Cavalieri d'Ufficio

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda Qohelet » martedì 11 dicembre 2007, 14:46

Stimati Confratelli,
mi rivolgo a Voi usando questo meraviglioso appellativo perchè, pur non potendomi io gloriare della croce costantiniana, pur anche milito nella cavalleria, ed è mia ferma opinione che la cavalleria sia una e una soltanto, e che tutti i cavalieri, quale che sia il manto che portano sulle spalle, siano mossi dallo stesso spirito. Ieri sera riflettevo sulla profondità degli interventi dei confratelli Cassinelli, Mic ed Equites; se non erro i primi due militano in un ramo del Costantiniano, Equites in un altro. Non voglio certo affrontare qui la dolorosa e nota questione, la mia riflessione mirava ad altro.
Posso forse venir tacciato di ingenuità, ma come disse un tale "essi non sapevano che l' impresa fosse impossibilie, quindi la compirono". Ma se lo spirito che muove l' animo di ogni cavaliere, e ancora di più l' animo dei cavalieri che si ritrovano sotto il manto azzurro di san Giorgio è forzatamente uno ed uno soltanto, non potrebbe questo essere un mezzo per superare ogni separazione dinastica? Voglio dire, se anzichè cercare di unire "dal capo" i due Rami si cercasse un riavvicinamento dal basso, un abbraccio fraterno di TUTTI i cavalieri costantiniani, sancito da incontri di preghiera, messe comuni, anche (perchè no) un' associazione che li riunisca....beh, forse, e dico solo forse, la forza dell' unione in Cristo, nella cavalleria e nella preghiera comune della base dei Cavalieri potrebbe spingere i vertici a smussare qualche angolo, a scordare qualche rivendicazione, forse anche a provare un po' di imbarazzo nei confronti di quei cavalieri che con tanta saggezza rammenterebbero che più delle dispute dinastiche e diplomatiche vale il senso profondo, inalienabile, millenario che affratella tutti i cavalieri. E che ben poco ha a che fare con Bolle e nomine di Cardinali Patroni, con prove di vestustà o di legitimazione. Forse verrebbe meno un po' di animosità e si rammenterebbe la mitezza e la pazienza che dovrebbe ispirare gli atti di chi rammenta, come insegna la Chiesa con la Sua millenaria prudenza, che nasciamo tutti sotto lo stesso sole e sotto quel sole viviamo, che si sia principi, cavalieri, papi o villani. Ripeto, sarò probabilmente molto ingenuo e la mia posizione è probabilmente risibile, ma se non ci credessi sul serio, se non ci provassi mi sentirei un po' meno degno di appartenere alla cavalleria che tutti ci affratella.
Mi scuso se mi sono introdotto, con veemenza, in una casa (quella Costantiniana) che poi non è nemmeno la mia. Cordialmente

Andrea
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Messaggioda Fulvio Poli » martedì 11 dicembre 2007, 14:57

sante parole

ho molto apprezzato la Sua rivoluzionaria idea
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Messaggioda equites » martedì 11 dicembre 2007, 16:03

cassinelli ha scritto:Avrei bisogno di un chiarimento.

Esiste un parallelismo tra il grado di Cavaliere di Grazia Magistrale del SMOM e Cavaliere di Merito del SMOCSG, e tra il grado di Donato di Devozione del SMOM e Cavaliere d'Ufficio del SMOCSG?


Secondo me il parallelismo tra i due ordini si ferma alle classi di giustizia (ed anche in questo caso con i dovuti distinguo).
Un cavaliere di merito dell'Ordine Costantiniano può essere allo stesso tempo qualcosa di più e qualcosa di meno del cavaliere di grazia magistrale dello SMOM e viceversa; così come mentre il donato compie un primo passo per entrare nell'Ordine di Malta, quello d'ufficio non ha il diritto di attendersi alcunchè, giacchè, se prioprio avesse meritato il cavalierato, glielo avrebbero dato direttamente.

