Spada e uniforme: quando possono risalire?

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda marcoluca » sabato 10 novembre 2007, 19:54

Sono immagini stupende e devo ammettere che l'uniforme ha sempre un certo fascino, forse quelle cavalleresche un po' in più in quanto legate ad una tradizione e storia particolare.
L'uniforme nasceva ed aveva il suo uso proprio in una società che formalmente differenziava i diversi ceti di cui era composta, e pertanto, doveva differenziare il corpo laico della chiesa da quello ecclesiastico nelle cerimonie ufficiali. Da questo punto di vista aveva un suo utilizzo ben specifico e forse anche un po' scevro da connotazioni militaresche. A ben vederle, infatti, nulla hanno delle uniformi da campo.

Ammetto che rammarica anche me che il suo non utilizzo, almeno per quanto riguarda l'uniforme del Santo Sepolcro, venga a tutta forza incoraggiato, eppure basterebbe qualche modifica alle uniformi per trasformarle in divise: manterrebero comunque un certo fascino, e darebbero ancora decoro alle cerimonie cui l' Ordini prende parte.
Ma viviamo tempi di grande confusione e la chiesa da questo non è esente.

Mi permetto poi una nota sul testo delle "Norme di comportamento" riguardo proprio al mantello evidenziato dal signor Cassinelli. In quella nota sulle uniformi il mantello viene dichiarato come la sola uniforme o divisa dell'Ordine, altrove viene indicato come abito da chiesa. L'uso di un abito da chiesa è, a mio avviso, diverso dall'uso di una divisa. Quest'ultima permetterebbe un uso anche in ambiti diversi da quelle che sono cerimonie religiose: è evidente la confusione presente in questo ambito ed il tentativo affannoso di superarla...
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Messaggioda nicolad72 » domenica 11 novembre 2007, 18:35

Sig. Marcoluca,
come avrà notato ho inserito le norme relative all'uso dell'uniforme e dei suoi accessori (compreso il mantello) contenute nello statuto OESSG, che ne disciplina, in parte, anche l'uso.
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Messaggioda marcoluca » lunedì 12 novembre 2007, 9:58

Conosco quelle norme contenute nello Statuto. L'abolizione dell'uniforme, se ne è gia parlato in questo topic, non può essere presa in considerazione, per il momento, in quanto significherebbe cambiare le norme statutarie che prevederebbero il placet della Sede Apostolica; l'uso, invece può essere regolamentato secondo le diverse opportunità del caso.
Il mantello è un abito da chiesa e andrebbe indossato unicamente durante le celebrazioni religiose, come effettivamente viene fatto; la divisa, per contro, può essere indossata anche in cerimonie ufficiali che non siano prettamente religiose.
Ad ogni modo è stata sostituita dall'abito scuro e da un impersonale frac!...
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Messaggioda Luca Bracco » lunedì 12 novembre 2007, 10:19

Mi si permetta un appunto...
Anche il rito tradizionale latino non era più in uso...poi il Santo Padre ha stupito tutti...

Non più in uso è una cosa, abolito è un'altra....!

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Messaggioda marcoluca » lunedì 12 novembre 2007, 10:45

Mi scusi, Sig. Bracco, ma non comprendo l'appunto... mi sembra che in fondo si stia parlando più o meno la stessa lingua.
L'uniforme non è abolita ma se il Gran Magistero non ne prevede l'uso, non può essere indossata. Le Norme comportamentali sono state divulgate per rendere edotti sulle direttive del Gran Magistero.
Nessun cavaliere può far come gli pare, senza attenersi ai voleri dei suoi superiori.
Può darsi che le cose cambieranno... ma sono un po' scettico, lo ammetto!
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Messaggioda Morello » lunedì 12 novembre 2007, 14:55

Una richiesta di chiarimento in merito all'uso delle decorazioni sul mantello (mi riferisco ai nastri di cavaliere e di commendatore): se il bianco mantello dell'OESSG è un abito di chiesa come la nera cocolla del SMOM, come mai su quest'ultima si possono indossare le onorificenze (nastri, ovviamente, per i diversi ceti), mentre sui mantelli è stato proibito? E' vero che sono due Ordini ben diversi, ma mi sembra strano se si parla di due abiti di chiesa. Un Donato di Devozione SMOM può mettere il nastro sulla cocolla, ma se è anche Cavaliere dell'OESSG, non può mettere il nastro sotto il colletto del mantello. Perchè, a rigor di logica? Chiedo lumi agli esperti.


