Antica rappresentazione di investitura

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda cassinelli » sabato 26 gennaio 2008, 22:30

La ringrazio per la precisazione.

A quando risalirebbe, allora, questo disegno? Raffigura un Cavaliere del Santo Sepolcro con mantello bianco e Croce Quintuplice.


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Messaggioda Antesterione » domenica 27 gennaio 2008, 3:05

Alla interessante carrellata, della quale avevo già avuto modo di vedere alcune immagini (interessanti quelle che riprendono il tema trattato un'altra volta, dell'ordine di S. Caterina di Betlemme e dell'Ordine del Santo Sepolcro, il tutto in campo bianco), e per il quale ringrazio il confratello Cassinelli, aggiungo una riflessione, non per non rispondere alla Sua domanda, bensì per sottolineare lo spirito che si evince nel Suo entusiasta ed apprezzato appello a sempre vivere con passione la propria appartenenza, aggiungerei, guardando alle radici, guardando al futuro e soprattutto guardando al presente, in cui l'Ordine pienamente "E'" quel che molte "istituzioni" che si rifanno memorialmente anche ad ordini esistenti nel passato, vorrebbero essere e non sono; e che per impossibilità dovuta a vari fattori anche storici o per attaccamento al passato, si trovano a non poter assecondare pienamente ed istituzionalmente, come Ordini Cavallereschi, il volere della Chiesa di Oggi.
Ma per l'OESSJ è il caso di sottolineare il motto... "Dio lo vuole", e così sia.

L'ordine infatti è l'unico "Ordine Cavalleresco Crociato" a difesa di Gerusalemme, oggi, con la cultura ed i mezzi presenti, assegnato a questa missione direttamente dalle Loro Santità i Pontefici. E ciò non per auto investitura, fantasie, autonome iniziative o attaccamento ad un passato non più ripetibile, ma per documenti e fatti, per obbedienza alla Chiesa di Cristo, per promessa fatta e impegno di vita.

Quel che i Cavalieri -erano-, sono, quel che -saranno-, sono. Così in sintesi dice il diploma, così è. Il tutto con impresso il Sigillo di Nostro Signore Risorto; non un semplice simbolo, bensì un sigillo che solo dalla piena appartenenza alla Chiesa di Cristo, dalla volontà dei Pontefici, assume la legittimazione di un sigillo impresso da Nostro Signore stesso, poi controfirmato dalla Segreteria di Stato del Vaticano, nonché dal Gran Magistero dell'Ordine Cavalleresco.

Con simpatia,

Andrea
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Messaggioda cassinelli » domenica 27 gennaio 2008, 18:42

Desidero ritornare sull'argomento "mantello bianco con croce quintuplice rossa", riportando alcune pagine dal saggio "L'origine dell'Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro", scritto nel 1594 da Giacomo Bosio, così come pubblicato nel volume "I Cavalieri del Santo Sepolcro" di Arrigo Pecchioli.

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Messaggioda miss hompesch » lunedì 28 gennaio 2008, 1:05

"...Era l’habito di questi religiosi Cavalieri, un Manto bianco, sopra del quale era cucita una Croce, o per dir meglio, cinque Croci rosse.
Le quali cinque Croci, erano da loro portate in memoria, e riverenza delle cinque piaghe del Signor nostro Giesù Christo.....Questi religiosi cavalieri, dopo che i Christiani discacciati furono dalla Terra Santa, si ritirarono in Italia, e fissero la residenza del Convento loro, nella Città di Perugia, dove habitarono i loro Maestri, nella Casa, e nella Chiesa di San Luca, ch’essi chiamarono Archipriorato, il qual’hoggidì è Commenda di questa Sacra Religione. E quivi se ne stettero, fin’al tempo di papa Innocenzo Ottavo, el quale, con certi patti, e conditioni, fu conchiusa, e stabilita l’Unione di quella religiosa cavalleria, con questa Sacra, & Illustrissima Militia di San Giovanni Gierosolimitano, essendo stati, per tal’effetto, deputati dal Gran Maestro Fra Pietro d’Aubusson, ch’all’hor’ viveva, e dal Convento di Rodi, certi Cavalieri di quest’habito, per trattare, e conchiudere la detta Unione, con l’ultimo Maestro dell’Ordine di San Sepolcro, Fra Battista de’ Marini, à cui fù poi data la Dignità della Gran Croce di questa Sacra Religione, per ornamento della sua Persona. La qual Unione, fù poi confermata, & approvata dal suddetto pontefice Innocenzo Ottavo […]"

Tratto da: Giacomo Bosio, Historia della sacra religione et illustrissima militia di san Giovanni gerosolimitano, Roma 1594, libro V pp.162-164.

