Biglietti da visita nobiliari

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Messaggioda turignolo » giovedì 11 ottobre 2007, 22:02

Credo il meglio e ' avere due carte di visita, una sociale ed un altra professionale, nella prima soltanto nome e cognome, e nell altra si l'indirizzo, il telefono,logo, ecc
Ma certamente si deve portare sempre la penna per scrivere nella carta sociale diciamo, il telefono o forse oggi e-mail..
Scusate mio italiano e saluti

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Messaggioda marcoluca » venerdì 12 ottobre 2007, 10:12

Roberto Filo della Torre ha scritto:Caro Michele,
Lo stemma nobiliare è uno strumento da usare con prudenza, sul biglietto da visita (oltre a sembrare"chic") fa l'uomo che lo porge un arrampicatore sociale, una persona che per entrare nei salotti “bene” di Roma,Milano. Montecarlo ecc.ecc. è disposto a sembrare quello che non è.
Se una persona si chiama per esempio Borghese,Ruspoli,della Rovere,Romanoff,de Merod,Furstenberg ecc ecc non serve inserire nel biglietto uno stemma (che continuo a definire pacchiano volgare e di cattivo gusto)poiché il cognome che ha precede la persona che si presenta con il cognome si dice tutto,faccio un esempio. Se io domani vado a Crans sur Sierre nello Chalet Roa dei Principi Borghese duchi di Bomarzo e Paolo Borghese si presenta non serve null'altro il suo cognome dice tutto
Riciclo una frase che diceva sempre mia nonna "la semplicità fa l'uomo elegante.
Dopo questa perla di saggezza 8) 8) ti saluto cordialmente :) :)



In genere l'uso di un disegno araldico o altro che sia, aiuta il nostro interlocutore a facilmente identificarci e soprattutto ricordarci, più di un semplice nome e cognome che spesso vengono dimenticati, a meno che non lo scrivo con svolazzi e fioroni. Penso poi che la discrezione del comportamento ed il gusto nei modi di fare siano sempre identificativi della persona che, senza alcun pregiudizio, vada conosciuta col tempo. Da questo verrebbe fuori se sia un arrampicatore sociale o meno, e se lo è, lo sarà, a mio avviso, con o senza stemma. In un contesto sociale, inoltre, frequentato da principi di certa fama non credo sia educato proporsi sullo stesso piano, un gentiluomo ha sempre coscienza di sè, non ha bisogno di ostentare ciò che non è.
Io sono sulla stessa linea d'onda quando il dott. Filo della Torre dice che la semplicità fa l'uomo elegante, ma ritengo pure che la modestia è una cosa il "non tenerci" sia un'altra. L'una è una qualità intrinseca alla persona ed è sinonimo di semplicità, l'altra sa tanto di menefreghismo riguardo a ciò che si è, nei confronti della propria storia.
Ora, non so quale sarebbe la condotta giusta da seguire riguardo alla manifattura del biglietto da visita, con o senza stemma; i Cavalieri del Santo Sepolcro, per esempio, hanno un loro proprio biglietto da visita da usarsi unicamente in circostanze particolari, con impressa la Croce dell'Ordine in alto a sinistra e titolo cavalleresco corrispondente, ma mi chiedo se non sia pacchiano anche l'uso di tale biglietto.

Al di là di tutto questo discorso, poi, è anche vero che ci si può imbattere in personaggio che attraverso le cose più effimere vogliono apparire ciò che non sono e si gonfiano come tacchini al cospetto di veri signori, ricoprendo se stessi di ridicolo ed imbarazzando gli altri.
Ultima modifica di marcoluca il venerdì 12 ottobre 2007, 10:38, modificato 1 volta in totale.
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
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Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 12 ottobre 2007, 10:21

Giusto per la cronaca.

