Dove sono i capitoli matrimoniali?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Dove sono i capitoli matrimoniali?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 3 agosto 2007, 19:23

Ho condotto a fine luglio 4 giorni di intensa ricerca in Abruzzo. Dopo aver vagliato minuziosamente come al solito alcuni archivi parrocchiali sono stato 2 giorni all'archivio di stato dell'Aquila per cercare dei "capitoli matrimoniali".

Il mio interesse è andato al decennio 1750-1760 e ho vagliato numerosi volumi di 3 notai di un grosso centro dell'aquilano.

Con mia grossa sopresa però non ho trovato nemmeno un capitolo! :wink: Ma piu semplicemente qualche giorno prima del matrimonio i genitori dello sposo o della sposa facevano una donazione di terra o case.

Al livello genealogico questo è però un problema perchè non sono chiari i legami matrimoniali e genitoriali come invece nei capitoli.

Un amico studioso mi ha detto che la cosa è molto strana perchè i capitoli matrimoniali erano regolati nel regno da apposite leggi.

Le soluzioni possibili sono diverse:

1. Nella zona non si usavano i capitoli
2. In quel periodo non si usavano i capitoli (mentre magari precedentemente potrei trovarne)
3. Solamente quei notai non usavano capitoli

Cosa ne pensate della situazione? Siete a conoscenza di capitoli matrimoniali redatti in Abruzzo e magari proprio nell'Aquilano?
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda FP » venerdì 3 agosto 2007, 20:44

Ciao Alessio,
per quanto mi riguarda mi sono spesso imbattuto, nell'archivio di stato di L'Aquila, in atti notarili in cui i genitori di certe mie ave specificavano l'ammontare della dote. Una cosa che mi ha colpito è la "Relocatio dotis", ossia il riloco di dote, che avveniva spesso in passato. Esattamente, però, non so cosa dirti sui capitoli matrimoniali.
Ciao!
F.
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FP
 
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Capitoli matrimoniali

Messaggioda madoto » sabato 4 agosto 2007, 0:18

Ciao Alessio Bruno,
volevo innanzi tutto chiederti se "capitoli matrimoniali" e "processetti" identificano lo stesso tipo di carteggio e se la risposta è positiva cosa c'entrano i notai in tal senso.
Io ho avuto l'opportunità di visionare alcuni di quelli che io chiamo "processetti" (non riferito alla provincia dell'Aquila) e sono formati da un insieme di atti di nascita e morte dei componenti (genitori e avi) le famiglie delle persone che si dovevano sposare nonchè l'atto di pubblicazione del matrimonio.
Per il resto non so dirti di più.
Una buona serata.
Mimmo
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Re: Dove sono i capitoli matrimoniali?

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » mercoledì 8 agosto 2007, 12:52

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ho condotto a fine luglio 4 giorni di intensa ricerca in Abruzzo. Dopo aver vagliato minuziosamente come al solito alcuni archivi parrocchiali sono stato 2 giorni all'archivio di stato dell'Aquila per cercare dei "capitoli matrimoniali".

Il mio interesse è andato al decennio 1750-1760 e ho vagliato numerosi volumi di 3 notai di un grosso centro dell'aquilano.

Con mia grossa sopresa però non ho trovato nemmeno un capitolo! :wink: Ma piu semplicemente qualche giorno prima del matrimonio i genitori dello sposo o della sposa facevano una donazione di terra o case.

Al livello genealogico questo è però un problema perchè non sono chiari i legami matrimoniali e genitoriali come invece nei capitoli.

Un amico studioso mi ha detto che la cosa è molto strana perchè i capitoli matrimoniali erano regolati nel regno da apposite leggi.

Le soluzioni possibili sono diverse:

1. Nella zona non si usavano i capitoli
2. In quel periodo non si usavano i capitoli (mentre magari precedentemente potrei trovarne)
3. Solamente quei notai non usavano capitoli

Cosa ne pensate della situazione? Siete a conoscenza di capitoli matrimoniali redatti in Abruzzo e magari proprio nell'Aquilano?



