Vescovi ausiliari...

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Re: vescovi ausil

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 11:30

Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Cari Amici, avevo sperato che la parola di Padre Eusanio potesse offrire a tutti voi una ultimativa sanzione alla definizione della figura alata e mettere fine a quella che appare solo una disputa fra dottori

Hai detto bene, carissimo. "Appare" soltanto una disputa tra dottori: invece è uno scambio tra amici su una questione interessantissima di simbologia e di arte.

(io però, caro carissimo Don Antonio, ho avuto buoni Maestri ma non ho potuto frequentare la Lateranense, come invece la Provvidenza, la lucidità dei tuoi propositi e la brillantezza della mente ti hanno consentito),

...più che alla Lateranense, dove ho conseguito il baccellierato in filosofia, devo esser grato alla Gregoriana, dove ho compiuto gli stuti teologici, e ancor di più all'Istituto Biblico dove mi son specializzato in Sacra Scrittura. Ma sono dell'idea che a parte gli altisonanti nomi delle Istituzioni dove uno può aver conseguito i gradi accademici (e, in ultima analisi, oltre la stessa frequentazione di ambienti universitari), ciò che conta è - accanto al proprio personale studio e alla propria dedizione - la preparazione e la capacità educativa dei proprio Maestri, almeno laddove se ne possono avere. E mi sembra che i tuoi siano stati davvero buoni come dici! Ottimi direi. E la generosità che hai mostrato nell'impegno della tua formazione ben si riflette nella generosità con cui ne metti a disposizione i frutti per i tuoi amici
(omiss.)
La nuovissima figura ancora senza nome merita comunque il più attento ragionare e lo sforzo di tutti gli appassionati frequentatori di questo Forum. Mi sono informato: l’ala degli uccelli è fatta di tre ossa che prendono stranamente lo stesso nome di quelle umane (mi sono documentato anche su quelle): omero, radio, ulna. La corrispondenza col braccio è quindi perfetta. Però è una corrispondenza nella sostanza (attenti, non sto parlando di filosofia) ma non nella forma né nella funzione: da qui un altro nome ed un altro significato, anche in araldica. Inoltre qui abbiamo davanti un semivolo sinistro. Non credo possa essere facilmente definito destrocherio una mano destra unita ad un semivolo sinistro, il quale qui inizia inequivocabilmente al polso.
Con ogni prudente riserva preferisco perciò “mano alata” ad altre denominazioni, rimettendomi comunque e sempre al parere del Venerando Padre Eusanio nella sua autorità di Moderatore e di Maestro.
Un vivo saluto a tutti voi, a te in particolare carissimo Don Antonio, e grazie all’Altissimo per questa giornata che si apre alla speranza.

Un saluto di cuore a te! Unitamente al mio grazie per il dono di questa tua ulteriore riflessione, con cui hai allietato il mio mattino, e che sarebbe poca cosa definir brillante e squisita! Seppure la questione rimane aperta, è accompagnata ormai da tanti e tali spunti da esser da ora motivo di gioia, anche se in attesa di una soluzione definitiva.
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Re: vescovi ausil

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 15:27

antonio p. v. g. ha scritto:
Fra' Cesare da Serravalle ha scritto:Cari Amici, avevo sperato che la parola di Padre Eusanio potesse offrire a tutti voi una ultimativa sanzione alla definizione della figura alata e mettere fine a quella che appare solo una disputa fra dottori
Hai detto bene, carissimo. "Appare" soltanto una disputa tra dottori: invece è uno scambio tra amici su una questione interessantissima di simbologia e di arte.

O confratelli, sapete meglio di me quanto assorba (e in ogni senso) la cura delle anime.

E non vi sarà sfuggito che, mio malgrado, di recente ho potuto poco intervenire ovunque nel forum, non solo in questo più "nostro" spazio.

Gravi impegni spirituali mi hanno finalmente lasciato ora il tempo di accogliere il vostro garbato invito.