Pare proprio che tra regnanti e consorti i biglietti da visita usassero eccome. Non ne ho mai visti di persona, ma leggendo un qualche libro su Casa Savoia (non ricordo se Mack Smith od Oliva) ho trovato il riepilogo di un episodio accaduto a Re Vittorio Emanuele III ed alla Regina Elena, erano a Napoli e furono intercettati dalle forze alleate mentre si trovavano in barca vicino alla villa ove risiedeva il Re d'Inghilterra in visita (1944 ca.), praticamente arrestati riuscirono a togliersi dai guai solo quando la Regina estrasse un "enorme biglietto" da visita dalla borsetta "qualcosa uscito da Alice nel Paese delle meraviglie" e con tale biglietto risucì a dimostrare che effetivamente erano i Sovrani d'Italia e non due pericolosi attentatori.
L'episodio suggerisce un biglietto da visita regale come qualcosa di assolutamente fuori dal comune.
Il biglietto del Kaiser è decisamente sobrio e contiene tutto il necessario, mi sembra ineccepibile per l'Imperatore di Germania.
Per gli altri propenderei per nome cognome e corona di rango.
Cordialmente,

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Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 12 ottobre 2007, 12:14

Cortese Signor Durazzo,

forse non ha mai sentito parlare dei barnabotti, nobili "proletari" dela Serenissima Repubblica di Venezia, così chiamati perchè vivevano nela zona di S.Barnaba in case "popolari" e per campare vendevano il proprio voto al Maggior Consiglio al miglior offerente.
Questi signori, che lei dovrebbe definire non-nobili stando al suo ragionamento di cui sopra, erano ritenuti nobili a tutti gli effetti da uno Stato che la nobiltà la riconosceva, mi sembra che vi sia di che riflettere.
Anche anticamente esistevano nobili ricchissimi ed altri decisamente meno abbienti, si pensi semplicemente all'inviato sabaudo nel Gattopardo ed al Principe di Salina.

I ricchi, anche ricchissimi, non-nobili sono sempre esistiti, qualcuno si è procurato un titolo, altri no e sono spesso spariti senza traccia. La nobiltà è anche la continuità del portare onoratamente un dato nome attarverso i secoli e le vicissitudini. Specie quando i soldi si fanno o si perdono con disinvoltura mentre il buon nome ed il passato non si posso improvvisare.
Cordialmente,

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Re: bigliettini

Messaggioda Tilius » venerdì 12 ottobre 2007, 12:14

Carfi ha scritto:...oltre tutto con la specificazione di Kaiser e di Imperatore dei Prussiani.


Giusto per amor di traduzione, sul bigliettino c'é in realtà scritto: Imperatore Germanico e Re di Prussia.
Diciture com Imperatore dei Francesi, Re dei Francesi o Re dei Belgi (!) lasciamole a Napoleone, Luigi Filippo o al Re del Belgio...
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Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 12 ottobre 2007, 13:16

Cortese Signor Durazzo,

io cito _anche_ il Gattopardo, non solo, e lo cito per un aspetto preciso, per favore legga bene e vedrà che il discorso è ben più ampio di quanto il suo ultimo commento non lo voglia far apparire.
Cordialmente,

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Messaggioda Gian » venerdì 12 ottobre 2007, 15:29

Stefano Durazzo ha scritto:io non voglio difendere la mia opinione.

però chi vuole fare apparire la nobiltà solamente come un avere le carte in regola formalmente o è un ingenuo o è in malafede.


sarebbe come se il titolo "amministratore delegato" fosse trasmissibile.

cioè: oggi io sono A.D. della telecom, gestisco centinaia di milioni di euro, decido delle finanze d'italia, sono ricevuto da tutti i premier d'europa, mi do il tu con i ministri, parlo al consiglio d'europa ecc.
poi fra x generazioni, il mio discendente con tutte le carte, i bolli, le assicurazioni per portere il titolo di Amministratore Delegato, fa il bidello in un università.

ovvero: se la nobiltà è solo un ricordo da vecchie zie di cui parlare a Natale, allora ok, non parlo più, se invece è qulcosa di vivo e attuale allora forse è il momento di sederci tutti intorno ad un tavolo a decidere quali devono essere le regole per dirsi oggi nobile.

mi permetto di inserirmi nella discussione, così, sottovoce:
sinceramente ho letto con interesse i suoi interventi e li trovo un po' troppo severi. oggi i tempi sono cambiati, non esistono più i privilegi di una volta e in Italia "non esiste" manco più la nobiltà(passatemela per buona), cosa vuol dire oggi "more nobilium"?
io amo distinguere fra "nobiltà" e "denaro" perchè converrà anche lei che non sono complementari. oppure secondo lei un principe qualora dovesse trovarsi in cattive acque dovrebbe rinunciare al suo titolo principesco? mi perdoni ma per me non ha senso.
In amicizia
Gian
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 12 ottobre 2007, 15:30

T.G.Cravarezza ha scritto:Riguardo lo stemma, non ci trovo nulla di male ad inserirlo, dopotutto è l'identificativo grafico della famiglia.

