raramente al giorno di oggi si vedono, soprattutto in Italia, esempi di stemmi episcopali che utilizzino in modo virtuoso il meraviglioso ed antico linguaggio araldico.
Personalmente ritengo che l'arma di Mons. Carlo Chenis, S.D.B. (Salesiani di Don Bosco), nuovo vescovo di Civitavecchia-Tarquinia, possa far parte di questi esempi.
Mons. Carlo Chenis, S.D.B. è nato a Torino il 20 aprile 1954 ed è stato ordinato presbitero il 26 maggio 1984.
Qualche sua notizia biografica ci viene offerta dalle parole dell'omelia pronunciata dal Segretario di stato vaticano Card. Tarcisio Bertone, S.D.B. durante l'ordinazione episcopale del nuovo presule avvenuta nella Basilica romana di San Giovanni Bosco il giorno 10 febbraio 2007: "Mons. Carlo Chenis è stato docente di filosofia teoretica e di filosofia dell'arte presso l'Università Salesiana. Per la sua profonda competenza è stato nominato Segretario della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa. In essa ha profuso le sue doti di intelligenza, creatività e realismo pastorale. Ha sempre sottolineato come la comunità cristiana debba riconoscere in tali beni degli strumenti per realizzare le proprie finalità spirituali nel mondo: culto divino, evangelizzazione, catechesi e carità. La sua formazione teoretica nell'ambito del magistero più recente dell'arte sacra, e la sua amabilità hanno favorito l'opera di dialogo e di mediazione con il mondo degli artisti contemporanei. Nello stesso tempo, come Membro della Pontificia Commissione per l'Archeologia Sacra, ha saputo coltivare il fascino delle "memorie" dei primordi cristiani e il loro interesse pastorale, in particolare i siti catacombali, quali preziosi scrigni di un'apologetica che coinvolge vicini e lontani".
Non conosco
Ferrante




si arriva in cielo