equites ha scritto:Sapreste dirmi se il Real Dispaccio citato è rimasto in vigore fino al 1860 o se ci sono state delle modifiche successive? Intendo successive al 1756...
Purtroppo, non lo so.
Elassar
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equites ha scritto:Sapreste dirmi se il Real Dispaccio citato è rimasto in vigore fino al 1860 o se ci sono state delle modifiche successive? Intendo successive al 1756...

San Celestino ha scritto:Quindi un "dottore di Legge" o un "Regio Notaro" avevano la cosiddetta "Nobiltà personale generica" e quindi del terzo grado ma non trasmissibile?ed erano ascritti dunque al primo ceto del luogo? e dunque se si hanno in una famiglia tre generazioni consecutive di dottori o notai tra seicento e settecento questa famiglia poteva entrare a far parte della nobiltà del terzo grado? ma solo però se ne faceva richesta esplicita giusto? e se il re ovviamende dava il suo assenso scritto e bollato......
Vi torna?
San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti
San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti
San Celestino ha scritto:San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti
Si ma.... è giusta questa mia interpretazione?![]()
Un saluto![]()
San Celestino ha scritto:Quindi un "dottore di Legge" o un "Regio Notaro" avevano la cosiddetta "Nobiltà personale generica" e quindi del terzo grado ma non trasmissibile? ed erano ascritti dunque al primo ceto del luogo? e dunque se si hanno in una famiglia tre generazioni consecutive di dottori o notai tra seicento e settecento questa famiglia poteva entrare a far parte della nobiltà del terzo grado? ma solo però se ne faceva richesta esplicita giusto? e se il re ovviamende dava il suo assenso scritto e bollato......
Vi torna?
Un saluto
San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti


Grimaldi ha scritto:Alessio scusa... ma da dove ti risulta?
E per quali casi, quali Stati ed in quali epoche?


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Grimaldi ha scritto:Alessio scusa... ma da dove ti risulta?
E per quali casi, quali Stati ed in quali epoche?
Stiamo parlando del Regno delle Due Sicilie in età feudale.
La cosa mi risulta cosi da diverse fonti primarie: anzitutto una sana ricerca presso l'archivio di Stato di Napoli, fondo "collegio dei dottori", mi ha testimoniato che in Calabria Ultra (la zona per la quale effettuavo la ricerca) i laureati in genere non erano notai e i notai non avevano conseguito la laurea.
In secondo luogo osservando catasti onciari (ne ho osservati un bel po), apprezzi o documenti coevi, i notai in genere non sono mai chiamati "dott.", al contrario di altri. Altro indizio che non siano stati laureati.
Per una citazione bibliografica approfondita però mi serve un po di tempo per cercare le fonti.
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