E' mio modesto parere inoltre (ricordo che parlo solo per me stesso, non potendo nè desiderando coinvolgere chicchessia nelle mie elucubrazioni) che il "cavaliere d'ufficio" NON venga considerato un CAVALIERE, ma semplicemente una persona, quantunque meritevole, che l'Ordine ha inteso premiare per qualche motivo, contingente e non ripetibile. A conferma di questa mia impressione faccio notare che gli insigniti d'ufficio non mi risulta vengano invitati in occasione delle riunioni dell'Ordine (ricordo che io sono di obbedienza spagnola...). Peraltro i cavalieri d'ufficio non indossano il mantello, non portano la Croce al collo ecc. ecc..
Quando poi dalla classe si ufficio si venga promossi a quella di merito le cose cambiano, ma questo accade praticamente solo per motu proprio, cioè in casi eccezionali.

Vorrei infine far notare che per quanto riguarda la tradizione spagnola, la discussione in atto è del tutto superflua ed ininfluente, per i motivi che ho illustrato.
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Messaggioda Mic » martedì 11 dicembre 2007, 16:05

Gentilissimo Qoehlet
le sue parole sono parole nobili che trasudano un altissimo senso cavalleresco. Ella, se mi è concesso, è un Cavaliere autentico.Pur io non avendo il privilegio di conoscerla personalmente posso dire di aver intuito, dalle sue righe, che genus di persona ho di fronte.

Veda,
la questione non è tanto chi sia il legittimo Gran Maestro dello SMOCSG, credo che la disputa esisterà fin quando esisteranno eredi più o meno legittimi. A noi poco importa in questa sede.
Sia chiaro pur appartenendo io al ramo ferdinandeo ho ben chiara la situazione giuridica, non nascondo la testa sotto la sabbia.
Il problema è un altro.
Noto con amaro disappunto che taluni principi sanciti dagli statuti, che a rigore dovrebbero essere la Magna Carta dell'Ordine, non sono minimamente applicati.
Noto altresì con altrettanto sconcerto che si concedono placche e categorie diverse, con una "inquietante leggerezza".

Ciò che in un senso è capitato al Cavaliere Francesco Lupo, è capitato all'inverso ad altre degnissime persone che con V elementare (o giù di li) si sono visti appioppare la categoria di merito.

Sgombro il campo da facili equivoci. Qui nessuno è attaccato alle categorie, alle placche o altro. Il comportamento del Cavaliere in oggetto è ESEMPLARE sotto ogni profilo: fattuale, organizzativo, concettuale.

Viceversa esistono personaggi che ottenuta la famosa "placchetta" per sbaglio (almeno così viene raccontato) sono evaporati come neve al sole alimentando ben più di qualche sospetto.

Signori,
qui nessuno vuole un di più, ma certamente non è lecito avere di meno.

Detto questo, l'impegno e la coerenza con i principi scolpiti nell'anima della Sacra Milizia non verranno mai meno.

Si chiede solo che taluni "dignitari per caso" non vilipendano l'onore e le forme che l'Ordine Costantiniano hanno avuto per secoli.

Cordialmente
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Messaggioda equites » martedì 11 dicembre 2007, 16:10

Qohelet ha scritto:...non potrebbe questo essere un mezzo per superare ogni separazione dinastica?


Caro Andrea, le tue intenzioni sono buone e lodevoli, ma la dicotomia è più profonda di quanto non si creda ed oltre al senso stesso dell'esistenza dei due Ordini tocca anche molti confratelli (sebbene forse non quelli che scrivono sul Forum).

D'altra parte uno dei due gran maestri ha (almeno per ora) solo figlie femmine quindi tra 100 anni, a meno di novità in tal senso, il problema dovrebbe essere risolto...
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Messaggioda equites » martedì 11 dicembre 2007, 16:14

Odio dover fare certe puntualizzazioni, ma anche per difendere l'operato della Real Commissione e della Real Deputazione sono costretto a precisare che il nostro Mic si riferisce al ramo che normalmente viene identificato come "francese"...
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Messaggioda Mic » martedì 11 dicembre 2007, 16:24

equites ha scritto:Odio dover fare certe puntualizzazioni, ma anche per difendere l'operato della Real Commissione e della Real Deputazione sono costretto a precisare che il nostro Mic si riferisce al ramo che normalmente viene identificato come "francese"...