E se lo dice il Bosio nel 1594 vuol dire che l'abito fu sempre quello!!
Credo sia la fonte storiografica più antica su quest'Ordine.
Dopo la perdita di Gerusalemme i Cavalieri del Santo Sepolcro si rifugiarono certamente in Italia ma prima di fondare l’arcipriorato di Perugia, la loro sede fu Barletta.
A Barletta è attestata una chiesa dedicata al Santo Sepolcro preesistente al 1138 nella quale si insediarono i canonici di questa comunità e di cui sin dal 1168 si conosce il nome di un canonicus … et humilis prior ecclesie Baroli, un tale Azio.
miss hompesch
 

Messaggioda L.de Bellis » lunedì 28 gennaio 2008, 10:06

Nel giorno 3 delle none di novembre..obiit venerabilis dominus Randulfus, Patriarcha jerosolimitanu de ordinis fratrum predicatorum.

Cosi viene ricordata nel calendario obituario custodito nella Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, la morte di Randulfo di Grandeville, custode dei cimeli portati dai Canonici Regolari di Gerusalemme rifugiatisi a Barletta.Fu Patriarca sino al 1304.

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 28 gennaio 2008, 13:21

miss hompesch ha scritto:"...Era l’habito di questi religiosi Cavalieri, un Manto bianco, sopra del quale era cucita una Croce, o per dir meglio, cinque Croci rosse.
Le quali cinque Croci, erano da loro portate in memoria, e riverenza delle cinque piaghe del Signor nostro Giesù Christo.....Questi religiosi cavalieri, dopo che i Christiani discacciati furono dalla Terra Santa, si ritirarono in Italia, e fissero la residenza del Convento loro, nella Città di Perugia, dove habitarono i loro Maestri, nella Casa, e nella Chiesa di San Luca, ch’essi chiamarono Archipriorato, il qual’hoggidì è Commenda di questa Sacra Religione. E quivi se ne stettero, fin’al tempo di papa Innocenzo Ottavo, el quale, con certi patti, e conditioni, fu conchiusa, e stabilita l’Unione di quella religiosa cavalleria, con questa Sacra, & Illustrissima Militia di San Giovanni Gierosolimitano, essendo stati, per tal’effetto, deputati dal Gran Maestro Fra Pietro d’Aubusson, ch’all’hor’ viveva, e dal Convento di Rodi, certi Cavalieri di quest’habito, per trattare, e conchiudere la detta Unione, con l’ultimo Maestro dell’Ordine di San Sepolcro, Fra Battista de’ Marini, à cui fù poi data la Dignità della Gran Croce di questa Sacra Religione, per ornamento della sua Persona. La qual Unione, fù poi confermata, & approvata dal suddetto pontefice Innocenzo Ottavo […]"

Tratto da: Giacomo Bosio, Historia della sacra religione et illustrissima militia di san Giovanni gerosolimitano, Roma 1594, libro V pp.162-164.

E se lo dice il Bosio nel 1594 vuol dire che l'abito fu sempre quello!!
Credo sia la fonte storiografica più antica su quest'Ordine.
Dopo la perdita di Gerusalemme i Cavalieri del Santo Sepolcro si rifugiarono certamente in Italia ma prima di fondare l’arcipriorato di Perugia, la loro sede fu Barletta.
A Barletta è attestata una chiesa dedicata al Santo Sepolcro preesistente al 1138 nella quale si insediarono i canonici di questa comunità e di cui sin dal 1168 si conosce il nome di un canonicus … et humilis prior ecclesie Baroli, un tale Azio.


