Fritz ha scritto:Cari colleghi,
confermo il mio sostanziale agnosticismo per quanto riguarda la revisione del linguaggio araldico

.
Tempo fa avevo fatto una domanda alla quale solo uno di voi aveva dato una risposta.
La ripropongo: a vostro parere, quale associazione, ente, gruppo di studio, circolo culturale, dipartimento universitario, avrà mai l'autorevolezza
condivisa per proporre e far accettare una modernizzazione del linguaggio araldico?
Mi pare di capire che, in anni tutto sommato "araldicamente regolamentati" come la fine Ottocento e la prima metà del Novecento, questo non si sia realizzato.
Non è il mio campo di interesse e dunque potrei aver detto una "castroneria"

Cari saluti
Interessante domanda, purtroppo mi era sfuggita. Non sono sempre sul forum perchè la gestione delle associazioni mi impedisce di partecipare attivamente alle vostre discussioni, ma qui ci sono 3 amministratori e 6 moderatori che seguono le discussioni.
Solo ora da uno di loro sono stato allertato per rispondere al quesito.
Ma veniamo alla domanda...
1) Quante persone in Italia studiano l'araldica? Sarebbe interessante fare un conto visto che poi non sono molte...
2) Quante di queste persone hanno pubblicazioni che si dicono "araldiche"?
3) Quanti hanno una formazione universitaria? E qui scendiamo vistosamente...
4) Quante di queste persone hanno seguito corsi accademici di araldica? Pochissimi...
5) Quanti di coloro che si interessano di araldica si sono laureati con una tesi specifica su questa materia? Mah...
6) Quante persone riferite ai punti 4 e 5 hanno pubblicazioni di araldica? Un numero che definire raro è esagerare.
Ma ci si può ancora chiedere:
a) quanti di tutti coloro che sono indicati in questi punti hanno un confronto internazionale di livello accademico?...
b) Quanti di costoro oltre ad avere un confronto partecipano ad incontri scientifici a livello internazionale? Gli italiani sono praticamente assenti!
Per me solo coloro che sono indicati ai punti a e b (se hanno un background compreso nei punti 4-5) possono avere diritto di parola per riformare un linquaggio come quello araldico, in un Paese dove l'araldica è in agonia da almeno 60 anni...
Ci vorrà del tempo, ma si arriverà a parlare il linguaggio del nostro tempo anche in araldica, spero solo che succeda prima che questo linguaggio sia di nuovo vecchio...
Ma queste persone che vogliono migliorare l'approccio e la sostanza di questa materia, non è detto che siano sui forum che si occupano di Scienze Documentarie della Storia.
Negli incontri internazionali si parla molto di rendere attuale questo linguaggio... e spero vivamente che l'epoca dei dilettanti, degli improvvisati che impongono dogmi oggi (come è stato in passato) sia finita, o meglio ostacolata in ambito scientifico...
Con i criteri che ho esposto, l'IAGI dal 2009 pensa di creare un gruppo ristretto di studiosi che periodicamente si riuniscano per dare idee al miglioramento di questa disciplina.
Pier Felice degli Uberti