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Messaggioda Lord Acton » lunedì 12 novembre 2007, 15:46

Serafini ha scritto: se il bianco mantello dell'OESSG è un abito di chiesa come la nera cocolla del SMOM, come mai su quest'ultima si possono indossare le onorificenze (nastri, ovviamente, per i diversi ceti), mentre sui mantelli è stato proibito ?

Semplice... sono due organizzazioni diverse e quindi hanno regole diverse...

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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 12 novembre 2007, 15:54

Lord Acton ha scritto:
Serafini ha scritto: se il bianco mantello dell'OESSG è un abito di chiesa come la nera cocolla del SMOM, come mai su quest'ultima si possono indossare le onorificenze (nastri, ovviamente, per i diversi ceti), mentre sui mantelli è stato proibito ?

Semplice... sono due organizzazioni diverse e quindi hanno regole diverse...

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Anche perchè, devo essere sincero, non riesco a considerare il mantello come un "abito da chiesa". Il mantello è qualcosa che si dovrebbe usare per coprirsi dalle intemperie e non dovrebbe essere caricato, al pari del cappotto, da spille e ornamenti vari. Per questo vedo bene l'utilizzo dell'uniforme o del frac sotto il mantello, con indosso le rispettive decorazioni.
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Messaggioda nicolad72 » lunedì 12 novembre 2007, 16:06

Serafini ha scritto: se il bianco mantello dell'OESSG è un abito di chiesa come la nera cocolla del SMOM

Negativo!

Il mantello non è un abito da chiesa, a differenza della Cocolla SMOM.

Ciò si desume anche dagli statuti dell'ordine che disciplina questo capo di vestiario nell'articolo relativo all'Uniforme.

Anche lo SMOM ha un mantello, che è parte dell'uniforme, alla stregua dell'OESSG, che è cosa ben diversa dell'abito da chiesa.
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Messaggioda Morello » lunedì 12 novembre 2007, 16:10

Grazie per le precisazioni. Ma se ho ben letto le "Norme di comportamento", la divisa non è più in uso e il frac lo stesso, almeno credo: non so quanti cavalieri possiedano il frac. Non vorrei essere il sono a non possederlo, tra l'altro non ho neppure lo smoking o dinner jacket. Nelle norme mi pare ci sia scritto che l'abito normalmente da portere sotto il mantello è quello scuro, quindi niente divisa e niente frac. Le decorazioni, noi comuni mortali quando le mettiamo? Visto che non siamo diplomatici e/o non apparteniamo alla Famiglia Pontificia Laica? Ho già sentito diversi confratelli lamentarsi, o almeno essere perplessi, hanno asserito che in caso di promozione non vale la pena acquistare nuove onorificenze, probabilmente se le faranno prestare, l'importo del loro costo può essere devoluto alla Terrasanta. Io credo che affitterò un frac (mi perdonino i puristi) e mi farò immortalare per i posteri in una bella foto-ritratto.
Cordialmente.
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Messaggioda cassinelli » lunedì 12 novembre 2007, 23:41

La prego!

Non facciamo morire la Tradizione!
Ultima modifica di cassinelli il domenica 3 febbraio 2008, 21:55, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Morello » martedì 13 novembre 2007, 9:53

Mi scuso per le mie battute, forse fuori luogo. A parte quelle e fermo restando l'obbedienza alle decisioni del Gran Magistero, mi permetto di esprimere alcune opinioni: l'Ordine potrebbe prevedere almeno per le cerimonie più importanti, quali, ad esempio, le investiture, l'uniforme (anche quella moderna va benissimo) per le cariche di Delegato, Preside, Luogotenente, ed alte cariche del Magistero. Gli altri cavalieri potrebbero indossare il frac. Voi che ne pensate?
Cordialmente.
Nicola Serafini

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Messaggioda marcoluca » martedì 13 novembre 2007, 10:26