Gentile Miss Hompesch,

al momento la più autorevole raccolta di studi e saggi condotti con senso critico e metodo storiografico moderno, e, nota bene, editi a cura dello stesso Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme ("Militia Sancti Sepulcri, Idea e Istituzioni. Atti del colloquio internazionale a cura di K. Elm e C. Fonseca, Città del Vaticano 1998, con indirizzo di saluto del Gran Maestro Card. Furno, pubblicazione a cui rimando), presentano in modo molto dubbio l'esistenza di un "Ordine" del Santo Sepolcro", come una compagine monastico-cavalleresca simile ai Giovanniti o ai Templari. Ecco un passo piuttosto significativo dalla suddetta pubblicazione :

«L'Ordine Equestre del Santo Sepolcro non è - come vorrebbe una letteratura prevalentemente acritica - un ordine cavalleresco fondato nel XII o addirittura nel secolo IV, paragonabile ai Templari o Giovanniti, bensì un'associazione laica, sorta indipendentemente dal Capitolo del Santo Sepolcro e sottoposta nel corso della sua storia, a numerose trasformazioni. La sua origine risale alla consuetudine del pellegrini gerosolimitani - istituitasi già al tempo delle crociate ma documentata continuamente solo dal 1336 in poi - di farsi creare cavalieri o di rinnovare la collatio già ricevuta altrove»

La pubblicazione in parola tende inoltre a scindere i cavalieri da quello che fu il Capitolo dei Canonici del Santo Sepolcro

Resta un fatto che, a differenza degli altri celebri Ordini Giovanniti, Templari e Teutonici, NON esistano testimonianze iconografiche certe ed inoppugnabili della raffigurazione di un abito o mantelli dei cavalieri del Santo Sepolcro anteriori al XVI s. e, a mio parere personale, anche le notazioni del Bosio appartengono ad un epoca alla quale l'araldista avveduto, abituato alle tante favole barocche, non può che guardare con una qualche attenzione.

Saluti cordiali

FJVT
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Messaggioda miss hompesch » lunedì 28 gennaio 2008, 13:47

La ringrazio anche perchè conosco molto bene il testo da Lei citato che rimane ancora oggi l'unico punto di riferimento per chi studia scientificamente questo Ordine.
E proprio per questo motivo fu realizzato quel Convegno come si legge nelle note introduttive poichè manca ancora una "storia dell'Ordine" esaustiva e precisa.
I problemi storiografici su questo Ordine sono molteplici e vanno in direzioni diverse: mi permetto di segnalarLe un altro grande e valente contributo sull'argomento:
"Militia Christi" e Crociata nei secoli XI-XIII, Atti della undicesima settimana internazionale di studio (Mendola, 28 agosto - 1 settembre 1989), Milano 1992.

Ed ancora:
G. MORONI, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, Venezia 1844; E. DE ROZIÈRE, Cartulaire de l’église du Saint-Sepulcre de Jerusalem, Paris 1894 ; A. VISCONTI, L’Ordine del Santo Sepolcro nella storia e nel diritto, Milano 1930; M. HERESWITHA – K. ELM, voci corrispondenti in Dizionario degli Istituti di Perfezione, Roma 1988, vol. II, pp. 148-151 e vol. VIII, pp. 934-938; J.-P. DE GENNES, Les Chevaliers du Saint-Sépulcre, Hérault, Paris 1995.

