Arma episcopale: prima e dopo.

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Messaggioda mcs » martedì 23 ottobre 2007, 7:59

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
San Marco ha scritto:La blasonatura del "nostro" Maurizio Carlo Alberto Gorra non specifica però, a mio avviso, la posizione delle parole in quale delle due pagine esse siano riportate e neppure la posizione dell'ultima (Amen).
In un precerdente intervento mi sembra che il "nostro" Fra ci avesse consigliato di far capire a chi legge la posizione: Vogliamo dire a che altezza stanno scritte le lettere?

...certo! Il vecchio frate non cambia 8) idea...

...però, nell'attesa di 8) conoscerne di più dal diretto interessato (il mio ex discipule pare essere :roll: latitante, in questi giorni: forse perchè ha ancora un :twisted: certo bastoncino da :evil: restituire al convento...) il vostro (senza virgolette) vecchio frate azzarda un dubbio: sarà "nato" prima il blasone del "nostro", o il disegno della nostra Consocia? 8)

Bene :D vale


Carissimi tutti :P ,

nel ringraziavi per l'attenzione con cui state trattanto di questo stemma, vorrei invitarvi a guardare anche oltre...prendendo in esame casi "analoghi" :) !
Ad esempio... :roll: ...nello stemma di Venezia, non è forse presente un libro con una scritta che potremmo confrontare con quello dello stemma del Vescovo Monari?

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Re: Arma episcopale: prima e dopo.

Messaggioda mcs » martedì 23 ottobre 2007, 8:37

Ferrante Mancini Lucidi ha scritto:Carissimi,

desidero sottoporre alla Vostra qualificata attenzione l'arma episcopale di S.E. Mons. Luciano Monari, attuale pastore della Chiesa di Brescia.
La particolarità dello stemma utilizzato dal Presule, fino a qualche tempo fa vescovo di Piacenza, consiste essenzialmente nel fatto che a seguito della traslazione di Sede vescovile del suo titolare, sia stato radicalmente modificato....senza, naturalmente, esserne stravolto per ciò che concerne la simbologia originale.
La felice opera di "restyling", eseguita sotto l'attenta direzione dello stesso Mons. Monari (saggiamente consigliato in termini araldici), è stata possibile anche grazie al contributo della cara amica Maria Cristina Sintoni, tra l'altro, disegnatrice dello stemma.

...omissis...

Ferrante


Nel ringraziare il carissimo Ferrante per aver segnalato questa iniziativa nata "quasi per caso" a seguito di un quesito posto da un giornalista bresciano (Giacomo Danesi) al suo nuovo Vescovo poco dopo la nomina attraverso una "Lettera Aperta" pubblicata sul sito http://www.cattoliciromani.com , vorrei sottolineare quanto sia stata saggiamente colta l'occasione del cambio di sede del presule per sistemare in modo araldicamente adeguato, lo stemma.
Lasciando perdere il fatto che la scrivente ne sia l'autrice (chiuque se ne fosse occupato avendo conoscenze araldiche, avrebbe realizzato un ottimo restyling...probabilmente anche migliore di quello che vedete!), mi preme rimarcare il fatto che qui è stata resa l'essenzialità dell'araldica, con la rappresentazione di simboli "semplici" e "chiari"...gli stessi che erano presenti nello stemma precedente, ma sovrapposti in modo piuttosto anaraldico!

Come spesso constatiamo, quella scienza misconosciuta che è l'araldica, viene utilizzata con risultati che portano a commenti avvilenti ogni appassionato cultore di questa materia :( ; provate a dare un'occhiata anche qua e sono certa che vedrete alcuni stemmi che necessiterebbero di restyling http://www.cattoliciromani.com/forum/sh ... -2860.html ...mi auguro davvero che l'esempio piacentino-bresciano faccia proseliti :D !!!

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 ottobre 2007, 10:51

mcs ha scritto:...nel ringraziavi per l'attenzione con cui state trattanto di questo stemma, vorrei invitarvi a guardare anche oltre...prendendo in esame casi "anologhi" :) !
Ad esempio... :roll: ...nello stemma di Venezia, non è forse presente un libro con una scritta che potremmo confrontare con quello dello stemma del Vescovo Monari?