Grazie per la puntualizzazione,
anche se i realtà avevo scritto di appartenere al ramo ferdinandeo ossia Gran Maestro Ferdinando Duca di Castro
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Messaggioda Qohelet » martedì 11 dicembre 2007, 16:27

Cari Confratelli,
non mi sognerei mai, e per la mia non appartenenza all' Ordine Costantiniano, e per la pochezza dei miei mezzi intellettuali, non mi sognerei mai dicevo di dibattere sul legittimo esercizio del Gran Magistero. Né mi metterei a discettare sui cirteri di conferimento delle varie classi, giacché non è conclamatamente affar mio.
La mia questione era più sottile e, se mi permette, più ovvia, e faceva appello al Vostro buonsenso e alla Vostra forza cavalleresca. Esistono due Gran Maestri, è innegabile, ma esiste uno e un solo Ordine, perchè un cavaliere Costantiniano prima che al Gran Maestro deve obbedienza e deferenza all' ideale della cavalleria cristiana, della sacra milizia, che mi par vilipeso dall' attuale questione dinastica...basta prenderne atto, basta che i cavalieri costantiniani tutti, TUTTI ACCOMUNATI DALLA MEDESIMA CROCE E DAL MEDESIMO MONOGRAMMA si stringano in un abbraccio che i vertici non si vogliono, o non si possono dare, rebus sic stantibus. Un abbraccio pubblico, conclamato, innegabile, reiterato. Anche istituzionalizzato, se del caso: nella mia ignoranza pensavo a qualcosa come un' associazione dei cavalieri costantiniani, oppure ad un gruppo di preghiera. Forse la fratellanza e l' esempio spunteranno le lance degli animi più bellicosi e genereranno vergogna, o almeno imbarazzo negli "stati maggiori".

Andrea
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Messaggioda Fiore » mercoledì 12 dicembre 2007, 22:48

Mic ha scritto:Resta il fatto che talune abominevoli usanze trovano terreno fertile laddove la stretta e scrupolosa osservanza delle regole è nientemeno che un miraggio.

Come purtroppo abbiamo constatato!!!


Un mio carissimo amico, che anche lei dovrebbe conoscere, mi ha chiesto di risponderle che "Non è tutto oro quello che luccica", come vede anche in Ordini irreprensibili vi si possono trovare insoddisfazione e recriminazione.

Cordiali saluti.
Fiore
 

Messaggioda cassinelli » mercoledì 12 dicembre 2007, 23:12

Carissimi Confratelli,

essere Cavaliere, per me, significa anche dovere Fedeltà al Gran Maestro e alla sua Discendenza.

Come avveniva un tempo. Come è sempre avvenuto.

Onore, quindi, alla Sacra Milizia.

Fedeltà, quindi, al Gran Maestro.


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Messaggioda equites » giovedì 13 dicembre 2007, 1:22

equites ha scritto:
Qohelet ha scritto:...non potrebbe questo essere un mezzo per superare ogni separazione dinastica?


Caro Andrea, le tue intenzioni sono buone e lodevoli, ma la dicotomia è più profonda di quanto non si creda ed oltre al senso stesso dell'esistenza dei due Ordini tocca anche molti confratelli (sebbene forse non quelli che scrivono sul Forum).

D'altra parte il figlio di uno dei due gran maestri ha (almeno per ora) solo figlie femmine quindi tra 100 anni, a meno di novità in tal senso, il problema dovrebbe essere risolto...



Mi sono corretto... ma il senso della frase rimane lo stesso.
Inoltre concordo con Cassinelli: la fedeltà deve andare in primis al Gran Maestro. Mentre quella all'ideale cristiano cattolico è scontata, dato che si tratta di un Ordine dichiaratamente "papista".
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Messaggioda Fabio Gig » giovedì 20 dicembre 2007, 18:02

Dopo avere fatto le debite ricerche ed avere chiesto a chi può rispondere con cognizione di causa, provo a rispondere:

cassinelli ha scritto:Esiste un parallelismo tra il grado di Cavaliere di Grazia Magistrale del SMOM e Cavaliere di Merito del SMOCSG, e tra il grado di Donato di Devozione del SMOM e Cavaliere d'Ufficio del SMOCSG?