Esattissimo, caro Tomaso.

Oggi uno stemma familiare o personale già in assoluto ha :( poche possibilità di venir usato...

...e se ci mettiamo ad escluderlo anche dai biglietti di visita, è :cry: finita...

Bene :D vale
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Messaggioda Michele Baroncini » venerdì 12 ottobre 2007, 15:42

Gian ha scritto:io amo distinguere fra "nobiltà" e "denaro" perchè converrà anche lei che non sono complementari. oppure secondo lei un principe qualora dovesse trovarsi in cattive acque dovrebbe rinunciare al suo titolo principesco? mi perdoni ma per me non ha senso.
In amicizia
Gian


Sono d'accordo con Lei.

Mi permetto poi alcune precisazioni circa il concetto di "vita more nobilium".

Il tenore di vita "more nobilium" (apprezzato da una prospettiva economica oltre che morale) per la durata di alcune generazioni era certamente necessario per acquisire la nobiltà civica.

Non trovo invece corretto da un punto di vista storico affermare che per mantenere uno status nobiliare fosse necessario vivere "more nobilium", intendendo con ciò il rispetto di un dato tenore di vita.

La storia ci mostra come famiglie di cospicua nobiltà, pur cadendo in condizioni di ristrettezza anche grave, potessero perdere i beni, ma non certamente un'eredità che derivava loro dal proprio passato.

Mi sentirei di concludere affermando che oggigiorno, stante il nostro ordinamento giuridico, parlare di

sederci tutti intorno ad un tavolo a decidere quali devono essere le regole per dirsi oggi nobile


non ha alcun senso ed alcuna utilità.

In Italia la nobiltà ha oggi un valore puramente "privato" e pertinente alla sfera storico-culturale.

Tutto il resto sono sogni e vanità.

saluti

MB
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Messaggioda CORNELIA » sabato 13 ottobre 2007, 17:25

Gentilissimi Signori, sono solo al mio secondo intervento nel forum e mi piacerebbe rendere la mia opinione circa l'argomento trattato. Tra le mie collezioni ne ho una di biglietti di visita del XIX -XX secolo. Su quei piccoli lembi di cartoncino c'è veramente di tutto: semplici corone, eleganti e sobrie con nome cognome e predicato, altri con stemma in b/n o a colori, qualcuno un pò barocco con titoli nobiliari in oro etc.
Sulla maggior parte di essi (del XIX secolo) sono vergate in bella grafia indirizzi, appuntamenti e inviti ad un ballo, frasi di circostanza per lutti , battesimi e matrimoni. Spesso da essi è possibile una piccola ricostruzione della storia di famiglia e, comunque, avere uno spaccato della vita sociale dell'epoca. Ne ricordo uno in particolare in cui una Contessa fece stampare: "la Contessa riceve il giovedì."
Quando per lavoro mi trovo intorno ad un tavolo dove tutti si affannano a distribuire il loro biglietto, dentro di me sorrido, pensando che forse tra qualche decennio un altro collezionista troverà buffi tutti quei rettangolini dove una riga di stilografica ha cancellato Dott., Ing, Avv.
Auguro a tutti una buona serata. P.M.
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Re: Biglietti da visita nobiliari

Messaggioda Giovannimaria Ammassari » sabato 13 ottobre 2007, 18:23

Stefano Durazzo ha scritto:gentili amici,

come si realizzano biglietti da visita per persone nobili?

corone, stemmi, titoli...

esiste un galateo sull'argomento? delle regole?

chi mi può aiutare?


sarebbe bellissimo se qualcuno postasse delle fotografie di biglietti da visita nobiliari contemporanei, moderni e antichi.
appartenuti ad amici, parenti o suoi propri.
così da poterne trarre ispirazione o farne confronti.
grazie



Signora CORNELIA,
mi complimento per la sua collezione, anch'io ho avuto varie volte questa come dire "tentazione"v nella raccolta di biglitti di visita o da visita, sopratutto se in essi era presente uno stemma. Poi mi sono fermato perchè è difficile trovarli nei mercatini dell'antiquariato e modernariato.

