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Per discutere sull'araldica / Discussions on heraldry

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Messaggioda FML » giovedì 4 ottobre 2007, 18:34

Gentili amici,

personalmente ritengo che l'animale mitologico presente nell'originale ed artisticamente mal eseguito stemma di cui stiamo parlando, si debba blasonare con il suo noto nome di ippocampo....così come non ci sogneremo mai di definire araldicamente un grifone, un liocorno, o altri celebri mostri nati dalla fantasia dei classici in termini più complessi dal punto di vista morfologico.

Immagine
Ippocampo (da Wikipedia)

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 4 ottobre 2007, 18:41

...il vecchio frate si arrende volentieri 8) all'evidenza!

Ma si chiede anche la provenienza e l'epoca del bellissimo manufatto proposto dalla nota enciclopedia multimediale, e ancor più l'ampiezza della sua diffusione nell'iconografia classica e moderna, e in genere quale notorietà abbia attinto in ambito artistico.

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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 4 ottobre 2007, 18:44

Non so... In alternativa a Ippocampo, al momento non mi viene una definizione migliore di cavallo marino o forse cavallo marinato (anche se questo mi sa tanto di ricetta a base di aceto :? ). Il termine ippocampo coincide infatti in biologia con la definizione del genere di pesci Singnatidi (Hippocampus) noti volgarmente come cavallucci marini. Un cavallo marino non è un cavalluccio marino...
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 4 ottobre 2007, 18:52

...purtroppo!

E quello di quest'arma è animale ignoto alla letteratura araldica.

Non è un cavallo marino, o ippocampo, inteso nel senso naturalistico del termine.

Non è un cavallo marinato, il quale avrebbe avuto quattro zampe equine con palme a mo' di pesce.

É piuttosto un mostruoso connubio fra mezzo cavallo marinato e mezzo pesce, per usare la terminologia araldica.

E in attesa che la mitologia, come suggerita da Ferrante, ci corra in aiuto con qualche termine specifico a noi momentaneamente ignoto.

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Messaggioda FML » giovedì 4 ottobre 2007, 19:32

Gentili amici,

riporto la definizione che Nicola Zingarelli fornisce nel suo storico Vocabolario della Lingua Italiana alla voce Ippocampo: animale marino favoloso, cavallo anteriormente, pisciforme dietro, aggiogato al carro di Nettuno o delle Nereidi.

Numerose e celeberrime sono le rappresentazioni classiche di questo essere mitologico, raffigurato (con l'aggiunta delle ali) anche sul rovescio di una moneta greca.

Immagine
Nettuno sul carro trainato da Ippocampi. Mosaico, III sec. d. C., dalla villa dell'Uadi Blibane (Sousse, Tunisia, Museo archeologico).

L'ippocampo, al pari del "cielo serotino", non sarebbe oggetto del nostro dicutere amichevole se :wink: qualcuno non avesse deciso, in barba ad ogni consuetudine araldica, di effigiarlo nel proprio stemma.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 4 ottobre 2007, 19:36

...può anche :oops: darsi, però...

...le bestie effigiate nel mosaico sono 8) diverse da quella riprodotta nella scultura...

...e il vecchio frate non si riferisce certo al reciproco colore...

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Messaggioda FML » giovedì 4 ottobre 2007, 19:45

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...può anche :oops: darsi, però...

...le bestie effigiate nel mosaico sono 8) diverse da quella riprodotta nella scultura...

...e il vecchio frate non si riferisce certo al reciproco colore...

Dai, fra' Eusanio, non fare :wink: l'inglese....

I particolari che distinguono gli ippocampi raffigurati nei più svariati manufatti artistici di origine classica, sono :roll: inconsistenti.
Nella fattispecie, poi, l'unica diversità riscontrabile consiste negli zoccoli che il mostro presenta nel mosaico, soppiantati dalle pinne (o zampe palmate) della scultura.

Ciao!

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Messaggioda Guido5 » giovedì 4 ottobre 2007, 19:58

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:...le bestie effigiate nel mosaico sono 8) diverse da quella riprodotta nella scultura...
per via - credo di interpretare - delle zampe anteriori non palmate. Se è così il particolare mi sembra secondario. La differenza - essendo ippocampo ambiguo - penso che sia fra "cavallo marino", l'animale fantastico, e "cavalluccio marino", quello che popola anche i nostri mari e che Plinio ha chiamato "hippocampos".