Il parallelismo esiste per i seguenti ceti: Grazia Magistrale/Merito; Grazia e Devozione/Jure Sanguinis (Grazia); Onore e Devozione/Giustizia.

equites ha scritto:E' mio modesto parere inoltre (ricordo che parlo solo per me stesso, non potendo nè desiderando coinvolgere chicchessia nelle mie elucubrazioni) che il "cavaliere d'ufficio" NON venga considerato un CAVALIERE, ma semplicemente una persona, quantunque meritevole, che l'Ordine ha inteso premiare per qualche motivo, contingente e non ripetibile. A conferma di questa mia impressione faccio notare che gli insigniti d'ufficio non mi risulta vengano invitati in occasione delle riunioni dell'Ordine (ricordo che io sono di obbedienza spagnola...). Peraltro i cavalieri d'ufficio non indossano il mantello, non portano la Croce al collo ecc. ecc..


A differenza dei Donati di Devozione che sono membri a tutti gli effetti del SMOM ma non Cavalieri, i Cavalieri d'Ufficio sono Cavalieri a tutti gli effetti. Per consuetudine indossano il mantello e per diritto portono la croce sul petto.

equites ha scritto:Per quanto riguarda infine la categoria d'ufficio, posso affermare che la tendenza attuale consiste nel NON utilizzarla, poichè sebbene nulla lo vieti espressamente, non viene vista (lo ripeto, attualmente) come un livello d'accesso all'Ordine ed anche le promozioni pubblicate sul sito ufficiale dell'Ordine stesso devono intendersi come eccezionali.


La categoria d'Ufficio si utilizzerà più di prima, sia come primo accesso all'Ordine (ad esempio i sottoteneti ed i tenenti che quando capitani, se lo meriteranno, saranno promossi nella categoria di Merito) sia come accesso per quelle persone che hanno maturato "Meriti minori".
Fabio Gig
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Messaggioda equites » venerdì 21 dicembre 2007, 10:42

Fabio Gig ha scritto:Dopo avere fatto le debite ricerche ed avere chiesto a chi può rispondere con cognizione di causa, provo a rispondere:

cassinelli ha scritto:Esiste un parallelismo tra il grado di Cavaliere di Grazia Magistrale del SMOM e Cavaliere di Merito del SMOCSG, e tra il grado di Donato di Devozione del SMOM e Cavaliere d'Ufficio del SMOCSG?


Il parallelismo esiste per i seguenti ceti: Grazia Magistrale/Merito; Grazia e Devozione/Jure Sanguinis (Grazia); Onore e Devozione/Giustizia.



E' sostanzialmente corretto, anche se io non userei il termine "parallelismo", quanto piuttosto quello di "similitudine". Un parallelismo vero e proprio non esiste.


Fabio Gig ha scritto:
equites ha scritto:E' mio modesto parere inoltre (ricordo che parlo solo per me stesso, non potendo nè desiderando coinvolgere chicchessia nelle mie elucubrazioni) che il "cavaliere d'ufficio" NON venga considerato un CAVALIERE, ma semplicemente una persona, quantunque meritevole, che l'Ordine ha inteso premiare per qualche motivo, contingente e non ripetibile. A conferma di questa mia impressione faccio notare che gli insigniti d'ufficio non mi risulta vengano invitati in occasione delle riunioni dell'Ordine (ricordo che io sono di obbedienza spagnola...). Peraltro i cavalieri d'ufficio non indossano il mantello, non portano la Croce al collo ecc. ecc..


A differenza dei Donati di Devozione che sono membri a tutti gli effetti del SMOM ma non Cavalieri, i Cavalieri d'Ufficio sono Cavalieri a tutti gli effetti. Per consuetudine indossano il mantello e per diritto portono la croce sul petto.



Non mi risulta proprio! Quindi immagino che queste consuetudini si riferiscano al ramo di Napoli-Parigi.



Fabio Gig ha scritto:
equites ha scritto:Per quanto riguarda infine la categoria d'ufficio, posso affermare che la tendenza attuale consiste nel NON utilizzarla, poichè sebbene nulla lo vieti espressamente, non viene vista (lo ripeto, attualmente) come un livello d'accesso all'Ordine ed anche le promozioni pubblicate sul sito ufficiale dell'Ordine stesso devono intendersi come eccezionali.


La categoria d'Ufficio si utilizzerà più di prima, sia come primo accesso all'Ordine (ad esempio i sottoteneti ed i tenenti che quando capitani, se lo meriteranno, saranno promossi nella categoria di Merito) sia come accesso per quelle persone che hanno maturato "Meriti minori".