Pesonalmente Le consiglio di estendere la ricerca presso altri notai del circondario ovvero ex distretto notarile.
Tenga presente che solitamente i "Capitoli Matrimoniali" venivano rogati anche sei mesi prima del matrimonio e che a volte erano stipulati da notai residenti nella località di provenienza della sposa.
Se la sposa era di Napoli ad esempio...Altri atti sono quelli relativi alla costituzione di dote, anch'essi importanti....comunque del tutto simili ai "Capitoli Matrimoniali"
Credo più, personalmente alla ipotesi 3) Solamente quei notai non usavano capitoli. Ovvero è possibile che mai nessuno si sia rivolto a loro per stipulare "Capitoli Matrimoniali".
Ma c'è di più a volte i notai "conservavano" gli atti riguardanti i "Capitoli Matrimoniali" da loro rogati nel corso di un certo numero di anni rilegandoli successivamente in un'altro volume di protocollo separato. Questo avveniva anche per i testimoni.
Estenda la ricerca e tenga presente che non tutte le famiglie, nonostante fossero nobili e danarose, andavano dal notaio di turno a far rogare i "Capitoli Matrimoniali" ed ancora, che sicuramente di non tutti i notai di quel grosso centro dell'Aquilano si sono conservati i volumi di protocollo degli anni che Lei va cercando....
Saluti e Buona Fortuna.......
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 9 agosto 2007, 17:46

Vi ringrazio per le risposte. Naturalmente ho vagliato i notai per intero e non sembra avessero protocolli separati per i capitoli matrimoniali. Come già detto in quel periodo di anni e in quella località si usavano le "donazioni per matrimonio" (scritto testualmente cosi) al posto dei capitoli matrimoniali.

Non mi resta che estendere la mia ricerca nel tempo e cercare di capire se precedentemente si usassero i capitoli :roll:
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » lunedì 20 agosto 2007, 18:51

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Vi ringrazio per le risposte. Naturalmente ho vagliato i notai per intero e non sembra avessero protocolli separati per i capitoli matrimoniali. Come già detto in quel periodo di anni e in quella località si usavano le "donazioni per matrimonio" (scritto testualmente cosi) al posto dei capitoli matrimoniali.

Non mi resta che estendere la mia ricerca nel tempo e cercare di capire se precedentemente si usassero i capitoli :roll:


Gentilissimo Signor Alessio Bruno Bedini,
secondo la mia esperienza i cosidetti "Capitoli Matrimoniali" o "Patti Matrimoniali" o "Costituzione di dote" o "Carte dotali" erano diffuse in tutte le Provincie del Regno di Napoli, tra l'altro già regolamentate riguardo l'"antefato" ed altro relative al "Contratto matrimoniale " davanti al notaio con la Regia Prammatica del 30 dicembre 1617 (milleseicentodiciassette!!!) sulle cui disposizioni il notaio era obbligato ad informare le parti ed a citarla nel rogito notarile da lui stipulato. ( Cfr. L. Giustiniani, Nuova collezione delle prammatiche del Regno di Napoli, Napoli 1803, t.II, pp.257-258).Certo ilvalore della dote era stabilito da esperti locali "giusta la comune ed usuale costumanza dei singoli feudi del Regno" quindi variava da località a località, ma nel Regno di Napoli i notai "usavano" rogare i nominati "Capitoli Matrimoniali".
Non dimentichi che molti moltissimi volumi di protocolli notarili anche settecenteschi non si sono conservati, Le auguro comunque Buon Lavoro e Buona ricerca.
Saluti
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Messaggioda rosetano » giovedì 11 ottobre 2007, 11:46

