tempo lustro del paese, teatro di fasti e onori, oggi sia divenuto un cupo antro abbandonato ed un mortale pericolo.

Altrettanto dicasi dei suoi proprietari di un tempo - di certo all'epoca ricchi e potenti - e di cui oggi è andato quasi del tutto dimenticato anche il nome. :(

Sic transit gloria mundi.

Se posso aggiungerei che è anche triste e sintomatico del degrado esistente e del generalizzato menefreghismo (perdonatemi la parola) il fatto che in un centro storico esista un vecchio edificio che rappresenta un evidente pericolo per i minori e che nessun abitante di Gravina si sia fatto parte diligente per farlo mettere in sicurezza.
Mi sembra che la legislazione preveda che l'adulto debba provvedere a fare quanto nelle sue possibilità per evitare un danno immediato ad un minore.
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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda FP » venerdì 14 marzo 2008, 0:34

Concordo
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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda Guido10 » venerdì 14 marzo 2008, 10:07

Cari amici,

ovviamente concordo con le vostre considerazioni, il mio commento si era limitato alla storia dell’edificio solo per non rischiare di finire OT.

Circa le responsabilità, ricordo, molto brevemente, che quando un edificio può essere fonte di pericolo per la pubblica incolumità (es. a causa di un cornicione pericolante) il Comune ingiunge ai proprietari di provvedere o, in caso d’urgenza, provvede direttamente (es. tramite i VV.FF.).

Un saluto

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Re: Il palazzo di Gravina

Messaggioda Guido5 » venerdì 14 marzo 2008, 12:28

Cari amici,
mercoledì scorso Giovannimaria Ammassari ha fatto le seguenti considerazioni che riporto per chi non avesse avuto occasione di leggerle come "rapporto":

Spettabili Signori, l'argomento trattato rientra nella storia, e più in particolare nella cosidetta storia patrimoniale, e catastale di un edificio storico, o non storico che sia rilevante o non rilevante. Mi sia permesso però di fare un appunto. In questo periodo e dopo i tagici fatti a tutti noti, non mi sembra il momento giusto ed appropriato solo per pensare o lontanamente immaginare chi era il proprietario ed a cosa era adibito. Scusate questa mia ma sentivo il dovere, sopratutto come Pugliese di inviare questo appunto, nella certezza che serva non dico a cancellare la discussione, ma a far comprendere a tutti che non è ora il momento di pensare alla storia di quell'edificio diventato una tomba. Porgo cordiali saluti Giovannimaria Ammassari

Ritengo a questo punto di non cancellare la discussione bensì di "bloccarla", tanto più che davvero non c'è altro da aggiungere se non la seguente precisazione di chi ha aperto il "topic".

Ciao a tutti!
Guido5
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Per chiudere il discorso

Messaggioda Guido10 » venerdì 14 marzo 2008, 16:19

Caro Guido5 e cari amici,

sento l’esigenza di un chiarimento.
Non è mia abitudine intervenire a sproposito, men che meno su fatti di estrema gravità, come quelli che hanno formato oggetto di un topic da poco chiuso. Sono però rimasto particolarmente turbato dai recenti tragici avvenimenti di cronaca, anche per ragioni strettamente personali sulle quali non mi sembra il caso di soffermarmi.

Mi riusciva particolarmente difficile accettare che una simile disgrazia sia potuta accadere e quindi mi sono rivolto agli amici del forum nella speranza che qualcuno, facendo luce sull’origine del luogo, ne allontanasse da me – e da noi tutti – lo spettro, facilitando così l’elaborazione del terribile evento.

La cura da me posta nel confezionare l’argomento in una forma compatibile con il contesto generale del forum, ha però, evidentemente, tratto in inganno alcuni lettori. Già un paio di risposte mi avevano evidenziato come lo spirito con il quale avevo aperto l’argomento non fosse risultato chiaro a tutti.

L’appunto riportato da Guido5, che non avevo avuto modo di leggere in originale, mi ha però vivamente addolorato, sia per il suo contenuto, sia per il risalto conferitogli.

Chi ha espresso giudizi così tranchant, forse, avrebbe dovuto cercare di comprendere le motivazioni del suo interlocutore e non fermarsi all’apparenza superficiale di una forma che pure ha riconosciuto essere coerente con il forum.

Chi ha scritto quella “sentenza” (con annessa richiesta di “condanna” alla cancellazione della discussione), forse, invece di tentare di: “far comprendere a tutti”, avrebbe fatto meglio a tentare di comprendere in prima persona.

Chi ha avuto cura di ergersi, coram populo, a tutore del comune rispetto verso la memoria di chi non è più tra noi, forse, avrebbe dovuto averne un pochino di più per il suo prossimo.

Ho sempre considerato tutti gli utenti di questo forum degli amici, ma devo purtroppo constatare che, un anno e più di reciproca frequentazione telematica, non è valso, in qualche caso, neppure a far sì che mi si interpelli prima di muovermi simili appunti. Ne sono sinceramente amareggiato.

Un saluto

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