Nobiltà personale

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Messaggioda Elassar » giovedì 13 dicembre 2007, 16:17

equites ha scritto:Sapreste dirmi se il Real Dispaccio citato è rimasto in vigore fino al 1860 o se ci sono state delle modifiche successive? Intendo successive al 1756...


Purtroppo, non lo so.
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Messaggioda Messanensis » giovedì 13 dicembre 2007, 17:28

San Celestino ha scritto:Quindi un "dottore di Legge" o un "Regio Notaro" avevano la cosiddetta "Nobiltà personale generica" e quindi del terzo grado ma non trasmissibile?ed erano ascritti dunque al primo ceto del luogo? e dunque se si hanno in una famiglia tre generazioni consecutive di dottori o notai tra seicento e settecento questa famiglia poteva entrare a far parte della nobiltà del terzo grado? ma solo però se ne faceva richesta esplicita giusto? e se il re ovviamende dava il suo assenso scritto e bollato......
Vi torna?


Signori, stiamo facendo una gran confusione.

Ricordo che avevamo già parlato della suddivisione dei vari tipi di nobiltà secondo i dispacci reali nel Regno delle due Sicilie:
viewtopic.php?t=3658

Innanzitutto all'epoca del dispaccio citato (1774) i notai non erano equiparati ai nobili, a meno che non lo fossero per nascita, in quanto per esercitare il notariato non era necessaria una laurea. Infatti lo stesso dispaccio del 1774 inserisce i notai nel secondo ceto della cittadinanza, nella classe dei civili, insieme ai mercanti, ai cerusici ed agli speziali.

La famiglia dei dottori in legge che per più generazioni avesse vissuto con onore e senza esercitare mestieri vili o servili doveva essere ascritta al primo ceto (di fatto dunque diventava nobile).

Con dispaccio reale del 28 Ottobre 1758 si chiariva che la nobiltà non poteva essere concessa da altri se non dal Re, mediante cedola regia.
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Messaggioda San Celestino » giovedì 13 dicembre 2007, 18:34

xxx
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Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 13 dicembre 2007, 20:10

Per esercitare il notariato non era necessaria la laurea??? interessante......

Carissimo ti riporto questa nota interessantissima da altro Autore,

I notai del Regno di Napoli e Sicilia fin dai tempi di Federico II non erano dottori in legge e non possedevano lauree.

Essi venivano nominati dalle autorità statali, dopo aver superato un esame pratico. Dopo il superamento dello stesso essi ricevevano un privilegio di nomina che veniva inviato da Napoli , ma non si trattava di una laurea. Le norme che regolavano l’accesso al notariato si ritrovano disposte nelle costituzioni di Melfi di Federico II, mantenute e riprese nella legislazione dei successivi sovrani fino alla fine dell'età moderna, anche dopo l'età napoleonica (Sull'argomento cfr. M. CARAVALE, La legislazione del Regno di Sicilia sul notariato durante il medioevo, in AA. VV., Per una storia del notariato meridionale, Roma 1982, pp. 223-297).
Pertanto la preparazione era curata privatamente a spese dell’aspirante o della sua famiglia.

L’obbligo di possedere la laurea in giurisprudenza sarà introdotto in Italia soltanto dopo l’unità, a partire dal 1913;

sull’argomento cfr. G. ANCARANI – F. MAZZANTI – G. PEPE, Il notariato in Italia dall’età napoleonica all’Unità, Roma 1983.

Riguardo alla nobiltà dei notai Federico II aveva stabilito che essi dovessero essere esclusivamente nobili ed effettivamente fino a tutto il Quattrocento essi furono quasi sempre reclutati in questa classe.

Tuttavia, successive disposizioni allargarono il reclutamento anche al ceto medio, fascia sociale come è noto, in forte espansione in età moderna. In effetti in Calabria si ritrovano notai nobili fino alla fine del Cinquecento (Luca Fonte di famiglia suffeudataria a Castelvetere fra Quattro e Cinquecento, Troilo Gagliardi a Gerace nel 1541, cfr. SASL, fondo Gerace, vol. 1 visita pastorale di Mons. Tiberio Muti, f. 1r, ed altri); successivamente (dal Seicento in poi) il reclutamento dei medesimi avvenne quasi esclusivamente nel ceto medio che era tutt'altro che inconsistente nella regione. Nuove ricerche su fonti primarie, infatti, attestano per i secoli dal XVI al XVIII una presenza ed un ruolo di non secondaria importanza di questo ceto in seno alla società, contrariamente a quanto ritetuno da certa datata storiografia di matrice idealistica.