Per quanto riguarda la mia esperienza di ricerca nei protocolli notarili della provincia di Teramo, posso dire che i capitoli matrimoniali, e per essi intendo la copia autentica, spesso una scrittura privata, sottoscritta dalle parti (quindi normalmente sposo, genitori dello sposo, e genitori della sposa); sono allegati all'interno del rogito notarile. Tuttavia, proprio perchè trattavasi spesso di una scrittura privata tra le parti e quindi un negozio giuridico non necessariamente dipendente dall'atto notarile, questi non sempre, anzi sovente, non si trovano nei protocolli dei notai e pertanto se non si ha la fortuna di trovarli allegati nei protocolli si debbono ritenere quasi sempre perduti.
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » giovedì 11 ottobre 2007, 22:46

rosetano ha scritto:Per quanto riguarda la mia esperienza di ricerca nei protocolli notarili della provincia di Teramo, posso dire che i capitoli matrimoniali, e per essi intendo la copia autentica, spesso una scrittura privata, sottoscritta dalle parti (quindi normalmente sposo, genitori dello sposo, e genitori della sposa); sono allegati all'interno del rogito notarile. Tuttavia, proprio perchè trattavasi spesso di una scrittura privata tra le parti e quindi un negozio giuridico non necessariamente dipendente dall'atto notarile, questi non sempre, anzi sovente, non si trovano nei protocolli dei notai e pertanto se non si ha la fortuna di trovarli allegati nei protocolli si debbono ritenere quasi sempre perduti.



Signori,
torno a ribadire che vi erano o vi sono notai di cui si sono conservati volumi di protocolli nei quali furono o dagli stessi notai o da parte di altri sogetti conservatori degli stessi, "raccolti" i cosidetti capitoli matrimoniali o anche testamenti.
Cosa sia avvenuto a noi non è dato saperlo. Ma ci sono dei volumi di protocolli di notai che raccolgono atti di una sola natura : testamenti o capitoli matrimoniali.
Certo, non tutti i notai ma questo l'ho potuto riscontrare presso il fondo notarile dell'Archivio di Stato di Lecce, Bari e Brindisi.
Vi porto l'esempio dell'Archivio di Stato di Brindisi:
Del Notaio LEANZA GIOVAN DONATO di Brindisi (scheda I) presso il citato Archivio di Stato di Bridisi si conservano numero cinque volumi di protocolli dall' 1551 all'anno 1591.
Nel 4 volume troviamo gli anni 1579- 1582 carte numerate numero 342.
Ebbene nel volume 5 troviamo gli anni 1556-1591 di carte numerate 330 con Indici da marzo 1556 a luglio 1591 riguardante Testamenti.
Poi si hanno nello stesso volume (almeno così si evince dall'inventario) raccolti gli anni 1553-1586 di carte 440 riguardante Capitoli Matrimoniali.
Ora se fù il notaio a raccoglierli in volumi tutti gli atti man mano che gli rogava, o che lui stesso avesse stabilito di conservarli così, questo non lo sappiamo. Può essere stato il notaio conservatore degli stessi ad averli "raccolti" in volume? La seconda ipotesi potrebbe essere fattibile qualora i singoli atti fossero stati lasciati non cuciti e fossero stati successivamente rilegati in un unico volume di protocollo.
E' più plausibile che il notaio stesso alla fine della sua carriera abbia rilegato gli atti in quel singolo volume.
Naturalmente se si fosse perso durante i secoli il volume di protocollo riguardante i Capitoli matrimoniali e testamenti anni 1553-1591 ovvero l'attuale numero 5, noi oggi avremmo asserito che, il Notaio LEANZA GIOVAN DONATO di Brindisi durante la sua attività di notaio,( o meglio leggendo i restanti volumi numero quattro degli anni 1551-1582che si sono conservati) lo stesso non avesse mai rogato nè un capitolo matrimoniale nè tanto meno un testamento.
Le vicissitudini dei documenti e della loro conservazione è determinante per la storia di oggi di ieri e di domani.
Se tutto si fosse conservato!!!! ed anche se non si fosse "scartato" con commissioni di scarto veramente a volte poco attente e superficoiali !!!
Saluti
Giovannimaria Ammassari

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dove sono i capitoli matrimoniali?

