Gentile signore
devo purtroppo dirle che questa ipotesi da lei formulata
è pericolosa.
"Se una genealogia non è provata, ma non è neanche provato il contrario, dobbiamo ritenerla vera?"
Le dico di no.
In genealogia utilizzo il principio del
rasoio di Okham applicato alla genealogia.
Ne ho tratto quindi alcuni princìpi per genealogia:
1) L'IPOTESI PIU' SEMPLICE (OVVERO PIU' PROBABILE) DEVE ESSERE RITENUTA QUELLA VERA (ovvero fino a prova contraria);
2) Tra due ipotesi (E' oppure NON E') dobbiamo scegliere l'ipotesi che NON E' come quella più probabile e quindi prenderla come quella vera, SE NON E' DIMOSTRABILE (O DIMOSTRATO) CHE E' (ovvero finchè non lo si dimostra);
3) TUTTO CIO' CHE NON E' DIMOSTRABILE NON HA VALORE (E' NULLO).
Applicando in questo caso:
I Tomasi discendono da casata di epoca costantiniana.
1) Qual'è l'ipotesi più semplice?
Che non sia vero.
Motivo? Nessuna casata nobiliare europea vanta genealogia così antica (finora dimostrata e che mi risulti).
2) Discende oppure non discende da tale casata di epoca costantiniana?
Possiamo dimostrare che discende? Generazione per generazione? (Con prove scientificamente accettabili). No.
Quindi? Accettiamo quindi per vera l'ipotesi che non discenda.
3) Bisogna credere che discenda da tale casata di epoca costantiniana?
Possiamo dimostrarlo? No?
Allora perchè occuparsene. Non ha valore. E' nulla come teoria.
Al massimo possiamo porla nel campo della mitologia familiare o delle ipotesi.
Mi rendo conto sia severo come metro
ma la massima preoccupazione dello studioso vero è la ricerca e l'accertamento della verità.
Che è tale se è dimostrata. E fino a sua prova contraria.
Ed aggiungo, autocitandomi:
"... come ci insegna Bayle "onore del genere umano" non dobbiamo passivamente accettare una "verità" solo perchè essa è così considerata tradizionalmente. "
Come è stato scritto il male di questo secolo non è non credere a nulla...
ma credere a tutto.
Saluti