da renatocampofreda » mercoledì 28 novembre 2007, 22:42
In effetti,i nobili "decaduti",venivano dai loro pari,specie nei centri maggiori,tenuti a distanza,come se la novella povertà potesse attaccarsi come una malattia,ed anche il popolo ne perdeva il rispetto,a causa del loro nuovo stato economico.Nei piccoli centri,il signore ,era sempre il signore,anche con le toppe ai pantaloni.Allo stesso modo,l'arricchito nelle città riusciva spesso a mescolarsi a persone di ceto superiore,specialmente cambiando zona,dove non era da prima conosciuto.Nei piccoli paesi era difficlle che la cosa potesse succedere,visto che si conoscevano tutti,e chi aveva fatto fortuna ,provenendo da una classe sociale modesta,rimaneva comunque un "lazzaro "arricchito.Mi permetto un aneddoto personale.Ero ragazzo e mi trovavo per la prima volta nel paese della mia famiglia,e fui costretto a ricorrere ad un artigiano.Questi cominciò a raccontare i fatti del paese,e parlare delle famiglie più abbienti e distinte,al che io gli nominai una famiglia del posto,molto facoltosa.Alle mie parole,questo artigiano,modesto ma molto dignitoso,mi rispose...<ma che signori,sono fornaciari...>erano passati più di cento cinquant'anni ,ma per i paesani erano rimasti degli arricchiti e basta.mi scuso per la lungaggine.Saluti.Renato Campofreda.
I nostri Avi vivono attraverso la nostra memoria