Messaggioda rosetano » venerdì 12 ottobre 2007, 9:12

Il mio non era un giudizo critico e men che meno dubitativo su quanto sostenuto dal Sig. Ammassari, anzi la Sua è una preziosa indicazione di ricerca, ma proprio perchè riguarda una specifica zona, posso ribadire che per quanto riguarda gli usi locali in linea di massima nella zona dell'Abruzzo aquilano e teramano in particolare, e ciò posso sostenerlo sulla mia personale esperienza, maturata in anni di ricerca soprattutto nell'Archivio di stato di Teramo e spesso in quello dell'Aquila, dove, almeno in Teramo, non mi sono mai imbattuto in protocolli specificamente dedicati ai capitoli matrimoniali almeno fino alla fine del '700; torno a dire che il capitolo matrimoniale non necessariamente rivestiva un carattere di atto pubblico e pertanto, almeno per quello che ho potuto constatare sulla mia personale esperienza, veniva allegato in atti notarili quando le parti intendevano maggiormente garantirsi sul rispetto dei patti matrimoniali; e ciò avveniva, per esempio, sia quando gli importi delle doti e rispettivi antefati rivestivano un carattere di rilevanza economica, relativamente a quell'ambito socio economico, sia quando si pretendeva, appunto, il rispetto dei patti entro i termini e le scadenze prestabilite. Speriamo almeno di aver dato delle utili indicazioni al sig. Bedini, a cui non posso non consigliare di effettuare uno spoglio sistematico dei protocolli dei notai del luogo che a lui interessa e di quelli limitrofi, ancorchè nel '700 tutti i protocolli dovrebbero essere almeno dotati di indici... e mi creda non è cosa da poco...
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Messaggioda Gallicianus Scriptor » venerdì 12 ottobre 2007, 21:22

Gentili amici,

segnalo che in Calabria era piuttosto frequente l'uso di raccogliere testamenti, capitoli matrimoniali e società fra privati in appositi volumi separati, come segnalato da voi per altre aree del nostro Regno.

Nel geracese, tuttavia, attaverso un'analisi formale dei volumi di soli capitoli ho potuto constatare che in molti casi, questi, composti di carte di dimensioni fra loro differenti, sembrano realizzati riunendo copie di capitoli matrimoniali redatti in tempi e luoghi diversi.

Vi sono casi, però, nei quali il volume sembra essere uniforme nelle dimensioni delle carte, il che lascia supporre che fosse riservato proprio alla redazione di capitoli.

Infine, e le cose qui si complicano, si ritrovano notai che hanno inserito i capitoli insieme agli atti di altra natura nei protocolli diciamo così "ordinari", ma le copie conformi degli stessi capitoli si ritrovano talvolta rilegati in appositi volumi.

Segnalo ancora che, dalla seconda metà del Seicento in poi, in quella regione l'uso di raccogliere atti di una medesima natura tende a scomparire dappertutto a favore della pratica di inserire i capitoli nei "normali" protocolli notarili.

Segnalo infine, che in linea puramente teorica, è vero che il ricorso ad un atto pubblico di capitoli matrimoniali poteva essere facoltativo, (in effetti in Calabria qualche esempio di "alberano privato" per il quale non si "passarono mai le dovute e nicessarie cautele" esiste. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi la popolazione finiva per rendere pubblico l'alberano attraverso la trascrizione in un atto di capitoli matrimoniali, anche dopo molto tempo dalla celebrazione del matrimonio.

Dunque, per quanto mi riguarda, tenderei anch'io ad escludere l'ipotesi che vi fossero località del Regno nelle quali non vi fosse l'abitudine o il buon senso di ricorrere ai capitoli matrimoniali redatti da un regio notaio.

Un mio caro amico calabrese sta per pubblicare un volume sulla figura ed il ruolo del notaio nella società calabrese fra quattro e settecento nel quale so che tale materia è stata ampiamente trattata.

Saluti per ora

G.S.
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » venerdì 12 ottobre 2007, 21:32

Gallicianus Scriptor ha scritto:Gentili amici,

segnalo che in Calabria era piuttosto frequente l'uso di raccogliere testamenti, capitoli matrimoniali e società fra privati in appositi volumi separati, come segnalato da voi per altre aree del nostro Regno.

Nel geracese, tuttavia, attaverso un'analisi formale dei volumi di soli capitoli ho potuto constatare che in molti casi, questi, composti di carte di dimensioni fra loro differenti, sembrano realizzati riunendo copie di capitoli matrimoniali redatti in tempi e luoghi diversi.