E qualche mia pubblicazione che non cito poichè preferisco mantenere l'anonimato.
Secondo quanto ci tramanda la tradizione, l’Ordine del Santo Sepolcro fu fondato da Goffredo di Buglione, immediatamente dopo la liberazione di Gerusalemme a seguito della prima crociata, nel 1099 . Ma questa tradizione ormai non è più accettata dalla storiografia scientifica sull'argomento.
A quest’epoca, però, è ancora prematuro parlare di Ordine in senso stretto, si trattava di una prima strutturazione che prevedeva una ventina di canonici regolari che, nel 1114, ricevettero dal patriarca di Gerusalemme la regola di sant’Agostino e che, nel 1122, Papa Callisto II confermò.
Il loro compito era quello di sovrintendere alle funzioni liturgiche nella chiesa del Sepolcro di Cristo, distinguendosi dai frati dell’Ospedale a cui era demandato il servizio di carità verso gli ammalati e poveri.
In una seconda fase organizzativa, con la generale attenzione alla funzione di protezione dei pellegrini da parte degli Ordini religioso-militari, anche tra i sansepolcrini si costituì un corpo armato di trenta cavalieri, reclutati dal patriarca di Gerusalemme tra i crociati rimasti sul posto, destinati alla sorveglianza e alla difesa della più importante chiesa gerosolimitana.
Non si tratta di un ordine militare in senso stretto. Sono cavalieri al servizio del Santo Sepolcro, sotto la tutela dei canonici e del loro priore ed è verosimile che proprio tra questi armati che furono reclutati i primi Templari .
Dopo la perdita e la successiva espulsione dai Luoghi Santi di Cristo, i cavalieri del Santo Sepolcro si rifugiarono in Italia, prima a Barletta e poi nell’Arcipriorato di San Luca di Perugia, dove stabilirono il loro Convento, abbandonando progressivamente la loro funzione militare.
Il 28 marzo 1489, per effetto della bolla Cum solerti meditatione, papa Innocenzo VIII soppresse quest’Ordine, unendolo all’Ordine gerosolimitano, a cui fu legato tutto il patrimonio sansepolcrino.
All’ultimo Maestro Generale dell’Ordine del San Sepolcro fra’ Battista de Marini fu concessa la dignità di Gran Croce dell’Ordine rodigino e la sua dignità passò al Gran Maestro gerosolimitano.
miss hompesch
 

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 28 gennaio 2008, 14:58

Gentile Miss Hompesch,

grazie per le Sue utili note, mi fa piacere che anche Lei conosca quel testo e grazie per le segnalazioni bibliografiche sullo stesso tema che, alcune mancanti, spero di poter rintracciare.
Peccato che il Suo anonimato mi lasci privo di un ulteriore lavoro sull'argomento ma, comprendo la situazione :wink: ...

A suo tempo, per il fascino dell'araldica degli Ordini e degli stati latini di Terrasanta, mi ero appassionato a questo tema. A memoria mi par di ricordare che vi siano attestazioni iconografiche anteriori al XV s. - ma dovrei andare a scartabellare tra i faldoni ove ho ammassato tutto quanto avevo raccolto in quel periodo! - raffiguranti i Canonici del S. Sepolcro con un mantello con la Santa Croce, ovvero la croce a due braccia, da cui i cronisti di Terrasanta - adesso non ricordo se Fulcherio o il Tesoriere :roll: - facevano derivare la stessa croce dei Templari. Del resto anche sui primi sigilli Giovanniti è quella croce a comparire.

La stessa comparsa della croce di Gerusalemme, come Lei certo già saprà, come insegna del Regno sembrerebbe piuttosto tarda comparendo sul celebre cofanetto di Luigi IX al Louvre identificato dal Pinoteau

Grazie e a presto,

FJVT
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Messaggioda miss hompesch » lunedì 28 gennaio 2008, 15:15

Il riconoscimento delle croci e la loro attribuzione agli Ordini è un problema molto particolare: è questo il motivo per il quale in altro luogo di questo forum avevo aperto un topic intitolato "La croce".
Così come è molto particolare capire quale fosse il reale abbigliamento dei Cavalieri di qualsiasi Ordine.
Ma il Medioevo è fatto di simboli e, pertanto, è certo che si distinguevano gli uni dagli altri in qualche modo.
Va anche detto che il Bosio è un ottimo storico, attento e prezioso, minuzioso e coinvolto con molta passione su questi argomenti: è un punto di riferimento e non a caso, tutti coloro che scriveranno dopo fanno riferimento al Bosio.
Proprio per questo credo che si può verosimilmente accettare ciò che il Bosio scrive poichè nel 1594 anche la tradizione e le memorie erano più vicine e si potevano interpretare in maniera diversa.
L'evoluzione del simbolo di ogni "croce" e ciò che andò a rappresentare è un tipo di ricerca che mi affascina come ho scritto altrove ma non ho il tempo di poter realizzare anche perchè si tratterebbe di mettere sù un gruppo di ricerca composto da esperti di varie discipline fra loro affini e, comunque, provenienti da ogni parte del globo.
Troppo ambizioso ma sarebbe fantastico se fosse realizzato.
Le giungano i miei saluti
miss hompesch
 

Messaggioda cassinelli » lunedì 28 gennaio 2008, 22:34

Gentile Franz Joseph von Trotta,

ecco un estratto da "Militia Sancti Sepulcri - Idea e istituzioni", dove - a pag. 457 - si fa riferimento al carattere militare dell'Ordine, e alla sua partecipazione a molte gesta militari nel corso del XII Secolo.

