Aiuto per identificare due stemmi

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Messaggioda Massimo Cavalloni » domenica 6 gennaio 2008, 16:06

Caro angelo, per il piattino l'ho detto così, senza sapere le reali dimensioni.
per quanto riguarda la figura si blasona così: al levriero di bianco passante
perchè in araldica nulla è lasciato al caso, il cane è generico, ne esistono vari tipi, non è un ermellino, le figure in araldica sono codificate in modo preciso, perchè devono avere significati precisi e raccontare del loro possessore. per esempio non sò perchè il drago nel mio stemma ha una cravatta rossa, si dice collarinato, ma non tutte le figure collarinate lo sono allo stesso modo.
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Messaggioda AAT » domenica 6 gennaio 2008, 17:15

Grazie ancora Massimo,
Stamane sono stato alla chiesa di S. Isidoro ed Eurosia, ma lo stemma non c'era (piu?) il decano della parrocchia mi ha detto che lo stemma di Nicola Maria de Nicolai e' presente sulla sua tomba in S. Lucia in Gonfalone, ma era chiusa. Vedro' alla prossima occasione.
Buona Domenica a tutti
Angelo
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Messaggioda FML » lunedì 7 gennaio 2008, 1:37

Massimo Cavalloni ha scritto:lo stemma ecclesiastico è di un prelato d'onore, con probabilità
si tratterebbe di mons. Nicolai, già prelato domestico presso la santa sede
nel 1700. tieni presente che gli smalti non corrispondono ai colori veri.
quindi uso il condizionale.

Gentile sig. Massimo,

alla sua proposta di attribuzione dello stemma ecclesiastico (francamente un poco rischiosa, vista la frequenza di stemmi italici con la presenza del levriero araldico), potrei rispondere dicendo che si tratta, invece, dell'arma di Mons. Francesco Vanni, C.R. (Chieri Regolari, o Teatini), vescovo di Cefalù (1789-1803) di cui uno stemma lapideo fa bella mostra di sè sul portale d'ingresso dell'episcopio cittadino:

Immagine

Potrebbe essere :roll: ?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 gennaio 2008, 14:19

AAT ha scritto:Fra l'altro e' corretta la dizione cane (o ermellino?) passante?

Corretta ma pleonastica.

Di norma, gli animali sono sempre raffigurati passanti negli stemmi.

E se ne blasona la posizione solo se differente da questa.

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Messaggioda Massimo Cavalloni » lunedì 7 gennaio 2008, 14:40

le rispondo subito, come ho già detto bisogna osservare attentamente le figure, a maggior ragione quando i colori non sono certi, a parte la lontananza geografica (centronord-sud) che potrebbe essere relativa, lo stemma da lei trovato, è si un levriere passante, ma sopra un corso d'acqua, che si intravede benissimo sotto l'animale, mentre in quello del
nicolai non c'è. e poi il levriere dei nicolai non è collarinato, mentre mi sembra che questo lo sia, comunque complimenti.
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Messaggioda FML » lunedì 7 gennaio 2008, 15:35

Massimo Cavalloni ha scritto:come ho già detto bisogna osservare attentamente le figure, a maggior ragione quando i colori non sono certi, a parte la lontananza geografica (centronord-sud) che potrebbe essere relativa, lo stemma da lei trovato, è si un levriere passante, ma sopra un corso d'acqua, che si intravede benissimo sotto l'animale, mentre in quello del
nicolai non c'è. e poi il levriere dei nicolai non è collarinato, mentre mi sembra che questo lo sia

Gentile sig. Massimo,

premesso che, trattandosi di uno stemma disegnato su una ceramica, la lontananza geografica è del tutto "relativa" (il manufatto potrebbe provenire :roll: chissà da dove!?), le faccio notare che l'arma del vescovo di Cefalù, Francesco Vanni, C.R. è normalmente rappresentata coerentemente al celebre blasone di famiglia (siciliana ma, si dice, originata dagli antichi Vanni di Pisa):

Immagine
Arma dei Vanni di Pisa e Sicilia

Il lembo di pianura (e non un corso d'acqua), presente nel manufatto araldico lapideo cefalutano è, infatti, una 8) "licenza poetica" eteroddossa al blasone Vanni. Concordo con lei, invece, per ciò che concerne la presenza-assenza del collare.

E poi, :) mi permetta, la mia era una proposta audace (leggasi: provocatoria).

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Messaggioda Massimo Cavalloni » lunedì 7 gennaio 2008, 16:28

ho conosciuto di persona il conte Vanni Roberto discendente dal ramo toscano, purtroppo è scomparso, la sua famiglia alza questo stemma:
d'oro al cane d'argento rampante collarinato di nero.
rampante non passante però, come lo stemma che mi ha inviato.
la differenza dei colori è una logica scelta dettata per distenguere le due linee, si dice brisura.
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Messaggioda FML » lunedì 7 gennaio 2008, 17:13

Massimo Cavalloni ha scritto:ho conosciuto di persona il conte Vanni Roberto discendente dal ramo toscano, purtroppo è scomparso, la sua famiglia alza questo stemma:
d'oro al cane d'argento rampante collarinato di nero.
rampante non passante però, come lo stemma che mi ha inviato.
la differenza dei colori è una logica scelta dettata per distenguere le due linee, si dice brisura.

Dal "Dizionario storico-blasonico delle famiglie italiane" di Giovan Battista di Crollalanza:

VANNI di Pisa - D'oro, al cane levriere rampante di nero, collarinato del campo;

VANNI di Palermo - Di rosso, al cane levriere rampante d'argento, collarinato d'oro.