Il quesito del Signor Stefano Durazzo verte all'attualità e contemporaneità del biglietto da visita per persone nobili.
Una persona nobile nel 2007 che tipo, che modello di biglietto da visita adopera?
Io non sono nobile e non ho nobili natali per questo non posso rispondere.
Taluni hanno risposto che non essendoci più la nobiltà....non dovrebbero esistere nemmeno i biglietti da visita di persone nobili.
Non credo vi sia una diciplina sul come si imposta un biglietto da visita.
Però credo che esistino delle leggi che tutelino l'uso di stemmi appartenenti a persone nobili o già appartenenti a persone o famiglie nobili. Tra l'altro si vede in giro una diffusione di stemmi e blasoni che vengono adoperati davvero dappertutto. Vi sono state discussioni in questo forum circa l'uso dello stemma, oggi brevettato può essere usato come marchio etcedera...

Alla domanda a mio avviso non vi è stata una esauriente risposta.
I nobili o perlomeno i titolati nell'ultimo "Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano" che biglietti da visita usano?
E' vero che si vanno ad inserire solo una piccola corona il cognome il nome senza predicato nobiliare o quant'altro?

Da parte mia cercherò qualche biglietto da visita datato ossia di novanta cento anni fa e li invierò anch'io.
Saluti
Giovannimaria Ammassari

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BIGLIETTI DI VISITA

Messaggioda CORNELIA » domenica 14 ottobre 2007, 18:35

Gentilissimi Signori,
circa l'invio di fotografie di biglietti di visita di nobili dei secoli passati mi attrezzerò quanto prima, utilizzando alcuni miei giovani e informatizzati collaboratori, i quali sono molto più abili di me con scanner ed importazione di oggetti nei files.
Ho conosciuto solamente una persona di nobili origini che, esclusivamente sul biglietto di visita personale, aveva stampigliata una piccola corona sopra il nome e cognome, senza titoli accademici. Purtroppo non ne ho una copia da mostrare, in quanto le mie collezioni si fermano, in genere, alla seconda guerra mondiale.
Voglio permettermi di raccontare un piccolo aneddoto che mi ha molto divertito: un mio cliente piuttosto gogliardico e discreto conoscitore del linguaggio iconologico (Cesare Ripa docet), si inventò uno stemma araldico, inserendovi ciò che secondo lui avrebbe incarnato lo spirito della sua famiglia. Tale stemma fu stampato su biglietti di visita e distribuiti ad amici e conoscenti, spacciandolo per il risultato di una ricerca araldica circa le origini della sua famiglia. La cosa divertente è che molti riconobbero (!) nello stemma sicure parentele con importanti famiglie nobili lombarde.
Cordialmente, P.M.
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Messaggioda Giovannimaria Ammassari » domenica 14 ottobre 2007, 22:53

Stefano Durazzo ha scritto:cornelia:



facci vedere sti biglietti!!!




la curiosità logora!



Signor Stefano Durazzo,
ieri sera alle 19,30 ho scannerizzato quattro biglietti da visita degli inizi del millenovecento e gli ho inviati al Signor Tomaso Cravarezza.
Ora è a discrezione (se non risulta alcun impedimendo di qualsivoglia natura) del Signor Tomaso, renderli fruibili su questo meraviglioso Forum.
Attendiamo buone nuove.
Saluti
Giovannimaria Ammassari

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Messaggioda CORNELIA » lunedì 15 ottobre 2007, 10:22

Stefano Durazzo ha scritto:cornelia:



facci vedere sti biglietti!!!




la curiosità logora!


Caro Stefano,
ho preparato una selezione di alcuni biglietti, scegliendone uno per genere. Sono riuscita a passare i biglietti allo scanner ma non ad inserire il file nella risposta (confesso tutta la mia imperizia nell'utilizzo "avanzato" dell'informatica! ), ho quindi inviato il tutto al Moderatore del forum.
Spero di aver assolto il mio incarico.
Buona settimana, P.M.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 15 ottobre 2007, 11:56

CORNELIA ha scritto:
Stefano Durazzo ha scritto:cornelia:



facci vedere sti biglietti!!!




la curiosità logora!


Caro Stefano,
ho preparato una selezione di alcuni biglietti, scegliendone uno per genere. Sono riuscita a passare i biglietti allo scanner ma non ad inserire il file nella risposta (confesso tutta la mia imperizia nell'utilizzo "avanzato" dell'informatica! ), ho quindi inviato il tutto al Moderatore del forum.
Spero di aver assolto il mio incarico.
Buona settimana, P.M.


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