equites ha scritto:IN questi casi cosa fareste?
Apprezzereste la patina di antichità o la portereste di corsa al vostro orefice di fiducia?
Mi sembra che siano gli stessi dubbi dei cultori di auto storiche...

Personalmente, sia per l'argento che per il bronzo, quello che viene via con cotone idrofilo & alcool isopropilico (un blandissimo solvente sul genere della trielina, ma molto più delicato...) é
sudiciume, il resto é
patina da preservare religiosamente (e infatti sull'argento viene via una buona parte del
nero, mentre sul bronzo non viene via practicamente nulla).
Il problema é di natura chimico-fisica.
A differenza della patina del bronzo (dove lo strato superficiale di ossido é fortemente coeso al sottostante substrato metallico, e si può quindi parlare a pieno diritto di
patina) la patina data dall'ossidazione dell'argento (ma sarebbe più preciso definirla
sulfurazione) é molto poco coesa col metallo sottostante (tant'é che basta sfregarla col dito con un minimo di lena per sporcare il polpastrello di "nero").
In considerazione di ciò, non vedrei niente di scandaloso a lucidare integralmente un oggetto in argento (o quantomeno é un peccatuccio veniale... a differenza del lucidare il bronzo, la qual cosa é un Abominio Inqualificabile).
Io personalmente non lo faccio.
Mi limito a una pulizia generale con la modalità di cui sopra (estremamente delicata... acqua e sapone al confronto sono molto più aggressivi), più che sufficiente ad asportare il 99% del sudiciume.
PS: io, che non ho la pluriennale esperienza "sul campo" che ha Milord, ben mi guardo dallo smontare alcunché, nemmeno i nastri, durante le operazioni di pulizia (e in questo mi viene in aiuto il prodotto che uso, talmente blando da non rovinare né scolorire i nastri... il rischio di rovinare la seta e in generale il tessuto é molto alto in caso di contatto con prodotti lucidanti o anche con la semplice acqua

)