Serafini ha scritto:Mi scuso per le mie battute, forse fuori luogo. A parte quelle e fermo restando l'obbedienza alle decisioni del Gran Magistero, mi permetto di esprimere alcune opinioni: l'Ordine potrebbe prevedere almeno per le cerimonie più importanti, quali, ad esempio, le investiture, l'uniforme (anche quella moderna va benissimo) per le cariche di Delegato, Preside, Luogotenente, ed alte cariche del Magistero. Gli altri cavalieri potrebbero indossare il frac. Voi che ne pensate?
Cordialmente.
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Non sono battute, caro Nicola, ma è la verità... purtroppo oggi l'unico abito che viene richiesto è l'abito scuro e l'applicazione delle nuove Norme non prevedono l'uso (giustamente) delle insegne sul mantello.... vale la pena comperarle per riporle nel loro astuccio? se si è dei collezionisti va pure bene... ma ltrimenti...
Se L'Ordine è attivo nella propria Sezione ci sarebbero molte occasioni per indossare l'uniforme, come molte altre dove indossare un abito più sobrio come l'abito scuro.

Il 2 dicembre prossimo i Cavalieri e le Dame del Santo Sepolcro renderanno omaggio al nuovo Cardinale Gran Maestro... in quest'occasione è previsto l'uso dell'abito scuro con tocco e guanti bianchi...
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Messaggioda Antesterione » martedì 13 novembre 2007, 13:43

Il fine di queste norme da un certo punto di vista è apprezzabile (Finalmente, anche i più incalliti hanno smesso di indossare le decorazioni sul mantello, cosa che era prevista già dagli statuti! Non c'era bisogno di una nuova norma, bensì di far rispettare quella esistente).

La riuscita invece è molto discutibile.

Il frac è previsto nella tabella apposita sul porto di decorazioni. Tuttavia è evidente come alcuni passaggi arrivino quasi a contraddirsi.

Il fatto che usualmente si porti l'abito scuro con mantello non significa che non possa essere deciso in una sezione di indossare il frac con decorazioni.

AL fine di uniformare lo stile mi può anche andare bene l'uso dell'abito scuro lì dove non fosse specificato, per la solennità dell'occasione, un abito differente (il porto di uniforme, come già ricordato, era già ben regolamentato e "limitato", a mio avviso non c'era affatto bisogno di rivedere nulla al riguardo in quanto le norme esistenti sono prudenti ed equilibrate).

Il punto è un altro.

La regolamentazione sul porto delle decorazioni è già descritto in modo eccellente negli statuti approvati dal Pontefice e nella bolla di approvazione è chiaramente specificato come non sia possibile cambiare nulla senza l'approvazione dei Pontefici.
Tale libello di norme è approvato ma non proviene direttamente dal Gran Maestro, non è approvato dal Pontefice, né è un documento che mi risulta essere stato studiato dalla Consulta.

Potrà mai il pontefice approvare le espressioni usate nella parte riguardante l'uniforme? Non credo proprio, non adesso. I suoi ordini hanno un'uniforme e dovrebbe approvare il fatto che un'uniforme non si addica ad un'Istituzione Vaticana?

Faccio inoltre presente che non è la prima volta nella storia dell'Ordine che vengono consegnate ai cavalieri delle norme temporanee e che essi alla fine, hanno con i fatti deciso che non fossero convalidate.

Dunque non esageriamo con un concetto di obbedienza monastico. I cavalieri infatti hanno anche degli obblighi morali nella difesa dell'istituzione e della tradizione.

Ci sono molti punti discutibili e vanno discussi e le contraddizioni ed i punti inconcepibili vanno fatti presente a chi di dovere.

Queste norme sono frutto di una corrente di pensiero che non è condivisa universalmente.

Le riforme che partono dall'Ordine non dovrebbero mai togliere, ma solo migliorare.

Sono sicuro che con S.E. il Card. Gran Maestro Foley, certe questioni saranno riviste. Il passaggio da un Gran Magistero ad un altro è sempre un'occasione propizia per "farsi sentire". Inviterei chi non vuol vedere affondare certe tradizioni a sensibilizzare il proprio preside e far pervenire tramite la luogotenenza, le proprie perplessità in merito.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
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Giusto!

Messaggioda equites » mercoledì 14 novembre 2007, 15:28

Antesterione ha scritto:Sono sicuro che con S.E. il Card. Gran Maestro Foley, certe questioni saranno riviste. Il passaggio da un Gran Magistero ad un altro è sempre un'occasione propizia per "farsi sentire". Inviterei chi non vuol vedere affondare certe tradizioni a sensibilizzare il proprio preside e far pervenire tramite la luogotenenza, le proprie perplessità in merito.



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