Non ricordavo che il presunto ramo siciliano della famiglia pisana avesse fatto uso di una "brisura".
Per quel che riguarda l'attitudine del levriero presente in entrambi gli stemmi da me proposti, credo che si possa ben parlare di animale "rampante".

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 7 gennaio 2008, 17:28

Massimo Cavalloni ha scritto:la differenza dei colori è una logica scelta dettata per distenguere le due linee, si dice brisura.

Ciò è vero quando la differenza deriva con certezza da una precisa volontà dei titolari, o da una specifica concessione di terzi, o simile.

A volte, le variazioni cromatiche possono conseguire a motivi casuali, ad errori, a degenerazioni del materiale, o ad altre cause che a posteriori vengono ritenute brisure...

...senza però esserlo nei fatti!

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Messaggioda AAT » lunedì 7 gennaio 2008, 18:48

Cari Massimo e Ferrante,
Vi ringrazio della mole di informazione!! Da profano però mi è sembrato di cogliere uuna differenza fra lo stemmo lapideo proposta da Ferrante nel primo mail e quello Vanni di Toscana, direi il levriero corrente nel primo e rampante nel secondo, mi sbaglio?
Per quanto riguarda l'origine del piatto con lo stemma, visto che Ferrante la considera come un'incognita ddel problema, ricordo come avevo già precisato, che invece è certa! trattandosi di un piatto marcato della manifattura Volpato può essere stato realizzato soltanto in area romana è più precisamente trattandosi di terraglia nella manifattura di Civita Castellana, visto che quella di Roma produceva preferenzialmente porcellana.
Un caro saluto
Angelo
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Messaggioda Massimo Cavalloni » lunedì 7 gennaio 2008, 19:42

è vero, il cane è nero, ho controllato, grazie,ancora
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Messaggioda FML » lunedì 7 gennaio 2008, 20:55

Gentile sig. Angelo,
quella da me formulata è solo una delle tante ipotesi che si possono fare in merito all'attribuzione dello stemma ecclesiastico da lei proposto che, purtroppo, presenta degli elementi araldici piuttosto comuni e, inoltre, dubbiosi per quanto riguarda gli smalti.

AAT ha scritto:(...) mi è sembrato di cogliere una differenza fra lo stemmo lapideo proposta da Ferrante nel primo mail e quello Vanni di Toscana, direi il levriero corrente nel primo e rampante nel secondo, mi sbaglio?

Lo stemma dei Vanni di Pisa e di Palermo presenta un levriero rampante.
La postura fisica dell'animale scolpito nella suntuosa arma episcopale ubicata a Cefalù sembra effettivamente più "corrente" che "rampante".
Altri stemmi del vescovo teatino Francesco Vanni visibili tra la Cattedrale e l'episcopio della cittadina siciliana, tuttavia, sono realizzati coerentemente al menzionato blasone familiare.


Immagine

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Re: Aiuto per identificare due stemmi

Messaggioda mcs » lunedì 7 gennaio 2008, 21:44

Gent.mi tutti :P ,

innanzitutto aggiungo il mio benvenuto all'autore di questo interessante topic... :D ...poi, gli pongo subito un interrogativo: lo smalto di questo piatto
Immagine
è "realmente" di color salmone o lo scatto è stato realizzato in presenza di una luminosità soffusa e calda :? ?

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Messaggioda AAT » lunedì 7 gennaio 2008, 22:28

Caro MCS,
Il piatto è stato fotografato in luce solare ed i colori sono riprodotti in maniera molto fedele. In realtà il piatto presenta un bicromia molto calda (per un appassionato di ceramica come me direi che è affascinante) quello che chiami salmone è un beige molto scuro quasi una diluizione del marrone scuro con cui è riprodotto lo stemma, ripreso poi da un motivo geometrico floreale sulla tesa molto stretta. Per mia esperienza l'araldica in maiolica tende ad essere abbastanza fedele per rispettare il volere della committenza, se questo è anche il caso del piatto in questione, avendo scelto (imposto?) la bicromia, mi viene da pensare che lo stemma dovesse essere univocamente riconoscibile dalle figure contenute, almeno nell'ambito geografico di committenza: Lazio.
E' un'ipotesi la mia troppo ottimista?

Angelo
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Messaggioda mcs » lunedì 7 gennaio 2008, 22:36

vdaurelio ha scritto:Diamo un ulteriore aiuto. Quando si cuoce il colore sulle ceramiche mi sembra che il colore originario sia diverso da quello che si ottiene dopo la cottura.

Ottima osservazione :P !
Provo a spiegare in modo leggermente "più tecnico" quanto detto: poichè gli ossidi utilizzati come colori per le ceramiche (ed anche per i vetri!) vengono sottoposti ad un processo di fusione durante la cottura dei manufatti, per ottenere un determinato risultato si utilizzano le polveri macinate degli elementi e/o dei minerali che in natura (ossia da "crudi")hanno colori diversi.
Un esempio lampante lo possiamo notare nel primo piatto, dove l'ossido di manganese che da "crudo" è nero, lo vediamo in molte tonalità del bruno-violaceo che in questo caso variano molto in base alla densità delle pennellate :D .


Osservando in particolare un piatto coevo e sapendo i colori originali dello stemma raffigurato ho notato che il dorato rimane perfettamente giallo

Questo accade in ceramica, come sul vetro, i tessuti, ecc. :P :
GIALLO=ORO
BIANCO=ARGENTO


mentre il bruno è inizialmente un nero. La banda nera potrebbe del terreno potrebbe essere di uno stemma a bande
d'oro + rosso
d'oro + nero
Saluti cari


Per valutare davvero bene i colori, bisognerebbe avere sott'occhio il manufatto: delle minime differenze, quando si tratta di ceramica fanno la differenza :wink: !

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