Pianeta antica

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Pianeta antica

Messaggioda anargiro » martedì 29 gennaio 2008, 23:03

Digitando Piviale nel sito di ebay, mi è apparso un'inserzione sicuramente insolita. La vendita di una pianeta, che penso debba ritenersi ottocentesca con uno stemma cardinalizio cucito sopra.

Immagine

E' possibile risalire al vero propietario?
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Messaggioda FML » martedì 29 gennaio 2008, 23:47

Il proprietario del manufatto su cui è ricamato lo stemma da te mostrato, gentile Davide, fu certamente un cardinale. Il galero rosso a trenta nappe (15 per lato) che timbra lo scudo in questione, infatti, non sembra lasciare dubbi in proposito.

Al momento non saprei dirti altre cose.

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 30 gennaio 2008, 0:02

Zaccheo ha scritto:Il proprietario del manufatto su cui è ricamato lo stemma da te mostrato, gentile Davide, fu certamente un cardinale. Il galero rosso a trenta nappe (15 per lato) che timbra lo scudo in questione, infatti, non sembra lasciare dubbi in proposito.

Al momento non saprei dirti altre cose.

Forse questo, carissimo Ferrante, lo aveva capito anche il nostro Davide, parlando di "pianeta... da ritenersi ottocentesca con uno stemma cardinalizio". :wink:
Certo, la ricerca può esser circoscritta dall'ipotetico periodo della confezione di questo ricco e pregevole manufatto. Anch'io mi muoverei sulla datazione proposta da te, gentile Davide. Arriverei al massimo fino agli anni 20 o 30 del secolo scorso.
Sarebbe interessante capire quale sia esattamente la figura animale nel 2°: un cane? un toro? ... :roll: si direbbe comunque collarinato e tenente qualcosa che sembrerebbe un sacco.
Mettiamoci alla ricerca. Troveremo notizie più precise. :)
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Messaggioda FML » mercoledì 30 gennaio 2008, 0:57

Sì, sembrerebbe anche a me un "levriero" o un "toro", gentile Antonio. Anche se, a mio avviso, l'altra figura più che un "sacco" potrebbe essere un "monte" o comunque un sasso su cui l'animale si poggia con le zampe anteriori.

Ciao :)!

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Messaggioda anargiro » mercoledì 30 gennaio 2008, 10:54

Penso che l'animale in questione sia quasi certamente un cane, anche se a primo acchito sembrava fosse un capretto. Comunque è interessante notare come la pianeta proposta in vendita sia ben conservata.
A me sembra possibile scorgere, dalle altre foto, un intervento di restauro dove i ricami sono stati stagliati e ricuciti su un nuovo supporto.
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Re: Pianeta antica

Messaggioda FML » mercoledì 30 gennaio 2008, 13:45

anargiro ha scritto:Immagine

E' possibile risalire al vero propietario?

Gentile Davide,
lo stemma ricamato proposto è quello di Prospero Caterini (1795-1881), creato Cardinale diacono del titolo romano di Santa Maria della Scala nell'anno 1853 dal Beato Pio IX.
Il Card. Caterini era nato a Onano (VT), nella Diocesi di Acquapendente, da Francesco e Maria Domenica Pacelli, prozia di Eugenio Pacelli, divenuto papa Pio XII.

Immagine
Card. Prospero Caterini

Lo stemma visibile nell'immagine si potrebbe così blasonare: "d'azzurro, al levriero rampante, collarinato di (...) e poggiante con le zampe anteriori su un monte di tre cime all'italiana, il tutto d'argento e sostenuto da una pianura di verde; al capo di rosso, caricato da tre stelle di otto raggi d'oro, sostenuto da una fascia ridotta e centrata d'argento".

Spero che le notizie ti siano utili e, soprattutto, che :wink: riesca ad acquistare la "pianeta" in questione.

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Messaggioda mcs » mercoledì 30 gennaio 2008, 13:55

Gent.mi tutti :P ,

ho osservato attentamente le foto in questione, anche ingrandendole nel tentativo di ditinguere al meglio la metodologia dei ricami: direi che la ricchezza dei decori, la tipologia e la disposizione dei fregi, ci fanno ricondurre il manufatto intorno alla seconda metà dell'ottocento.
Chi eseguiva questi mirabili lavori, erano soprattutto le monache e posso assicurarvi che realizzavano delle vere e proprie oper d'arte certosina :D !
Si distingue una parte di ricamo realizzata con filo d'oro che a seconda dei punti utilizzati (pieno, rasato, stuoia, ecc.), assume dei riflessi che inducono a credere che non si tratti nemmeno dello stesso filato!
Inoltre, azzarderei che vi sono dei "petali" e dei motivi realizzati con l'applicazione di tessuti dorati "cuciti", delineati ed arricchiti con il ricamo.
Ovviamente visti con la definizione delle foto messe in rete, potrebbero trarre in inganno...ma solo fino ad un certo punto! Mi sentirei quasi nella certezza di escludere "ritagli".
E' altresì vero che esistono come in tutti i campi i falsi e le copie...in ogni caso, sarebbero di ottima qualità :wink: !

