Esiste una gerarchia di grado dei titoli e qualifiche nobiliari?Sì,universalmente riconosciuta anche se con varianti geografiche e qualche incertezza;dal basso in alto:signore di località,cavaliere ereditario,nobile,patrizio(qualifiche)-barone,visconte,conte,marchese,duca,principe(titoli).2)Esiste una gerarchia di anzianità?Sì,l'aristocrazia d'antica data(uradel,in tedesco)era quella che di regola(ferma restando la possibilità di eccezioni restrittive o largheggiatorie) poteva(e può) contrarre alleanze matrimoniali con dinastie sovrane.Per le qualifiche di nobile e patrizio erano addirittura previsti elmi,corone e posizioni di grado diverse se antiche o moderne.Per quella di signore occorre contestualizzare.Le considerazioni di Qohelet mi sembrano universalmente valide,ma un esempio storico potrebbe essere chiarificatore: i Signori di Crema Benzoni o Greppi,Domini Cremae,comandavano politicamente su tutti(avevano anche sudditi titolati) ma il titolo di Conti di Crema ricevuto dai Duchi(promossi a loro volta a quel titolo dall'Impero sacro-romano) di Milano è,araldicamente parlando,una promozione e come tale cercato ed ottenuto.
Mi trovo in disaccordo su alcuni punti.
lasciando perdere la "classifica" dei titoli nobiliari è bene evidenziare che SOLO le diciture di
Nobile di e
Patrizio di possono definirsi qualifiche o meglio, qualità.
Nobile (generico) così come Cavaliere ereditario sono titoli a tutti gli effetti, l'ultimo dei quali a scala regionale, Piemonte e Sardegna.
Signore non è inquadrabile in nulla:
non è titolo perchè nessuno lo concedeva. Il futuro signore tale appellativo se lo procurava/guadagnava...spesso o quasi sempre in modo non-pacifico
non è qualità come le nobiltà/patriziati cittadini poichè questi erano il culmine di un processo di elevazione della famiglia che sono nell'antica Città (e non a casa lo scrivo maiuscolo) poteva trovare compimento e che accorpava in sè diversi e molteplici fattori, alcuni dei quali ho già elencato nel precendente post. Il Signore non aveva queste "tappe" dell'ascesa familiare, era colui che decideva la vita delle terre a lui assoggettate, senza nessuno che stesse al di sopra. Faceva come voleva e questa caratteristica non risiede nè nei titoli nè nelle qualità civiche.
Chi ha detto che l'antica aristocrazia era la sola a poter contrarre matrimoni sovrani???
Mi scusi Signor Guinzio ma questa affermazione andrebbe cancellata, poichè non ha fondamento alcuno.
Chi l'ha stabilito? dov'è scritto?
In epoche recenti è normale che le famiglie signorili tesero ad entrare nei ranghi della nobiltà "ufficiale". Ciò dava garanzie, privilegi e prestigio che magari cominciavano a venir meno.
I cosiddetti "conti" di Valvasone per esempio, conti di Valvasone non lo sono stati mai, ma ne sono stati Signori e Consignori e a metà del '300 decisero di far parte dei ranghi accettando il titolo di Conte del SRI.
E' un processo piuttosto normale di "regolarizzazione" della propria posizione all'avvento di epoche più rigide sotto certi punti di vista.
Credo che pochissimi signori rurali avrebbero voluto esser conti nel 1100..stavano molto meglio a fare i signori, taglieggiando popolazione e viandanti