E colgo l'occasione che la vostra squisitezza mi porge, per scusarmi dell'involontaria assenza con tutti i colleghi ed amici.

Circa l'oggetto del topic, proprio l'altro giorno mi sovveniva alla mente questa strana figura.

E mi chiedevo: per figure "strane" come questa, in che misura la "stranezza" dipende dalla perizia dell'artefice?

Un disegnatore la cui abilità è, in questo caso, fuori discussione: come avete certamente inteso, la domanda va intesa nel suo carattere più generico e generale.

Vogliamo parlarne?

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 16:05

Intendi dire, caro Frate di Ocre, mio Maestro, che per descrivere in modo corretto la nostra figura, dovremmo entrare nel mistero della sua "stranezza", mistero che, in ultima analisi, soltanto dal committente potrebbe esser svelato? In altri termini, prima dovremmo capirne il significato e poi potremmo fornirne l'esatta definizione blasonica?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 16:32

La tua domanda, forse, è soltanto la prima di una serie.

Seconda: trattandosi di figura insolita e strana, quanta parte della sua stranezza è insita in essa, e quanta dipende dalle difficoltà che l'artefice incontra prima nel comprenderla, e poi nel realizzarla?

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 16:55

Caro Frate, mi sembra di esser tornato ai banchi dell'Università, poichè si dice dei nostri confratelli gesuiti - per i quali tu sai io ho il massimo rispetto e la più vera gratitudine, essendomi teologicamente (e direi "mentalmente", in genere) formato alla loro scuola - che rispondano a una domanda con un'altra domanda. Il che credo sia vero (al di là di ogni possibile battuta) nell'insuperabile loro metodo di insegnamento: una domanda ne porta sempre altre con sé; e una vera domanda è solo quella che più che fornir risposte rende capace di altre domande, ovvero di un maggior desiderio di ricerca.
Bene! Ti ringrazio per aver richiamato questo fondamentale metodo gnoseologico.
Venendo dunque alla seconda domanda, non conoscendo il confine tra la stranezza insita nella figura e quella invece dipendente dalla difficoltà della di essa comprensione e realizzazione da parte dell'artista, potremmo dire che è più ragionevole pensare alla "trasformazione" di una figura in un'altra, piuttosto che all'assemblaggio di due figure pre-esistenti e chiaramente identificabili? Il che equivarrebbe a dire: è più facile pensare all'idea originaria di un braccio reso in forma di ala, piuttosto che di una mano assemblata con l'arto di un eccello? Oso dire una follia: in presenza di una "stranezza", la miglior spiegazione può esser quella più... strana? Quindi la trasformazione simbolico-artistica di una figura in una nuova, piuttosto che la creazione di una figura da altre due?
Spero di non aver detto stranezze, né di aver fatto troppa confusione... :oops:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 17:01

antonio p. v. g. ha scritto:una vera domanda è solo quella che più che fornir risposte rende capace di altre domande, ovvero di un maggior desiderio di ricerca.

A volte, infatti, le domande migliori son quelle che restano senza risposta...

è più ragionevole pensare alla "trasformazione" di una figura in un'altra, piuttosto che all'assemblaggio di due figure pre-esistenti e chiaramente identificabili? Il che equivarrebbe a dire: è più facile pensare all'idea originaria di un braccio reso in forma di ala, piuttosto che di una mano assemblata con l'arto di un eccello? Oso dire una follia: in presenza di una "stranezza", la miglior spiegazione può esser quella più... strana? Quindi la trasformazione simbolico-artistica di una figura in una nuova, piuttosto che la creazione di una figura da altre due?

Solo la consapevolezza dei sicuri moventi della figura strana permetterebbe di risponderti.

O tertium datur?

