da Sigillum1 » mercoledì 31 ottobre 2007, 11:38
Consentitemi di intervenire, seppure tardivamente, innanzitutto sull'oggetto in questione, che potrebbe, a mio avviso, essere uno stemma, seppure grossolanamente rappresentato, dato che, come qualcuno ha detto, e si evince dall'immagine, sembra avere scopo essenzialmente decorativo. Ma, allo stato attuale delle conoscenze, altro non è possibile aggiungere.
Se tuttavia una ricerca credibile giungesse alla conclusione che si tratta evidentemente di emblemi araldici attribuibili ad una famiglia, come dovremmo descriverlo? Dovremmo, a mio avviso, verificare se si tratta di uno stemma in senso proprio, comprendente tutti gli elementi conosciuti o di una selezione, operata per ragioni che non conosciamo.
Concordo insomma con la prima e "brusca" reazione del nostro frate che non intendeva, credo, negare la presenza, nella storia della disciplina, di elementi araldici al di fuori dello scudo, sia quando essi anticipano la costituzione di un'arma sia quando selezionano gli elementi costitutivi di uno scudo documentato (l'impiego architettonico dell'araldica nei palazzi romani ce ne fornisce molte testimonianze...), ma forse sottolineare che, come osserva la Groneuer (poi Zug Tucci): "Una delle condizioni basilari dell'arma araldica è di dover essere rappresentata coll'ausilio delle armi difensive..."
Resta evidentemente compito essenziale dello studioso di Araldica l'individuazione e il riconoscimento di ogni elemento o indizio che ad essa possa condurci, soprattutto quando si tratti di documentazione relativa alle origini della disciplina, tuttora abbastanza oscure.
Rischio di annoiarvi per aggiungere un esempio relativamente recente: Napoleone impose ai notai un modello standardizzato di sigillo, proibendo naturalmente l'uso degli stemmi individuali: un notaio bolognese, particolarmente affezionato al proprio scudo, fece incidere alla base del modello normalizzato uno dei "suoi" emblemi, minuscolo, quasi invisibile; non era uno stemma, avrebbe rischiato la radiazione, ma un segno, un messaggio, che riconosciuto dall'araldista, rappresenta ora un tassello per la storia dell'araldica ma anche per quella del notariato bolognese. Un cordiale saluto. Silvia
Silvia