Stemmi diocesani

Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 12 maggio 2007, 17:58

Lo stemma di rosso, alla fascia d'argento è ormai diventato per antonomasia l'emblema austriaco, caro Ferrante.

Da molto tempo.

Tanto da colorarne di sè la bandiera.

Tanto da essere riportato persino nei bordi delle targhe automobilistiche.

Ti meravigli, quindi, che con l'aggiunta di una crocetta tale cromia sia diventata lo stemma :wink: dell'arcidiocesi principale di quel Paese?

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Messaggioda FML » domenica 13 maggio 2007, 1:21

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Lo stemma di rosso, alla fascia d'argento è ormai diventato per antonomasia l'emblema austriaco, caro Ferrante.

(....)

Ti meravigli, quindi, che con l'aggiunta di una crocetta tale cromia sia diventata lo stemma :wink: dell'arcidiocesi principale di quel Paese?

La meraviglia :P che provo, caro fra' Eusanio, nasce dall'opportunità di aver approfondito il significato di uno stemma che, in modo semplice ed eloquente, coniuga in se "identità nazionale" (rievocando l'arma dell'importantissima dinastia asburgica) e fede Cristiana.

Tutto ciò :wink: non è cosa da poco!

Un ottimo esempio (richiamando 8) un argomento dibattuto altrove), inoltre, di come si possa far menzione di un'arma civica....utilizzando il buon senso della discrezione.

Buona Domenica ed auguri a tutte le Mamme del mondo!

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Messaggioda FML » mercoledì 19 dicembre 2007, 22:53

Gentili amici,

ravvivo questo dibattito relativo agli stemmi araldici diocesani (sempre disponibile ad ospitare :D nuovi interventi) per porre alla vostra attenzione l’arma dell’arcivescovo tedesco Reinhard Marx, fino al 30 novembre 2007 vescovo di Treviri e da quel giorno nominato da papa Benedetto XVI nuovo arcivescovo di Monaco e Frisinga (diocesi guidata dal 1977 al 1982 dall’allora Card. Joseph Ratzinger).

Immagine

L’immagine raffigura lo stemma utilizzato da Mons. Marx in qualità di vescovo di Treviri (tra l’altro città natale di un celebre filosofo suo omonimo).
Secondo una composizione formale tipica degli stemmi diocesano-episcopali tedeschi, l’arma in questione unisce, infatti, l’insegna dell’antica diocesi di Treviri, “d’argento, alla croce di rosso”, con quella personale del presule che, essendo “d’azzurro, al leone leopardito di San Marco d’oro con la zampa anteriore destra poggiante sul Vangelo dello stesso, aperto e caricato dalle lettere alfa e omega di nero”, può considerarsi di tipo “parlante” (i nomi Marx e Marks sono “omofonici”).
Il galero arcivescovile (e non vescovile) accollato allo scudo in questione ha ragione di essere in quanto Mons. Reinhard Marx, prima di essere traslato a Treviri, è stato per alcuni anni arcivescovo titolare di Petina, mantenendone anche dopo l’ordine giuridico ad personam.

Cosa accadrà ora :roll:? L’arcivescovo Marx, da pastore della Chiesa di Monaco e successore di San Corbiniano a Frisinga, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) abbandonare lo stemma della diocesi di Treviri ed introdurre quello della nuova diocesi che, lo sappiamo ormai tutti, presenta la figura del “moro di Frisinga” resa universalmente celebre dall'arma dell’attuale Pontefice. Lo farà? E, in caso affermativo, con quale 8) modalità araldica?

Buona serata!

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 21 dicembre 2007, 14:04

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Cosa accadrà ora :roll:? L’arcivescovo Marx, da pastore della Chiesa di Monaco e successore di San Corbiniano a Frisinga, dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) abbandonare lo stemma della diocesi di Treviri ed introdurre quello della nuova diocesi che, lo sappiamo ormai tutti, presenta la figura del “moro di Frisinga” resa universalmente celebre dall'arma dell’attuale Pontefice. Lo farà?

In tempi recenti, la consuetudine è stata regolarmente osservata dai suoi immediati predecessori.
E nelle diocesi (e non solo) germaniche, di solito, c'è forte rispetto di queste consuetudini.


E, in caso affermativo, con quale 8) modalità araldica?

Dato lo stemma "di partenza", avanzare ipotesi non è poi così difficile 8) ...

