Carissima Miss.

Lo stemma che lei molto gentilemnte ha postato è diviso in tre parti: quella superiore, come le hanno illustrato è il cd. capo melitense, poichè riporta la croce argento su sfondo rosso. Spesso si può confondere con quella sabauda, poichè sono uguali. Il capo dello scudo è detto tale perchè è in cima e può essere separato come non separato dal resto dello stemma, ovvero come in questo caso (dove c'è una linea che separa) o indicato generalmente come posto più in alto di uno stemma senza divisioni (legga partizioni).
La seconda zona purtroppo è rovinata e non riesco a leggerla, spero che mi possa dare qualche ulteriore aiuto.
La terza zona interna contiene uno scaccato, ovvero dei quadretti alternati e colorati di rosso e di argento a mò di scacchiera.
Lo stemma ha la foggia, lo stile se preferisce, "accartocciato" cioè con riccioli barocchi. E' "timbrato" (cioè ha in cima a tutto) un elmo che in effetti è quella brutta graticola mal riuscita, che a sua volta, in cima, porta il cimiero. Quest'ultimo termine sta ad indicare quella "pupazza" che si alzava in un torneo per apparire di più. In questo caso la "pupazza" dovrebbe essere una sorta di Giustizia poichè porta in mano una spada (mi pare) ed una bilancia. Intorno allo stemma vi sono dei lambrecchini, parolaccia che indica quegli sprazzi a mò di fiorame colorati in questo caso di rosso e argento, e che, partendo dall'elmo (cioè dalla graticola) scendono ai fianchi dello stemma. Anticamente erano costituiti da pezzi di stoffa mal tagliati che servivano a proteggere il cavaliere dal caldo della "graticola".
In cima a tutto una bella pergamena srotolata a mò di nastro, di colore azzurro, dovrebbe (poichè non si legge) contenere il motto, cioè quella frase che rispecchia un fine particolare, una bella lezione o un aforisma personale o familiare.
Spero di essere abbastanza chiaro.
Con viva cordialità,
MMT