Ciao a tutti!
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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 4 ottobre 2007, 20:07

E' quanto affermavo sopra io, carissimo Guido. :wink:
Personalmente non sarei più convinto, dopo il dubbio sollevato all'inizio dal nostro frate, che sia meglio parlare di ippocampo. Questo per il fatto che sopra accennavo - e mi sembra tu abbia ribadito - circa la facile confusione con il cavalluccio marino. Ma anche nel caso in cui parlassimo di un leone marino - che in araldica pure esiste - saremmo davanti al rischio di confusione con quella specie di foca :shock: che ha lo stesso nome...
Certo... foche e cavallucci marini non hanno molto spazio in araldica (personalmente non ne ho mai visti in uno scudo). :roll: E tuttavia, se è vero che in uno scudo tutto potrebbe esser rappresentato, il pericolo di confusione nella comprensione del blasone (da parte del famoso orecchio non collegato a un occhio che veda lo stemma in questione...) resta.
Io a questo punto del percorso parlerei con disinvoltura di cavallo marino. 8)
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 4 ottobre 2007, 20:16

...e siccome cavillare sui particolari è evidentemente ritenuto poco :oops: utile...

...vi lascio 8) tranquillamente a cavallo del vostro mostro marino...

...buona :P navigazione!

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Messaggioda Guido5 » giovedì 4 ottobre 2007, 20:17

Caro Antonio,
non ti ho citato così come non ho citato Ferrante... Ho soltanto cercato di chiarire i termini del contendere e sono anch'io per "cavallo marino", eventualmente precisando le caratteristiche delle zampe (se non è un inutile appesantimento...).

Ciao a tutti!
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Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 4 ottobre 2007, 20:21

Sta tranquillo, caro Guido...
Non volevo mica chiederti i diritti di autore! :lol:
Volevo solo esser sicuro di aver capito che entrambi dicevamo la stessa cosa. E ti ringrazio per questa conferma. :wink:
Anche se questa creatura oltre che "fantastica" resta tuttora molto 8) "misteriosa".
A proposito dell'importanza dei particolari alla quale ci richiama sapientemente il nostro frate, forse l'unica soluzione è dare una descrizione dettagliata della figura marina... in tutti i suoi particolari!
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Messaggioda FML » giovedì 4 ottobre 2007, 21:42

Gentili amici,

in tutta onestà desidero conoscere nei dettagli le differenze che secondo voi sussistono tra l'animale mitologico raffigurato nello stemma osservato nell'Archiginnasio di Bologna e l'ippocampo mitologico di popolare fama (v. immagini postate).

Ricordo, a quanti simpaticamente ci seguono, che la mostruosa figura oggetto del dibattito è quella rappresentata nello stemma araldico che uno studente originario dell'Isola di Creta volle far dipingere ad imperitura memoria dei suoi trascorsi universitari e della sua terra natia sulle pareti della più antica università occidentale oggi esistente.

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Messaggioda San Marco » venerdì 5 ottobre 2007, 0:20

Immagine

L'ippocampo (da non confondere col cavalluccio marino) è un raro animale marino della mitologia greca, molto frequente nei miti classici.
L'ippocampo è un cavallo con la parte inferiore di pesce o delfino
Secondo i miti greci, il carro di Poseidone era trainato da un esemplare di questa bestia.
Il suo nome deriva dal greco Hippos (cavallo) e Kampos (mostro marino).

Lo studente, come già detto, ha voluto ricordare attraverso lo " stemma " la sua patria dato che la mitologia è di casa a Creta poiché Zeus, il padre degli dei, venne partorito segretamente da Rea proprio a Creta, di nascosto dal padre Crono che avrebbe ucciso il bambino temendo di venir detronizzato.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 8 ottobre 2007, 15:26

San Marco ha scritto:Chiedo scusa se forse mi sono espresso male, ma con l'aggettivo " ufficiale " intendevo se esso fosse usato, presente o " codificato " in qualche lettera patente o in qualche decreto presidenziale o in qualche certificazione d' Arma, dato che tale termine nemmeno nei Dizionari di Araldica che ho consultato è inserito.

Penso che non lo troverai in nessuna delle fonte indicate, caro amico.

Per ora.

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