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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 30 gennaio 2008, 14:03

Anch'io escluderei "ritagli", secondo quella che è detta comunemente tecnica di "riporto". La pianeta sembra intatta nella sua forma originale. Quindi contemporanea del Cardinale individuato da Ferrante, e con tutta sicurezza al Cardinale appartenuta.

P.S. Cara MC, ti vedo molto preparata in materia di ricami... Semmai trovassi del tempo libero, da passar in questa rispettabilissima forma d'arte... saprei come aiutarti a trovar occupazione!
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Messaggioda Tilius » mercoledì 30 gennaio 2008, 14:42

Più che di "proprietario", nel caso di questi sontuosi paramenti sacri é generalmente più corretto parlare di "donatore".
Lo stemma indica di solito il prelato che ha commissionato i paramenti e ne ha quindi fatto dono a qualche chiesa o santuario (chiesa usualmente connessa all'ufficio del religioso: cardinale titolare di quella chiesa, giuspatronato di famiglia o anche semplicemente parroco di quella chiesa...), in modo che diventasse definitivamente parte del corredo di paramenti di proprietà di questi luoghi sacri.
Ovviamente ci sono anche le eccezioni, dove i paramenti non vengono assegnati a una chiesa ma rimangono di proprietà della famiglia (assegnati a una cappella privata?), oppure ritornano in mani private per le misteriose vie del mercato antiquariale.
Sarebbe interessante appurarne la provenienza.
Il venditore dice che rilascierà foglio a riguardo.

PS: complimenti per la brillante e rapidissima e assolutamente convincente identificazione del porporato! :D
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 30 gennaio 2008, 15:20

Tilius ha scritto:Più che di "proprietario", nel caso di questi sontuosi paramenti sacri é generalmente più corretto parlare di "donatore".
Lo stemma indica di solito il prelato che ha commissionato i paramenti e ne ha quindi fatto dono a qualche chiesa o santuario (chiesa usualmente connessa all'ufficio del religioso: cardinale titolare di quella chiesa, giuspatronato di famiglia o anche semplicemente parroco di quella chiesa...), in modo che diventasse definitivamente parte del corredo di paramenti di proprietà di questi luoghi sacri.

Più che "generalmente più corretto", direi che può esser "anche corretto" parlare di donatore. Di fatto venivano realizzati dei veri e propri parati (quindi pianeta + piviale + 2 dalmatiche o tunicelle) con lo stemma del prelato che ne faceva uso. Poi questi chiaramente divenivano parte del corredo - come da te giustamente osservato - della chiesa connessa all'ufficio del religioso. C'erano (ci sono tutt'ora) anche i casi di paramenti con stemma, lasciati in dono (talvolta creati appositamente) dal titolare in un determinato luogo di culto o istituzione religiosa. Ho avuto modo di vederne diversi nel Pontificio Seminario Romano Maggiore: doni offerti da ex-alunni al Seminario dove si erano formati al sacerdozio. Spesso, simili donazioni sono importanti testimonianze araldiche, oltre che vere e proprie opere d'arte.
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Messaggioda FML » mercoledì 30 gennaio 2008, 15:45

Tilius ha scritto:Più che di "proprietario", nel caso di questi sontuosi paramenti sacri é generalmente più corretto parlare di "donatore".
Lo stemma indica di solito il prelato che ha commissionato i paramenti e ne ha quindi fatto dono a qualche chiesa o santuario....

Sarebbe bello se, in seno alla Chiesa, ogni oggetto liturgico di uso privato potesse prima o poi tornare a far parte del bene comune.

A tal proposito desidero condividere con voi la bella descrizione della Chiesa di Gerusalemme offerta dal testo degli Atti degli Apostoli (2,42-44): “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera. (…) Tutti coloro che erano divenuti credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune”.

