da Fra' Cesare da Serravalle » sabato 1 marzo 2008, 8:12
Buongiorno a tutti. Dopo due settimane di una nuova ricca e formativa esperienza ritorno al Forum. Trovo tutto rinnovato e ciò che non è rinnovato è stato arricchito da numerosi ed apprezzabili interventi. Entro in argomento con prudenza, anche se tutto ciò che mi sono finora permesso di dire l’ho sempre e solo desunto da tante letture. L’applauso alle vedute di Padre Eusanio mi viene non solo dal rispetto che gli si deve, ma, nella mia inesperienza, per averci meditato sopra
Credo che la questione in corso sia solo linguistica e tutta generata dal fatto che, fin dalle origini, in araldica abbia tenuto banco la lingua francese.
Nella lingua italiana il termine gherone si riferisce ad un pezzo di stoffa triangolare (e pertanto starebbe meglio di qualsiasi altra per definire la pezza araldica): il suo etimo è stato chiarito dai precedenti interventi.
Ad inquinare le cose sortisce fuori, nel linguaggio araldico, la pezza triangolare che in francese suona “giron”. Mi ero permesso in precedenza di opinare che il termine indica anche la pedata dello scalino (nelle scale a chiocciola è triangolare e ciascuno “gira” sull’altro) e che perciò prendesse origine da qui.
Il “giron” trova il suo corrispettivo nello spagnolo “jiron” (che significa anche brandello, pezzo strappato) e viene accolto pari pari dall’inglese “gyron” (però il Chamber’s propone un’etimo antico-tedesco ed anglo-sassone analogo al nostro gherone). I tedeschi fanno per conto loro e chiamano la pezza “Ständer” (che tra le altre cose significa supporto, sostegno) o anche più direttamente “Dreieck”, ossia triangolo.
Il giron dà origine alla partizione detta rispettivamente gironné, jironado, gyronny e geständert.
E l’italiano? Il Ginanni traduce correttamente “grembo”, ma qualcun’altro in vena di esotismi, usa “gherone” come prezioso francesismo, andando a scontrarsi col preesistente gherone, e il gioco è fatto. I due convivono e vengono considerati sinonimi, non senza qualche ragione, vista la vicenda. Calandrino alzossi i gheroni della gonnella, e non i grembi. Tuttavia, in considerazione di come è nata la confusione e posta la mia inesistente autorevolezza, penso che grembo, visto che esiste ed è in uso, sia il termine araldico italiano più pertinente.
Per rendere le cose semplici Del Piazzo, che certamente l’araldica la sa, dice che Girone è cattivo sinonimo di Grembo, che Grembo (Insegne e Simboli, p. 527 e p.1037) è sinonimo di Gherone, ma più avanti (p. 1051) che è invece un Gherone fatto in un certo modo; che Gherone (p. 1051) è una pezza “composta dall’area del campo che si ottiene da due linee di partizione che si intersecano al centro”. So di sapere poco di araldica e meno di geometria, ma questa definizione mi pare applicabile anche ad un qualsiasi quarto, e alla “pila” e poi alla “punta” (intesa come pezza) e forse ad altre cose.
Crollalanza separa nettamente i due termini che indicano due diverse figure araldiche riservando il termine “gherone” ad un’altra precisa, anche se rarissima, figura che in francese è detta “gousset”. A chiarimento ne dà i connotati: “in forma d’ Y come la pergola, ma dove l’intervallo fra i due bracci è pieno”.
Ora sospendo perchè altri doveri mi premono, ma c’è da dire ancora sulla pergola e sul gherone-gousset.
Un felice e benedetto fine settimana.
Benedicamus Domino.
Fra’ Cesare
Fra Cesare da Serravalle
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"Caritas Christi urget nos"