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Massimo Cavalloni ha scritto:lo stemma ecclesiastico è di un prelato d'onore, con probabilità
si tratterebbe di mons. Nicolai, già prelato domestico presso la santa sede
nel 1700. tieni presente che gli smalti non corrispondono ai colori veri.
quindi uso il condizionale.

AAT ha scritto:Fra l'altro e' corretta la dizione cane (o ermellino?) passante?
si arriva in cielo
Massimo Cavalloni ha scritto:come ho già detto bisogna osservare attentamente le figure, a maggior ragione quando i colori non sono certi, a parte la lontananza geografica (centronord-sud) che potrebbe essere relativa, lo stemma da lei trovato, è si un levriere passante, ma sopra un corso d'acqua, che si intravede benissimo sotto l'animale, mentre in quello del
nicolai non c'è. e poi il levriere dei nicolai non è collarinato, mentre mi sembra che questo lo sia


Massimo Cavalloni ha scritto:ho conosciuto di persona il conte Vanni Roberto discendente dal ramo toscano, purtroppo è scomparso, la sua famiglia alza questo stemma:
d'oro al cane d'argento rampante collarinato di nero.
rampante non passante però, come lo stemma che mi ha inviato.
la differenza dei colori è una logica scelta dettata per distenguere le due linee, si dice brisura.

Massimo Cavalloni ha scritto:la differenza dei colori è una logica scelta dettata per distenguere le due linee, si dice brisura.
si arriva in cielo

AAT ha scritto:(...) mi è sembrato di cogliere una differenza fra lo stemmo lapideo proposta da Ferrante nel primo mail e quello Vanni di Toscana, direi il levriero corrente nel primo e rampante nel secondo, mi sbaglio?



vdaurelio ha scritto:Diamo un ulteriore aiuto. Quando si cuoce il colore sulle ceramiche mi sembra che il colore originario sia diverso da quello che si ottiene dopo la cottura.
Ottima osservazione!
Provo a spiegare in modo leggermente "più tecnico" quanto detto: poichè gli ossidi utilizzati come colori per le ceramiche (ed anche per i vetri!) vengono sottoposti ad un processo di fusione durante la cottura dei manufatti, per ottenere un determinato risultato si utilizzano le polveri macinate degli elementi e/o dei minerali che in natura (ossia da "crudi")hanno colori diversi.
Un esempio lampante lo possiamo notare nel primo piatto, dove l'ossido di manganese che da "crudo" è nero, lo vediamo in molte tonalità del bruno-violaceo che in questo caso variano molto in base alla densità delle pennellate.
Osservando in particolare un piatto coevo e sapendo i colori originali dello stemma raffigurato ho notato che il dorato rimane perfettamente giallo
Questo accade in ceramica, come sul vetro, i tessuti, ecc.:
GIALLO=ORO
BIANCO=ARGENTO
mentre il bruno è inizialmente un nero. La banda nera potrebbe del terreno potrebbe essere di uno stemma a bande
d'oro + rosso
d'oro + nero
Saluti cari

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