Vi sono casi, però, nei quali il volume sembra essere uniforme nelle dimensioni delle carte, il che lascia supporre che fosse riservato proprio alla redazione di capitoli.

Infine, e le cose qui si complicano, si ritrovano notai che hanno inserito i capitoli insieme agli atti di altra natura nei protocolli diciamo così "ordinari", ma le copie conformi degli stessi capitoli si ritrovano talvolta rilegati in appositi volumi.

Segnalo ancora che, dalla seconda metà del Seicento in poi, in quella regione l'uso di raccogliere atti di una medesima natura tende a scomparire dappertutto a favore della pratica di inserire i capitoli nei "normali" protocolli notarili.

Segnalo infine, che in linea puramente teorica, è vero che il ricorso ad un atto pubblico di capitoli matrimoniali poteva essere facoltativo, (in effetti in Calabria qualche esempio di "alberano privato" per il quale non si "passarono mai le dovute e nicessarie cautele" esiste. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi la popolazione finiva per rendere pubblico l'alberano attraverso la trascrizione in un atto di capitoli matrimoniali, anche dopo molto tempo dalla celebrazione del matrimonio.

Dunque, per quanto mi riguarda, tenderei anch'io ad escludere l'ipotesi che vi fossero località del Regno nelle quali non vi fosse l'abitudine o il buon senso di ricorrere ai capitoli matrimoniali redatti da un regio notaio.

Un mio caro amico calabrese sta per pubblicare un volume sulla figura ed il ruolo del notaio nella società calabrese fra quattro e settecento nel quale so che tale materia è stata ampiamente trattata.

Saluti per ora

G.S.


Leggo, Concordo e confermo il tutto inchinandomi davanti alla Sua chiarezza e limpidezza di descrizione dei fatti .
Cordiali Saluti
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 13 ottobre 2007, 10:41

Cari amici, tornando on topic, sottolineo però, come già detto, che in quel periodo di anni e in quella località si usavano le "donazioni per matrimonio" (scritto testualmente cosi).


Se tali donazioni si usassero contemporaneamente o al posto dei capitoli matrimoniali, per ora non mi è dato sapere.

E' un fatto però che ci sono le "donazioni" e non ci sono i "capitoli" :wink:

PS
Il notaio "pasticcione" che non faceva i capitoli è un antenato diretto di un nostro amico forumista :lol: (oltre che un mio parente :roll: )
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 13 ottobre 2007, 11:52

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Cari amici, tornando on topic, sottolineo però, come già detto, che in quel periodo di anni e in quella località si usavano le "donazioni per matrimonio" (scritto testualmente cosi).


Se tali donazioni si usassero contemporaneamente o al posto dei capitoli matrimoniali, per ora non mi è dato sapere.

E' un fatto però che ci sono le "donazioni" e non ci sono i "capitoli" :wink:

PS
Il notaio "pasticcione" che non faceva i capitoli è un antenato diretto di un nostro amico forumista :lol: (oltre che un mio parente :roll: )