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Messaggioda Antonio Pompili » venerdì 21 dicembre 2007, 14:18

Credo tu voglia dire, caro Frate, che la cosa più naturale è pensare a un'arma inquartata con quella della nuova diocesi, come ad esempio si osserva nello stemma del Card. Josef Wendel, riportato nella prima pagina di questo topic. Personalmente, credo ci si potrebbe dire quasi "sorpresi" nel caso di soluzione diversa da questa. :wink:
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Messaggioda FML » venerdì 21 dicembre 2007, 20:18

Gentili amici,

in attesa di poter ammirare lo stemma che Mons. Reinhard Marx deciderà di adottare alla guida della nuova Sede episcopale di Monaco e Frisinga, desidero completare la serie delle armi diocesane dei paesi scandinavi iniziata nel primo intervento di questo dibattito con lo stemma della Diocesi di Stoccolma (alludente al santo nazionale Erik IX). Ricordate, 8) vero?


Immagine
Stemma della Diocesi di Oslo

Immagine
Stemma della Diocesi di Helsinki

Immagine
Stemma della Diocesi di Copenhagen

Al momento non conosco la storia ed il significato di queste armi. Posso solo dire che sono quasi tutte di antico uso e :) di bella fattura, soprattutto nella versione realizzata dal noto disegnatore araldico Hans van Heijningen.
Cosa :wink: ne pensate?

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Messaggioda San Marco » giovedì 27 dicembre 2007, 0:49

Avevo perso di vista tale argomento, me lo hanno fatto sottolineare e da buon " suddito " della Serenissima lo riprendo.

< campeggia il fiero leone di San Marco, celebre simbolo del Patriarcato di Venezia > aveva detto il gentile il promotore.

Nello stemma di Giovanni XXIII


Immagine

oltre al Leone di S.Marco nel " Capo " (pezza onorevole) con il quale il Pontefice desiderava come da lui scritto: volle significare come lo stesso scudo di Venezia lo figurò recentemente nello stemma del Patriarca di Venezia, ma che resta lo stemma di Venezia nei secoli. Il Patriarca Sarto (futuro S.Pio X) fu il primo ad adottarlo per sè¨,
sono presenti i due gigli a ricordo (come scrive lo stesso Pontefice) di:
a) il primo a significare il Capitolo di Bergamo di cui egli fu membro-canonico onorario dal 1931- il giglio di S. Alessandro;
b) il secondo fu richiamo dei Francesi con graziosa interpretazione loro del mio servizio in Francia
" la lis de France".

Lo stemma senza queste figure è quello che lo stesso Roncalli dice nei suoi appunti essere quello di famiglia (che per rispetto mi permetto di dire benevolmente "forse ") e che adotta come arma fin dalla prima nomina ad arcivescovo.
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Messaggioda FML » giovedì 27 dicembre 2007, 23:07

San Marco ha scritto:S. Marco nel "Capo" (pezza onorevole) con il quale il Pontefice (Beato Giovanni XXIII, ndr) desiderava come da lui scritto: volle significare come lo stesso scudo di Venezia lo figurò recentemente nello stemma del Patriarca di Venezia, ma che resta lo stemma di Venezia nei secoli. Il Patriarca Sarto (futuro S. Pio X) fu il primo ad adottarlo per sè

E' vero, amico :wink: "serenissimo", lo abbiamo accennato all'inizio di questo dibattito: il "capo di san Marco" adottato da poco più di un secolo dal Patriarcato di Venezia è l'unico stemma diocesano italiano di utilizzo ufficiale.
A proposito di quest'affascinante arma l'amico e consocio Giorgio Aldrighetti, grande esperto di araldica lagunare, in un suo passato contributo ebbe modo di ricordarci non solo la sua genesi (evidentemente correlata al vessillo dell'antica Repubblica di Venezia), ma anche che la sua versione primitiva prevedeva un leone alato al "naturale" e non in oro, così come poi venne a raffigurarsi.

Personalmente ritengo l'arma del Patriarcato veneziano molto bella araldicamente ed assolutamente straordinaria per ciò che riguarda il suo significato spirituale: la figura del Tetramorfo che incarna l'evangelista Marco....le cui spoglie si custodiscono da secoli nell'omonima basilica di Venezia di cui, naturalmente, il Santo stesso è geloso protettore.

Immagine
Stemma del Card. Giuseppe Sarto, patriarca di Venezia (futuro San Pio X).

Grazie :P per l'intervento!