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I ricercatori che hanno partecipato alla stesura degli Atti sono molteplici, e molteplici sono le conclusioni...

Grazie.
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Messaggioda miss hompesch » lunedì 28 gennaio 2008, 23:37

"... anche tra i sansepolcrini si costituì un corpo armato di trenta cavalieri, reclutati dal patriarca di Gerusalemme tra i crociati rimasti sul posto, destinati alla sorveglianza e alla difesa della più importante chiesa gerosolimitana.
Non si tratta di un ordine militare in senso stretto. Sono cavalieri al servizio del Santo Sepolcro, sotto la tutela dei canonici e del loro priore ed è verosimile che proprio tra questi armati che furono reclutati i primi Templari .
Dopo la perdita e la successiva espulsione dai Luoghi Santi di Cristo, i cavalieri del Santo Sepolcro si rifugiarono in Italia, prima a Barletta e poi nell’Arcipriorato di San Luca di Perugia, dove stabilirono il loro Convento, abbandonando progressivamente la loro funzione militare".

Non ho detto cose diverse.
Il problema è proprio lì: dopo il 1200 il carattere militare vero e proprio risulta quasi del tutto evanescente al contrario degli altri Ordini monastico-cavallereschi.
Dopo la capitolazione di Acri, il Patriarca si trasferì a Barletta con l'amministrazione dei beni delle chiese di Gerusalemme in particolare di quelli di Santa Maria della Valle di Josaphat.
Mica questo significa attribuire una importanza inferiore a questo Ordine ma anzi riconoscerne le sue pecularietà più specifiche.
La guerra costa e si collabora alla liberazione del Santo Sepolcro in molti modi ........
La "reconquista spagnola" è altro e si studia con approccio diverso!
miss hompesch
 

Messaggioda cassinelli » lunedì 28 gennaio 2008, 23:49

Gentile Signora,

mi riferivo, infatti, alla parte relativa alle gesta militari del XII Secolo.

Naturalmente la "Reconquista" fu tutt'altra cosa... che contribuì - in Spagna - a recuperare le gloriose tradizioni militari dell'Ordine.

Ecco una splendida immagine che proviene proprio dalla Spagna, e che "collega" idealmente la Croce Patriarcale alla Croce Quintuplice.

Le vede raffigurate entrambe.


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Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 30 gennaio 2008, 17:47

L.de Bellis ha scritto:Nel giorno 3 delle none di novembre..obiit venerabilis dominus Randulfus, Patriarcha jerosolimitanu de ordinis fratrum predicatorum.

Cosi viene ricordata nel calendario obituario custodito nella Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, la morte di Randulfo di Grandeville, custode dei cimeli portati dai Canonici Regolari di Gerusalemme rifugiatisi a Barletta.Fu Patriarca sino al 1304.

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La Basilica del Santo Sepolcro oltre a essere una delle chiese più antiche ed importanti della città di Barletta, racchiude al suo interno un museo, dove è possibile ammirare alcuni affreschi e quadri di famosi pittori raffiguranti varie figure religiose.

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Ma la peculiarità del museo del Santo Sepolcro di Barletta è rappresentata da alcuni cimeli antichissimi e unici al mondo, comela reliquia della Croce Patriarcale, e cioè un pezzo della Vera Croce di Gesù che fu portata nel 1291 dal Patriarca Randulphus che, passata la Palestina sotto la dominazione dei Turchi, con la caduta della città di S. Giovanni d'Acri, si rifugiò nella chiesa del Santo Sepolcro insieme ad altri canonici.
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