Un momento qui si sta facendo una gran confusione.
I notabili non sono nobili: tant'è vero che se il Crollalanza l'ha usato come termine contrapposto a "nobili" (ha scritto cioè Famiglie nobili e notabili), altrimenti non l'avrebbe riportato. Comunque questo non significa: magari il titolo a Goffredo di Crollalanza piaceva così!
I notabili erano i borghesi, quelli dell'alta borghesia e poco importa che avessero uno stemma! La differenza sostanziale tra i nobili e i notabili è che i primi mantenevano quel determinato status da secoli e secoli, mentre di norma i notabili al massimo risalivano per la loro condizione al massimo di qualche generazione. E' giusto che il Regno abbia tutelato gli stemmi di cittadinanza, poichè era un fenomento esistente, e comunque come come tale ne prendeva atto e li proteggeva da abusi. Tuttavia proprio facendo tale distinzione (quella cioè tra stemmi gentilizi e di mera cittadinanza) stabiliva e ribadiva quella netta separanza che fu sempre tra nobili e meri notabili: i nobili erano censiti scrupolosamente nel Libro d'Oro del Regno. I nobili riconosciuti, ovviamente, ma non dobbiamo confondere i notabili con i nobili NON riconosciuti per motivi loro.
Lorenzo Caratti di Valfrei, esegue una sottile distinzione tra borghesi e notabili dal solo punto di vista araldico, mi spiego: lo stemma di cittadinanza che viene distinto nello schema dall'autore in
Araldica è quello che anticamente la famiglia notabile alzava mentre quello borghese, è quello che oggi un qualsiasi privato cittadino si può inventare e registrare presso un notaio. Alla base dunque c'è una distinzione storica e basta: gli stemmi difatti (sullo schema degli anelli) sono identici, cioè non hanno determinate distinzioni esteriori che li differenziano.
Spero di essere stato chiaro su questa distinzione.
Michele Tuccimei
PS:
fabrizio guinzio ha scritto:Sono comunque sicuro sul fatto che nessuna rivoluzione sia stata fatta da notabili contro nobili
Le dice nulla il nome Danton!?

Era un avvocato (notabile) che andava contro il Re (nobile!)