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Messaggioda San Marco » venerdì 28 dicembre 2007, 0:52

Aneddoto araldico.
Come si può notare il Leone di San Marco dello stemma di Giovanni XXIII inserito in uno scudo detto " Testa di Cavallo " non è uguale a quello di Pio X.
Infatti Monsignor Bruno Bernard Heim, disegnatore dello stemma del Patriarca Roncalli diventato Papa, ha " dovuto " su indicazione del neo pontefice far ingrassare il leone, dato che in persona lo stesso Giovanni XXIII gli scrive, dopo aver visto la bozza (per la precisione la terza, come affermerà il suo fedele segretario privato, il padovano Monsignor Loris Francesco Capovilla, Arcivescovo di Mesembria, Metropolita di Chieti, Amministratore Perpetuo di Vasto) : " Ci stiamo avvicinando a quello che ho in mente, solo lasciamo che il leone sia visibile in fascia e non appaia così magro; ha bisogno di un po' di polpa".
Monsignor Heim, paziente, ha obbedito.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 28 dicembre 2007, 19:25

Non dimentichiamo che questi leoni marciani sono antichi eredi della moda introdotta nell'araldica papale da Benedetto XIII, primo ad applicare nella propria arma la (discutibile) abitudine di mantenere da Pontefice gli emblemi di appartenenza connessi alla precedente condizione religiosa: nel suo caso, il capo dell'Ordine dei Domenicani.

Abitudine rimasta (a tutt'oggi) fino a Giovanni Paolo I.

E che Benedetto XVI ha mantenuto, ma (secondo il suo tipico "stile araldico") sottoponendola ad una 8) piccola rivoluzione formale...

...che è piccola solo in apparenza. 8)

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Messaggioda FML » sabato 29 dicembre 2007, 0:15

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Non dimentichiamo che questi leoni marciani sono antichi eredi della moda introdotta nell'araldica papale da Benedetto XIII, primo ad applicare nella propria arma la (discutibile) abitudine di mantenere da Pontefice gli emblemi di appartenenza connessi alla precedente condizione religiosa: nel suo caso, il capo dell'Ordine dei Domenicani.

Abitudine rimasta (a tutt'oggi) fino a Giovanni Paolo I.

E che Benedetto XVI ha mantenuto

Concordo sul fatto che questi leoni marciani, al pari di tutte le armi diocesane e di ordine religioso eventualmente introdotte in uno stemma pontificio (e, con i dovuti distinguo, in generale negli stemmi ecclesiastici), siano gli eredi di una moda portata alla ribalta da papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini - Fr. Vincenzo Maria Orsini, O.P.) quando nel 1724, divenendo Romano Pontefice, volle mantenere collocato nel proprio stemma "partito" (Orsini - Frangipane della Tolfa) un capo araldico con l'arma dell'Ordine dei Predicatori (Domenicani) usato già da Cardinale-vescovo di Manfredonia.

Immagine
Stemma di Benedetto XIII (Ordine dei Predicatori).

Un vicario di Cristo, in virtù della sua chiamata alla guida della Chiesa di Roma e, quindi, di quella universale, dovrebbe prescindere dalla sua condizione di vita e dagli incarichi precedenti e, dunque, in termini araldici dovrebbe astenersi dal mantenere, nel proprio, gli stemmi di un ordine o di una diocesi (al pari dell’abbandono del “motto” episcopale antecedentemente usato).

E' bene, tuttavia, ricordare che appartenere ad un ordine religioso significa far parte in modo inscindibile ed irrevocabile di una entità spirituale ed umana paragonabile alla famiglia di nascita (si consideri che monaci e frati - sacerdoti o no che siano - a differenza del clero secolare, emettono una "professione solenne" di vita e che nel passato cambiavano sovente nome, abbandonando l’uso del cognome). Da qui, evidentemente, il comprensibile :) desiderio di esprimere questa appartenenza....anche dal punto di vista araldico.

Altro discorso vale per ciò che riguarda la più recente abitudine di mantenere da pontefice l’uso araldico delle insegne diocesane eventualmente acquisite nell'ultima sede episcopale ricoperta e perduta in quanto, ormai, vescovo di Roma.
Dal punto di vista spirituale e giuridico quest’ultima prassi araldica è :roll: assolutamente ingiustificabile e deprecabile rispetto alla prima.

I Pontefici che oltre a Benedetto XIII hanno reso omaggio araldico alla propria famiglia...naturale e religiosa:
Immagine - Immagine - Immagine

Clemente XIV (Ordine dei Frati Minori), Pio VII (Ordine di S. Benedetto - Congr. Cassinese) e Gregorio XVI (Ordine di S. Benedetto - Congr. Camaldolese).