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 17:13

Forse una terza possibilità è data.
In attesa di conoscere i sicuri moventi della figura - o in assenza di questi - si può descrivere la stessa in modo esteso, senza ricorrere a neologismi blasonici accettabili ma insicuri.
Che ne dici di:
D'azzurro, alla mano destra cimata da un semivolo sinistro e tenente un pastorale rivolto posto in banda, accompagnato in capo da una stella a otto raggi, il tutto d'oro. ? (Tanto per rimanere in tema di domande...) :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 17:23

Cimata? :shock:

Ebbene sì, è 8) un'altra domanda. :lol: :wink:

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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 17:28

Infatti il termine "cimata" non mi pare esattissimo. :roll:
Era già emerso dal fruttuoso scambio con Fra' Cesare.
Ma non saprei trovarne uno migliore...
Puoi suggerirmene uno tu? (altra domanda :mrgreen: )
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 17:49

Conosci lo stemma dei veneziani Malipiero? 8)

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Messaggioda Guido5 » lunedì 4 febbraio 2008, 18:12

Reverendi amici,
una domanda la faccio anch'io a fra Cesare: se la mano è destra (che è così come si vede) perché mai l'ala sarebbe sinistra?
Immagine
Sul piano anatomico le sue considerazioni sono invece ineccepibili, come mostra la figura. Sono le ossa in alto che corrispondono a quelle della mano umana.

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 18:37

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Conosci lo stemma dei veneziani Malipiero? 8)

Se non sbaglio lì troviamo una mano d'aquila. Ma, come già detto in questa discussione, dovrebbe esser cosa ben diversa dalla nostra immagine... 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 4 febbraio 2008, 18:56

antonio p. v. g. ha scritto:Se non sbaglio lì troviamo una mano d'aquila. Ma, come già detto in questa discussione, dovrebbe esser cosa ben diversa dalla nostra immagine... 8)

Non diversa.

Diversissima.

Pur facendo entrambe parte dei mostri (nel senso latino del termine) addomesticati che tanto contribuiscono a dar senso e valore alla nostra amata araldica.

E con la significativa differenza che la mano d'aquila ha da tempo acquisito il suo posto nella terminologia blasonica italiana.

Rendo 8) l'idea?

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Messaggioda Guido5 » lunedì 4 febbraio 2008, 20:47

Caro fra Eusanio,
se ho ben capito vuoi dire che la "mano d'aquila"
Immagine
anche se è un assurdo dal punto di vista logico e grafico non solo "suona" bene ma rende l'idea al punto che è accettata nelle principali lingue neolatine (italiano, francese e spagnolo) mentre tedeschi e inglesi guardano più in basso...

Ciao a tutti!
Guido5
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Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 4 febbraio 2008, 20:57

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto:Se non sbaglio lì troviamo una mano d'aquila. Ma, come già detto in questa discussione, dovrebbe esser cosa ben diversa dalla nostra immagine... 8)

Non diversa.

Diversissima.

Pur facendo entrambe parte dei mostri (nel senso latino del termine) addomesticati che tanto contribuiscono a dar senso e valore alla nostra amata araldica.

E con la significativa differenza che la mano d'aquila ha da tempo acquisito il suo posto nella terminologia blasonica italiana.

Rendo 8) l'idea?

Ah! Frate mio! :( Ho paura di non afferrare, almeno non al volo :wink: , l'idea!
Poco sopra io stesso affermavo:
Potrebbe ben esser che il titolare dello stemma si sia ispirato alla particolarissima figura della mano d'aquila di cui fai menzione, carissimo. Ma anche lì, noi parliamo impropriamente di "mano" per indicare un artiglio destro cimato da un semivolo sinistro. Credo che a maggior ragione qui potremmo parlare di destrocherio alato invece che usar la più estesa espressione mano destra cimata da un semivolo sinistro.

Il massimo che potrei ora capire da questa tua riflessione, è che potremmo dare alla nostra figura un nome in cui pure c'entra la specificazione d'aquila.
Ma non certo potremmo chiamare la nostra figura allo stesso modo di quella ormai "consacrata" dalla terminologia blasonica... Come chiamarla allora? :roll:
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