Ferrante

P.S. - Garzie per i complimenti, immeritati.
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Messaggioda Tilius » mercoledì 30 gennaio 2008, 15:50

antonio p. v. g. ha scritto:
Tilius ha scritto:Più che di "proprietario", nel caso di questi sontuosi paramenti sacri é generalmente più corretto parlare di "donatore".
Lo stemma indica di solito il prelato che ha commissionato i paramenti e ne ha quindi fatto dono a qualche chiesa o santuario (chiesa usualmente connessa all'ufficio del religioso: cardinale titolare di quella chiesa, giuspatronato di famiglia o anche semplicemente parroco di quella chiesa...), in modo che diventasse definitivamente parte del corredo di paramenti di proprietà di questi luoghi sacri.

Più che "generalmente più corretto", direi che può esser "anche corretto" parlare di donatore. Di fatto venivano realizzati dei veri e propri parati (quindi pianeta + piviale + 2 dalmatiche o tunicelle) con lo stemma del prelato che ne faceva uso. Poi questi chiaramente divenivano parte del corredo - come da te giustamente osservato - della chiesa connessa all'ufficio del religioso. C'erano (ci sono tutt'ora) anche i casi di paramenti con stemma, lasciati in dono (talvolta creati appositamente) dal titolare in un determinato luogo di culto o istituzione religiosa. Ho avuto modo di vederne diversi nel Pontificio Seminario Romano Maggiore: doni offerti da ex-alunni al Seminario dove si erano formati al sacerdozio. Spesso, simili donazioni sono importanti testimonianze araldiche, oltre che vere e proprie opere d'arte.


É ovvio che lo stemma apposto su un oggetto denota una pubblica dichiarazione di "possesso", che però (generalmente) voleva essere più un possesso morale che non materiale: più che significare "questo é mio" doveva significare "questo lo ho fatto fare io a beneficio di questa chiesa/santuario/abbazia/basilica/cattedrale/..."
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 30 gennaio 2008, 15:57

Zaccheo ha scritto:Sarebbe bello se, in seno alla Chiesa, ogni oggetto liturgico di uso privato potesse prima o poi tornare a far parte del bene comune.

A tal proposito desidero condividere con voi la bella descrizione della Chiesa di Gerusalemme offerta dal testo degli Atti degli Apostoli (2,42-44): “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera. (…) Tutti coloro che erano divenuti credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune”.

Credo, Ferrante, che questo, per i paramenti di un ecclesiastico, avvenga di fatto con la visita di sorella morte... Tranne qualche paramento che può esser deposto con lui, il resto solitamente rimane tra i beni comuni. E restano gli stemmi a testimoniar la presenza di quel prelato in quella determinata chiesa, o l'amore di quell'altro prelato per quel santuario o seminario o altro istituto religioso. Come pure l'attenzione di un vescovo alla memoria di chi lo ha preceduto nel sacro ministero in una Chiesa particolare. Ne è bellissimo esempio l'uso che recentemente sta facendo, di parati con gli stemmi dei suoi Predecessori, l'amato Benedetto XVI, come abbiam visto in un recente topic.
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Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 30 gennaio 2008, 16:05

Tilius ha scritto:É ovvio che lo stemma apposto su un oggetto denota una pubblica dichiarazione di "possesso", che però (generalmente) voleva essere più un possesso morale che non materiale: più che significare "questo é mio" doveva significare "questo lo ho fatto fare io a beneficio di questa chiesa/santuario/abbazia/basilica/cattedrale/..."

Ottima precisazione! Sono in sintonia con questo tuo pensiero! E te ne ringrazio. Credo anch'io che lo stemma di un ecclesiastico su un paramento dovrebbe esser un segno distintivo di "possesso", ma di un "possesso per".
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Messaggioda mcs » mercoledì 30 gennaio 2008, 16:50

antonio p. v. g. ha scritto:P.S. Cara MC, ti vedo molto preparata in materia di ricami... Semmai trovassi del tempo libero, da passar in questa rispettabilissima forma d'arte... saprei come aiutarti a trovar occupazione!


Carissimo :P ,

ti ringrazio per l'offerta di lavoro :wink: ! Nella vita, non si sa mai :lol: !!!

Lo scorso settembre ho presentato a Bologna una relazione sulla genelogia dei vescovi faentini attraverso le tracce da loro lasciate su manufatti di varia natura, tra cui un quantitativo di paramenti ed arredi che ti lascio immaginare ed, ovviamente, mi sono documentata al riguardo (e non solo per quanto riguarda questa piccola area geografica) :D !

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