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 2 gennaio 2008, 11:07

Zaccheo ha scritto:Concordo sul fatto che questi leoni marciani, al pari di tutte le armi diocesane e di ordine religioso eventualmente introdotte in uno stemma pontificio (e, con i dovuti distinguo, in generale negli stemmi ecclesiastici), siano gli eredi di una moda portata alla ribalta da papa Benedetto XIII

...è un :? dato di fatto oggettivo, storico ed estetico, del resto... :roll:

Un vicario di Cristo, in virtù della sua chiamata alla guida della Chiesa di Roma e, quindi, di quella universale, dovrebbe prescindere dalla sua condizione di vita e dagli incarichi precedenti e, dunque, in termini araldici dovrebbe astenersi dal mantenere, nel proprio, gli stemmi di un ordine o di una diocesi (al pari dell’abbandono del “motto” episcopale antecedentemente usato).

Questo è giusto.

E' bene, tuttavia, ricordare che appartenere ad un ordine religioso significa far parte in modo inscindibile ed irrevocabile di una entità spirituale ed umana paragonabile alla famiglia di nascita (si consideri che monaci e frati - sacerdoti o no che siano - a differenza del clero secolare, emettono una "professione solenne" di vita e che nel passato cambiavano sovente nome, abbandonando l’uso del cognome). Da qui, evidentemente, il comprensibile :) desiderio di esprimere questa appartenenza....anche dal punto di vista araldico.

Umanamente è cosa più che comprensibile.
Araldicamente, però, può venir realizzata in mille forme differenti, lasciando stare l'uso di un capo di Religione (come fece Benedetto XIII) il quale sta bene nello stemma del Generale dell'Ordine ma non in quello di un Pontefice.
E il felicemente regnante Benedetto XVI ha ben dimostrato come sia facile e piacevole apportare tali differenziazioni.


Altro discorso vale per ciò che riguarda la più recente abitudine di mantenere da pontefice l’uso araldico delle insegne diocesane eventualmente acquisite nell'ultima sede episcopale ricoperta e perduta in quanto, ormai, vescovo di Roma.
Dal punto di vista spirituale e giuridico quest’ultima prassi araldica è :roll: assolutamente ingiustificabile e deprecabile rispetto alla prima.

I Pontefici che oltre a Benedetto XIII hanno reso omaggio araldico alla propria famiglia...naturale e religiosa: Clemente XIV (Ordine dei Frati Minori), Pio VII (Ordine di S. Benedetto - Congr. Cassinese) e Gregorio XVI (Ordine di S. Benedetto - Congr. Camaldolese).
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Messaggioda FML » giovedì 3 gennaio 2008, 0:38

Gentili amici,

a proposito dello stemma diocesano di Oslo (Norvegia), sopra raffigurato (di rosso, a due scuri addossate d'oro), mi è stato riferito da un sacerdote cattolico che la sua origine è da rintracciarsi nella figura di San Olav (Olaf, Olaus), re e martire norvegese a causa della fede nel sec. XI.
Una scure rappresenterebbe, dunque, un attributo del re-santo (presente anche nello stemma reale norvegese), mentre l'altra sarebbe il simbolo del suo martirio.

Alcuni esempi araldici, in cui lo stemma diocesano è inquartato con quello degli ultimi due vescovi di Oslo:

Immagine - - - - - Immagine
Stemmi dei vescovi John Willem Gran, O.C.S.O. (emerito) e Bernt Ivar Eidsvig

Re Oscar I, nel 1847, istituì l'Ordine di S:t Olav (Casa Reale norvegese): http://www.saintolav.com .

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Messaggioda Mario Volpe » venerdì 4 gennaio 2008, 1:03

Dell'Ordine di S. Olaf si era fatto cenno anche in questo topic:
viewtopic.php?p=41468#41468

Immagine

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Messaggioda FML » venerdì 4 gennaio 2008, 23:57

Ringrazio :D il gentilissimo Mario Volpe per il puntuale ed utile intervento relativo all'Ordine cavalleresco norvegese di S. Olav (o Olaf)....Santo che, come abbiamo visto, è all'origine dei simboli raffigurati nello stemma della Diocesi di Oslo.

Le discipline trattate nel forum sono tra loro correlate, :P più di quanto si possa immaginare.

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