In effetti, carissima Maria Cristina, di libri negli stemmi ecclesiastici se ne vedono molto frequentemente. Negli stemmi dei vescovi italiani sembra oggi particolarmente di "moda" questa figura. Recentemente l'abbiamo incontrata nello stemma di Mons. Ravasi, recentemente consacrato vescovo, e nello stemma di Mons. Farina, prossimo alla creazione cardinalizia. Ma gli esempi potrebbero moltiplicarsi (basta anche solo andar a consultare le pagine del sito che hai suggerito). Il più delle volte si incontra un libro caricato delle lettere Alfa e Omega (mi sono permesso di dire qualcosa sul retroterra biblico di questo simbolismo proprio relativamente allo stemma di Mons. Ravasi http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=5068&start=0 ). Nello stemma di Mons. Monari si trovano curiosamente, come già notato, le scritte che segnano l'apertura e la chiusura di tutto il canone biblico.
Ma certo è molto interessante anche il libro tenuto dal famoso leone veneziano. Tuttavia il libro di San Marco (non sto parlando evidentemente del caro collega che porta questo nome nel forum :wink: ), è caricato di una frase non mutevole: PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEUS. Non credo dunque che in sede di blasonatura quella nota frase vada riportata. Se dovessi blasonare lo stemma di papa Giovanni Paolo I ad esempio, cocluderei con:

Immagine

al capo d'argento caricato da un leone leopardito di San Marco d'oro.

Si sa che il leone in questione è alato, come si sa che tiene un libro, e che quel libro è caricato di quella determinata frase.
Credo sia proprio questa la principale differenza tra la scritta del leone di San Marco e la scritta che carica il libro della stemma di Mons. Monari. :wink:
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Messaggioda mcs » martedì 23 ottobre 2007, 11:03

Acuta osservazione, carissimo :P !

Però, il blasone della Città di Venezia riporta “D’azzurro, al leone d’oro, alato e nimbato dello stesso, con testa posta di fronte, accovacciato, tenente tra le zampe anteriori avanti al petto il libro d’argento aperto dell’Evangelo scritto delle parole a lettere maiuscole romane di nero PAX TIBI MARCE [la pace sia con te Marco…] nella prima facciata in quattro righe ed EVANGELISTA MEUS […mio evangelista] nella seconda facciata, similmente in quattro righe. Lo scudo di forma veneta sarà timbrato dal corno dogale”...che ve ne pare :roll: ?!?

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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 ottobre 2007, 11:09

:roll: ...
Sai, carissima, :) che il leone veneziano che carica il capo dello stemma di San Pio X è armato... Immagino in simile modo il nostro carissimo frate nell'affrontare un simile blasone per tagliuzzare tutti gli eccessi. :lol:

Magari, impugnando la spada per questo nobile fine, lascerebbe per un po' la bacchetta. :oops:

E tuttavia non mi pare male la specificazione circa il numero delle righe su cui è scritta una frase. Almeno per il libro di Mons. Monari, si potrebbe adottare:

D'argento, al libro aperto e caricato sulle pagine delle scritte di nero IN PRIN-CIPIO in due righe a destra e AMEN a sinistra in basso, foderato di rosso...
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Messaggioda mcs » martedì 23 ottobre 2007, 12:08

antonio p. v. g. ha scritto::roll: ...
Sai, carissima, :) che il leone veneziano che carica il capo dello stemma di San Pio X è armato... Immagino in simile modo il nostro carissimo frate nell'affrontare un simile blasone per tagliuzzare tutti gli eccessi. :lol:

E tuttavia non mi pare male la specificazione circa il numero delle righe su cui è scritta una frase. ecc........


Quindi... :roll: ...in un caso troppo e nell'altro troppo poco?!?

mcs :wink:
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Messaggioda Lucio81 » martedì 23 ottobre 2007, 16:55

antonio p. v. g. ha scritto:Immagine

al capo d'argento caricato da un leone leopardito di San Marco d'oro.



Ho qualche dubbio da chiarire.
Non è sufficiente dire al capo di San Marco? :?
Per le frasi nei libri, non basta il "/" nella blasonatura della pagina, per far capire che si va a capo?
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Messaggioda Antonio Pompili » martedì 23 ottobre 2007, 17:48

Lucio81 ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto:al capo d'argento caricato da un leone leopardito di San Marco d'oro.