Signor Bedini,
le "donazioni per matrimonio" erano degli atti pubblici stipulati innanzi ad un Notaio come si usa fare ancora oggi per qualunque atto di donazione.
Il dotante o i dotanti della "donazione per matrimonio" potevano essere qualsiasi persona, e non NECESSARIAMENTE I GENITORI DELLA FUTURA SPOSA.
Poteva essere lo ZIO PRETE od i fratelli della stessa Sposa.
A differenza i "CAPITOLI MATRIMONIALI" erano una scrittura privata tra persone.
Si andava a scrivere tra le parti un foglio che iniziava solitamente in questo modo:
" Jesus Maria==Capitoli, patti e conventioni col nome di Dio inhiti, trattati e conclusi tra Mario Rossi di Lecce commorante in Montoroni padre di Marco Rossi et Giovanni Bianchi et Laura Verdi coniugi di Lecce padre e madre di Antonia Bianchi sopra il matrimonio in Dei nomine de futuro legitime contrahendo tra detto Marco rossi ex una et detta Antonia Bianchi ex alia...."
Seguirà poi l'elenco minuzioso delle "robbe" facenti parte della dote.
Detta scrittura privata veniva, a volte, come è stato detto allegata all'atto notarile innanzi al notaio. Il notaio nel corpo dell'atto la trascriveva fedelmente specificando che era un allegato con il termine latino inser...(non ricordo) inserantun????. Non sempre però vi era questa scrittura allegata!!!!
Nelle "carte dotali" o "donazioni per matrimonio" potevano anche non essere i genitori i dotanti, ma esserlo loro stretti parenti.
Era una vera e propria donazione di beni mobili, immobili, somme di denaro.....
Essa veniva stipulata innanzi al Notaio il quale andava a specificare l'oggetto dell'atto: "Carta dotale, consegna di dote e dotario per le nozze di................"
Si sono costituiti.........e specificava "Per contemplatione a causa del qual matrimonio e per li pesi e carichi di quello leggermente e comodamente sopportandi, li detti dotanti promettono in dote et dotis nomine al detto Orontio, loro futuro genero presente, per le doti della detta Anna ut supra, loro figlia, l'infrascritti beni" E seguita l'elenco......
Ora ecco la fondamentaòle differenza :
I Capitoli erano un "contratto" prematrimoniale ovvero prima che il matrimonio fosse celebrato ante faciem ecclesiae, in esso viera inclusa la dote, stabilita secondo le possibilità dei genitori degli sposi.
La "donazione per matrimonio" era solo e solamente la consegna ossia "donazione" delle doti che poteva essere stipulata anche dopo l'avvenuto matrimonio e che era rogata SOLO E SOLAMENTE DA UN NOTAIO.
Fondamentalmente comunque non vi sono differenze tra i due atti. Nei Capitoli certo è sempre specificato il fatto che il Matrimonio dovra essere celebrato ante faciem ecclesiae servata la forma della Santa Romana Chiesa et del Sacro Tridentino Consiglio .
Sono successivi gli atti della Quietatio dotis e della Restituzione delle doti qualora il matrimonioo non fosse stato celerbrato o per altri motivi.
Scusate la lungaggine dell'intervento e la poca chiarezza, forse!
Saluti e Buona ricerca
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 13 ottobre 2007, 12:16

Sul fatto che le donazioni potevano essere fatte anche da estranei o parenti prossimi è verissimo. Ma non è questo il caso.

In questo caso le "donazioni per matrimonio" venivano fatte esclusivamente dai genitori.

Comincio a pensare che in questa località e in questi anni le donazioni venivano fatte al posto dei capitoli.

Occorre capire però il perchè :wink:
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 13 ottobre 2007, 13:00

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Sul fatto che le donazioni potevano essere fatte anche da estranei o parenti prossimi è verissimo. Ma non è questo il caso.

In questo caso le "donazioni per matrimonio" venivano fatte esclusivamente dai genitori.

Comincio a pensare che in questa località e in questi anni le donazioni venivano fatte al posto dei capitoli.

Occorre capire però il perchè :wink:


Signor Bedini,
se io fossi in Lei, chiederei ad altri studiosi che hanno consultato e consultano atti notarili del periodo che a Lei interessa nelle località ove sta conducendo ricerche, sempre che non lo abbia già fatto. Anche in questo forum ci sono dei ricercatori negli Abruzzi e Molise!!!!!
Farei una ricerca, sempre che non l'abbia già fatto, nelle fonti bibliografiche di cui Lei è il nostro moderatore, in quelle fonti magari edite a cura dell'Archivio di Stato ove attualmente è conservato il Fondo Notarile in cui Lei sta svolgendo ricerche.
L'esperienza, però non solo la mia modesta esperienza, ma anche quella di altri studiosi del Forum che conducono ricerche in località dell'antico Regno di Napoli sono concordi nell'affermare come si è dimostrato le stesse situazioni documentarie. dagli Abruzzi alle Calabrie dal Principato Ultra a Terra d'Otranto vi era il Regno di Napoli non dimentichi della Sicilia di qua ed al di la del Faro. Vi era un'uniformità di documentazione. Ci possono essere delle varianti ma non delle profonde differenze.
Saluti e Buona ricerca.
Giovannimaria Ammassari

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