Se leggiamo quanto scrive il Guelfi Camajani non riusciamo bene a comprendere cosa sia realmente un'impresa. "L'impresa può essere di due specie, di corpo e l'anima. E' di corpo quando consiste in una figura simbolica che sostiene un motto od una sentenza e in questo caso è posta in cimiero. E' d'anima quando è formata da una sola sentenza o da una frase allegorica, e allora si pone in fascia sotto lo scudo".
Tuttavia qui a mio avviso si fa confusione tra cimiero e motto, che sì possono essere richiamati nell'impresa ma non sempre.
L'impresa difatti è un emblema personale, che può contenere figuere araldiche come anche altre magari naturali (si veda il sito
http://bivio.signum.sns.it/bvFigureList ... ellImprese ) e possono a volte essere anche dei badge, che però in realtà sono più semplici ed immediati e contengono sempre figure araldiche.
Diciamo che mentre dietro l'impresa c'è magari un concetto allusivo complesso da svelare il badge è molto più diretto contendo meno figure.
A volte il badge sostituisce interamente lo stemma (come si vede nel caso sopra del Principe di Galles, che per ha altro ha un b. fisso, cioè legato al suo titolo di principe ereditario) mentre un'impresa di solito è sempre qualcosa che si aggiunge all'arma familiare, che la completa.
Un aneddoto: la famosa Guerra delle Rose prende il nome dai badges degli York e dei Lancaster, una rosa d'argento e una di rossa che derivavano da quella d'oro di Edoardo I. In seguito vennero riunite da Enrico VII divendendo la Rosa Tudor.
In conclusione direi che associare l'impresa al badge è possibile, tuttavia dobbiamo ricordarci che hanno delle sfumature diverse: in Italia non non abbiamo conosciuto questa realtà del simbolo strettamente personale, o forse solo alla stregua del cimiero, e anche le imprese non furono molto usate se non alla stregua di timbro notarile o per diletto di qualche personaggio importante.
MMT