Ho qualche dubbio da chiarire.
Non è sufficiente dire al capo di San Marco? :?
Per le frasi nei libri, non basta il "/" nella blasonatura della pagina, per far capire che si va a capo?

Carissimo Lucio, qui dubbi da chiarire ce ne abbiamo tutti. :oops: Solo il frate nostro ci può aiutare. :wink:
Quanto al "capo di San Marco", sinceramente non so se così si possa definire un capo d'argento caricato dal nostro leone. Forse (ma potrei star dicendo una sciocchezza meritevole delle peggiori bacchettate) per parlar di "capo di San Marco" dovremmo avere un capo d'azzurro, considerato lo stemma veneziano.
Quanto a quello che dici circa il semplice uso di una sbarretta per indicare che la frase è su più righe, non escluderei la cosa. Ho provato a parlar di una scritta di nero IN PRIN-CIPIO in due righe, ma per la preziosa "regola" della brevità, forse quelle due righe si possono omettere.
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Messaggioda Lucio81 » martedì 23 ottobre 2007, 17:54

E' vero Antonio, attendiamo il caro Frate!
Nel frattempo, colgo l'occasione per dire che lo stemma di Giovanni Paolo I è bellissimo, per niente noioso e semplice. Tra i miei preferiti :D
Scusate ma ognitanto mi piace condividere qualche opinione! :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 ottobre 2007, 18:26

mcs ha scritto:Carissimi tutti :P , nel ringraziavi per l'attenzione con cui state trattanto di questo stemma,

Doveroso!
Non càpita tutti i giorni di assistere al passaggio da brutto anatroccolo a cigno... 8)


vorrei invitarvi a guardare anche oltre...prendendo in esame casi "analoghi" :) ! Ad esempio... :roll: ...nello stemma di Venezia, non è forse presente un libro con una scritta che potremmo confrontare con quello dello stemma del Vescovo Monari?
mcs

...senza dimenticare, però, che ogni stemma :roll: fa storia a sè...

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 ottobre 2007, 18:33

mcs ha scritto:
antonio p. v. g. ha scritto::roll: ... Sai, carissima, :) che il leone veneziano che carica il capo dello stemma di San Pio X è armato... Immagino in simile modo il nostro carissimo frate nell'affrontare un simile blasone per tagliuzzare tutti gli eccessi. :lol:
E tuttavia non mi pare male la specificazione circa il numero delle righe su cui è scritta una frase. ecc........

Quindi... :roll: ...in un caso troppo e nell'altro troppo poco?!?
mcs :wink:

...non si dimentichi di cercare sempre il miglior equilibrio possibile fra minuziosità e buon senso... :wink:

Bene :D valete
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 ottobre 2007, 18:38

Lucio81 ha scritto:Non è sufficiente dire al capo di San Marco? :?

Meglio di no.
Alcuni Papi del XX secolo l'usarono con campo sia d'argento che d'azzurro.


Per le frasi nei libri, non basta il "/" nella blasonatura della pagina, per far capire che si va a capo?

Nè più nè meno come si usa :wink: normalmente, quando si citano frasi coi relativi "a capo".

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Messaggioda mcs » martedì 23 ottobre 2007, 19:16

Carissimi :P ,

quindi... :roll: ...specifichiamo le lettere su ogni riga di ogni pagina, l'altezza della riga rispetto al bordo del libro, la distanza tra una lettera e l'altra e...che unità di misura usiamo :? ...i centimetri no (lo stemma può essere realizzato nelle più svariate dimensioni...), i pixel nemmeno (per lo stesso motivo); :roll: direi che il modulo e le sue frazioni siano il termine di paragone giusto :idea: !!!

A questo punto, però, dovremmo anche dire che il libro non è proprio proprio completamente frontale...e che il pane è spezzato verticalmente...anzi, che il pane è spezzato a ventaglio in punta di...quanti gradi saranno? Qualcuno ha a portata di mano un goniometro :shock: ?!?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 ottobre 2007, 19:21

...siamo davvero persuasi che 8) basterebbe un misero goniometro?

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 23 ottobre 2007, 19:38

antonio p. v. g. ha scritto:Ho provato a parlar di una scritta di nero IN PRIN-CIPIO in due righe, ma per la preziosa "regola" della brevità, forse quelle due righe si possono omettere.

Certo!

Scritto così, il trattino di separazione è pleonasmo del "due righe"... :wink:

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