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Messaggioda San Celestino » giovedì 13 dicembre 2007, 20:28

In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti
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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 13 dicembre 2007, 20:46

San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti


Gent.mo,

non faccio lezioni, sono un discente come te ed altri appassionati studiosi
(... ho un vantaggio...mio fratello è notaio....)le conclusioni sulla problematica le lascio a te.
con affetto

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Messaggioda San Celestino » giovedì 13 dicembre 2007, 20:54

San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti

Si ma.... è giusta questa mia interpretazione? :lol:
Un saluto :wink:
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Messaggioda L.de Bellis » giovedì 13 dicembre 2007, 21:27

San Celestino ha scritto:
San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti

Si ma.... è giusta questa mia interpretazione? :lol:
Un saluto :wink:


ritengo di si.
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Messaggioda Federico B. G. » giovedì 13 dicembre 2007, 22:19

San Celestino ha scritto:Quindi un "dottore di Legge" o un "Regio Notaro" avevano la cosiddetta "Nobiltà personale generica" e quindi del terzo grado ma non trasmissibile? ed erano ascritti dunque al primo ceto del luogo? e dunque se si hanno in una famiglia tre generazioni consecutive di dottori o notai tra seicento e settecento questa famiglia poteva entrare a far parte della nobiltà del terzo grado? ma solo però se ne faceva richesta esplicita giusto? e se il re ovviamende dava il suo assenso scritto e bollato......
Vi torna?
Un saluto




Quanto detto, non vorrei sbagliarmi, era effettivamente possibile nei territori dell'Impero Austroungarico... è una mia reminescenza sbagliata o effettivamente quanto ricordo è vero?
Che mi potete dire in merito?

Saluti
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 14 dicembre 2007, 0:08

San Celestino ha scritto:In questo forum non si finisce mai di imparare!
carissimo amico,
grazie mille per l'interessantissima lezione! quindi se nel catasto onciario del 1746 un Regio Notaro abitante di una città feudale era appartenente al "Primo Ceto", tanto da esser trattato con il "Magnifico", ed aveva riconosciuta la nobiltà del terzo grado significa che era di famiglia nobile e non che aveva acquisito la nobiltà del terzo grado con la carica di Notaio che da quel che mi fate capire non era investita neppure della sola nobiltà legale o civile!
Che dici??
Saluti



Esatto :wink: Confermo in pieno che non era richiesta la laurea per esercitare la professione di notaio ma bastava superare l'esame pratico di redazione di un atto notarile :D
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 14 dicembre 2007, 0:12

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Esatto :wink: Confermo in pieno che non era richiesta la laurea per esercitare la professione di notaio ma bastava superare l'esame pratico di redazione di un atto notarile :D



Alessio scusa... ma da dove ti risulta?
E per quali casi, quali Stati ed in quali epoche?
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 14 dicembre 2007, 0:41

Grimaldi ha scritto:Alessio scusa... ma da dove ti risulta?
E per quali casi, quali Stati ed in quali epoche?


Stiamo parlando del Regno delle Due Sicilie in età feudale.

La cosa mi risulta cosi da diverse fonti primarie: anzitutto una sana ricerca presso l'archivio di Stato di Napoli, fondo "collegio dei dottori", mi ha testimoniato che in Calabria Ultra (la zona per la quale effettuavo la ricerca) i laureati in genere non erano notai e i notai non avevano conseguito la laurea.

In secondo luogo osservando catasti onciari (ne ho osservati un bel po), apprezzi o documenti coevi, i notai in genere non sono mai chiamati "dott.", al contrario di altri. Altro indizio che non siano stati laureati.

Per una citazione bibliografica approfondita però mi serve un po di tempo per cercare le fonti.
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Messaggioda Messanensis » venerdì 14 dicembre 2007, 0:43

Confermo quanto scritto da Alessio anche per la Sicilia.
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 14 dicembre 2007, 0:47

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Grimaldi ha scritto:Alessio scusa... ma da dove ti risulta?
E per quali casi, quali Stati ed in quali epoche?


Stiamo parlando del Regno delle Due Sicilie in età feudale.

La cosa mi risulta cosi da diverse fonti primarie: anzitutto una sana ricerca presso l'archivio di Stato di Napoli, fondo "collegio dei dottori", mi ha testimoniato che in Calabria Ultra (la zona per la quale effettuavo la ricerca) i laureati in genere non erano notai e i notai non avevano conseguito la laurea.

In secondo luogo osservando catasti onciari (ne ho osservati un bel po), apprezzi o documenti coevi, i notai in genere non sono mai chiamati "dott.", al contrario di altri. Altro indizio che non siano stati laureati.

Per una citazione bibliografica approfondita però mi serve un po di tempo per cercare le fonti.



Cari Alessio e Rosario,
sto compiendo studi sull'argomento e l'argomento mi interessa molto.

Spero quindi in un qualche eventuale collaborazione/scambio dati.

Saluti
Grimaldi
 

Messaggioda San Celestino » venerdì 14 dicembre 2007, 1:56

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