Anche questa affermazione non mi risulta assolutamente.
Conosco il figlio di un ammiraglio ispettore che è a sua volta sottotenente di vascello (ruolo normale e corrispondente al grado di tenente dell'Esercito) a cui è stato detto chiaramente: "...cresci figliolo, tra 4/5 anni ne riparliamo...".
Ribadisco che, per quanto mi risulta, il Gran Magistero dell'Infante di Spagna Don Carlos di Borbone - Due Sicilie non intende creare una classe nutrita di figli di un dio minore in attesa di non si sa bene che cosa o che (peggio ancora), debbano lucrare il passaggio di "categoria" attraverso non meglio specificati meriti (mi viene i brividi a pensare in cosa potrebbero consistere...). Ogni eventuale concessione del titolo d'ufficio è da intendersi particolare e ad personam. Un ufficiale inferiore non diventa cavaliere d'ufficio per poi essere promosso contestualmente all'avanzamento nel grado di capitano, così come uno studente non viene nominato cav. d'ufficio per poi essere promosso "di merito" dopo aver conseguito il titolo. Peraltro, se così fosse, trovo che il ruolo stesso dei cavalieri d'ufficio e, soprattutto, di merito, verrebbe enormemente svilito.
Ripeto (e concludo), questo è quanto mi risulta dalla frequentazione dell'Ordine e di alcun componenti la Real Deputazione e la Real Commissione (s'intende, del ramo spagnolo...).
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Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 21 dicembre 2007, 11:26

Cortese equites,

Fabio Gig si riferisce al ramo spagnolo e, conoscendolo, suppongo che la sua fonte sia al vertice o molto vicina a questo.
Comunque è possibile che non vi sia una codificazione ferrea in materia e che ciò offra spazi a differenti visioni.

Per il resto anche a me risulta che i Cavalieri d'Ufficio siano a tutti gli effetti Cavalieri con mantello e partecipazione alle cerimonie (li ho visti di persona al Pontificale a Roma) e che vengano essenzialmente ritenuti equivalenti ai Donati del SMOM.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia
Ultima modifica di Cronista di Livonia il venerdì 21 dicembre 2007, 14:52, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Fabio Gig » venerdì 21 dicembre 2007, 12:23

Gentile equites,

al di la dei riferimenti riguardanti le proprie frequentazioni, che costituiscono materia privata, la risposta ai quesiti di cui discutiamo si può trovare nei testi di riferimento riguardanti l'Ordine.

In ogni caso è bene evidenziare il fatto che per quanto riguarda la classe dei Cavalieri d'Ufficio non esiste il grado di Gran Croce; pertanto, è giocoforza considerare il passaggio dalla categoria d'Ufficio a quella di Merito come un premio per particolari ed importanti servigi resi all'Ordine. Come, d'altra parte, accade per i Donati di Devozione del SMOM. Infatti, a tale proposito, devo rilevare che in queste ultime investiture ho potuto notare di come alcuni Novizi siano stati investiti Cavalieri senza passare prima per la classe dei Donati.

Quindi, non trovo affatto scandaloso o fuori di testa che talune persone, dopo essersi meritati la categoria d'Ufficio, possano successivamente essere promossi a quella di Merito. Si tratta dell'unico mezzo per ricompersarli per i servigi verso l'Ordine e la Chiesa.

Cronista di Livonia ha scritto:I Cavalieri d'Ufficio sono essenzialmente ritenuti equivalenti ai Donati del SMOM.


Non è proprio così in quanto nel SMOM anche chi accederà, in seguito, ai ceti nobiliari può transitare, dopo il Noviziato, tra i Donati di Devozione; invece nel SMOCSG chi ha i requisiti per accedere ai ceti nobiliari non trasiterà mai tra i Cavalieri d'Ufficio.

Riassumendo:

Donati di Devozione
(Membri dell'Ordine, non sono Cavalieri, non è una tappa obbligatoria al Cavalierato, vi possono transitare i futuri Cavalieri di tutti i ceti).

Cavalieri d'Ufficio
(Membri dell'Ordine, sono Cavalieri, possono diventare (eccezionalmente) Cavalieri di Merito, vi accedono solo i Cavalieri non nobili).

Con cordialità.
Fabio Gig
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